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22 novembre: sciopero nazionale generale produzione culturale e spettacolo per i tagli del governo

Pubblicato: 22 nov 2010 da Carla Cigognini

Commenti dei lettori

scioperoCari lettori, oggi la sezione spettacolo d’Italia entra in sciopero per i tagli attuati e previsti dal Governo. Cineblog vi copia il comunicato arrivato in redazione e vorrebbe discutere con voi della situazione:

Lunedì 22 novembre i lavoratori della produzione culturale e dello spettacolo scioperano per rivendicare:

1. L’approvazione delle leggi quadro di Sistema dei Settori dello Spettacolo dal vivo e Cineaudiovisivo, per definire titolarità e prerogative per l’intera filiera della Repubblica (Stato, Regioni, Province, Comuni ) e per la piena applicazione del titolo V della Costituzione e suo adeguato finanziamento
2. Riportare il Fus 2011 almeno al livello del 2008, ossia circa 450 milioni di euro;
3. La conferma del rifinanziamento per il prossimo triennio degli incentivi fiscali già esistenti ( Tax Shelter e il Tax Credit) per la produzione cineaudiovisiva e per favorire il processo di digitalizzazione appena avviato delle sale cinematografiche, in assenza del quale sono a rischio i livelli occupazionali di tutta la filiera
4. L’attivazione di analoghi provvedimenti di defiscalizzazione anche per lo Spettacolo dal vivo
5. Contro la delocalizzazione delle produzioni cineaudiovisive e per favorire la valorizzazione e lo sviluppo delle infrastrutture dell’Industria Cineaudiovisiva (ad es. teatri di posa) , a partire dal recupero pieno di Cinecittà
6. La modifica del ddl cinema per riorganizzare risorse e incentivi volti a rilanciare l’intero Settore
7. I rinnovi dei contratti collettivi nazionali delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di prosa e della produzione cinematografica (troupe)
8. Interventi che contrastino gli effetti della legge 100/10 sulle Fondazioni Lirico Sinfoniche.
9. L’apertura di un tavolo Ministeriale per accedere a tutti gli strumenti di protezione sociale ( a partire dalle figure artistiche) e per attivare politiche di riemersione per i settori della Produzione Culturale e dello Spettacolo per la tutela dei lavoratori stabili e precari del Settore
10. Un tavolo interministeriale che coinvolga il Ministero dei beni e attività culturali, dell’Economia, del Lavoro, e del Turismo e le Infrastrutture e attività produttive, nonché l’ANCI e la Conferenza Stato-Regioni, per attivare le sinergie e le semplificazioni amministrative fondamentali per la riorganizzazione del Sistema.
11. Per il Lazio, una legge regionale per la promozione e lo sviluppo delle attività cinematografiche ed audiovisive a tutela di tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione e all’esercizio.

Sciopero Nazionale generale produzione culturale e spettacolo, lunedì 22 novembre 2010 per l’intera giornata. Manifestazione unitaria SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILCOM-UIL Roma e Lazio, Cinema Adriano ore 10.30.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di jason-bourne

    jason-bourne

    22 nov 2010 - 11:00 - #1
    0 punti
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    Il paese ha solo da guadagnarci dalla cessione d’attività del cinema italiano

  • stelvio

    22 nov 2010 - 13:11 - #2
    0 punti
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    da quello che mi risulta hanno già individuato la prossima data se le cose non dovessero cambiare: seconda giornata di sciopero fissata per il 15 agosto.

  • chojin999c

    22 nov 2010 - 13:45 - #3
    -1 punto
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    Che massa di parassiti. “poverini” vanno pure in piazza a protestare…
    E’ ora di farla finita con i soldi pubblici delle tasse dei cittadini dati ad attività private. Così come non sono giusti dati alla Fiat non devono essere dati ai giornali nè a cinema, teatri e “kultura” vari.
    Sono decenni che la gente di sinistra e cattoocomunisti succhiano i soldi dei cittadini in questo modo.
    Il problema è che il governo non ha il coraggio di togliere tutti i fondi come è giusto che sia. E queste sanguisughe vanno in piazza a protestare.

  • Up

    22 nov 2010 - 13:50 - #4
    -1 punto
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    Moltissimi di questi lavoratori sono precari…..e migliaia di persone rischiano di stare a casa dal lavoro!!!!Come la metti chojin? Siebte come Calimero ormai ogni cosa la vedete contro Berlusconi beh al governo c’è lui!!!!

  • Up

    22 nov 2010 - 13:51 - #5
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    Se vengono tolti questi finanzamenti l’unico cinema italiano è quello di De Laurentis con il cinepanettone!!!!!!!!!

  • mywideweb

    22 nov 2010 - 14:12 - #6
    1 punto
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    A me dispiace per i precari, ma penso che la questione sia complessa. Il cinema e il teatro dovrebbero riuscire a sopravvivere con gli incassi e con i diritti, non con i soldi pubblici. In particolare in un paese come l’Italia, dove il nepotismo è a livelli più che preoccupanti. Paradossalmente, una riduzione dei finanziamenti pubblici, potrebbe avere effetti posiviti sulla qualità delle produzioni…

  • Francesco22

    22 nov 2010 - 14:18 - #7
    1 punto
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    sono d’accordo che in qualche modo anche questo settore debba avere delle tutele, però queste richieste mi sembrano un pò esagerate. non bisogna dimenticare che i finanziamenti degli anni scorsi sono andati anche a film di dubbia utilità sociale o a film che sono arrivati in pochissime sale.
    e poi come si fa a collegare due concetti come finanziamenti alla cultura e digitalizzazione delle sale: finanziamo aziende private a gogo. francamente è esagerato

  • mywideweb-blog

    22 nov 2010 - 15:00 - #8
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    il concetto stesso di finanziamenti alla cultura si presta a diverse interpretazioni… e poi, chi sarebbero i dispensatori di cultura da finanziare? magari senza aiuti pubblici, si sarà costretti a fare un cinema in grado anche di essere esportato, aumentando il potenziale bacino d’utenza…

  • Profilo di sirhaplo

    sirhaplo

    22 nov 2010 - 15:11 - #9
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    Finanziamenti alla cultura si. Finanziamenti al lavoro anche.
    Ma il cinema, cosi come il teatro è cultura d’intrattenimento.

    La cultura si fa a scuola. Dagli asili alle università. Da li poi usciranno le persone che sapranno fare film migliori dei cinepanettoni.
    Quindi se c’è da scioperare è per lo stato precario in cui si trova la scuola.

    Mi spiace, perchè amo il cinema, ma in questo momento in italia non possiamo permetterci di dare soldi a dei settori che non sono “necessari” in senso stretto.

  • Profilo di ziopippi

    ziopippi

    22 nov 2010 - 21:19 - #10
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    se in Italia si facesse del cinema migliore, esportabile anche all’estero, avendo il coraggio di investire in qualcosa di diverso oltre al solito copione di film “impegnati”, magari tutti questi “professionisti” non avrebbero bisogno del sussidio dello Stato per andare avanti… se per stare sul mercato hanno necessariamente bisogno dell’aiuto Statale non gli passa per la mente che, forse, questo non è il loro mestiere?