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Letters to Juliet - La recensione in anteprima

Pubblicato: 25 ago 2010 da carloprevosti

Letters to JulietLetters to Juliet (Letters to Juliet) Regia di Gary Winick, con Amanda Seyfried, Christopher Egan, Gael Garcia Bernal, Vanessa Redgrave, Milena Vukotic, Marina Massironi, Valentina Cervi, Franco Nero.

Sophie sogna di scrivere per il celebre rotocalco New Yorker, ma lavora solo come “verificatrice” di fatti, nomi e date con un capo che non ha grande fiducia nei suoi mezzi. Il suo fidanzato Victor è uno chef entusiasta del suo lavoro che si sta preparando per la grande apertura del suo primo ristorante. Il loro rapporto sembra andare a gonfie vele, così decisono di partire per l’ultima volta come fidanzati alla volta di Verona, la città di Giulietta e Romeo e capitale degli innamorati. Sophie sogna un viaggio romantico, ma si scontra con la realtà che vede Victor più interessato ai segreti culinari italiani e a scoprire nuovi fornitori per il suo ristorante. Sophie, sola per Verona, scopre che il Comune cittadino ha dato l’incarico a quattro donne di rispondere a tutte le lettere lasciate sotto il mitico balcone. Scoperta per caso una lettera scritta quasi 50 anni prima, Sophie decide di rispondere di suo pugno alla missiva. Si troverà presto a tu per tu con la donna che la scrisse che all’insegna del “mai è troppo tardi quando si parla di amore”, tornerà in Toscana alla ricerca di Lorenzo, il suo grande amore perduto. Sophie accompagnerà la donna nella sua ricerca, insieme allo spocchioso nipote Charlie.

Il cinema americano spesso vive di stereotipi e luoghi comuni. Quando però è a finire nel tritacarne è una porzione del nostro patrimonio culturale (fosse solo sotto il profilo enogastronomico o paesaggistico) allora diventa tutto più evidente. E’ questo il caso di Letters to Juliet, commediola romantica che trasforma Verona, la capitale degli innamorati grazie a Giulietta e Romeo, in una cittadina leziosa fatta di viuzze costellate da balconi e la Toscana in un luogo verde dove le strade sono tutte sterrate, contornate da cipressi e da abitazioni rustiche appena ristrutturate. Ben venga un’immagine da cartolina per alcuni dei luoghi italiani più amati dagli stranieri per i loro viaggi, gli enti locali e le strutture ricettive possono fregarsi le mani per una possibile ondata di visitatori incuriositi da ciò che il cinema gli ha fatto sognare. E pure siamo felici che questa volta il product placement non sia legato al giubbotto di Tom Cruise o all’orologio di Pierce Brosnan, ma ad alcuni dei prodotti più nobili della nostra tavola come il Brunello di Montalcino. Il problema è che tra tutto questo quello che manca è il cinema e una sceneggiatura che possa rendere tutto una storia.

Nella sua totale inverosimiglianza c’era però il presupposto per quella che avrebbe potuto essere una commedia brillante, ma tanto è vero che Amanda Seyfried non è Katharine Hepburn quanto gli sceneggiatori contemporanei non sarebbero più capaci di scrivere una sophisticated comedy che possa sembrare una pallida imitazione di film come Scandalo a Filadelfia, giusto per citarne un esempio. I protagonisti, ma anche i personaggi di contorno, vivono in un liquido amniotico fatto di frasi fatte, citazioni storiche (anche in latino) e frivolezze varie. Le segretarie di Giulietta riescono a rendere patetiche anche ottime attrici nostrane come Marina Massironi, Milena Vukotic e Valentina Cervi, ma il loro ruolo di “messaggere d’amore” questo richiedeva. Ma ce ne è anche per il “bel” Gael Garcia Bernal a cui viene cucita addosso una parte che lo rende ulteriormente più irritante del solito. Quando la sceneggiatura dovrebbe prendere il volo, durante la lunga ricerca del Lorenzo Bartolini perduto, tra errori di persona e i continui battibecchi tra Sophie e Charlie, proprio qui invece il meccanismo mostra tutte le sue imperfezioni.

E’ un peccato, perché il taglio da road movie del cuore, scanzonato e un po’ disilluso, avrebbe potuto essere qualcosa di più che una serie di scenette incollate tra una cartolina e l’altra fino all’arrivo dell’agognato Lorenzo, un fascinoso Franco Nero, a cavallo di cotanto destriero. Ma come scrive Sophie nella lettera a Claire (Vanessa Redgrave) le parole “e” e “se” da solo non sono nulla ma un “e se” può cambiare tutto, anche un film. L’unica nota curiosa è legata alla vetusta coppia, Vanessa Redgrave e Franco Nero infatti lo sono anche nella vita e si sono sposati di recente, in gran segreto, quindi questo film rappresenta una sorta di outing del loro legame.

Letters to Juliet uscirà nei cinema il 25 agosto. Qui potete vedere il trailer in italiano.

Voto Carlo 4
Voto Carla: 4

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21 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di insidemk

    insidemk

    25 ago 2010 - 16:15 - #1
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    Non d’accordo questo film è una commedia semplice, ma veramente caruccia! Magari non così eccellente, però onestamente la sufficienza gliela darei assolutamente!

  • Profilo di franz13

    franz13

    25 ago 2010 - 16:46 - #2
    0 punti
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    hanno invaso verona per tutta l’estate scorsa per un 4 ?? non so perchè ma me lo aspettavo :D

  • Profilo di lucio21966

    lucio21966

    25 ago 2010 - 17:01 - #3
    0 punti
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    Una cosa indegna. Più che la glicemia fa alzare gli acidi urici.
    Imbevibile

  • Profilo di majister

    majister

    25 ago 2010 - 17:07 - #4
    0 punti
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    mi avete fatto venire in mente che devo rivedere Vacanze Romane e assolutamente mi devo riguardare Il Mercenario.

  • Profilo di maxthestyle

    maxthestyle

    25 ago 2010 - 18:05 - #5
    0 punti
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    @franz13
    ahahah…hai ragione!!!!
    ma 6 di verona pure te???

  • Profilo di iAntonio

    iAntonio

    25 ago 2010 - 18:25 - #6
    1 punto
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    Di Verona non posso che non parlare bene..il film aspetto di vederlo..
    Saluti

  • Profilo di max87

    max87

    25 ago 2010 - 18:25 - #7
    -1 punto
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    vabbè dai sarà la solita commediola romantica stile americano cosa pretendevate?

  • Profilo di danyele-world

    danyele-world

    25 ago 2010 - 21:08 - #8
    0 punti
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    la solita comemdiala stereotipata tipo “Sotto il sole della Toscana” e “La fontana dell’amore”.

    D’altra parte ’so americani, se non ritraggono un’Italia anni ‘50 rifacendosi (male) a “Vacanze romane”, non sono loro…

  • Profilo di franz13

    franz13

    25 ago 2010 - 22:36 - #9
    0 punti
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    @maxthestyle si sono di verona

  • hugosss

    25 ago 2010 - 22:49 - #10
    2 punti
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    non paragoniamo la mitica vukotic con la massironi e soprattutto con la cervi (ottima attrice nostrana?!:D)!!!

  • ::: GooStation :::

    25 ago 2010 - 22:58 - #11
    0 punti
    Up Down

    .
    .
    .
    dopo il film su Facebook sembra che arriverà presto anche quello sulla storia di Google
    .
    .
    .

  • Profilo di ambarabaccicicoco

    ambarabaccicicoco

    26 ago 2010 - 00:59 - #12
    0 punti
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    Ennesima stupidaggine di cui si poteva fare a meno.

  • Profilo di shakepictures

    shakepictures

    26 ago 2010 - 06:22 - #13
    0 punti
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  • ilriccio

    26 ago 2010 - 11:15 - #14
    0 punti
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    Anch’io sono di Verona e confermo quanto ha scritto Franz. Questo fine settimana lo andrò a vedere al k2.

  • DeNatale.it

    26 ago 2010 - 18:09 - #15
    0 punti
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    http://www.denatale.it/?p=499 Letter to Juliet - DeNatale.it

  • Profilo di str3nk

    str3nk

    26 ago 2010 - 19:52 - #16
    0 punti
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    Cercasi plot originale e non “epistulo-centrico” per Amanda Seyfreid…dopo Mamma Mia e Dear John (mi sembra ke si chiamasse cosi) è il terzo film di cui è protagonista che gira intorno ad una lettera -.-’

  • Up

    27 ago 2010 - 15:40 - #17
    0 punti
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    Manco mi ero accorto che giravano questo film……..hahahahaha che trama ridicola beh qualcosa di vero c’è un incarico del genere poteva solo darlo il Comune di Tosi!!!!!!!!!!

  • -meg-

    29 ago 2010 - 16:21 - #18
    0 punti
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    Sarà anche un’altra stupida commedia americana, con una stupida trama e tutto ciò che volete, ma dietro c’è il lavoro di tantissima gente che ci ha creduto e continuerà a crederci, a prescindere da critiche positive o negative che siano. In ogni caso, quando si vuole criticare, consiglio di andare a vedere il film, prima di sputare sentenze inutili.

  • Profilo di blumarinets

    blumarinets

    29 ago 2010 - 16:48 - #19
    0 punti
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    Sono appena tornata dal cinema, il film mi è piaciuto, anche se chiaramente non è da oscar.
    Ogni tanta fa bene vedere film cosi leggeri, per un paio d’ore scarse, dimentichi tutti i problemi della vita…
    Ci sono però delle cose mi hanno lasciato perplessa. Tralasciando le cose più tecniche, direi anzitutto che la casa, o meglio il cortile di Giulietta l’hanno fatto vedere leggermente diverso da com’è nella realtà, inoltre nelle 3/4 volta che l’ho visto finora, non era mai mezzo vuoto come si vede nel film…
    Secondo punto, il film è girato in Italia, anche con personaggi italiani, non si può pretendere che tutti conoscano l’inglese, e che dialoghino senza problemi, con personaggi che non dovrebbero, in teoria, avere tutta sta dimistichezza con l’italiano. Quindi in che lingua parlavano?!?
    Terzo punto, una curiosità più che altro, si sente una canzone degli 883 “Un giorno così”, in cui nel ritornello è presente una parolaccia… la canzone è stata censurata… dai come si fa… in America sta canzone non credo proprio la conoscano, e noi italiani la conosciamo con il testo originale, per cui perchè censurarla?!?
    Per il resto film guardabile, e che avrò senz’altro il piacere di vedere altre volte…

  • cinemarecensionilab (fabrizio)

    30 ago 2010 - 13:36 - #20
    0 punti
    Up Down

    Secondo me va presa per quello che è : una commedia leggera e romantica. Ogni tanto servono anche film di questo tipo, che non hanno alcuna pretesa se non quella di intrattenere il pubblico (magari sopratutto femminile). Sinceramente non mi trovo con il 4 dato dal recensore. Fra l’altro, pur con tutti gli stereotipi, è un inno a viaggiare in Italia e ad acquistare prodotti tipici nostrani (dal formaggio alle automobili) molto più funzionale di tanti spot ufficiali che girano per televisione

  • Francesca.

    01 set 2010 - 08:54 - #21
    0 punti
    Up Down

    non sono d’accordo con la recensione da voi scritta di “cine blog” penso che non sia un film da pelle d’oca, o, da una trama pemorabile, però è spensierato e piacevole da vedere.
    hanno mostrato un Italia pacificha e serena, forse diversa dalla realtà, e hanno creato un atmosfera romantica e commovento verso la fine (quando viene letta la lettera, e sophie si alza dal tavolo e tutto quello che lo segue, fino al bacio finale.) al contrario di tutto il resto del film spiritoso e divertente.
    l’unica cosa che posso contestare, sono alcune scelte musicali come quelle degli 883 (inadatto al contesto)
    se devo dare un voto al film in una scala da 1-10 darei 8-

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