
Accolto malamente a Venezia, La Solitudine dei Numeri Primi (553.711,24 euro incassati in 48 ore) è uscito venerdì in quasi 400 sale italiane, andando così finalmente incontro al responso del grande pubblico. Stroncato dal nostro Gabriele, il film ha invece soddisfatto il sottoscritto, rimasto colpito dalla trasposizione del complicatissimo romanzo di Giordano da parte di Saverio Costanzo. Ma voi, l’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Siete d’accordo con le pesanti critiche veneziane? E nel caso in cui non lo foste, come non lo sono io, come le giustificate? Rispetto alla versione cartacea, vi ha soddisfatto? Come avete trovato l’idea del regista di trasformare la complicata storia di Alice e Mattia in un atipico ‘horror dei sentimenti’, arrivando addirittura ad omaggiare Dario Argento e lo Shining di Kubrick? E i protagonisti, li avete trovati in parte? Siete rimasti anche voi conquistati dalla bravura strabordante di un’immensa Alba Rohrwacher? Insomma, a voi voti e commenti. La Solitudine dei Numeri Primi è da ora nelle vostre mani.
aldebaran85
12 set 2010 - 11:42 - #1partito malino solo 500.000 euro in 2 giorni
gigabyte79
12 set 2010 - 12:25 - #2L’ho visto ieri, e una buona notizia c’è: non mi sono addormentato, segno che il film poi non faceva tanto schifo. Tuttavia non si tratta di un bel film, ma neanche di un brutto film. E’ un film semplicemente sbagliato, in tutto.
Primo errore: la costruzione del film, che alterna in continuazione i diversi periodi della vita dei protagonisti (infanzia, adolescenza, età adulta). Crea confusione, non riesce a dare linearità al racconto, riduce il film a una mera sequenza di brandelli di eventi mal spiegati, smozzicati, lasciati a metà o addirittura appena accennati: senza senso la sequenza del matrimonio di Viola, che nel libro ha ben altra valenza, addirittura incomprensibile e ridicola la scelta di tener fuori dal film il matrimonio di Alice e Fabio, che nel libro è snodo fondamentale per il riavvicinamento di Alice e Mattia, addirittura comica per come viene “buttata via” la sequenza al supermercato dell’incontro tra Alice e la ragazza che assomiglia a Michela. Di fatto, si nota tutta la debolezza della sceneggiatura.
Secondo errore: gli omaggi al cinema horror si tramutano in eccentricità inutili (la sequenza iniziale della recita è completamente avulsa dal contesto del film, il pagliaccio horror di Timi appare e scompare nel giro di pochi secondi da rendere ingiustificato il suo utilizzo nel film, questo continuo e insistito uso delle inquadrature dei corridoi della scuola o della casa, alla lunga irritante).
Terzo errore: gli eccessi di simbolismi (la sciagurata sequenza onirica nella quale Alice attraversa questo labirinto di rami per poi ritrovarsi a casa Balossino il giorno della scomparsa di Michela, questo voluta, pedissequa ed eccessiva contrapposizione dei corpi di Alice e Mattia, l’una anoressica e l’altro obeso, la parte finale carica di un silenzio alla lunga irritante) che non suggeriscono, non danno valore aggiunto, non spiegano, ma appesantiscono e basta.
Dal mio punto di vista, ho trovato gli attori irritanti, a partire dai bambini, fino ad arrivare alla Rorwacher (brava, ma adesso la può anche piantare con queste parti da ragazza anoressica/complessata/problematica, altrimenti rischia di naufragare nello stereotipo), per non parlare di Luca Marinelli, con quella fissità di sguardo che di certo non trasmette straniamento o solitudine o tristezza.
Si salvano del cast una sorprendente Isabella Rosselini (bravissima nel rendere il ruolo della madre apprensiva, e brava davvero a trasmette emozione quando dice “il dolore più grande me lo hanno dato i miei figli) e l’attrice che interpreta Viola, la compagna di scuola di Alice.
In sostanza, un film che non è nè carne nè pesce…
p78
12 set 2010 - 13:53 - #3Uno strazio dall’inizio alla fine. orribile.
Pinuccio Berger
12 set 2010 - 15:19 - #4Inguardabile.
vergil_87
12 set 2010 - 15:35 - #5http://stores.ebay.it/pop-age?_rdc=1
Martino70
12 set 2010 - 18:01 - #6Pesante… e noioso… attori pessimi.
lidia barone
12 set 2010 - 23:34 - #7film di strepitosa bruttezza, sciatto per la recitazione approssimativa e per la regia grossolana e presuntuosa… viene voglia di tagliuzzarsi dappertutto come il protagonista, al pensiero che questa noiosissimo nonsense è considerato il meglio del cinema italiano…
GioSto
13 set 2010 - 11:10 - #8ma cosa pretendevate da un film preparato a tavolino su un libro scritto a tavolino ed a mille mani (perché credete davvero che Giordano se lo sia scritto da solo?!?!?!) che ha vinto premi sotto cauzione?!?!?!
Andy77
13 set 2010 - 11:48 - #9un film pieno di casi umani che raccattano pietà: al botteghino , ai festival ecc..
l’emblema dell’attuale cinema italiota
blablammm
14 set 2010 - 09:55 - #10Film molto intenso… che colpisce al cuore… sono stata male 2 giorni x questo film pur avendo letto il libro… è davvero davvero molto intenso… forse lo appesantisce la colonna sonora poco dinamica..la troppa nebbia..
un pokino di lentezza c’è.. ma questo film è da vedere.. se si è ben predisposti d’ animo… se si cerca un film ke vi colpisca al cuore… se vi va di essere affascinati e coinvolti dalla complessa psicologia umana… alice e mattia.. due casi psicologici molto complessi…
a me la storia piace troppo ecco xkè il film m ha comq soddisfatto… mi ha suscitato delle emozioni forti…
gli attori perfetti!!!…tutti
Carlo XXII
14 set 2010 - 11:48 - #11Se uno ha tra le dita una monetina perchè nn sa se suicidarsi o meno dopo questo film ha la risposta che cercava…Va a giocare a mosca cieca nel mezzo della tangenziale più vicina!!!!
Semplicemente deprimente!!!W i premi della critica che puntualmente si rivelano dei grossi bidoni solo per far guadagnare ai botteghini dei film di una bruttezza disarmante!!!!La Rorwacher la può pure finire di interpretare certe parti da caso psichiatrico!!!Voto: 2.5…..Mezzo voto in più solo per la musica House della festa in una scena del film…Dice tutto…
stuffi-
28 nov 2010 - 12:04 - #12personale: gli attori sonotutto il contrario di come mi immaginavo i protagonisti del racconto, mi hanno rovinato il film