
Una mossa clamorosa ed inattesa, figlia di un immobilismo governativo che rischia di ammazzare il Cinema italiano. Iniziativa pacifica ma roboante da parte dell’Associazione Cento Autori. Questo il comunicato stampa che rivendica e spiega i motivi dell’occupazione della Casa del Cinema, a Roma.
Il mondo del cinema e della televisione ha deciso di occupare la Casa del Cinema venerdì sera per fronteggiare una crisi finanziaria e industriale a cui si salda la pochezza di un governo che considera la cultura un elemento residuale e insieme di segno politico avverso di cui è auspicabile la chiusura per fallimento.
Come per l’informazione, la ricerca, la scuola, anche il nostro settore è stato smontato pezzo per pezzo, giorno dopo giorno. 1) Il taglio radicale del Fondo Unico per lo Spettacolo, che ha raggiunto il minimo storico; 2) il rinvio sine die di una nuova legge cinema, superata da un non meglio precisato decreto Bondi; 3) il decreto Romani che ha fortemente ridotto gli investimenti nella produzione cinematografica italiana; 4) la riduzione del 30% degli investimenti nella fiction italiana, mentre il mercato pubblicitario è in ripresa; 5) la delocalizzazione sistematica e crescente delle nostre produzioni televisive; 6) il mancato rinnovo del tax credit e tax shelter.
A questo si è aggiunta la notizia che il Comune di Roma ha approvato una memoria di giunta dove si dispone una radicale revisione del modello gestionale della Casa del Cinema. In particolare, la figura del Direttore Artistico verrebbe sostituita da un comitato di 7 membri, di cui 5 “che apportino un contributo di almeno 50.000 euro annui”. In altre parole, la Casa del Cinema sarebbe così appaltata ad un Comitato d’affari che gestirebbe questo spazio come meglio crede. A restare fuori a questo punto non saranno solo gli autori, ma il pubblico che ha aderito in tutti questi anni alle manifestazioni e rassegne gratuite.
Il mondo del cinema riunito in assemblea ieri notte ha deciso di dire NO. Un punto fermo, un atto simbolico per affermare che non accetta l’espropriazione dei suoi diritti: da quelli che gli autori sono costretti a cedere in blocco quando firmano un contratto, a quello di vedere la Casa del Cinema, nata dall’idea di uno dei nostri padri, Sergio Amidei, trasformata in una “casa d’altri”. Un gesto simbolico per dire che ognuno di noi sente il dovere di fare la sua parte, di prendersi le sue responsabilità, ma anche un gesto concreto per affermare una reale volontà di cambiamento e avanzare proposte.
Quest’anno le ore lavorate per produrre film e fiction si sono dimezzate. E un intero comparto industriale è in ginocchio con la certezza della disoccupazione per migliaia di famiglie. Però è possibile invertire questo segno negativo.
Le proposte elaborate dall’assemblea sono:
Per il Cinema:
• immediato e certo rinnovo del tax credit e del tax shelter;
• approvazione di una legge di sistema che crei un Centro nazionale della cinematografia sganciato da qualsiasi controllo della politica;
• un prelievo di scopo con il quale chi utilizza il cinema e l’audiovisivo italiani (televisioni generaliste e satellitari, provider e Telecom) reinvesta una parte dei profitti nella produzione nazionale e un prelievo sul costo del biglietto delle sale che inciderebbe per il 70% sui profitti delle major straniere.
• Reintegro del FUS, che può avvenire immediatamente e senza oneri per lo Stato semplicemente mettendo all’asta, come accade in tutta Europa, le frequenze del digitale terrestre che oggi vengono regalate a Mediaset;
• Sostegno e difesa delle sale di città, spazio privilegiato del cinema italiano;
• Promozione del cinema italiano all’estero;
• Divieto per i network televisivi di mantenere posizioni dominanti sul mercato con il controllo di produzione, distribuzione e sale.Per la televisione:
• Nascita di un mercato liberato dal monopolio di Rai e Mediaset;
• Riappropriazione dei diritti sulla fiction da parte di autori e produttori, in grado di creare un mercato internazionale per le opere televisive italiane;
• Utilizzazione dei canali del digitale terrestre e dei canali satellitari - molti dei quali sfruttano gratuitamente e illegalmente le nostre opere - come nuove opportunità di una pluralità narrativa;
• Obbligo di realizzare sul territorio nazionale la fiction finanziata con il soldi del servizio pubblico;
• Attenzione alla produzione e diffusione del documentario in tutte le sue forme.Per la Casa del cinema chiediamo al Comune di Roma:
- La revoca della memoria di Giunta che affida di fatto la gestione a una sorta di “comitato d’affari”;
- La convocazione delle associazioni del mondo del cinema che si propongono come protagoniste della gestione della Casa e del suo indirizzo culturale.Queste nostre richieste, per le quali siamo quotidianamente insultati, non hanno nulla a che fare con la difesa di privilegi, ma sono il minimo necessario per far ripartire un‘industria che occupa oltre 250.000 lavoratori, che crea ricchezza per lo stato e cultura per il Paese, ed è già legge in tutte le nazioni avanzate d’ Europa.
“La cultura non si mangia”, sostiene Tremonti. Ma, forse lui non lo sa, nutre lo stesso e fornisce a quei cittadini che si fanno pubblico un alimento immateriale eppure decisivo, fatto di emozioni e sogni, consapevolezza e senso dell’identità nazionale, per guardare la realtà con occhi nuovi e immaginare un paese migliore.
chojin999c
23 ott 2010 - 19:02 - #11) Chiunque occupa qualsiasi proprietà pubblica o privata commette un crimine ed è grave che la magistratura e le forze dell’ordine non intervengano per arrestare e punire come dovrebbe accadere in un paese civile con una magistratura funzionante
2) Il governo, i comuni, le istituzioni tutte in genere NON DEVONO finanziare attività private con i soldi pubblici delle tasse dei cittadini! Il fatto che accada da decenni e che anche all’estero purtroppo in molti stati sia la norma non significa che si debba continuare sulla cattiva strada. Non siamo nell’ URSS a differenza di quanto alcuni possano pensare nè a Cuba, le attività commerciali devono essere al solo rischio dei privati che investono in un mercato libero. I soldi dello Stato, delle tasse di tutti i cittadini non devono essere buttati in queste iniziative, e sicuramente non nel cinema o tv o teatro che sia. Devono essere i privati ad investire i propri capitali e rischiare in prima persona senza pretendere aiuti statali! Punto.
Vogelfrei
23 ott 2010 - 20:25 - #2che mandria di parassiti!
l4d
23 ott 2010 - 20:40 - #3grande solidarietà con gli amici occupanti !!!
ps. certo che in un paese fondato su arte e cultura la situazione negli ultimi anni è scandalosa… non smetterò mai di sostenerlo : i tagli alla cultura e alle arti è una dei punti fondamentali per programmi di governo totalitari !!!
gi088
23 ott 2010 - 23:41 - #4Assolutamente daccordo con Chojin999. Se devo pagare le tasse per finanziare film come Natale a Miami, 1milione di euro di stanziamento statale, perché rientrava nei film di grosso valore culturale…,,, be’ a sto punto manderei tutti a fare in culo, da chi li chiede a chi glieli da, fino a me (stronzo) che pagando le tasse faccio fare i nababbi a gente che dovrebbe stare a zappare….. Ma come fa la gente ancora a stare dalla parte di chi chiede soldi allo stato??? Sveglia!! Sono loro che hanno rovinato il cinema italiano, gente che ha mangiato una vita, con i fondi dello spettacolo, spendeva 2 e incassava 1000…. Ecco come si sono fatti le ville!!! Infami ladri!
cinema75
24 ott 2010 - 00:51 - #5Il Governo Italiano , come fanno tanti altri stati vedi Francia o Germania ,DEVE finanziare la cultura , l’ arte , il cinema , e il teatro , ma questo non perche’ siamo nell’ Urss o a Cuba ma proprio perche’ i tagli alla cultura sono uno dei punti fondamentali dei regimi totalitari nel quale i cittadini non devono pensare , devono essere tanti pecoroni che seguono senza fiatare il loro padrone abbassando la testa.
Che poi i soldi sono stati dati alle persone sbagliate con dei clientelismi pazzeschi di chi li utilizzava senza averne cognizione di causa e’ un altro discorso .
E’ vero e condivido il fatto che e’ sbagliato che siano stati dati soldi a film come Natale a Miami che hanno gia’ ha grossi capitali dietro .
Noi maestranze del settore ci stiamo battendo da tanto tempo perche’ questo non accada piu’ ma invece che si dia un contributo anche parziale a film veramente di interesse culturale ,perche’ questa e’ un’ industria ed e’ un volano incredibile per l’ economia e per l’ immagine dell’ Italia all’ estero .
Il governo tedesco ha dato per lo sviluppo culturale di Berlino la stessa somma che il governo italiano ha dato per l’ intero paese e le differenze si vedono .
Berlino e’ cresciuta economicamente in maniera mostruosa l’ Italia vediamo dove e’ rimansta, ad un livello culturale per le nuove generazioni che e’ imbarazzante.
In Italia ci sono 250.000 persone che lavorano nell’ audiovisivo con tante ditte specializzate in vari campi dai costumi all’ arredamento agli effetti speciali etc etc.
Se i nostri film non incassano come dovrebbero non e’ perche’ sono brutti ma perche’ la distribuzione dei film e’ nelle mani di pochi che fanno il bello e il cattivo
tempo e non vengono distribuiti come si dovrebbe per la fruizione di tanti ma in poche copie e anche male.
La Francia ,stato molto piu’ nazionalista di noi , privilegia la distribuzione di film francesi che non di film esteri con un grande incremento per l’ occupazione e per l’ economia del paese.
Noi maestranze non siamo nababbi siamo persone che per il tipo di vita che fanno guadagnano veramente poco , non abbiamo ville o grosse macchine di lusso tutt’ altro e non siamo proprio noi che abbiamo rovinato il cinema italiano ,il cinema italiano e’ stato rovinato da chi politicamente ha dato soldi a parenti e amici non di mestiere che ha solo preso i soldi senza veramente pensare a produrre qualcosa di qualita’ per un ritorno economico del paese stesso.
Quindi a tutti quanti prima di parlare informatevi su quello che e’ realmente il mondo del cinema e della cultura in generale. Punto
markk0
24 ott 2010 - 10:13 - #6caro cinema75, stai sprecando il tuo tempo a sscrivere queste cose su questo blog.
qui il livello culturale medio è quello di un individuo con ECG piatto.
lo avrai capito chiaramente dagli allucinanti commenti postati sopra.
cinema75
24 ott 2010 - 12:01 - #7Caro markko ti ringrazio molto , ho capito dai commenti sopra che il livello cuturale e’ di un cervello piatto come la maggior parte degli italiani purtroppo , ma essendo una maestranza del cinema e vivendo con la cultura non posso fare altro che rispodere agli insulti provenienti da altre persone che non sanno che dietro un film o uno spettacolo ci sono tanti tecnici che lavorano molto di piu’ di un normale impiegato, che non sono ricchi , non chiedono l’ elemosina e fanno il loro lavoro con passione
Grazie a tutti del sostegno che ci date comprendendo le nostre battaglie.
ambarabaccicicoco
24 ott 2010 - 14:07 - #8Quoto cinema75 al 100%, pure le virgole.
hugosss
24 ott 2010 - 14:48 - #9Non credo che offendere le persone che commentano sia un segno di intelligenza superiore.
@Cinema75 e tanti altri: il cinema italiano non è bello come pensiamo.
Incollo quello che hai scritto
“Se i nostri film non incassano come dovrebbero non e’ perche’ sono brutti ma perche’ la distribuzione dei film e’ nelle mani di pochi che fanno il bello e il cattivo
tempo e non vengono distribuiti come si dovrebbe per la fruizione di tanti ma in poche copie e anche male.”
Ne siamo davvero convinti? Non siamo un po’ presuntuosi nel pensarlo? Forse, al di là dei problemi di distribuzione (che a volte colpiscono anche film stranieri) ci sono evidenti problemi di contenuti e di un linguaggio ormai solo autoreferenziale…e finchè la critica italiana andrà a braccetto con i registi-amici, la situazione non si smuoverà.
Io penso che una severa autocritica non guasterebbe, il cinema quando lo si interpreta come arte può sopravvivere a tutto: soldi, mancanza di incentivi…
Se lo si interpreta come industria, vogliamo davvero che lo Stato agevoli una casa di produzione piuttosto che un’altra?!Non è qualcosa che va contro la concorrenza?
cinema75
24 ott 2010 - 19:22 - #10Caro Hugosss , purtroppo si ne sono veramente convinta perche’ sto nel giro da 20 anni con tanti film alle spalle e so perfettamente qual’e’ la situazione. La distribuzione in italia e’ in mano di 4 o 5 persone che fanno il bello e il cattivo tempo , che ci siano problemi di distribuzione per film americani nutro forti dubbi , ma che ci siano problemi per i film italiani e’ una certezza.
Ci saranno circa 60 /70 film in magazzino che sono stati fatti uscire in poche copie per tutta italia per una o due settimane , devi anche dare il tempo allo spettatore di andarlo a vedere il film e cosi’ ci sembra eccessivo , troppo poco e troppe poche copie sia per un ritorno parziale o superiore nell’ esborso subito sia per il passaparola del pubblico stesso per la visione e per una critica seria .la critica italiana non va a braccetto con registi amici ma non si da’ neanche la possibilita’ ai giovani di farsi notare con queste poche pellicole messe in circolazione.
Lo stato puo’ agevolare una casa di produzione rispetto ad un’ altra che sia veramente una casa di produzione con tanto di pedigree e di film gia’ girati e non una di quelle fantasma nata dalla complicita’ di amici e parenti nella stretta schiera dei funzionari Mibac, perche’ in molti casi e cosi’ che avviene.
Noi associazioni del cineaudiovisivo ci stiamo battendo da diversi anni per entrare a far parte di quelle commissioni che giudicano i film a cui poi stanziano i soldi, mettiamo a disposizione la nostra professionalita’ senza nulla in cambio per vedere se un’ opera e’ degna di avere l’ attributo di ” film di itnteresse culturale ” , ma guarda un po’ te che combinazione non ci hanno mai accreditati , chissa’ perche’?
Non sara’ perche’ forse noi non ci fidiamo a dare i soldi alle produzioni fantasma di amici e parenti del mibac che non hanno mai girato neanche il filmino della cresima del nipote e pretendono di saper fare un piano di lavorazione di un film con la solita frase .” ma tanto che c’e’ vo’? ” Mettendo come scenografo il nipote , come costumista la zia e come truccatore il genero, poi certo che il film non incassa , mi sembra logico , ma ti assicuro che chi vive e chi ama questo mestiere non vuole assolutamente tutto questo .
Noi trattiamo i prodotti seri da industria e facciamo di tutto perche’ ci sia un ritorno sia economico che di immagine e ci stiamo battendo perche’ tutto cio’ accada.
l4d
24 ott 2010 - 21:47 - #11@cinema75
vero… concordo su tutto(o quasi :)) e capisco il tuo disappunto… io stesso ho trovato diverse porte chiuse a causa degli svariati tagli governativi degli ultimi 5 anni !!! resta il fatto che, nonostante le molte proteste e la moltitudine di persone che condividono questo pensiero, la situazione ora come ora, personalmente, credo non sia destinata a cambiare, nonostante tutto… la mentalità italiana oggi purtroppo è questa…
cinema75
24 ott 2010 - 21:49 - #12La mentalita’ va cambiata , e’ un durissimo lavoro ma va fatto dal piu’ piccolo facendo noi giorno dopo giorno delle azioni alternative e nuove di cambiamento , se no non ne usciremo mai e questo rimarra’ solo un paese di pecoroni
gi088
24 ott 2010 - 22:11 - #13@cinema75
Tu sei una di quei casi di ‘geni incompresi’… Che lottato una vita per esprimere le sue idee in un mondo di ignoranti. Tu fai parte di Quella piccola cerchia di persone che sono superiori ai poveri italiani ignoranti, e contadini, dal cervello piatto. Una specie di Don quichotte moderna, che lotta contro i mulini al vento di un sistema corrotto, ingrato, malato e ignorante, si esatto ignorante, di questo si sta parlando, noi poveri deficienti ignoriamo quanto di bello il cinema italiano sta producendo, i famosi ‘art film’… Ma noi come possiamo capirli? E ti ritrovi a quasi 40 anni a occupare edifici, a parlare con i vecchi amici di quanti ignoranti come me ci sono in giro, in compagnia di una cannetta, depressa, e con il tempo che scorre, la depressione sale, tanto ritrovarsi davanti a un monitor a digitare tasti in un blog, di esseri inferiori, quei tasti che dovresti digitare su una macchina da scrivere per sfornare l’ennesimo capolavoro artistico, ma la storia si ripete ogni volta, perché questo é un mondo di cervelli piatti, perché l’Italia fa schifo, perché anche se un idea é geniale e vendibile il produttore di turno preferisce fare la fame con i soliti raccomandati… E un ragazzetto di 22 anni come me, che vuole entrare in questo mondo ignorante, da ignorante il quale sono, e fiero di esserlo, so già una cosa cara mia, che non esistono geni incompresi, non esistono opere belle rimaste sconosciute… Continua ad insultare, io continua a ridere :) é bello essere ignoranti!
Vogelfrei
24 ott 2010 - 22:56 - #14100 autori? a raccattà i’ cotone!
cinema75
25 ott 2010 - 00:11 - #15Gio88 io non mi permetto di insultare nessuno e non sono un genio incompreso sono solo una persona che da 20 anni lavora nelle troupe cinematografiche e capisco che per gli estranei di questo mondo puo’ essere strano , molto diverso e lontano dagli altri , non guadagnamo delle cifre pazzesche , non viviamo da nababbi , lavoriamo 18 ore al giorno e ci alziamo ogni giorno alle 5 del mattino , ma la maggior parte delle persone questo non lo sa e quindi e’ semplice giudacare dal di fuori conoscendo solo gli attori e i registi.
Ti do’ ragione quando dici che uno si ritrova a 40 anni a occupare edifici perche’ l’ italia fa schifo , perche’ andando in giro scopri che altri paesi che hanno meno della meta’ di cio’ che abbiamo noi e fanno funzionare tutto meglio e molto piu’ velocemente.Sei molto giovane e ti consiglio vivamente di andar via di qui e provare a lavorare in un altro paese e vedrai la netta differenza .
Un grande in bocca al lupo . Se hai delle idee belle o brutte che siano anche se sono differenti dalla massa ricordati sempre che sono le tue idee e in democrazia e’ giusto che vengano espresse.
Vogelfrei non raccatto il cotone ma ci alziamo alle 5 e facciamo dalle 15 alle 18 ore di lavoro mi sembra sufficente no ?
gi088
25 ott 2010 - 09:33 - #16@cinema 75
Sai una cosa, con chiunque parlo mi dice di andarmene dall’Italia, come se negli altri paesi ci sia una sorta di mecca del cinema dove tutti possono fare tutto, NO! ‘ma io non ho mica detto questo!’ allora funziona meglio il sistema?? SI certamente! Cosa vuol dire funziona meglio??
in altri paesi, come il vecchio continente, come nel nuovo mondo, c’è crisi! CRISI. in Europa non stiamo messi meglio degli USA, c’è fame di idee, e nessuno che ne abbia una decente, i così detti produttori non possono permettersi di farsele sfuggire, e poi per cosa? Per una raccomandazione? Perché quello é figlio di tizio, o quell’altra é figlia di un politico?? I così detti produttori, italiani, francesi, spagnoli, americani, hanno una cosa che gli accomuna tutti, il DEnaro! Esatto, e dove vedono possibilità di grana infilano le zanne, anche se vieni dalla fogna, senza un particolare background, é il denaro che comanda… E tu mi dirai, che c’entra questo discorso!?
Non cambia nulla lo spostamento, essere quí o essere in America ora come ora, non fa nessuna differenza, é un falso storico che il trasferimento porta al successo, adesso più che mai… Sono gli asiatici oggi che producono idee più interessanti per il cinema, per quanto mi riguarda nel resto del mondo c’è crisi… Quanto ha dovuto lottare uno come Tarantino per emergere, eppure stava ad Hollywood, a sentir lui il suo indirizzo era ‘l’uomo più respinto di Hollywood’, quanta gente c’è ad Hollywood che si dispera sentendosi un genio incompreso senza una possibilità? Ma queste ‘porte in faccia’ sono un modo per migliorarsi, Se per una volta invece di dare la colpa allo stato, alla mancanza di fondi, ai produttori, guardaste la vera realtà dei fatti, che in fondo la colpa é anche di chi fa cinema! Sarebbe un passo avanti per migliorarsi realmente. Il vostro ragionamento é totalitario ‘io non funziono quí perché é colpa del sistema’ non può essere ‘io non funziono quí perché é colpa mia, e forse anche ad Hollywood sarebbe peggio’ Ammettere di fare film impresentabili ad un pubblico estero, di fare fiction casalinghe, di partecipare ai festival con i soliti ignobili spettacoli, con un occhio sempre sulla politica e sul sociale, (con tutto il rispetto per i temi sociali, ma il cinema é altra cosa) e quando ci provate a migliorarvi, esce la solita brutta copia all’americana, che é la cosa più patetica che si possa vedere! NO la colpa é della politica se il cinema non funziona, bisogna fuggire andarsene, il più lontano possibile, forse in giro per il mondo un giorno chissà……..
max815
25 ott 2010 - 12:35 - #17ma che senso ha occupare la casa del cinema? quali migliorie o cambiamenti può portare un’azione di questo tipo? nessuno…ma come sempre..ogni anno..dobbiamo assistere a questo siparietto. E’ ovvio che la maggiorparte dei lavoratori non vi segue…sono proteste fini a se stesse…del tutto inutili che come sempre resteranno inascoltate! Volete fare la voce grossa? Coinvolgere tutti i lavoratori in maniera decisa? Allora scioperate…bloccate i set..ma non per un paio d’ore il venerdì sera…bloccate i set a oltranza..finchè non ci si siede al tavolo con chi di competenza per parlare!
Ma questo non deve succedere solo per i tagli del FUS..perchè siate onesti..non è solo quello il problema…il problema sta nei 4/5 distributori che dominano e governano il mercato…sta nella maggiorparte dei produttori che di anno in anno stanno riducendo drasticamente le paghe…sta nell’assenza di una vera e funzionante banca dati dei lavoratori ( che non permetta a chiunque di reinventarsi il ruolo da film a film)…sta in un sistema ancora troppo romano e ancora troppo a gestione familiare…sta nella mancanza di solidarietà tra gli stessi lavoratori ( perchè siamo onesti..finchè si lavora va bene, l’importante è che il problema non ci sfiori minimante)..sta nella presenza di sindacati del settore del tutto inutili…sta in tantissime cose che però vengono sempre dimenticate e mai trattate…
perciò vi ripeto…volete veramente farvi sentire e farvi seguire da tutti noi lavoratori dello spettacolo…scioperate in maniera decisa e a oltranza…siate drastici ma decisi ( lo fanno in Francia e negli States e non riusciamo noi?)..e allora vedrete che la vostra protesta sarà anche la nostra protesta..
Hugosss
25 ott 2010 - 20:16 - #18non credo che lavorare nel cinema sia paragonabile a lavorare in miniera.
Seconda cosa cara cinema75, tu puoi lavorarci nel cinema..io ne fruisco..e ti assicuro che le +grosse delusioni cinematografiche le ho ricevute dai cosìddetti film “d’autore” italiano. Non per nulla anche in molte sale cinematografiche d’essai preferiscono puntare su titoli poco conosciuti e d’autore stranieri piuttosto che su quelli italiani..
Non sappiamo + fare cinema! C’è qualcosa di male ad ammetterlo!?
Io mi vergogno quando sento recitare gli attori italiani, mi vergogno a sentire le sceneggiature e mi vergogno per le inquadrature raccapriccianti.
Sicuramente ci saranno problemi di distribuzione, non l’ho mai negato ma un sacco di film dal mercato tipicamente USA non li vediamo qua in Italia, anche quelli sono titoli con difficoltà di distribuzione…e ti dirò..sono anche meglio dei film “di nicchia” italiani.
Ho visto poco tempo fa IL PRANZO DI FERRAGOSTO…innalzato da tutta la critica italiana…un filmetto da 4 soldi..con un umorismo stantio e prevedibile, la stessa cosa per il nostro candidato all’oscar LA PRIMA COSA BELLA….la ramazzotti e la pandolfi sono 2 soubrette “protette” dai vari produttori,registi e dagli amici della cultura che adesso vengono spacciate per attrici.
La situazione del cinema italiano è terrificante anche per colpa di chi lavora nel cinema. Non parlo di te personalmente che sicuramente sarai iper professionale e lavorerai con passione ma guardati attorno fra quelli che lavorano con te…
..già il fatto che il mercato del lavoro cinematografico non funzioni come tutti gli altri settori industriali in Italia è una cosa gravissima e crea poca concorrenza, pochi professionisti validi e tanti amici di amici…La politica avrà le sue colpe ma il cinema in Italia ha i suoi colpevoli anche fra chi questo cinema “lo fa”…