Roberto Benigni torna al cinema con Dante: ma con un suo film o per Inferno di Dan Brown?

«Uno di quelli belli belli dove ci si diverte, dalla piazza andiamo al cinema». «La Divina Commedia è l’opera letteraria più grande del mondo, dobbiamo veramente volergli bene» .«È da un po’ che manco dal cinema, ed è la cosa che più mi infiamma». Roberto Benigni annuncia il suo ritorno al cinema!

«Sarebbe un onore avere Roberto Benigni, grandissimo attore, nel prossimo film. Ho visto su Youtube gli spettacoli di Benigni su Dante e sono meravigliosi». «Non ho ancora parlato con Benigni e spero di farlo presto». «Lascio l’onore alla Sony di annunciare i nomi delle star, ma posso svelare che la casa di produzione è davvero entusiasta di fare la trasposizione cinematografica del film. E spero che anche Firenze si possa sentire onorata dall’accogliere il set del film con tante movie star».

Queste parole, pronunciate un mese fa da Dan Brown, riguardano ovviamente l'immancabile trasposizione cinematografica del suo ultimo romanzo, Inferno, nuovamente ambientato in Italia, dopo la Roma di Angeli e Demoni. 7 anni dopo i 758 milioni di dollari incassati da Il Codice Da Vinci, e 4 anni dopo i 486 milioni di dollari targati proprio Angeli e Demoni, Tom Hanks potrebbe seriamente tornare a vestire i panni di Robert Langdon, con il 'nostro' Benigni possibile co-protagonista all'interno della pellicola. O almeno questo è quello che ha fatto intendere Brown. Parole in qualche modo rilanciate dal Roberto nazionale, Premio Oscar con La Vita è Bella e pochi giorni fa intervistato da Vincenzo Mollica per 'lanciare' il nuovo Tutto Dante, con cui sarà a teatro a Firenze dal 20 luglio al 6 agosto.

Ed è proprio qui, tra una chiacchiera e l'altra, che Benigni è finalmente tornato a parlare di Cinema, annunciando l'arrivo di un nuovo film.


«Uno di quelli belli belli dove ci si diverte, dalla piazza andiamo al cinema». «La Divina Commedia è l’opera letteraria più grande del mondo, dobbiamo veramente volergli bene» .«È da un po’ che manco dal cinema, ed è la cosa che più mi infiamma».

Parole chiare ed inequivocabili, se non fosse per l'apertura del mese scorso di Dan Brown. Perché cosa avrà voluto dire l'attore e regista toscano con un nuovo film 'ispirato' a Dante? Che stesse parlando di una commedia tutta sua, in arrivo 20 anni dopo il boom dell'indimenticabile Il Mostro, o più semplicemente una sua partecipazione al 'dantesco' kolossal Sony? Visto un anno fa nel pessimo To Rome with Love di Woody Allen, Roberto Benigni non gira un film dal lontanissimo 2005, anno de La tigre e la neve, stroncato negli Usa dopo le pernacchie targate Pinocchio, uscito nel 2002. Abbandonate le velleità di un tipo di cinema 'alto', il Roberto nazionale riprenderà a sfornare quei capolavori comici che hanno scritto la storia del cinema nazionale, senza ambire a chissà quali trionfi internazionali, o tornerà a farsi dirigere, 12 mesi dopo l'inutile titolo di Allen?

Nel dubbio, per chi non lo avesse letto, questa la sinossi ufficiale di Inferno, trasposizione cinematografica che quasi sicuramente tramuterà Firenze in un set hollywoodiano da qui ad un anno:


Robert Langdon, il professore di simbologia di Harvard, è il protagonista di un'avventura che si svolge in Italia, incentrata su uno dei capolavori più complessi e abissali della letteratura di ogni tempo: l'"Inferno" di Dante. Langdon combatte contro un terribile avversario e affronta un misterioso enigma che lo proietta in uno scenario fatto di arte classica, passaggi segreti e scienze futuristiche. Addentrandosi nelle oscure pieghe del poema dantesco, Langdon si lancia alla ricerca di risposte e deve decidere di chi fidarsi... prima che il mondo cambi irrimediabilmente.

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