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Mangia, prega, ama: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 17 set 2010 da dr. apocalypse

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Mangia, prega, ama: Recensione in AnteprimaMangia, prega, ama (Eat, Pray, Love, Usa) di Ryan Murphy; con Julia Roberts, James Franco, Richard Jenkins, Viola Davis, Billy Crudup, Javier Bardem, Arlene Tur, Tuva Novotny, Lidia Biondi, Luca Argentero, James Schram, Christine Hakim, Amanda Henderson, A. Jay Radcliff, Bocker, David Lyons, Stephanie Danielson, Elena Arvigo, Alyxx Morgen.

Ci sono voluti 4 anni affinché il libro di memorie di Elizabeth Gilbert, “Mangia, prega, ama“, 6 milioni di copie vendute solo negli States, arrivasse al cinema. A cavalcare la complessa operazione Ryan Murphy, geniale creatore televisivo di serie cult come Nip/Tuck e Glee, e già visto in sala dietro la macchina da presa del promettente ma discutibile Correndo con le Forbici in Mano. Al suo fianco, sin dal principio, Julia Roberts, indicata da subito come colei che avrebbe dovuto interpretare sul grande schermo Elizabeth Gilbert, ovvero la stessa autrice del libro. Partendo proprio dal titolo, che in qualche modo etichetta immediatamente le tre tappe che la protagonista andrà a vivere sulla propria pelle per ritrovate se stessa, si intuisce quanto il film sia un concentrato abominevole di luoghi comuni.

In Italia, terra del ‘dolce far niente’, per godersi la vita, vivere la giornata, filosofeggiare con gli amici e abbuffarsi da mattina a sera; in India per trovare quiete, il potere della pace interiore; in Indonesia, a Bali, per raggiungere l’equilibrio, spirituale e non, senza dimenticare l’amore. Un anno sabbatico, in giro per il mondo, zaino in spalla, valigia Vuitton subito dietro, soldi a profusione, da donna ricca, maledettamente e fastidiosamente borghese, sposata con un uomo immaturo che però ti adora, con amici da Mulino Bianco e un lavoro che ti piace, ti soddisfa e ti permettere una vita agiata e piena di ogni confort, ma con una profonda e misteriosa infelicità che ti avvelena, ti pugnala alle spalle, chiedendo aiuto. Partendo da questo “semplice” intreccio, realmente vissuto da Elizabeth Gilbert, Murphy si perde purtroppo all’interno di uno script, scritto con Jennifer Salt, discutibile nella rappresentazione delle realtà prese in esame, a partire da una visione dell’Italia sinceramente ridicola, per non dire imbarazzante, per non dire fantascientifica, ovvero semplicemente hollywoodiana.

Elizabeth è distrutta e depressa da un doloroso, quanto recente, divorzio. Aveva tutto quello che ogni donna potrebbe desiderare, eppure non è felice. Decide così di compiere un viaggio intorno al mondo per ritrovare sè stessa, un viaggio sognato per una vita intera, ma sempre rimandato per via di un’esistenza perennemente programmata, frenetica e incentrata a soddisfare gli altri, prima che se stessi. L’anno di ‘pausa’ inizia facendo sosta a Roma, per godere delle gioie della buona tavola, per poi volare in India, dove riscoprire la propria spiritualità, ed infine concludersi a Bali, dove un nuovo amore la farà semplicemente rinascere.

Finto, falso, eccessivo. Tutto o quasi in Mangia, Prega, Ama puzza di stereotipato. Dalla fotografia inspiegabilmente patinata, con volti, oggetti e superfici di ogni tipo perennemente illuminati a giorno da un’aurea paradisiaca che rende tutto etereo, alla crisi esistenziale della protagonista, nata non si sa come e non si sa perché, passando per le tappe della ‘Via Crucis’ salvifica che dovrà farla risorgere più forte e luminosa di prima, fino al momento della redenzione e dell’equilibrio interiore finalmente trovato, in una Bali da cartolina con letti a baldacchino immersi nella natura pura e incontaminata.

Eat, Pray, Love, dispiace dirlo, è un prodotto tipicamente americano. Negativamente parlando, purtroppo. Murphy e la Salt, co-sceneggiatori, sono infatti riusciti a rendere il libro di memorie della Gilbert ancora più stucchevole, mistico e affogato nei cliché di quanto già di suo non fosse. L’apoteosi dell’assurdo viene toccato con l’incredibile prima parte, quella che porta una Elisabeth distrutta in Italia, a Roma. Accolta in una casa del centro storico da un’anziana signora del Sud Italia uscita da un film di Vittorio De Sica, la protagonista si ritrova a dover scaldare l’acqua nelle pentole per farsi un normalissimo bagno, considerando che manca lo scaldabagno, neanche stessimo nella Roma del dopoguerra. Ambientato ai giorni nostri, il film prosegue la sua discesa vertiginosa nell’incredulità incorniciando un popolo, quello italiano, come un popolo di ‘fancazzisti’. Luca Argentero, testualmente, ammette ad una basita e spaesata Julia Roberts che Roma è la città del ‘dolce far niente’, dove tutti vivono alla giornata, senza far nulla, perché ‘non ci piace fare niente’, se non mangiare, divertirsi e fare sesso. Appresa tale ‘verità’, da romano posso dire con tutta tranquillità che sarei orgoglioso di poter condurre una vita simile, se non fosse che esista solo e soltanto nella ricca penna della Gilbert, addirittura calcata e caricata dall’occhio di Murphy. Cibo, famiglia e calcio. Questa è l’Italia vista dagli States, dove nessuno si preoccupa di lavorare, dove tutti sorridono felici e gesticolano ossessivamente, passando intere giornate a tavola, come i soldi piovessero dal cielo, giustificando tale nullafacenza.

Conclusa l’epopea capitolina, con tanto di ‘insegnante di latino’, la splendida Roberts vola prima in India e poi in Indonesia, senza scendere mai un secondo dall’ottovolante del luogo comune, anche se mai cavalcato con forza come capitato nella città eterna. Avventurandosi in dialoghi che oscillano tra l’introspettivo spinto e filosofeggiante e il misticismo bignamistico, Murphy si conferma, registicamente parlando, qualitativamente interessante, con una visione d’insieme mai banale e spesso intrigante, rovinata però da una storia forzata, utopistica e sinceramente poco credibile, anche se teoricamente realmente accaduta, sofismi e aggiunte cinematografiche a parte.

Tutto, ovviamente, poggia sul sorriso unico ed inimitabile di Julia Roberts. Solare, pensierosa, affranta, innamorata, disperata, allegra, affamata, meditativa. Sono tanti i volti dell’attrice ripresi e portati con forza e sforzo sul grande schermo, illuminato dalla sua bravura e dal suo ipnotico sguardo, affiancata da un ’saggio’ Richard Jenkins, a cui spetta un riuscito e complicato monologo, da un amabile Javier Bardem, un affascinante James Franco e dal nostro Luca Argentero, in meno di 10 anni passato con meritata soddisfazione dal Grande Fratello alle mega produzioni americane. Scenograficamente ‘edulcorato’, ben musicato dal nostro Dario Marinelli, fastidiosamente fotografato da Robert Richardson, tecnicamente ben diretto, a parte un paio di campi-controcampi finali sbagliati, debolmente scritto, malamente pensato e realizzato, ed incredibilmente lungo (140 minuti sono una follia) Mangia, prega, ama delude sotto più punti di vista, confermando due verità assolute sull’attuale industria hollywoodiana: ha ancora bisogno di Julia Roberts; che la smetta di rappresentare un’Italia da cartolina rimasta alle Vacanze Romane di hepburniana memoria. Non se ne può davvero più.

Qui il trailer italiano
Uscita in Sala: 17 settembre
Voto Federico: 5 - -

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24 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di mrdaniell

    mrdaniell

    17 set 2010 - 01:13 - #1
    1 punto
    Up Down

    Penso che se non fosse per la Roberts il voto sarebbe ancora più basso!

    Cmq… credete che veramente sti Americani vedano ancora l’italia così???
    L’acqua da riscaldare nelle pentole???

  • Touch-a

    17 set 2010 - 02:15 - #2
    0 punti
    Up Down

    Ciao a tutti scusate vorrei chiedere un info su un film che a me sta molto a cuore ma che non riesco a trovare in giro.L’anno scorso più o meno in questo periodo stava per uscire in DVD Trick ‘r Treat di Michael Dougherty e visto il successo di questo film diventato subito un cult immediato aveva già pianificato di creare sequel (uno per ogni Halloween) ma fra un pò la fantomatica festa si avvicina e non riesco a trovare da nessuna parte notizie quindi che fine ha fatto questo film???E stato semplicemente accantonato???Rispondete per favore e grazie :)

  • Profilo di augustus

    augustus

    17 set 2010 - 07:18 - #3
    1 punto
    Up Down

    Non che stia giustificando l’approccio del film, ma tutti i paesi hanno un minimo di film con una certa quantita’ di stereotipi. Conosciamo quelli prodotti da Hollywood riguardanti l’Italia solo perche’ ne siamo esposti (al contrario dei film italiani all’estero), ma il nostro cinema non e’ da meno. Anzi, credo stia messo peggio. Se si parla di film conosciuti e “popolari”, non credo nessuno batta i “Natale a…”, dove la quantita’ di stereotipi e’ imbarazzante.
    Dall’egiziano ultra conservatore (Natale in India), all’indiano “uomo-primitivo-di-una-tribu’ di un paese sottosviluppato (Natale in India), all’americano grasso e ricco (Natale a Miami). Questo per fare gli esempi meno volgari.

  • ingloriusbastard

    17 set 2010 - 08:09 - #4
    0 punti
    Up Down

    Solo dalla descrizione, rabbrividisco.. Poi dicono che la critica non serve, meno male che c’è qualcuno che demolisce ste vaccate.

  • cosmic enforcer

    17 set 2010 - 10:03 - #5
    0 punti
    Up Down

    Il vivere a Roma come quintessenza del “dolce far niente”
    Wow… favoloso… ho lavorato - PURTROPPO! - in quella città da esaurimento nervoso per dieci lunghi anni… se penso alle ore - e alla salute mentale - spese nel traffico caotico daa capitale mi sento male… ma la scrittrice americana quando ha visitato Roma ha notato il traffico, il degrado, i graffiti e la zozzeria? Mah!
    Non andrò a vedere questo film.
    Punto.

  • Profilo di messah

    messah

    17 set 2010 - 11:21 - #6
    0 punti
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    Nononono…. fermi tutti… Roma città del dolce far niente? Mangiare, divertirsi e fare sesso? Ma soprattutto senza lavorare? Ma il film spiega il come fare per arrivare a ciò? Io sarei molto interessato, dato che vivo a roma e lavoro 9-10 ore al giorno.. :)

    Cmq già dai trailer il film mi sapeva di caxxata immane… tutto patinatissimo ed etereo… Ci credo che ha floppato al botteghino americano (ha floppato vero? o ricordo male?)

  • Profilo di drapocalypse

    drapocalypse

    17 set 2010 - 11:29 - #7
    0 punti
    Up Down

    No, non ha floppato. I suoi 80 milioni di dollari se li è portati a casa.

  • Profilo di billy-belial

    billy-belial

    17 set 2010 - 11:41 - #8
    2 punti
    Up Down

    È un film promozionale per la Roberts, per far vedere quanto sta bene con cinque chili in più sul cu1o

  • vale.o

    17 set 2010 - 11:48 - #9
    0 punti
    Up Down

    Ho visto ieri il film e non l’ho trovato affatto male. Anzi. Quelli che vengono chiamati stereotipi non sono nient’altro che la verità (scaldabagno a parte). L’Italia non è forse l’unico paese dove si sta a tavola anche le ore e dove la domenica esistono la messa e il calcio? I momenti in cui i personaggi camminano per strada e si vedono scene di vita quotidiana con dei fermo immagine e dei commenti sottotitolati, succedono realmente. Ovvio che l’Italia o Roma non è solo questo, ma la sceneggiatura privilegia alcuni aspetti, com’è giusto che sia. Non è un film sull’Italia, ma su ciò che la protagonista vive dell’Italia. Così come l’india non è solo meditazione e Bali non è solo letti a baldacchino. Ma non mi pare che l’intento era di fare un documentario per Discovery Travel.

  • nonitaliana

    17 set 2010 - 12:02 - #10
    0 punti
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    io penso che nel film non ci sono nessun steropito degli italiani, ma solo cosi com’è nella realtà, sono straniera però abito già da tanto tempo a Roma,
    e vedo come sono le cose “from the inside”. riguardo l’aqua riscaldata chi vi ha sciocatta tanto, ma a me ha capitato lo stesso quando sono appena venuta qua!
    dovevo riscaldare l’aqua nella pentola per fare la doccia, perche dopo di mie 2 coinquilline che hanno fatto la doccia non c’era piu l’aqua calda!! a voi pare normale nel 2010??
    per me era un gran shok che a Roma non c’e’ il riscaldamento centralizato dell’aqua.
    ma anche ruguardo di “dolce far niente” - è 100 % vero! il sogno della meta degli italiani è mangiare, dormire e fare l’amore…
    L’Italia è un bel paese per la vacanza piacevole, ma per la vita….

  • Profilo di messah

    messah

    17 set 2010 - 12:33 - #11
    0 punti
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    @nonitaliana
    “il sogno della meta degli italiani è mangiare, dormire e fare l’amore…”
    questo è il sogno dell’intero genere umano…

    Vivo a roma, ma sinceramente tutto questo fancazzismo nn lo vedo.. anzi in questo periodo di crisi vedo gente che si fa il “coolo”…

  • Profilo di vorador

    vorador

    17 set 2010 - 13:04 - #12
    0 punti
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    @ Touch-a: Sebbene in America abbia avuto un buon successo - e,avendolo visto,posso confermarlo - in Italia sembra che ‘Trick ‘R Treat’ non uscirà in alcun modo;se proprio vuoi vederlo,devi purtroppo utilizzare la cara e vecchia pirateria.:P

  • analintruder

    17 set 2010 - 15:49 - #13
    0 punti
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    sembra un altro film cavolata tipo quello in cui una riccazza ammerigana in crisi se ne andava in toscana, tutto bello lindo e volemose bene, l’amica felliniana l’amante napoletano raul bova..
    però la realtà raccontata in questa come in quell’altra ciofeca è quella di una nullafacente ricca che frequenta gentaglia della sua risma, quindi è plausibile questa visione sotto acido della realtà..
    @nonitaliana, magari tu sei americana, dove ci sono sacche e situazioni di povertà da terzo mondo sotto la patina luccicante e scrivi come se fossi venuta nel regno del sottosviluppo per un po’ di acqua fredda..

  • Profilo di madeleine

    madeleine

    17 set 2010 - 17:11 - #14
    0 punti
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    E il mandolino non compare?assurdo!…d’altronde si ragionerà per luoghi comuni anche nei confronti degli altri Paesi,”la ricerca spirituale”in India è anche questo un bell’esempio di clichè!
    Certo che anche il libro da cui prende spunto dev’essere piuttosto mediocre.

  • touch-a

    17 set 2010 - 22:08 - #15
    0 punti
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    @vorador anche io l ho già visto xD io mi riferisco al seguito

  • MissyMisdemeanorElliot

    18 set 2010 - 02:38 - #16
    1 punto
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    Sono alquanto ’shocked’ da questa recensione..
    Stasera ero uscita di casa piena di buoni propositi e con l’intenzione di vedere questo film dato che è uscito proprio oggi (e che adoro Julia Roberts).
    Arrivata alla biglietteria dell’Odeon in Duomo (Milano) non potevo credere alle mie orecchie “mi spiace, tutto esaurito da circa 20 minuti”.
    Beh era anche l’ultimo spettacolo, ma non mi aspettavo un tale ’successo’.
    Se è una simile vaccata, però, credo proprio che sia stata fortunata a non aver trovato poltrone disponibili.
    Gli americani hanno davvero una pessima visione degli europei in generale..per fare un esempio: gli spagnoli, ai loro occhi, sono ‘esattamente’ come gli italiani sostituendo al calcio la corrida, al mandolino le nacchere e alla pizza la paella ! Sono arenati sugli stereotipi dei primi del ‘900 quando sbarcavano le navi piene di immigrati in cerca di fortuna (il cosiddetto periodo dell’american dream).
    Purtroppo, mi duole dirlo, questo tipo di stereotipo non è buttato lì alla ca**o !
    Gli italo-americani, ovvero coloro che con l’Italia non hanno nulla a che fare se non aver ereditato un cognome tipicamente italico, si tramandano delle tradizioni tipicamente nostrane ma che magari la maggior parte di noi ‘veri’ italiani ha perso o non mette in pratica..come essere molto credenti (non troverete un italo-americano, e dico uno, che non abbia un crocifisso al collo o un santino in macchina), fare riunioni di famiglia che includono fastosi quanto abbondanti pranzi a base di cucina italiana, l’essere mammoni e/o sempliciotti ad oltranza, e potrei andare avanti una vita..

    Volevo dire a nonitaliana: non so in che genere di appartamento tu sia capitata, ma che io sappia l’acqua calda arriva ovunque dal Trentino alla Sicilia..oltretutto non so che genere di vita/lavoro tu faccia, ma ci sono persone che si spaccano la schiena (per non essere volgare) 12 h al giorno in fabbrica e non sanno nemmeno se e quanto verranno pagate ma di sicuro quando tornano a casa hanno solo voglia di ‘mangiare, dormire e fare l’amore’. Se questa è la bella vita correlata al ‘dolce far niente’, allora tutto il mondo è paese.

    Saluti

  • vale.o

    18 set 2010 - 14:54 - #17
    0 punti
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    Ma di solito giudicate i film senza vederli prima? Mah…

  • Profilo di mraniston

    mraniston

    18 set 2010 - 23:26 - #18
    0 punti
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    Ma guardate che se la Gilbert ha scritto questo degli italiani è perchè quelli che ha incontrato le hanno confermato il mito della “pizza, mandolino, dolce far niente”. Comunque io il film l’ho visto, molto carino. Forse un pò troppo patinato ma non è male, sicuramente meglio delle solite commediole americane da quattro soldi. Vorrei porre l’attenzione sull’immensità di Julia Roberts in questo film. Ad ogni sua espressione mi emozionavo. E’una delle attrici, se non la più empatica di Hollywood. Una delle sue migliori performance in assoluto.

  • dream1000

    19 set 2010 - 03:07 - #19
    -1 punto
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    l’italia e ferma al dopo guerra,l’italia fa schifo,nn ha futuro l’italia è nel degrato nn è una metropoli e restera sempre un paesino di vecchi con gente ottusa e primitiva.

  • Profilo di lapo

    lapo

    19 set 2010 - 11:45 - #20
    0 punti
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    pur essendo un folkloristico anti romano…che tristezza
    i romani sarebbero dovuti uscire dalla sala inveendo

  • Profilo di domy74

    domy74

    20 set 2010 - 17:21 - #21
    0 punti
    Up Down

    5 — a questo filmaccio? Siete di manica larga….

    Capitolo Italia: lasciando stare la scena dello scaldabagno(ridicola), nessuno parla in romano. L’affittacamere parla in siciliano, Argentero sembra un “fighetto” tutto fuorchè della capitale, solo il barbiere dice due parole in dialetto. Luoghi comuni a go-go, la Roberts che mangia in continuazione con quell’ aria da finta malinconica(per tutto il film). Per il ruolo di Argentero ci voleva un Amendola, e per quello dell’affittacamere una Sora Lella(r.i.p). Tanto bravi i romani col sesso ma di quello neanchè l’ombra… Ridicolo

    Capitolo India: noiosissimo, in 5 min potevano dire tutto, luoghi comuni a bizzeffe, l’amico di meditazione noioso e patetico, lei che fa sempre tardi alla lezione di yoga tutto quà. Alla fini scontatissimo, lui lì perchè cattivo padre e marito, lei per aver distrutto un matrimonio…

    Capitolo Bali: Barden con la faccia da pesce lesso perchè lasciato ed in cerca dell’anima gemella( secondo la trama non fa sesso da 10 anni… patetico…) e la Roberts che dopo un pò di tira e molla si concede. Da ridere quando va alla festa ad ubriacarsi, ma a cosa gli è servita tutta questa meditazione… Cioè se la Roberts andava a Bali subito ci risparmiava tutto questo strazio….

    E vissero felici e contenti…..

    P.s: la Roberts con le labbra siliconate ve la raccomando….

    Voto:3

  • teoid

    26 set 2010 - 02:26 - #22
    0 punti
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    invece di accanirvi contro un film, e una soggettiva recensione, andate a vederlo e cercate di capire cosa state vedendo! lungo, è vero, ma non bisogna limitarsi a guardarlo..

  • Profilo di tawariell

    tawariell

    29 set 2010 - 11:32 - #23
    0 punti
    Up Down

    Che il film possa essere una commedia piacevole, posso anche crederlo(non avendolo visto non posso giudicare), ma che uno non abbia il diritto di accanirsi su certi aspetti davvero offensivi sia per gli italiani che per gli indiani, beh, mi pare assurdo.
    Non metto in dubbio che possa essere capitato a qualcuno di non trovare l’acqua calda( che sia un’americana a dircelo tramite questo mi fa abbastanza ridere lo ammetto), ma ovunque in Italia l’acqua calda c’è, in primis a Roma e non è vero che siamo un popolo di “fancazzisti”… chi dice che ciò è vero o mente oppure non so quale Italia ha visto… forse quella degli pseudo-vip?Bah… e poi povera India dipinta come sempre solo la patria della spiritualità…

  • Isabeau

    18 ago 2011 - 16:00 - #24
    0 punti
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    secondo me di fronte al film è subentrato il solito orgoglio italiano che fa passare qualsiasi tipo di metafora in secondo piano. io ho trovato bellissime tutte e tre le parti (un po’ meno la seconda) e per quanto riguarda quella relativa a roma, ammetto che certe cose erano patinate ed inutili ma sono servite a giungere ad una conclusione che non è mica così scontata: l’importanza della famiglia per gli italiani. forse concentrandosi maggiormente sul messaggio e non sui passaggi che hanno portato ad esso, si poteva evitare il tipico accanimento basato su un razzismo tutto presunto. tralasciando che ho apprezzato molto l’aver notato come certi patrimoni culturali, lasciati a se stessi, sono comunque ancora oggi portatori di un certo valore.
    P.S.
    davvero state a difendere l’italia per la questione degli scaldabagni? avete mai fatto un giretto nell’entroterra siciliano? enna vi dice qualcosa? qui l’acqua non c’è proprio in certi mesi!!! apriamo gli occhi di fronte alla bravura indiscussa della roberts e lasciamo passare qualche strizzata d’occhio del regista, perchè se non ci ha beccato del tutto, c’è arrivato vicino!
    voto: 7.5