L.A. Zombie sbarca al Festival di Torino 2010, e da oggi lo troverete in videoteca grazie alla QueerFrame. Dopo aver scatenato polemiche e discussioni a Locarno, dove era finito in concorso scandalizzando i più, il nuovo film di Bruce LaBruce viene proiettato al festival nella sezione più sperimentale della rassegna, ovvero Onde.
Durante l’incontro con il pubblico, prima del film, il regista cult ha voluto nuovamente precisare di che film si tratta: un porno-gay-zombie-splatter-gore movie. E questo effettivamente è: un porno in cui uno zombie uscito dall’Oceano Pacifico riesce a riportare in vita dei ragazzi dopo aver avuto rapporti con loro.
L’intuizione è “rivoluzionaria”: stravolgere la figura dello zombie, in questo caso eroico portatore di vita e non causa di morte e contagio. Sul tema del contagio LaBruce non ha dubbi: da quando l’AIDS è entrato prepotentemente nella vita di tutti dagli anni ‘80, il cliché dell’omosessuale portatore del virus si è radicata nell’immaginario collettivo. Attraverso la figura eroica di uno zombie, LaBruce sovverte questo stereotipo: anzi, scopando si ritorna in vita.

Qualche giorno fa, nello spazio dei commenti relativo alla recensione di Kaboom di Araki, abbiamo avuto modo di discutere brevemente sul significato di cinema porno. Ecco, L.A. Zombie è un film porno, nonostante la versione a Torino sia quella softcore di 63 minuti (ma è in preparazione quella unrated, molto più spinta a livello sessuale).
C’è del sesso, c’è nudità, c’è anche una scena di pissing. François Sagat, già visto in Homme au bain, si concede ovviamente gentilmente, ma quello che vediamo per la maggior parte del tempo non è il suo pene, bensì un gran fallo posticcio allungato sulla punta. Come fare a salvare le persone? Eiaculando sangue, of course.
Il lato divertente della faccenda è però proprio quella di unire il porno, girato proprio come un porno ad episodi, con l’horror con una bella dose di sangue. Il risultato è un film che diverrà sicuramente un cult, meriti artistici raggiunti o meno. Anche perché il trucco verde di Sagat con tanto di denti appuntiti in fuori resta impresso. Una curiosità: la locandina ufficiale è un evidentissimo omaggio a quella di Zombi (Dawn of the Dead) di Romero.
- Qui trovate foto e trailer del film.
- Per conoscere meglio Francois Sagat vi rimando ad una sua galleria di foto.
- Naturalmente di Francois, del film e di Bruce LaBruce si parla anche su Queerblog.
Freeky 88
04 dic 2010 - 16:10 - #1Volevo solo sottolineare che Francois Sagat non è un attore porno gay come tanti, ma è una vera e propria icona dell’erotismo omosessuale. Uno stereotipo che prende corpo, uscito direttamente dalle illustrazioni di Tom Of Finland. Il suo look è costruito ad arte, è consapevole finto…
Sagat ha già fatto da musa per Pierre et Gilles, Ross Watson, e molti altri.
Bruce LaBruce è soltanto l’ennesimo artista a lavorare sul suo corpo, scegliendolo proprio in quanto “icona”.
taz
04 dic 2010 - 17:02 - #2Ah beh allora …tutto cambia…. Ci voleva proprio per il festival di Torino!
maxthestyle
04 dic 2010 - 18:29 - #3@Freeky 88
vedo che sei molto informato sull’argomento XD
shinichi2
04 dic 2010 - 19:00 - #4ma k robaccia!
e il primo commento poi… ma k arte è? il pornazzo a torino? XD
Freeky 88
04 dic 2010 - 20:29 - #5Nell’articolo Gabriele parla di un film destinato a diventare un cult, ed io ho voluto solo far notare che in effetti già Francois Sagat è un attore molto iconico.
In fondo neanche serve che lo dica io, è abbastanza riconosciuto, e ho riportato nomi di artisti che già in passato hanno utilizzato la sua immagine in questo senso.
Poi su questo L.A Zombie non ho detto nulla semplicemente perché non l’ho visto…
e ho definito Bruce LaBruce un artista rispetto ad un Sagat-musa, non tanto per il suo lavoro, che ancora non posso giudicare.
@maxthestyle
si ne so abbastanza, mi interesso anche di omoerotismo.
l4d
04 dic 2010 - 21:07 - #6non proprio il mio genere…
the-living-dead
04 dic 2010 - 21:31 - #7domanda per la gente che sembra sconvolta e offesa dal tema trattato, se si fosse trattato di rapporti eterosessuali l’avreste pensata nello stesso modo?
chojin999c
04 dic 2010 - 21:42 - #8Il film Kaboom è etero ma altrettanto porno e squallido, tanto quanto ridicolo.
La cosa grave è che questi filmetti da quattro soldi vengano spacciati per opere d’arte e di culto. Ma culto di che?
Allora Rocco Siffredi dovrebbe essere ogni anno ai festival di Torino, Venezia e così via ed essere acclamato come il miglior attore al mondo ed i suoi i migliori film mai realizzati… ehh!
Ma per favore!
Il ‘68 ha rotto le balle… siamo al massimo della demenza possibile per il genere umano.