NON APRITE QUELLA PORTA
di Tobe Hooper; con Marilyn Burns, William Vail, Paul A. Partain, Allen Danzinger.
Segnatevi assolutamente questa data: 19 Luglio. Tra un mesetto infatti esce una speciale edizione a 2 dvd del capolavoro di Tobe Hooper Non aprite quella porta. Più di 120 minuti di contenuti speciali (se saranno gli stessi dell’edizione inglese, allora c’è di che godere, tra documentari, commenti di regista e direttori vari, interviste, scene alternative, trailer e chi più ne ha più ne metta) e un libretto a colori di 16 pagine di sicuro sapranno colmare l’assenza di un’edizione dignitosa di questo film meraviglioso. In attesa, ecco la recensione di CineBlog.
Ispirato ad un fatto di cronaca, il film fece già terrorizzare gli spettatori dell’epoca per colpa dei manifesti: si vedeva infatti Leatherface (”Faccia di cuoio” nella versione italiana) uccidere una ragazza, e vicino una scritta agghiacciante (Chi sopravviverà? E che cosa resterà di loro?)… Di certo gli anni ‘70 hanno visto nascere un sacco di nuovi registi horror, su cui il cinema posò gli occhi sin da subito, ed è così che nacquero per l’appunto i vari Craven, Carpenter, Cronenberg, e anche Hooper. Il suo primo film, infatti, risultò da subito interessante per varie componenti. Sostanzialmente, senza troppi giri di parole, The Texas Chainsaw Massacre è AGGHIACCIANTE.
Un gruppo di autostoppisti fatti letteralmente a pezzi da una famiglia di cannibali: questa l’idea di fondo. Il tutto si svolge ovviamente nel desolato e accaldato Texas, e ad una prima parte “on the road” che prepara in modo angosciante agli avvenimenti che verranno, si contrappone la violenza della seconda parte. Violenza più che altro psicologica, ma anche fisica: senza esagerare, sia chiaro, non si sta parlando di un film splatter o gore, la violenza non è gratuita e non è mostrata più di tanto, ma fatto sta che all’epoca ci volle un gran coraggio per appendere per la schiena ad un gancio da macello una ragazza (e nel rifacimento ci viene infilzato un ragazzo…)! Tobe Hooper sapeva come terrorizzare gli spettatori, ma forse non sapeva che trent’anni dopo il risultato sarebbe stato allo stesso modo terrorizzante e fresco come in quegli anni. Tutta la parte finale, con la protagonista legata in casa dei cannibali costretta a subire violenza psicologica a dosi impressionanti, è da manuale del brivido. Le ambientazioni, come già detto, sono ottime, e anche la casa della famiglia è costruita nel modo più malsano possibile: la sequenza dove la ragazza, che sarà poi appesa al gancio per la schiena, è nella stanza con tutti quegli scheletri di animali è girata con sapienza cinematografica grandiosa… Importantissimi in questo caso i suoni e tutte le distorsioni.
Leatherface divenne anche lui un’icona, e insieme a Michael Myers, Jason Voorhees e Freddy Krueger fu destinato ad un successo enorme. La sua maschera la si vedrà in altri tre seguiti, di cui si salva il secondo capitolo, diretto ancora da Hooper, che mai ritornò a questi livelli, e in parte, solo per gli amanti dell’horror anni ‘80, il terzo. Il quarto è da dimenticare all’istante. Mentre il rifacimento del 2003 di Nispel, lontanissimo dall’originale, non è poi malaccio: ma appunto, il film di Hooper resta e resterà su un altro pianeta.
Voto Gabriele: 10
Voto Natalie: 8
Gel
08 giu 2006 - 23:50 - #1il film che mi ha fatto + paura in assoluto!
assolutamente da non guardare da soli o al buio!…non ho dormito bene per una settimana!
girato in maniera sublime!
carla - CINEBLOG
09 giu 2006 - 08:05 - #2leatherface è ispirato alla figura di ED GEIN:
http://www.latelanera.com/serialkiller/edgein/index.htm
brrrrrr
Tequila Joe: il nuovo Tobe Hooper
02 giu 2007 - 18:07 - #3[…] La creatura è un’invenzione di Dan Madigan, che ha scritto la sceneggiatura di questo Tequila Joe. La nota che potrebbe apparentemente stonare? Madigan è lo sceneggiatore del non proprio esaltante Il collezionista di occhi. Ma Hooper è convinto che lo script di Madigan sia davvero forte: “Questa è la miglior storia dell’orrore che ho avuto modo di sentire negli ultimi anni. Non sono mai stato così appassionato per un progetto sin dal primo Non aprite quella porta. Ho amato la sceneggiatura di Dan scritta per Il collezionista di occhi, davvero intensa - ma lui era parecchio scocciato che i produttori avessero cambiato molte cose che avrebbe voluto fossero mostrate; ma ogni cosa del suo nuovo script mi esalta”. […]
mister x
23 giu 2010 - 10:21 - #4io ci godo a vedere questi ma grazie a non aprite quella porta sono stato ispirato ad un nuovo livello di violenza sadica che ora non posso dimenticare…