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Una lettera di addio da Satoshi Kon

Pubblicato: 27 ago 2010 da Simona

Commenti dei lettori

Satoshi KonA due giorni dal triste annuncio dell’inaspettata morte di Satoshi Kon, sta facendo il giro della rete la traduzione in lingua inglese, ad opera di una volonterosa blogger, delle ultime parole del geniale regista: una lunghissima, straziante, splendida lettera di addio rivolta ai famigliari, agli amici, ai collaboratori ed ai fans, pubblicata postuma sul suo blog personale il 25 agosto.

Se avete un minimo di dimestichezza con l’idioma anglosassone (o con il giapponese, perchè no), leggetela. Sono parole che davvero toccano il cuore. Il mondo ha perso un grande talento e un grande uomo. Sayonara.

Nato a Hokkaido il 12 Ottobre 1963, Satoshi Kon ha perso la propria battaglia contro un cancro al pancreas a soli 46 anni lo scorso 24 agosto, poco più di tre mesi dopo che la malattia gli era stata diagnosticata, nel maggio di quest’anno.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di dino75

    dino75

    27 ago 2010 - 16:05 - #1
    0 punti
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    è incredibile come si possa avere una tale nobiltà davanti alla morte, al suo cospetto mi sento in dovere di rendere merito al genio ma prima di tutto all’uomo incredibile che era, addio maestro non la dimenticherò mai.

  • Profilo di ilmat

    ilmat

    27 ago 2010 - 16:42 - #2
    3 punti
    Up Down

    Bello e toccante. Non so quanti arrivino ad un tale livello di accettazione e serenità, fa piacere sapere di questa “partenza” serena.
    Un unico appunto mi sento di fare. Kon non ha “perso la battaglia con il cancro”. Non è stato vinto, perchè questo implicherebbe al riguardo un merito (o un demerito). Conosco questa malattia indirettamente, la mia famiglia l’ha affrontata con esiti diversi in alcune occasioni. Sono cosciente di quanto lo spirito del malato sia fondamentale per la guarigione, occorre volerlo, sapere di poterne uscire e volerlo fare, con caparbietà, senza esitazioni. Ma parlare di battaglia, a mio avviso, è sbagliato. Non è una gara. Chi non sopravvive non ha avuto meno voglia di vivere di chi è sopravvissuto, non si è impegnato meno, non ci ha creduto meno. E’ semplicemente stato meno fortunato.
    Capisco che possa sembrare puntiglio lessicale, ma nella mia percezione si tratta di essere giusti nei confronti di chi è stato solo più sfortunato.

  • Profilo di simona-m

    simona-m

    27 ago 2010 - 16:56 - #3
    0 punti
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    @ilmat: il tuo ragionamento non fa una grinza. Hai ragione.

  • .

    27 ago 2010 - 18:55 - #4
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    Toccante.
    Vorrei sperare di avere la medesima tranquillità in quel momento.
    .
    @ilmat: condivido in pieno.

  • Profilo di vorador

    vorador

    27 ago 2010 - 21:34 - #5
    0 punti
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    Ho avuto modo di leggere questa splendida ed agrodolce lettera qualche giorno fa,mentre le note della colonna sonora di “Paprika” accompagnavano le parole di un uomo ormai andato a conoscere i suoi stessi sogni.
    Emozionante,triste,dolce….non ci sono abbastanza aggettivi per compensare le sensazioni provenienti da questo “saluto”,ma una cosa mi risulta abbastanza chiara.
    Mi mancherà.Molto.
    Grazie per tutte le sue scintille di fantasia,Satoshi-Sensei.