Shelter - Identità paranormali (USA, 2010) di Måns Mårlind e Björn Stein. Con Julianne Moore, Jonathan Rhys Meyers, Jeffrey DeMunn, Frances Conroy, Brooklynn Proulx, Nathan Corddry, Katiana Davis, Michael Graves, Nicole Leigh Belle, Aaron Bernard.
Quella di Shelter - Identità paranormali era una sfida ardua, se non addirittura un’impresa. Roba da “eroi”, probabilmente, elemento che tende a fornire delle attenuanti ad una resa che, come avremo modo di esprimere a breve, risulta ahinoi tutt’altro che soddisfacente. Ecco le premesse. Cara Harding (Julianne Moore) è un’affermata psichiatra forense. Un’esperta del settore, come direbbe qualcuno. Ecco perché suo padre, che opera più o meno nello stesso settore, le sottopone un caso davvero interessante.
Adam (Jonathan Rhys Meyers) è un paziente affetto da una strana forma di personalità multipla, ambito in cui la dottoressa Harding sa davvero come muoversi. E basta poco per rendersi conto che Adam non è un paziente come tutti gli altri, motivo per cui il suo caso appare scientificamente meritevole di una particolare attenzione. Ha così inizio questa sorta d’investigazione da parte della nostra protagonista, che la porterà a mettere in gioco sé stessa e le sue stesse convinzioni.
Bene, fin qui la “cronaca”. Peccato, però, che tra il punto di partenza ed il punto di arrivo di questa strana vicenda emergano dei difetti a nostro parere macroscopici. Anzitutto un’ambito di speculazione proposto in cui di speculazione ce n’è davvero poca, per di più frammentaria. Se, da un lato, risulta apprezzabile l’intento di Mårlind e Stein nel volersi focalizzare sulla fuorviante lotta tra Scienza e Fede, dall’altro è inevitabile evidenziare come tali nobili propositi non siano seguiti da un altrettanto impegno in fase di esecuzione. O meglio, questo è ciò che emerge dalla visione del film.
Argomenti da cui vengono attinte interessanti intuizioni, vanificate da determinate soluzioni che sembrano lasciare il tempo che trovano. Nel suo volto da thriller psicologico non invoglia a comprenderne i meccanismi, mentre sul fronte pseudo-horror non fornisce alcuna valida indicazione per indicarlo come tale - salvo non averla rintracciata noi, in tal caso dubitiamo comunque che la sostanza muti più di tanto, anche perché i problemi non vertono sulla catalogazione.
Gli strafalcioni più lampanti, però, prendono forma nel momento in cui si tenta in maniera decisamente raffazzonata di inoltrarsi in opache e poco approfondite introspezioni di carattere teologico. Chi o cos’è Dio? E chi o cosa il diavolo? Dove sta il Bene? E dove il Male? Tutte domande capitali, insomma, e su cui ci si accalora da chissà quanti secoli. Ecco perché, quasi in apertura, senza voler prendere le difese di nessuno, accennavamo a delle attenuanti. Perché qualunque opera intenda accostarsi a temi così complessi e delicati ha davanti a sé uno scoglio difficilmente valicabile.
Tuttavia l’inverosimile pappetta vagamente spirituale propinataci tende solo a confondere, forse proprio in virtù di questa sua mancata presa di posizione netta. In tal senso, Shelter, è un film figlio del proprio tempo, ossia il nostro. Un’epoca in cui ci si continua a spiegare una non meglio precisata “tensione al male” con argomenti che non reggono, mediante figure troppo banali per essere proponibili - o improponibili perché banali, fate voi.
Non fosse per una regia senza dubbio meno scialba rispetto a certe scelte a livello di sceneggiatura - seppur comunque limitata all’ordinarietà del mestiere - nonché una prova di Meyers tutto sommato apprezzabile, non sapremmo per quale altro motivo consigliare sinceramente la visione di questo Shelter. Specie in un periodo in cui nelle nostre sale cinematografiche imperversa un buon numero di produzioni di tutt’altra caratura.
Shelter - Identità paranormali è uscito venerdì 25 Febbraio. Qui trovate il trailer italiano.
Voto Antonio: 4,5
Voto Carla: 3
n1ghtm4r
02 mar 2011 - 18:46 - #1Visto sabato sera e non l’ho trovato pessimo come da voi recensito. Al termine della visione se lo si analizza razionalmente si trovano diversi difetti e omissioni nella trama, ma tutto sommato non è stato noioso e ha catturato l’attenzione fino alla fine, proponendo due oneste interpretazioni degli attori protagonisti (Meyers e la Moore). Per me 5.5/6. Forse non vale il prezzo del biglietto ma tenetelo presente per un eventuale noleggio.
pistacchione
02 mar 2011 - 18:59 - #2e cioè? quali sarebbero le altre produzioni di alta caratura che imperverserebbero in questi tempi?
chojin999c
02 mar 2011 - 19:28 - #3@n1ghtm4r 02 mar 2011 - 17:46 - #1: infatti è un film da 6.0/10 e non è certo orrendo come la solita recensione negativa vuol far credere. Praticamente stroncano tutti i film da guardabili ad ottimi, poi danno voti altissimi ad operazioni di marketing mediocri e prodotti pessimi. Raramente capita che diano un voto giusto.
antonio-gamesblog
02 mar 2011 - 21:15 - #4Righe e righe di recensione per poi prendere amaramente atto, ancora una volta, che il voto è l’unica componente alla quale viene rivolta attenzione. Peccato!
E lo dico seriamente, perché sempre più mi rendo conto che questo benedetto sistema di valutazione decimale sta limitando sempre più qualsivoglia spunto di seria riflessione.
E chi oppone, legittimamente, una visione diversa dalla nostra, cosa fa? Ci dice che questo film merita uno, due voti in più. Che non si sia d’accordo può anche starci, ma nessuno che si soffermi un attimo sulle chiavi di lettura che abbiamo tentato, nostro malgrado, di offrire. E parliamo di un film che è già uscito da qualche giorno, eh… quindi disponibile a tutti gli habitué delle sale.
Quanto all’utente che mi chiede quali sono gli altri film di “alta caratura”, beh… anzitutto mi permetto di aggiustare io il tiro per lui. Nella recensione, infatti, ho scritto di “tutt’altra caratura”, differenza direi sostanziale. Quanto ai titoli, penso che i chiacchieratissimi 127 Ore, Il Cigno Nero e Il Grinta siano più che sufficienti. Vi piaccia o meno, stiamo parlando di film che si situano almeno qualche spanna sopra Shelter.
Per il resto, non saprei. Discutiamone. A più riprese abbiamo dimostrato di essere tutt’altro che ermetici riguardo a certe cose. Ma se l’unico spunto per intavolare un’interessante discussione è un numero… a buon intenditor poche parole.
deception
02 mar 2011 - 22:27 - #5io sono distratto dal photoshop disaster che è la faccia di jonathan rhys meyers nel poster °_°
raz76
02 mar 2011 - 22:39 - #6visto stupendo! da brividi
vincenzo
02 mar 2011 - 23:02 - #7Che poster di m***
chewie
03 mar 2011 - 09:31 - #8l’unica cosa paranormale che vedo è il poster.
munky
03 mar 2011 - 10:46 - #9#4
Antonio non te la prendere con chojin999c che poverino è solo un troll che infesta questo blog da oramai parecchio tempo (in effetti mi chiedo cosa venga a fare qui, visto che non gli piace praticamente nulla). Detto questo: io il film non l’ho visto ma la recensione m’è piaciuta. E sarei pure eventualmente d’accordo a togliere i voti esadecimali, perchè spesso ci si sofferma solo su quelli.
antonio-gamesblog
03 mar 2011 - 11:12 - #10Sai che c’è, caro munky? La discussione non riguarda uno o più specifici utenti, bensì un’abitudine sempre più frequente a soffermarsi su aspetti se non inutili, quantomeno secondari. Anche perché davanti ad un lettore che critica un voto, noi davvero non abbiamo modo di replicare.
E non è una situazione granché gratificante, anche perché prerogativa di un qualsiasi blog dovrebbe essere proprio quella di colmare il più possibile il gap tra chi vi scrive e chi vi partecipa. Proprio perché non abbiamo la scienza infusa c’interessa conoscere posizioni magari diverse dalle nostre, a patto che siano espresse in maniera opportuna.
Se ci si continua a trincerare dietro il solito e mortificante “io ne so di più e voi non ne sapete nulla”, non potremo che rimanere piantati sullo stesso punto, senza possibilità di avanzare.
Quanto al voto, lascia perdere… Combatto per la sua cancellazione da non so quanto tempo, ma è evidente che è quello che la gente vuole. Altrove, in un altro blog su cui scrivo, si lamentano da non so quanto proprio perché manca.
Non hai idea, quindi, di quanto piacere mi faccia sapere di non essere l’unico folle a voler debellare questa malattia… :D
toni_acca
03 mar 2011 - 11:49 - #11Allora non mettere più voti ai film (magari solo inserite alla fine “sufficiente”, “mediocre”, “buono”, ecc …) così la gente per capire meglio la recensione dovrà leggersela per intero.
chojin999c
03 mar 2011 - 12:37 - #12Ma quanta ipocrisia e quante idiozie. A parte i soliti insulti gratuiti al sottoscritto, che c’è chi non riesce a smentirsi dalle proprie incivili abitudini, tutto il discorso contro i voti è patetico. Ma sì, a che servono i voti? Perchè dare i voti anche nelle scuole ed università? Eh! Sono da abolire no? Perchè “la gente poi non capisce” o “si sofferma sul voto in sè” .. Oh cielo!
E via di ipocrisia e discorsetti vuoti che vogliono apparire profondi pur non solo non essendolo ma non potendo esserlo.
Ma il voto basso chi lo ha datto se non chi ha scritto la recensione? Ed allora? Di che altro c’è da discutere?
Se non si è d’accordo con la stroncatura automaticamente si viene bollati come “incapaci di comprendere il significato profondo dell’analisi” ed altre amenità del genere? Ma per favore!
Accettate le critiche o abolite i commenti, così ve la potrete cantare e ridere senza problemi e rischi che qualcuno possa osare contraddirvi.
munky
03 mar 2011 - 13:26 - #13Cvd :)
n1ghtm4r
03 mar 2011 - 13:47 - #14Quoto in parte chojin, i voti sono importanti almeno tanto quanto il contenuto delle recensioni stesse, perché molte volte è quel parametro numerico che spinge una persona ad andare a vedere il film o meno.
Potete decidere di toglierli ma è il solito problema che si ripropone ciclicamente in tutti i media che trattano recensioni, che siano di videogiochi, film o libri.
antonio-gamesblog
03 mar 2011 - 14:01 - #15Esatto n1ghtm4r, è un problema che si ripropone “ciclicamente in tutti i media”. Infatti qui nessuno ha anche solo lasciato intendere, non volontariamente di certo, che sia in atto una “congiura al voto”. Il voto rimane e nessuno intende toglierlo.
La “battaglia” a cui allude il sottoscritto riguarda un fenomeno (nel suo insieme); lo stesso che fa dire a te che il voto conta “almeno tanto quanto il contenuto delle recensioni stesse”. Ecco, è su questo punto che il sottoscritto non è affatto d’accordo.
Certo, è impensabile una recensione negativa che a fondo pagina riporti un buon voto, e viceversa. Ma non si può certo credere che un numero, qualunque esso sia, possa realmente sintetizzare il “giudizio” su una qualsiasi opera.
Che poi la sua presenza “faciliti” la comprensione, me ne rendo conto, e non condanno in toto quest’aspetto. Tuttavia, tornando al punto da cui siamo partiti, mi farebbe davvero piacere se le critiche si basassero su elementi che diano adito a dibattito. Diversamente sì che finiremmo a discutere a vuoto… :)
BubiWealt
03 mar 2011 - 14:38 - #16Ho visto questo film pochi giorni fa e sinceramente mi trovo ad essere in disaccordo.
Cioè, sicuramente non è un film capolavoro, né riesce a svolgere a mostrare in maniera sufficientemente convincente la lotta tra Fede e Scienza (forse perché fa troppo affidamento su alcuni comprimari di scarso appeal, ma si lascia guardare volentieri senza troppe pretese. Jonathan Rhys Mayers mi è piaciuto, un po’ meno la Moore.
theclubber
03 mar 2011 - 15:54 - #17Ma il poster chi l’ha disegnato? Che schifezza!
rayjack73
03 mar 2011 - 16:33 - #18Un film può piacere o meno, questo è assolutamente soggettivo e fuori discussione. Ritengo in ogni caso un errore paragonare pellicole appartenenti a generi differenti: Antonio, ad esempio, confronta Shelter (film sul paranormale) con film come 127 Ore e il Il Cigno Nero (drammatici) e Il Grinta (western). E’ come se io facessi un confronto (tecnico ed estetico) fra un SUV e un’utilitaria: direi assolutamente improbabile; il SUV lo confronterei con un altro SUV e una 500, ad esempio, con una Mini. Forse sbaglio, ma personalmente la vedo in questi termini.
theclubber
03 mar 2011 - 18:52 - #19Concordo. Non si possono paragonare così facilmente film appartenenti a generi diversissimi. Mi sembra di capire, dalla trama, che come tematiche è molto simile a “Identity” di James Mangold.
ziopippi
03 mar 2011 - 21:41 - #20Non fosse per una regia senza dubbio meno scialba rispetto a certe scelte a livello di sceneggiatura - seppur comunque limitata all’ordinarietà del mestiere - nonché una prova di Meyers tutto sommato apprezzabile, non sapremmo per quale altro motivo consigliare sinceramente la visione di questo Shelter. Specie in un periodo in cui nelle nostre sale cinematografiche imperversa un buon numero di produzioni di tutt’altra caratura.
non sono d’accordo con questa parte… non potete onestamente mettere a confronto Shelter (che a me è piaciuto, pur con tutti i suoi limiti) con film come Black Swan o Il Grinta o Il Gioiellino… sono generi completamente diversi che hanno un pubblico diverso
Orlando2289
07 mar 2011 - 01:23 - #21Che brutto film!! confusionario senz’altro, quando comincia ad essere interessante verso metà film, salta fuori la cavolata del diavolo e stregonerie varie! sono mischiati troppi argomenti, thriller psicologico ok, ma anche psicotico film horror noooo, con finale senza capo ne coda…..la solita strage di massa senza speranza
Poihgt
14 apr 2012 - 22:24 - #22È un film di ugenialità rara. Recensioni scritte con pregiudizio assoluto.