24 anni fa usciva in edicola una leggenda del fumetto italiano, Dylan Dog. Creato da Tiziano Sclavi, edito dalla Sergio Bonelli Editore, disegnato da Claudio Villa e Angelo Stano, sui lineamenti di Rupert Everett, visto in Another Country e immediatamente diventato volto ‘non ufficiale’ dell’indagatore dell’incubo. Ambientato a Londra, con il mitico civico 7 di Craven Road casa/ufficio/rifugio del nostro amato protagonista, Dylan Dog, astemio, vegetariano, vestito sempre allo stesso modo e autentico sciupafemmine, ha impiegato oltre un decennio per arrivare in sala. Venduti i diritti internazionali ad Hollywood, ci sono voluti anni per dare vita alla produzione dell’attesa trasposizione cinematografica, ormai davvero prossima. Oggi, finalmente, abbiamo potuto vedere il primo lungo trailer del film, che ha letteralmente lasciato sbigottiti i fan. La sensazione, neanche troppo velata, è che Hollywood possa davvero aver rovinato un mito d’Italia, un orgoglio nazionale, uno stracult fumettaro.
Cancellata Londra, per ambientare il tutto a New Orleans, abbandonato l’insostituibile personaggio di Groucho Marx, per problemi di copyright con gli eredi di Marx, lasciato a casa il celebre Bloch, ispettore di Scotland Yard, e addirittura invertito il colore del Maggiolino, nero con la cappotta bianca, sempre per problemi di diritti d’autore, stavolta con la Disney, la sensazione è che di Dylan Dog ci sia rimasto davvero poco, se non il nome. E’ indubbiamente poco professionale e sbagliato giudicare un film da un trailer, ma la sincera e infastidita sensazione, dopo aver visto il primo teaser, di ritrovarsi dinanzi ad un remake di Buffy L’Ammazzavampiri, più che di fronte all’atteso arrivo al cinema dell’Indagatore dell’Incubo, è tangibile.
Nessuno sa come e quanto Tiziano Sclavi sia stato coinvolto nella lavorazione del film, chiamato a non deludere i centinaia di migliaia di fan che da oltre 20 anni, ogni mese, corrono ad acquistare in edicola l’edizione cartacea, per una trasposizione che a questo punto è diventata veramente a rischio, viste le innumerevoli libertà prese da sceneggiatori, produttori e regista. Era il 1994 quando Michele Soavi portava in sala Dellamorte Dellamore, tratto dal romanzo omonimo di Tiziano Sclavi, chiaro alter ego di Dylan Dog, interpretato all’epoca magistralmente da Rupert Everett. La speranza è che quella pellicola, erroneamente etichettata da molti come “il film su Dylan Dog”, non debba essere ricordata come tale per pura disperazione, a causa della trasposizione ufficiale made in Hollywood. Augurandoci di essere smentiti e tranquillizzati al buio della sala, per ora sottoscriviamo quanto detto tanto tempo fa dal saggio Umberto Eco:
“Posso leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog per giorni e giorni…”.
bds
17 ago 2010 - 16:23 - #1condivido i tuoi timori. Non so quanto gli americani conoscano Dylan Dog, ma se non va a fondo lì lo farà qui in italia!
Inoltre visto l’andazzo, se floppa, probabilmente ci faranno un remake tra un paio d’anni…
l4d
17 ago 2010 - 16:28 - #2premesse rispettate insomma…
ilmat
17 ago 2010 - 16:38 - #3A me Dylan Dog non ha mai fatto impazzire, ma Sclavi ha fatto scuola di sceneggiatura a molti autori italiani, tantissimi si sono studiati i numeri dell’indagatore dell’incubo (soprattutto i primi) per imparare. Il format USA conserva giusto il nome, a giudicare dal trailer. dando un giudizio affrettato, da queste poche immagini, direi che Disney promette una pellicola divertente, ma Dog Dylan Dog è un’altra cosa.
agonar
17 ago 2010 - 16:39 - #4Diosanto che amarezza :( davvero uno schifo.
Quando smetteremo di stupirci delle trasposizioni fatte col cu1o? DragonBall, Astroboy, Street Fighter… tutta roba fatta prendendo i nomi dei personaggi, vestendo gli attori in modo vagamente somigliante e poi sparandoli in una storia a caso… ma qual’è il motivo? Uno spettatore che non conosce il soggetto ha un’alta probabilità di non essere interessato a vedere un film del genere, mentre uno spettatore che lo conosce non lo andrà a vedere per evitare conati di vomito… dove sta il guadagno in tutto questo??
agonar
17 ago 2010 - 16:46 - #5CHE POI L’ATTORE CI STA ANCHE BENE PORCA MISERIA!!! ODIO VEDER UNA BUONA IDEA DI UN BUON PROGETTO BUTTATA NEL CESSO IN QUESTO MODO!!!
Ma porca miseriaccia!! Non è giusto, qualche accortezza in più e si poteva fare un buon lavoro…
Ambientalo a Londra, fai che c’è Bloch, dici che Groucho è in vacanza o cosa ti pare (spesso è assente nel fumetto) ed il maggiolone inventati che è ad aggiustare… capisco a pieno la questione dei diritti, non sono cieco, ma alcune cose sono VOLUTAMENTE errate per QUALE MOTIVO?
Vorrei piangere ed urlare :-(
augustus
17 ago 2010 - 16:46 - #6Ma, dal trailer il film sembra orribile, ma non vedo perche’ si debba gridare allo scandalo.
I diritti sono stati venduti ad una compagnia di un altro paese, che sono liberi di fare come vogliono.
Gia’ qui il problema e’ italiano, visto che se avessimo un’industria cinematografica decente (non dico ai livelli di Hollywood, ma almeno di quello francese), non lo avremmo dovuto vendere ad un’altro paese, che magari non ha questo grande attaccamento sentimentale al fumetto (se gli italiani facessero Iron Man per esempio, probabilmente sarebbe (tristemente) comico).
Secondo ostacolo nel creare un buon film e’ la compagna alla quale sono stati venduti i diritti, visto che la Hyde Park Entertainment non e’ molto grande, e non ha gli stessi strumenti disponibili per esempio alla Disney (soldi, know how, e risorse in genere).
Poi c’e’ il fatto che il regista alla quale e’ stata data la responsabilita’ di fare un film del genere, e’ uno che di film conosciuti ha fatto solo le Tartarughe Ninja (TMNT). Dai il film a uno come Zack Snyder, Nolan o anche Sam Raimi, e gia’ si aumentano le possibilita’ di avere un prodotto finale che potrebbe essere anche un capolavoro.
Hanno scommesso su un regista nuovo, e il rischio che esca una schifezza e’ alto.
In america sinceramente non ho mai incotrato uno che conoscesse Dylan Dog. Non per questo non significa che di gente che lo conosce negli USA non ci sia. Semplicemente non e’ un fenomeno culturale come lo e’ stato da noi. In fondo li hanno gia’ una miriade di fumetti, e una cultura del fumetto (satura e in declino) che da noi e’ inesistente. Quindi apsettarsi che gli venisse data estrema importanza (come succede con altri come Spiderman o Superman), era quantomai sciocco.
augustus
17 ago 2010 - 16:50 - #7ilmat
Non e’ la Disney la compagnia che lo produce.
petauro
17 ago 2010 - 17:20 - #8Roba da pazzi.
E’ come se volessi fare un film su superman e siccome per violazione del copyright non posso mettergli il vestitino da supereore, lo concio come superpippo.
Groucho Marx oltre che indispensabile sarebbe una fonte inesauribile di intrattenimento e come nel fumetto avrebbe potuto spaziare dall’ironia al dramma, Londra non è un problema, anzi, avrebbero potuto con qualsiasi scusa ambientarlo altrove e avere una scusa per flash back o cose simili o battute nei dialoghi, per non parlare dell’attore palestrato, delle piroette dei mostri e del maggiolone che sembra di vedere una pubblicità della volks…
Vorrei comunque precisare che viola anche il copyright sui capelli dell’ultimo superman e quindi ho saputo che gli fanno una acconciatura come quella di Simoncelli.
skanfalug
17 ago 2010 - 17:29 - #9Criticare sulla base di due minuti di trailer non ha senso… Aspettiamo il film intero. Io non sono uno di quelli che quando va a vedere un film tratto da libro o fumetto lo vuole vedere uguale alla controparte cartacea, quindi se i cambiamenti portano a qualcosa di buono ben vengano. Ad esempio l’assenza di Groucho per me è un bene. Su carta il personaggio funziona, ma non cedo sarebbe stato apprezzato ugualmente in un film (anche perchè le battute sarebbero scritte da americani…). Inoltre nel plot mi sembra che si dica che Dylan si è ritirato dalla professione e si è ritirato a vivere a new orleans. Questo motiva parecchi cambiamenti, come l’assenza di Bloch no?
Sul discorso di augustus sul regista non posso che essere d’accordo, però c’è da pensare che il film è quasi una scommessa anche per gli americani… Non potevano certo impiegare budget incredibili e nomi altisonanti su un film dal successo così incerto…
Comunque speriamo bene!
toni_acca
17 ago 2010 - 17:50 - #10Brandon Routh nel ruolo di Dylan Dog è meno credibile di Moana Pozzi interpretata da Paola Binetti.
dza
17 ago 2010 - 18:11 - #11Non potevamo aspettarci altro che questo…Dylan Dog in mano agli americani non poteva diventare altro che un action fracassone debitore di altri pessimi film, da Van Helsing a Constantine. Ma al di là delle modifiche apportate al soggetto (troppe, a quanto sembra), pare proprio che si tratti di una brutta produzione: dal teaser sono ben visibili pessimi effetti speciali, baracconate e prosthetics di bassa fattura. Fosse almeno da divertirsi, mi acconenterei di quello, ma la scelta del regista non mi fa ben sperare. Spero di sbagliarmi.
Fra parentesi, e questa critica la rivolgo direttamente alla Bonelli e alla sua squadra di disegnatori/sceneggiatori…a parte pochissimi numeri di pregevole fattura è da anni ormai che DYD ha perso la sua vena malinconica e surreale, il suo citazionismo irresistibile e ha lasciato spazio a storie ripetitive e dallo scarsissimo mordente. DYD in 24 anni non si è evoluto, e questo è tutto. L’universo che di numero in numero si era ampliato introducendo di volta in volta nuovi personaggi (da Wells, alla Trelkowski, a Morgana, ai burocrati dell’inferno e ai numerosi, memorabili amori di Dylan) si è andato di anno in anno assottigliandosi, e oggi DYD è un eroe senza macchia che indaga su mostri da baraccone, non più sui mostri dell’anima e della società. Che non si innamora più (e come biasimarlo? I personaggi femminili delle sue storie hanno uno spessore psicologico talmente imbarazzante…), che non teme la morte (già, dov’è finita l’Oscura Signora?) e la cui realtà di tutti i giorni, prima vera protagonista dei suoi incubi, appena lo scalfisce. Niente più gusto dell’assurdo e splatter, niente romanticismo e oscure previsioni della fine del mondo. Nessun mondo parallelo in cui imbattersi. Persino l’esclamazione “Giuda Ballerino!” ora passa inosservata. Ogni tanto rileggo numeri come “Storia di Nessuno” e “Il Lungo Addio” e rimpiango tanta abilità nel raccontare e temi di così alto spessore, difficili da affrontare in un fumetto. E ormai i disegnatori non si divertono nemmeno più a giocare con le “ottiche cinematografiche”, quando prima era un tripudio di granadangoli, teleobbiettivi e inquadrature rasoterra. Posso solo dire: che peccato!!!
luporosso
17 ago 2010 - 18:55 - #12Non capisco la sorpresa e la delusione di molti… Cosa vi aspettavate? Che gli americani mostrassero il rispetto per l’integrità dell’opera di un’oscura e trascurabile scuola fumettistica italiana? Da avido lettore di DYD, non mi è mai passata per la testa neanche per un attimo l’idea di vedere questo film. Non credo sarà più malvagio di tanti cinecomics sfornati negli ultimi anni, solo che non avrà nulla a che vedere con la complessità, l’ironia, il citazionismo, l’impegno del fumetto. Per gli americani quello dell’ “Indagatore dell’Incubo” è solo l’ennesimo spunto per avviare e giustificare una produzione. Non c’è da indignarsi, è nell’ordine naturale delle cose. Credo che nemmeno Sclavi si aspettasse una fedele riduzione cinematografica delle vicende del suo personaggio.
giovanny
17 ago 2010 - 20:28 - #13sono mesi che ve lo dico! NON è DYLAN DOG! fine, punto e basta!..
jackburton
17 ago 2010 - 22:12 - #14Sempre pronti a sparare a zero sugli americani quando abbiamo avuto 24 anni per fare un film Italiano decente su Dylan, per lo meno al livello di Dellamorte Dellamore.
Ma purtroppo noi siamo buoni solo per finanziare cinepanettoni e cinemattoni.
La colpa è nostra, non loro.
vespertime
17 ago 2010 - 23:28 - #15@jackburton sono abbastanza daccordo con te (anche se avendo venduti i diritti molto tempo fa non saprei). Comunque se non ricordo male i diritti erano stati venduti a un altra casa di produzione in principio. e poi sono stati riacquistati nuovamente a scadenza. non ricordo proprio i dettagli al momento. insomma un passamano di diritti di case minori interessate al progetto. In america Dyd non se lo caga nessuno. Dovevamo pensarci da soli e così non è stato fatto. Ma anche quì credo che il problema arrivi dalle case di produzione. Nessuno voleva farlo e gli unici che lo hanno fatto non avevano abbastanza mezzi e culti per il personaggio per poterlo fare bene. è tutto qui’ il fattore. personalmente spero che almeno diverta e non lo butto di certo via. ovviamente rendendomi conto di base che non sarà il dylan dog che conosciamo quello che vedrò. dopo tutti i problemi e gli anni passati non so neanche se ci si può lamentare alla fine. quindi in definitiva si. è solo colpa nostra.
Fra X
18 ago 2010 - 00:32 - #16Neanche a me ha mai fatto impazzire. Anche se rileggendo un pò di storie di recente, alcune le ho trovate belle, altre un pò così e alcune delle vere ciofeche, come succede comunque in generale. Non sò bene come ora la serie sia proseguita perchè praticamente sono fermo al 99 XD visto che in quel periodo la collezione di mio zio, o mio cugino, non ricordo bene, arriva lì ovviamente XD .
Diciamo comunque che credo faccia meno tendenza rispetto soprattuto agli anni 90 quando erano uscite le t-shirt, il gioco (!) che vidi al Mercatone uno XD e faceva campania tipo contro la droga, l’ abbandono dei cani e altre mi pare. Fecero addirittura dei cross-over con “Martin Mystere”!
Comunque dai, un storia, non ricordo bene in che numero, ma sulla trentina mi sembra, quella in cui una poliziotta è perseguitata da un criminale che ha contrinuito a spedire al patibolo, c’ è appunto il fatto che la pena di morte in Inghilterra era stata tolta nel 60 mi pare! Vabbè che è un’ opera di fantasia, però chissà in quanti avranno pensato, me compreso, che negli anni 80 ci fosse ancora la pena di morte in Inghiltera.
Fra X
18 ago 2010 - 00:33 - #17!
“arriva lì ovviamente XD”
visto che me l’ hanno regalata in quel periodo
Fra X
18 ago 2010 - 00:35 - #18.
spider_sp
18 ago 2010 - 01:28 - #19Il problema è sostanzialmente uno solo: una produzione americana non può funzionare per la trasposizione di un fumetto europeo.
La stessa cosa è stata per il film di Dragon Ball, realizzato secondo i tipici canoni hollywoodiani che con i manga non c’entrano praticamente nulla.
L’approccio adeguato per Dylan Dog sarebbe stato quello usato per il film di Dellamorte Dellamore (che, ricordiamo, non è ispirato a Dylan Dog, ma a un’opera di Scalvi).
Qui invece si è costruito un film su cliché ed elementi di stampo action-supereroistico che per la maggior parte delle trasposizioni da comics americani andrebbero benissimo, ma che nulla hanno a che vedere con le atmosfere, i personaggi e le situazioni dell’Indagatore dell’Incubo.
Se ne sarebbe dovuta occupare una casa cinematografica italiana.
Peccato (e questa è la cosa che mi fa davvero rabbia) che in Italia non ci sia la volontà di produrre nulla che vada al di là delle solite commediette sui rapporti in crisi, film sulla mafia o sul ‘68, o cinepanettoni pieni di italiani benestanti per compiacere l’attuale governo.
Quel poco di cultura popolare che in Italia si riesce ancora a produrre la svendiamo agli americani lasciando che siano loro a guadagnarci sopra, reinterpretandola in una chiave tutta loro.
Registi e produttori italiani si lamentano che la gente preferisce andare a vedere i blockbuster americani invece che i film prodotti in Italia? Ca**o, ma se la maggior parte dei blockbuster moderni sono trasposizioni di fumetti americani, facciamo la stessa cosa anche a noi, che siamo, insieme alla Francia, tra i paesi europei che hanno dato alla luce il maggior numero di icone cartacee.
Ci si lamenta che il grande pubblico preferisce andare a vedere Iron Man piuttosto che “Matrimoni e Altre Ca**zate”? E allora, produttori intelligenti che sapete solo mettere la parola “amore” nei titoli di film tutti uguali, pensate a fare un film ITALIANO su Dylan Dog, Tex, Nathan Never, Martin Myster, Lazarus Ledd, Diabolik… Ne abbiamo tanti da cui attingere per fare dei grandi film.
E non venitemi a dire che non ci sono i soldi, perché quando si tratta di realizzare cose costosissime per leccare il culo a Berlusconi, Bossi e compagnia bella, come nel caso di quella mer*a di Barbarossa, allora lì i soldi li trovano.
drapocalypse
18 ago 2010 - 08:42 - #20I diritti furono venduti oltre 10 anni fa.
Oggi come oggi anche noi potevamo dare vita ad una trasposizione cinematografica.
Ma il danno era ormai stato fatto.
inglorious_iaco
18 ago 2010 - 13:33 - #21Il problema è questo, non abbiamo + voglia di osare, ormai si producono le solite robacce romantiche perchè si sa che si va sul sicuro. Nessuno vuole prendersi la responsabilità di osare qualcosa di diverso, o almeno nessuno vuole concederlo.
Poi, anche volendo, nessuno te ne darà mai la possibilità, siamo un paese pieno di risorse che non le sfrutta, dove sono finiti gli anni dei grandi horror all’italiana???
Spariti, morti, ecco tutto. Poi si lamentano della fuga dei cervelli e di quant’altro, ma come si fa se non gli si danno le possibilità??? Io sono un aspirante regista e mi piacerebbe girare un film horror, secondo voi avrò mai la mia possibilità? Qualcuno leggerà mai la mia sceneggiatura senza cestinarla?? Ma và, dovrò andarmene all’estero perchè qui nessuno considerà + queste cose.
Che amarezza.
naando
18 ago 2010 - 14:59 - #22dove sono finiti gli anni dei grandi horror all’italiana???
so finiti per fortuna.
darkplanethotmailit
18 ago 2010 - 16:00 - #23Il film “della morte dell’amore” era fedelissimo all’opera originale, perchè Dylan era così in origine, poi per scelte editoriali è stato reso più commerciale.
Il fumetto risulta decente dall’ 1 al 50 poi si perde nella strada del buonismo, con sceneggiature mediocri e idee copiate senza originalità,stile filmoni perbenisti di canale 5 nella domenica mattina.
Dylan è morto da anni oramai, io posseggo la collezione originale da n 1 al 141 e non riesco a venderla da anni….. forse meriterebbe l’oblio una volta per tutte nel secchio della carta da reciclare.
giuseppeiii
03 set 2010 - 14:33 - #24anch’io credo che dyd sia morto ma perlomeno sono contento di poterne comprar qualche albo in edicola sporadicamente piuttosto che non vederlo scorger più dalle vetrinette degli edicolanti e pensar a ciò come un capitolo definitvamente chiuso e passato ormai appartenete ad altri tempi, tempi che segnarono la mia adolescenza e dei quali porterò sempre con me un ricordo fantastico e quasi onirico quando ripenso alle pagine di dyd…per quanot riguarda il film anch’io sono disilluso e fortemente arrabbiato e perquanto condanni gli italianotti buoni soli a far cinepanettoni credo che fondamentalmente la colpa principale sia degli americaniche per l’ennesima volta han cercato di attinger a un nome giàà di per sè famoso per montarci su un film per il quale l’importante è che paghi l’ingresso attirato dal nome e basta, che poi tu resti soddifatto o no, nn importa…
credo anche che per i problemi dei diritti del copyright una facile scappatoia poteva esser quella di crear persone o cose simili, ad esempio groucho potva esser un quarantenne che gli somigliava vestito in modo classico che fumava il sigaro con un baffo e gli stiali senza dover per forza cascar nell’iconografia che lo contraddistingue e per il nome potevan dargliene uno perlomeno simile o che sonasse vagamente all’originale, per il maggiolino e i problemi con la disney si sarebbe potuto optar per una 500 mentre per bloch credo non ci siano scuse