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Tutti gli uomini del re: il trailer

Pubblicato: 10 giu 2006 da Carla Cigognini

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Cast stellare per Tutti gli uomini del re, nuovo film di Steven Zaillian tratto da una storia di Robert Penn Warren.
Grandi nomi dicevo: Sean Penn, Jude Law, Kate Winslet, Patricia Clarkson, James Gandolfini, Mark Ruffalo, Anthony Hopkins, Kathy Baker. Non ci facciamo mancare niente, insomma.
La trama è una di quelle toste, dure, impegnate; il film infatti racconta di Willie Stark, un uomo del popolo, un attivista convinto, un uomo che si batte per i diritti civili ma che piano piano si trasforma fino a diventare il Governatore della Louisiana, un uomo senza più scrupoli.
Stark è interpretato da Sean Penn e sento già puzza di Oscar.
Il film esce a dicembre ma noi siamo trooooppo avanti e vi mostriamo già il trailer…

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1 commento

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  • Profilo di Mauro Lanari

    Mauro Lanari

    04 ago 2008 - 20:48 - #1
    0 punti
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    A CIVIL ACTION
    Forse il miglior sceneggiatore U.S.A. è Steven Zaillian, MA SOLO quando è lui stesso a dirigere il film come appunto nel caso di “A Civil Action” (1998). Qui, allora, egli evidenzia il suo tentativo di ridurre al minimo l’apporto finzionale lavorando invece su un biopic o docudrama, tanto per dimostrare ANCORA UNA VOLTA che la realtà è narrativamente più ricca d’ogni invenzione immaginativa. Inoltre Zaillian, almeno in questa specifica occasione, opta per l’epica del quotidiano, per il donchisciottismo vero e perdente. Quando viceversa alza il tiro e quindi anche il budget, deve ricorrere a una sedicente “firma autoriale di garanzia”, come negli esempi multipli con Scott senior e l’ultimo “American Gangster”. I “legal thriller” ricavati dai bestseller di John Grisham, e firmati da Pollack, Pakula, Schumacher, Foley, Coppola, o il Mann di “Insider – Dietro la verità”, che eppure è tratto da una vicenda reale, puntano invariabilmente sull’enfasi retorica, che in quanto tale sortisce l’effetto estetico ed emotivo opposto. Ma lo scontro morale che avviene di fatto nella banalità d’ogni giorno ha il basso, bassissimo, infimo profilo che sa inscenare soltanto Zaillian: Duvall tenta Travolta con una banconota, cerca di corromperlo, e nel momento della scelta etica il protagonista non può che trovarsi infinitamente isolato con la propria coscienza, ripreso in campo largo, inquadrato appartato in fondo al corridoio del tribunale come se fosse stato gettato lontanissimo rispetto al cosmo intero. Per il Mereghetti è “meccanica l’evoluzione di Travolta da avvocato egocentrico e vanesio a francescano paladino della giustizia”. Ha del tutto dimenticato che si tratta d’un caso di CONVERSIONE, per quanto comunque laica, e che Zaillian la mostra con la supercar di Travolta che si ferma sul PONTE dove egli si blocca, scende, pensa e decide di ribaltare le sue priorità esistenziali.