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Venezia 2010: Venus Noir (Black Venus - Venere Nera) - la recensione del film di Abdel Kechiche

Pubblicato: 09 set 2010 da Gabriele C.

blackvenusposter-2Black Venus (Venus Noire - Francia, Italia, Belgio 2010 - Drammatico) di Abdel Kechiche con Olivier Gourmet, Jonathan Pienaar, Jean-Christophe Bouvet, André Jacobs, Olivier Loustau, Diana Stewart, Gilles Matheron, Philip Schurer, Violaine de Carne, Jeanne Corporon.

All’inizio del 1800 Saartjie Baartman viene`portata dal Sud Africa in Europa per essere studiata da un gruppo di scienziati e poi per essere esibita nei circhi come freak. La donna infatti ha i glutei e l’apparato genitale femminile sviluppati ben sopra la media, e la cosa sembra poter offrire agli scienziati la possibilità di ribadire la supremazia bianca e far pagare il pubblico per poter vedere qualcosa di mostruoso…

Abdellatif Kechiche è uno dei registi contemporanei più importanti degli ultimi anni, e su questo non c’è alcun dubbio. Scoperto proprio a Venezia con Tutta colpa di Voltaire, con il quale vinse il premio per la miglior opera prima, il regista si è poi imposto con il bellissimo La schivata, vincitore di tanti premi a Torino, e poi con Cous Cous, che proprio al Lido sfiorò il Leone d’Oro, andato poi a Lussuria di Ang Lee.

Lo stile di Kechiche è ormai noto ai cinefili e alla critica, fatto di un realismo accuratamente ricercato e sempre felicemente trovato, attraverso lunghissime sequenze e soprattutto interminabili e naturalissimi dialoghi tra i personaggi, che spesso e volentieri finiscono per confrontarsi e litigare. Possiamo dire però che con Venus Noire (da noi Venere Nera, distribuito da Lucky Red) Kechiche va oltre il suo stile, che qui si fa scientifico ed antropologico.

BlackVenus.venus noire

Venus Noire è un’autopsia. Un’autopsia lucida e spietata del corpo umano e dell’anima. Ed è per questo che, nonostante il film sembri ad una prima occhiata diverso dai precedenti dell’autore, Venus Noire è un film assolutamente di Kechiche: perché non rinuncia al realismo, ora più necessario di prima. Il film si apre con una lunga sequenza in cui un professore dell’Accademia di Parigi spiega scientificamente la vicinanza tra il corpo di Saartjie Baartman e della scimmia: già con quest’apertura, e con la scena in cui vengono prese le misure alla donna, è chiaro che Kechiche non ha rinunciato alla sua poetica.

Una storia del genere, che in molti avevamo già paragonato a The Elephant Man di Lynch, non ha bisogno di poesia e dell’uso della metafora per colpire: eccolo quindi il realismo. Il calvario della “Venere ottentotta” viene tutto raccontato attraverso macro-sequenze rigorosissime che corrispondono a momenti salienti dell’ultimo periodo della vita della donna, costretta prima ad essere umiliata da un pubblico pagante che vuole uno show mostruoso a priori, e poi costretta a subire la violenza della protituzione suo malgrado.

Kechiche ci narra di un mondo in cui il razzismo sembra essere innato nel comportamento umano e che in casi estremi come questo non si riesce a controllare, con tutte le conseguenze del caso. Ed è poi un’accusa alla volontà di supremazia dell’uomo bianco borghese: i paragoni col nazi-fascismo sono già stati fatti e sono confermati dallo stesso regista. Una scena mi sembra importante a riguardo, ed è quella dell’orgia nella casa popolata da ricchi (e viscidi): è il primo passo per la Venere nera verso l’abisso…

Venus Noire è un film difficile, che ha fatto storcere qualche naso, anche di chi aveva apprezzato i precedenti lavori del regista, ma è rigoroso ed importante, ed ha anche una grande prova d’attrice. La non professionista Yahima Torres dev’essersi preparata tanto per poter sostenere una prova del genere, così dura e fisica, e nonostante sia quasi muta per tutto il film convince. La sua danza umiliante di fronte al pubblico fa scattare il parallelismo con la danza finale di Cous Cous: ma lì dove Hafsia Harzi era circondata da amici e parenti, qui la Venere nera si trova circondata da persone pronta ad applaudirla solo nei momenti più mostruosi…

Voto Gabriele: 7
Ancora sconosciuta la data di uscita ma il film sarà distribuito dalla Lucky Red

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2 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di drapocalypse

    drapocalypse

    09 set 2010 - 17:37 - #1
    1 punto
    Up Down

    Questo lo voglio vedere.

  • Profilo di francesg

    francesg

    09 set 2010 - 21:22 - #2
    0 punti
    Up Down

    Film che voglio vedere anch’io (non conoscevo la storia di Saartjie Baartman), anche se so già che alla fine sarò angosciata dalla visione e dalla repulsione che mi avrà fatto scattare verso l’uomo bianco boghese.

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