Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire.
Era il 1982 quando Rutger Hauer si produceva in un monologo che, di lì a poco, sarebbe rimasto nella storia. Ma in quanti sanno che i raggi visti balenare da Roy Batty non erano del tipo B ma di quello C? Trattasi semplicemente di uno spunto - una curiosità, se vogliamo - per intraprendere un discorso ben più rilevante. Un modo come un altro, insomma, per trattare un tema dai risvolti epocali nell’ambito di questo settore: il doppiaggio.
Tutto parte da un’osservazione di un nostro lettore, Mario, che ci ha scritto:
Cari autori di cineblog,
sono un vostro assiduo lettore e vi scrivo perchè proprio stasera sono stato al cinema a vedere “Il Grinta”. Io non sono un critico del doppiaggio cinematografico, ma credo di avere identificato una leggerezza abbastanza seria. Dopo che Matt Damon viene trascinato e ferito alla lingua, la sua parlata rimane assolutamente invariata. Non ho visto il film in lingua originale, quindi vi chiedo di verificare se effettivamente Damon parli in maniera diversa dopo la ferita. Se così fosse mi chiedo come si fa e non redere durante il doppiaggio un particolare secondo me importante.
Ed ecco il sondaggio:
Ebbene, chi vi scrive ha avuto il piacere di vedere quest’ultima fatica dei fratelli Coen in lingua originale. Come me, tanti altri, probabilmente, avranno optato per la medesima scelta. Ciò significa che tanti altri, come il sottoscritto, potrebbero confermare al nostro caro lettore che in realtà il ranger texano Le Boeuf (Matt Damon) appare inequivocabilmente menomato anche nelle sequenze successive. O almeno, senza voler svelare nulla, questa sua menomazione si protrae fino a quando è “necessario”.
Dando per buono, quindi, che tale dettaglio sia sfuggito in fase di doppiaggio nel nostro amato idioma, ci troveremmo dinanzi ad un’incongruenza piuttosto evidente. Matt Damon è ferito alla lingua e, come tale, fa per forza di cose fatica a parlare. Tutte intuizioni banali (da scoperta dell’acqua calda, si direbbe). Tuttavia, a quanto pare, a qualcuno è sfuggito. E non ad uno spettatore poco attento, bensì a chi deve cercare di colmare quanto più possibile l’ineludibile gap linguistico con l’opera originale.
Quale che sia stata l’abilità dei doppiatori relativamente alla loro performance, c’è sicuramente dell’altro però. Chi non ha avuto modo di vedere Il Grinta in lingua originale si è certamente perso non solo un ottimo Matt Damon dalla parlata claudicante, ma anche un Jeff Bridges che sotto questo specifico aspetto ha fornito una prova a dir poco stupefacente.
Riaffiora così, prepotentemente, un dibattito che si protrae da decenni, se non addirittura dall’avvento del sonoro in quel lontano 1927: doppiaggio sì o doppiaggio no? E se sì… in che misura? Questo accesissimo dibattito ha dato vita essenzialmente a due schieramenti: uno, composto dai cosiddetti “puristi”, l’altro, rappresentato da un altro tipo di “puristi”, ossia quelli del “visivo”.
E badate bene, non è che sia così agevole operare una netta distinzione! Né si può facilmente attribuire la “ragione” ad una anziché all’altra fazione. Non tutti sanno che lo stesso Stanley Kubrick era un convinto sostenitore del doppiaggio, tanto da supervisionare egli stesso tale processo con un’attenzione all’apparenza inspiegabilmente maniacale - atteggiamento che, peraltro, assumeva riguardo ad ogni aspetto dei propri film. Per uno che considerava il cinema come “arte del visibile” (Bernardi), non era ammissibile che lo spettatore si perdesse in righe e righe di parole in sovrimpressione. Durante il film lo spettatore deve osservare attentamente ciò che avviene all’interno del quadro, senza perdersi in “inutili” letture.
Di contro, ci sono film che non possono certamente prescindere dalla resa recitativa dei loro attori, soprattutto in termini sonori. Il professor Gianni Canova, in una delle sue lezioni, raccontò un aneddoto risalente a parecchi anni fa. In quell’occasione ebbe modo di scrivere una recensione su di un determinato film (di cui, mea culpa, non ricordo il nome purtroppo), basandosi però sulla versione originale in lingua inglese. Quando il film approdò nelle sale, Canova cominciò a ricevere lettere di dissenso. Pacate, per carità, ma grondanti delusione poiché chi le scriveva, per la prima volta, si trovava in assoluto disaccordo con la sua analisi. Al che, l’oramai volto noto di Sky Cinema decise di concedersi una seconda visione, questa volta col doppiaggio in italiano: in quel momento gli fu tutto più chiaro.
Nella pellicola in questione, il/la protagonista, americano/a, si perde a Parigi. A quel punto il film tenta di descrivere lo “spaesamento”, quasi una sorta di alienazione del nostro personaggio, proprio mediante la messa in scena della sua impossibilità di comunicare. Lui/lei parla inglese in un contesto in cui praticamente tutti parlano il francese, e nessuno di questi sembra capirlo/a. Ebbene, questo aspetto, tutt’altro che di secondo piano, risultava perso in fase di doppiaggio. Come e perché non saprei spiegarvelo, ma è chiaro che non aver potuto incolpevolmente cogliere un elemento così fondamentale, rese praticamente vano l’intero film.
Ora, qui non si tratta di capire quale sia il film in questione. Molti di voi potrebbero citare casi analoghi, in cui la visione di un determinato film in una specifica lingua ha davvero fatto la differenza. E pensare che il Bel Paese vanta tra i migliori doppiatori al mondo, alcuni dei quali, ahinoi, defunti. E per rispetto nei loro confronti che non citiamo nessuno, proprio per paura di dimenticarci qualcuno appartenente alle varie generazioni. Ciò significa che noi italiani, più di chiunque altro, dovremmo avvertire meno lo shock di certe “operazioni”.
Insomma, come uscirne? Posta l’inutilità di sentenziare su chi abbia torto e chi ragione, ci piacerebbe sapere cosa vi spinge a guardare un film in lingua originale oppure, viceversa, doppiato. E, soprattutto, perché.
Prima di lasciarvi, però, ci sembra opportuno mostrarvi quel celeberrimo monologo relativo alle fasi conclusive di Blade Runner. E, manco a dirlo, ve lo proponiamo sia in lingua originale che doppiato in italiano dal grande Sandro Iovino. E visto che (come si dice dalle mie parti) “siamo nello spendere“, beccatevi altri due monologhi che hanno senza dubbio segnato la “carriera da cinefilo” del sottoscritto; anch’essi in entrambe le lingue (inglese e italiano). Parliamo di Al Pacino in L’avvocato del Diavolo (1997) e quello di Edward Norton in La 25ª ora (2002). Buona visione!
Blade Runner (ITA)
Blade Runner (ING)
L’avvocato del diavolo (ITA)
L’avvocato del diavolo (ING)
La 25ª ora (ITA)
La 25ª ora (ING)

51 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
ApocalypseNow
Io non sono contrario al doppiaggio perchè lo considero comunque un'arte e dal momento che un italiano va a vedere un film al cinema prende atto che non sta andando solo per vedere il film, ma anche per "assaporare" l'arte del doppiaggio. Conosco molte persone che si lamentano continuamente perchè in italia doppiano i film, ma è del tutto inutile e considero la cosa abbastanza egoista, se volete vedervi il film in lingua originale vi prendete il DVD o il BD.
#1 - Scritto il
hate
Concordo con apocalypse now, non so quante storie si fanno anche per il doppiaggio degli anime..per fare un esempio i cavalieri dello zodiaco hanno avuto un lavoro direi eccezionale in fase di doppiaggio, la stessa cosa per molti film che sono usciti qua nel nostro paese…ok che in lingua originale sono migliori, ma la magia che dimostrano i nostri doppiatori per me è una cosa assolutamente bellissima…bless
#2 - Scritto il
tredix
Preferisco il doppiaggio in italiano solo per questione di comodità, per non perdermi la recitazione degli attori leggendo i sottotitoli, ma ammetto che se conoscessi bene l'inglese li guarderei in inglese.. Infatti se penso che qualcuno possa vedere i film di Benigni doppiati capisco quanto il doppiaggio possa snaturare.. Dobbiamo però ammettere che i doppiatori italiano sono i migliori al mondo…
#3 - Scritto il
tredix
concordo con i commenti precedenti.
#4 - Scritto il
amoryaablaine
Il doppiaggio è un abominio che va combattuto, è la mistificazione dell' abilità attorica e la corruzione dell' integrità della pellicola In Italia siamo gli unici che continuiamo con questa pratica primitiva, ormai priva di senso se non quella di favorire la lobby doppiatori/distributori che sta distruggendo il cinema di nicchia e indipendente per la gioia del becero pubblico da multisala che non ha assolutamente la voglia di avvicinarsi a culture differenti attraverso un cinema in lingua straniera
#5 - Scritto il
tredix
che esagerazione amoryaablaine.. abominio che va combattuto?? ma dai… Naturalmente rispetto la tua opinione ma mi sembra molto estrema se non fanatica come posizione. Basta guardare il sopra postato monologo di al pacino doppiato da giannini per capire come la voce del doppiatore si fonda perfettamente con l'attore e ne derivi da ciò un monologo unico.. Certo, originale è meglio, ma come ha detto qualcuno i dvd e i blu-ray danno ampia libertà di scegliere in che lingua sentirlo..
#6 - Scritto il
adamantio
Il doppiaggio e la pigrizia mentale degli italiani è uno dei motivi per cui, nel 2011, ancora 2/3 della popolazione non parla altro che la lingua italica e rispetto alle popolazioni estere facciamo ridere i polli.
#7 - Scritto il
amoryaablaine
@Tredix sono estremista su questo determinato argomento perchè lo trovo assolutamente deleterio e senza senso e francamente trovo fastidioso vedere al cinema un film doppiato
#8 - Scritto il
mr.oizo
complimenti per il post, è bello riflettere su aspetti a volte un pò sottovalutati o addirittura ignorati. Negli ultimi anni mi sono sempre più convinto che i film vadano visti rigorosamente in lingua originale. Il doppiaggio di fatto va a modificare l'opera nella sua originalità, così come era stata pensata e realizzata dall'autore, spesso snaturando completamente il film. C'è da dire però che l'essere costretti a leggere i sottotitoli distoglie necessariamente lo spettatore dall'immagine, andando a ridurre considerevolmente l'estetica del film. Come giustamente ha fatto notare Antonio citando Kubrick, il sottotitolo deturpa l'immagine, difetto non di poco conto se contestualizzato all'interno di un cinema puramente estetico e dell'immagine come quello di Kubrick. Bisogna ammettere però che in film di pura immagine come 2001 di sicuro non saranno quella manciata di sottotittoli a diminuirne il valore: nei primi 10 minuti di "the social network" ci sono più battute che in tutte le 2h30+ di 2001… Basti pensare al film (capolavoro) Babel di Inarritu: nella versione originale le differenze e interazioni etniche erano rese magistralmente e poeticamente grazie anche alle differenze linguistiche dei vari personaggi. In Italiano il film è stato letteralmente brutalizzato traducendo e doppiando il film nella sua interezza.
#9 - Scritto il
eggy819
Sono favorevole al doppiaggio ma ovviamente lo sarei molto di più se non conoscessi la lingua inglese, ciò nonostante tendo sempre a guardare un film prima in lingua originale, ma solo ed esclusivamente perchè amo godermi gli attori stranieri nella loro interezza, tuttavia c'è da dire che spesso dietro ad un bravo doppiatore si nasconde un bravo attore, e in Italia di esempi ne abbiamo avuti e ne abbiamo tuttora.. è comunque vero, come detto sopra, che attori come Benigni o anche Troisi, a mio modo di vedere, sarebbe uno scempio doppiarli, quindi dipende molto dai singoli casi. Il Grinta ad esempio è uno di quei film che andrebbe visto con i sottotitoli (so che è complesso), ma solo ed esclusivamente perchè le voci dei protagonisti sono snaturate.. ecco perchè il lavoro di doppiaggio doveva essere molto probabilmente più accurato.
#10 - Scritto il
ziopippi
ci sono doppiaggi e doppiaggi…. le serie tv preferisco vederle in originale sottotitolate, perchè spesso sono affidate a gente che veramente non sa quello che fa… per i film il discorso è diverso… si ha più tempo a disposizione e a volte si hanno grandi attori che si prestano al doppiaggio… può capitare qualche cialtroneria come è il caso de Il Grinta, però, per fortuna, non è la norma, almeno non ancora…
#11 - Scritto il
roberto-d
Direi in lingua originale, assolutamente. Tuttavia se guardo una stupida commedia americana senza capo né coda preferisco il doppiaggio per non perdermi le battute. Purtroppo, non mastico molto l'inglese.
#12 - Scritto il
haze
Io preferisco guardarli in lingua originale, magari coi sottotitoli. Non è snobismo (molti pensano lo sia), ma perché, semplicemente, nel doppiaggio vengono perse -o trascurate? <i>deliberatamente</i> trascurate, forse- moltissime cose. Molti film cambiano completamente ed anche la nostra percezione cambia. Un film che non ho amato particolarmente, Inglorious Basterds, l'ho rivalutato quando l'ho rivisto non doppiato, perchè film di quel genere non possono essere doppiati, semplicemente. Poi guardare i film in lingua è "didattico": studio inglese da sempre, ma siamo sinceri, tra quello dei libri di grammatica e quello parlato c'è un abisso di cui mi sono accorta, solo in questo modo, da alcuni anni. (Non parliamo poi delle traduzioni italiane eccessivamente bacchettone…!)
#13 - Scritto il
slavio
semplice la risposta: come in ogni paese evoluto, si dovrebbe avere la libertà di scelta, quindi perlomeno le sale dovrebbero dividersi tra versioni doppiate e non. qui ovviamente cio' non avviene. se poi vogliamo scendere nello specifico, beh c'è tanto da pensarci? ovvio che sia meglio un film in lingua originale a prescindere dal fatto se si comprenda o meno la lingua. ma chiramente ci vuole un minimo di attenzione in più e la capacità di andare oltre alle prime difficoltà per chi non è abituato. qualità che pero' non sembrano appartenere al pubblico italiano.
#14 - Scritto il
angelo-4tbufr
sì al doppiaggio fatto bene, no a quello fatto da cani.
#15 - Scritto il
carter
Sono sempre stato un grande sostenitore del doppiaggio, ma negli ultimi 10 anni ho assistito ad un calo drastico della qualità del doppiaggio e dei doppiatori. Concordo poi che guardare un film in lingua inglese aiuterebbe perlomeno a farsi l'orecchio con la lingua, che però va comunque studiata per essere parlata. Il caso riportato del Grinta comunque fa venire i brividi; una scelta assolutamente superficiale che distrugge completamente la prova recitativa ed è incongruente con la storia!
#16 - Scritto il
petit baboo
Il discorso è multilivello. E complicato. La lobby dei doppiatori è forte e non mollerà mai la presa… però c'è da dire che determinati lavori di doppiaggio lasciano davvero senza parole, da quanto son fatti bene. Però son pochi, poschissimi, casi. E' logico, per non dire scontato che il doppiaggio sia in certi casi importantissimo, quasi essenziale, pensate ai film per famiglia: un bambino di 8\12 anni che va a vedere, che ne so, "i pirati dei caraibi" al cinema: ecco, li il doppiaggio è dovuto, se no il povero spettatore si ritrova davanti ad un muro assurdo. Secondo me andrebbe valutato il fatto di introdurre dei film non doppiati. L'esempio di Babel che faceva qualcuno prima è calzante, NON E' POSSIBILE che lo si distribuisca doppiato. Determinato cinema, intendo il cinema serio, andrebbe distribuito senza doppiaggio, permettendo così agli spettatori di godere del film in tutte le sue sfaccettature, ci sono dei film che sono sorretti da prove attoriali senza paragone, esempi: The Queen o Il Discorso Del Re… per quanto un doppiatore possa essere bravo, non riuscirà MAI a rendere omaggio al lavoro di un attore che balbetta, nel caso di The King's Speech, si tratta di STUPRO di un lavoro estremo e faticoso, hanno preso il lavoro di Firth e lo hanno calpestato, senza pudore, perdonate la veemenza, ma io trovo insopprotabile il fatto di DOVERE lavorare sopra ad un lavoro gia perfetto. Si dovrebbero distinguere i film che possono permettersi un publico "evoluto" che può, volendo, vedere un film e leggere i sottotitoli. La storia del "se leggo i sottotitoli non seguo le immagini" è pura pigrizia, la pensavo anche io così, fino a quando non mi sono trovato nella situazione di dover per forza leggere i sottotitoli, a venezia, la prima volta che andai al festival, da spettatore, vi giuro che dopo i 10 giorni di film sottotitolati, non solo in inglese logicamente, il blocco sottotitolo\immagine era sparito. Si chiama multitasking, e ne siam capaci tutti. BASTA VOLERLO.
#17 - Scritto il
tiuzza
Preferisco la lingua originale, per una pura questione di gusto personale. Non sono assolutamente contro il doppiaggio, anche se credo che dovrebbe essere dato più spazio ai film sottotitolati nei cinema.
#18 - Scritto il
blakened85
Mi fate ridere, fate tanto i sostenitori della lingua originale come se la lingua originale fosse solo l'inglese, e le altre lingue, le sapete tutte ??? Guardate in lingua originale anche i film polacchi, spagnoli, francesi, coreani, cinesi, russi, tedeschi ecc??? Si belllo il film in lingua originale, ma chi ne capisce davvero tutte le sfumatore di ogni lingua parlata nel mondo. quanto siete ganzi ;)
#19 - Scritto il
murielz
@haze, scusa avevi gia' citato il film di Tarantino, mi ero perso il tuio messaggio
#20 - Scritto il
Poncio
Il doppiaggio non solo consente di non snaturare la visione con l'utilizzo di sottotitoli, ma si colloca anche in quella logica di divisione del lavoro che ha contribuito a rendere il cinema l'arte che conosciamo: dal momento che gli stessi attori doppiano i propri personaggi in fase di postproduzione, si suppone che professionisti specializzati in questo campo siano più "performanti" di coloro che devono concentrarsi anche (e soprattutto) sull'interpretazione, ovviamente con le dovute eccezioni. PS: Totò, il film in questione era "Frantic" di Polanski.
#21 - Scritto il
Barbara.C
blakened85 scusami ma il tuo commento non ha alcun senso… ci sono 20 commenti in cui si parla di sottotitoli.. vale anche per le lingue che citi tu.. io guardo tranquillamente Kim Ki Duk, Kitano e Kaurismaki con i sottotitoli in italiano.. mica bisogna essere poliglotti per apprezzare il Cinema.
#22 - Scritto il
theprov
doppiati per forza di cose; non conosco l'inglese (o meglio non a un livello tale da poter vedere un intero film e capire quantomeno tutto il necessario) che è la lingua originale del 90 % dei film che vedo. Odio i sottotitoli, non è vero che dopo un po' non ci si fa caso, a me danno fastidio sempre. E ci dovrei essere abituato, dopo 6 serie di top gear….e se mi danno fastidio in quello, figuriamoci in un film.
#23 - Scritto il
carter
Blakened, ho visto l'altro giorno un film francese con i sottotitoli; sbugiardato due volte in meno di dieci commenti, ci penserei due volte a fare uscite così splendide la prossima volta!
#24 - Scritto il
ficho
Da poco sto iniziando a vedere tutti i film in inglese (ho visto city of god in lingua originale, ma con i sottotitoli in inglese), e dato che ho vissuto 8 mesi negli USA, so che la lingua ha molte più sfumature e significati che, tradotti "male" non rendono..un motto dei traduttori è che se una traduzione è bella non è fedele, e se è fedele non è bella, fate vobis! Però mi è capitato di vedere il primo Matrix, e vi devo dire che con i dialoghi originali è NETTAMENTE INFERIORE alla versione in italiano!
#25 - Scritto il
theclubber
A me piace guardare film in inglese con sottotitoli in inglese. Certo è necessario avere una buona conoscenza della lingua, ma è sicuramente utile per migliorare l'inglese (solo noi italiani siamo ancora indietro anni luce). Ovvio che un film con pochi dialoghi è più facile di uno come The Social Network!
#26 - Scritto il
sirhaplo
Io sono abbastanza legato al doppiaggio. Mi piace studiare il lavoro di traduzione che fanno ad esempio la presentazione di V. "Questo viso non è vacuo vessillo di vanità ma semplice vestigio della vox-populi, ora vuota ora vana". Tutte parole con la V. Diventa parte del film anche quello. Certo che Inglorius Basterds è importante vederlo in lingua, altrimenti ti perdi tantissimo. Al festival del cinema di Roma sono impazzito a vedere un film Iraniano. Sottotitoli in inglese e sotto-sotto-titoli in italiano. Avete mai provato a vedere un film in italiano con i sottotitoli in inglese ? Vi si incastrerà il cervello … e vi inca**erete a morte vedendo come vengono tradutte alcune frasi
#27 - Scritto il
simona-m
Il doppiaggio cambia e modifica (per forza di cose, per sincronizzare il labiale con le parole) i dialoghi originali (oltre alle effettive prove attoriali dei protagonisti). Nettamente meglio la visione in lingua originale sottotitolata. Sempre. Purtroppo non ci sono cinema che propongano questa opzione (a Milano un paio, un giorno alla settimana. Troppo poco!) Sono talmente abituata a guardare film sottotitolati che ho iniziato a guardare così anche gli anime. Mi piacciono molto di più in giapponese!
#28 - Scritto il
sandman99
ok, sappiamo che il doppiaggio non è esente da difetti, ma ricordiamoci che abbiamo i migliori doppiatori al mondo…
#29 - Scritto il
ed22
Io preferisco i film doppiati in italiano, per comodità e per non snaturare il film. E poi gradirei che ogni attore straniero avesse una voce italiana personalizzata.
#30 - Scritto il
capitanspaulding
Sono anni che voglio eliminare l'osceno e squallido doppiaggio italiano. Rigorosamente in lingua originale con sottotitoli cosi 1) si aprezza totalmente la pellicola e gli attori 2) si impara prima una lingua diversa come gia fanno in altri paesi….
#31 - Scritto il
danyele-world
Doppiaggio SI! Sia chiaro, non disdegno affatto la lingua originale coi sottotitoli, che qualche volta può anche andare (per migliorare l'inglese mi sono visto anche io qualche pellicola in originale in un cinema della mia città che fa programmazione del genere), ma solo chi ha un'ampia conoscenza della lingua straniera e della CULTURA straniera del paese d'origine del film, può apprezzare le tantissime sfumature dell'interpretazione originale… Stanley Kubrick questo lo sapeva bene, visto che oltre a curare personalmente i vari doppiaggi, nei suoi film girava anche delle scene specifiche per i vari paesi: in italiano, il famigerato "Il mattino ha l'oro in bocca" ha molta + presa dell'originale ""All work and no play makes Jack a dull boy" ("Lavorare soltanto e non giocare rende Jack un ragazzo annoiato"). Stessa cosa si riscontra ad esempio oggi nelle serie TV: quanti - che magari sono anche laureati in lingue - riescono a comprendere appieno i proverbi, i modi di dire, e i riferimenti culturali presenti in un episodio di una serie TV USA? Queste sono tutte cose che solo il VIVERE in un paese straniero ti può dare… e dato che è "possibilissimo" che una persona non abbia mai l'opportunità di andare a vivere all'estero :-D che facciamo… ci guardiamo dei film e serie TV "MOZZATE" per noi stranieri nei significati, solo perchè vederle in lingua originale "fa più bello"? Prendere come esempio uno svarione ne "Il Grinta" x screditare l'intero mondo del doppiaggio italiano è veramente un discorso senza senso: qualche "boiata" ogni tanti salta fuori (com'è fisiologico che sia), ma in italia abbiamo la miglior scuola di doppiaggio del mondo… abbiamo avuto (e abbiamo ancora) doppiatori come Ferruccio Amendola, Giancarlo Giannini (solo x citare i + famosi) che non hanno mai fatto rimpiangere le interpretazioni dei vari DeNiro, Pacino, Stallone, anzi… addirittura Stanley Kubrick si complimentò personalmente con Giannini x il suo doppiaggio in "Shining", lo riteneva il migliore mai fatto nei suoi film)… e tante volte Woody Allen ha ammesso che il doppiaggio di Oreste Lionello spesso ha migliorato la sua interpretazione originale… Oltretutto, va bene sapere l'inglese, ma ricordiamoci che siamo pur sempre in Italia: in Francia difendono strenuamente la loro lingua, perchè noi dovremmo "porgere le chiappe" all'inglese tanto facilmente??? E soprattutto, come qualcuno ha già fatto notare sopra, come la mettiamo con le altre lingue? Mica tutto il mondo parla inglese… io personalmente parlo un buon inglese, ma il mio spagnolo è molto scolastico, e non parlo una mazza di tedesco: cosa avrei dovuto fare, non avrei mai dovuto guardare un film di Almodovar? Oppure avrei dovuto spremermi a a sangue gli occhi per 2 ore nel leggere i sottotitoli de "Le vite degli altri"? Non scherziamo, facciamo discorsi seri… se una persona vuole guardarsi un prodotto in lingua originale, libero di farlo, ma non capisco perchè non debba esserci libertà di scelta per gli altri.
#32 - Scritto il
jester87
Io sono uno strenuo sostenitore del doppiaggio. Prima di tutto perchè i doppiatori del Bel Paese sono i più bravi in circolazione e la lingua italiana la più bella e melodiosa che esista. Avete mai visto un film doppiato in un'altra lingua europea? Sono imbarazzandi. Pérdono del tutto della loro originalità. Non solo i nostri doppiatori sono bravi con la voce, con il tono, con le pause e tutto il resto, ma sono eccellenti anche nella resa dei dialoghi. Non si può tradurre alla lettera, come ben sappiamo: bisogna fare in modo che il movimento della bocca sia quanto più possibile sincronizzato col parlato, e se qualche volta le battute o determinate frasi non sono esattamente quelle della versione originale è perfettamente comprensibile. Prima di tutto per quelle esigenze di sincronizzazione e poi perchè molte, e non avete idea quante, frasi, battute, esclamazioni, modi di dire in lingua originale non hanno corrispondente in italiano o non ne ha uno specifico (moltissime frasi inglesi, per esempio, proprio per la particolarità di questa lingua, si prestano a moltissimi significati, cioè una parola ha molti corrispondenti nel nostro idioma), mentre l'italiano è altamente specifico e l'intero significato di un periodo può variare incredibilmente (e questo a mio parere è meraviglioso). Un'aspetto tecnico-artistico come il doppiaggio deve essere analizzato ed eventualmente criticato sotto tutti i punti di vista e tenendo presente ognuno di questi, così come quanod si analizza qualsiasi cosa. Non si può sminuire il lavoro dei doppiatori solo perchè in lingua originale i lavori rendono di più la recitazione degli attori (a parte che non è affatto così: Woody Allen, ricordando Oreste Lionello disse che lo rese molto più bravo di quanto in realtà fosse!); bisogna analizzare le esigenze di tutti e come queste debbano e possano essere soddisfatte, perchè il cinema non è un'arte dedicata ad un pubblico di nicchia ma a tutti, e la capacità di comunicare alla moltitudine è un aspetto fondamentale. Se poi queste esigenze sono ottemperate in maniera eccelsa come i doppiatori italiani fanno, c'è solo da applaudire. Secondo la mia opinione, come è stato detto nell'articolo, è quali film rendano più o meno bene in lingua originale e se il doppiaggio è fatto grossolanamente o meno (come ci sono gli attori cani ci sono anche i doppiatori cani). Quindi il punto focale è dare possibilità di scelta. Questa è difficilmente realizzabile al cinema che è un luogo destinato alla comunicazione di massa e con esigenze commerciali difficilmente comprimibili o compromissibili con le esigenze di una piccola frazione di gente che desidera fruire di un film in lingua originale (almeno fino a quando da piccola frazione non diventino moltitudine); ma non si può dire che tale possibilità non esiste già: negli home video dove realmente si realizza quella attenzione e quella necessità dei cinefili più attenti per la lingua originale, grazie ai supporti moderni (dvd, blu-ray e quant'altro) senza problemi si possono ricevere tutti gli aspetti e le sfaccettature di una pellicola. Ci sono poi film che, proprio per la loro natura devono essere visti almeno una volta in lingua orginale per goderli a pieno (per la mia personalissima opinione vedi Scarface, con Al Pacino, che nonostante sia doppiato da un mostro sacro della professione, come Ferruccio Amendola può rendere la cadenza e il parlato del cubano-americano sono nella versione madre). Concludendo perciò, fino a che l'esigenza di guardare un film in lingua orginale rimarrà di nicchia, non potremo pretendere di vederla soddisfatta (e comunque so che è una pratica che ha preso piede in alcuni cinema e per pochi film, e con la moderna diffusione del linguaggio - soprattutto l'inglese - mancherà poco a che sia definitivamente offerta anche al grande pubblico), e comunque sia l'importante è mantenere sempre la possibilità di scelta, cosa che a tutt'oggi credo non manchi.
#33 - Scritto il
gi088
Mi ricordo di aver visto NON È UN PAESE PER VECCHI solo in lingua originale. Dopo anni l'ho visto doppiato. Beh.... era un'altro film. Un esempio: training day, quando Denzel dice: Player to player, pimp to pimp.... È stato tradotto con: da figlio di puttan.a a figlio di puttan-a....... Se volete ridere guardatevi Four Rooms - l'uomo di Hollywood con Tarantino, doppiaggio ignobile
#34 - Scritto il
Nikolaus
Direi che la frase "abbiamo i doppiatori migliori del mondo" ha superato ampiamente "non ci sono più le mezze stagioni" oppure "una volta qui era tutta campagna". Tempo fa il record lo sosteneva "i treni arrivavano in orario" nella classifica delle frasi fatte (espressione di un passato fortunatamente terminato - si spera). A parte le battute, che devo dì? Per me il film in lingua originale E' il film: l'opera nella sua purezza. Paragonando un film ad un quadro, il doppiaggio per me sarebbe come cambiare i colori della tavolozza, oppure disegnare i baffi sui visi: un intervento non richiesto che snatura un'opera già completa di per se. Tuttavia, penso che il doppiaggio abbia una sua funzione insostituibile, soprattutto per quanto riguarda il pubblico infantile e quello più anziano (entrambi possono avere problemi nella lettura dei sottotitoli x es). Soluzione ragionevole sarebbe solo incentivare la visione in lingua nei cinema, come già detto. Certo, si ha un bel dire che coi dvd si ha la libertà di guardare il film come si vuole, ma ricordiamoci prima dell'avvento di questo supporto come eravamo combinati: autarchia linguistica assoluta! Era di fatto impossibile poter ascoltare la voce vera degli attori (l'unico modo era comperare le vhs di SpeakUp)!
#35 - Scritto il
squirelee
Il problema non è la qualità delle performance dei doppiatori italiani, che è praticamente sempre altissima, ma l'adattamento dei dialoghi. Capisco che è un lavoro estremamente faticoso, ma alle volte ci sono degli svarioni imperdonabili, ad esempio quando si sente dire "silicone" quando il silicone non c'entra ma c'entra il "silicio" (che in inglese si dice "silicon"); non voglio fare quello che spacca il capello in quattro, ma se sbagliano queste cose, figuratevi quante altre cose possono aver sbagliato gli adattatori e noi non ce ne siamo mai accorti… Immaginatevi poi che scempio avranno fatto nel doppiare "Kick Ass", già nel trailer italiano si sente Hit Girl che dice che il loro simbolo è a forma di cactus, mentre in originale dice che è a forma di c***o; "Scott Pilgrim vs. The World" è inguardabile in italiano (infatti mi sono comprato il BD nordamericano…), purtroppo questo è dovuto a una distanza incolmabile tra la pop culture americana e il nostri essere italiani. Poi ci sono film che devono assolutamente essere visti in originale, altrimenti guardiamo un film completamente diverso: chi di voi ha visto "Inglorious Basterds" in originale sa di cosa parlo, guardarlo doppiato (e, ripeto, il problema non è la qualità interpretativa dei doppiatori, che in questo film è altissima) è assurdo anche perchè alla fine Landa parla proprio italiano; il film è stato forzato dato che Tarantino voleva proprio fare un film, diversamente dalla maggior parte dei film, in cui ognuno parla la propria lingua e non sempre e solo l'inglese.
#36 - Scritto il
redavid
da quando capisco l'inglese e quindi dal liceo preferisco vedere film e telefilm se possibile in lingua originale..non c è paragone..certi modi di dire e certe battute sono intraducibili e cambiano toalmente di senso..x qst x fortuna c sono i cofanetti dvd delle serie cosi me li guardo in originale
#37 - Scritto il
redavid
concordo con chi mi precede il problema non è la bravura dei doppiatori italiani -che sono strabravi anche quelli delle ultime generazioni e possiamo vantare voci bellissime ma cm ho detto prima cose intraducibili ecc
#38 - Scritto il
vector-sigma
Scusate la banalità e quel poco di piaggeria verso la pratica del doppiaggio a la presunta (ma da tempo perduta) superiorità ed eccellenza italiana nel campo, ma io da qualche anno a questa parte ritengo che la visione ideale sia: tutte e due. Guardo la versione doppiata per poter godere di quella sensazione di immersione totale nelle immagini di cui si parlava citando Kubrik, e guardo la versione originale per cogliere tutte le sfumature della recitazione e del testo che il doppiaggio italiano, vuoi per le differenze linguistiche, vuoi per i riferimenti alla cultura, vuoi perchè due attori diversi non reciteranno mai allo stesso modo, non può fare a meno di ammazzare. E non venite a menarmela col multitasking, che comunque lo spettatore straniero vede un film nella sua lingua senza dover leggere nessuna parola, e quando il regista pensa un film non lo immagina certo con del testo in sovraimpressione. Sono capacissimo di leggere un testo quando passa sullo schermo, ma questo rende il film un'esperienza diversa da come è percepito dallo spettatore della lingua originale. Insomma, quello che sto cercando di dire è che da anni il maggiore livello tecnologico consente l'accesso facile ad un opera sia doppiata che sottotitolata, e credevo che questa maggiore facilità d'accesso avrebbe ridotto di molto la diatriba fra doppiaggio e lingua originale, e mi meraviglio di vederla spuntare ancora, soprattutto nei confronti di doppiaggi che, per ragioni che non pretendo di conoscere, sono obiettivamente brutti. Ma perchè non vengono mai lodati quelli belli?
#39 - Scritto il
sandman99
@Nikolaus scusa non volevo cadere nel banale delle frasi fatte per urtarti, la prossima volta per scrivere un post chiedo a un amico che scrive poesie :)
#40 - Scritto il
vitaliano82
io mi sono avvicinato pian piano alla lingua originale, con le serie tv. Se è pur vero che molti doppiatori sono bravi (guardando soprattutto al passato) è pur vero che spesso è il senso a cadere, poichè frasi idiomatiche sono tradotte malissimo snaturando il senso della frase. Il doppiaggio inoltre, anche se fatto bene, altera la fruizione del film, diventando una cosa differente da quella originale. il problema non si porrebbe per i bambini, perchè ad esempio in olanda circolano entrambe le versioni sottotitolata e no. Io compro i dvd per poterli vedere in originale (o ancora meglio con i sottotitoli in inglese, per usarli solo se non ho capito la frase) ma sarebbe bello farlo anche al cinema, avere scelta non sarebbe male
#41 - Scritto il
theprov
Vi invidio tutti per la vostra conoscenza delle lingue, e/o quantomeno per la vostra voglia di vederli sottotitolati per chi non le conosce. Davvero, vi invidio molto.
#42 - Scritto il
bobeastwood
Vedo che è un discorso senza fine o uscite…Elenchiamo allora i punti a favore e a sfavore del doppiaggio. A favore: - Il doppiaggio è un'arte puramente Italiana, siamo i migliori al mondo. - Alcuni attori stranieri hanno toni vocali improponibili, meglio quelli dei doppiatori. - Chi non conosce la lingua inglese può guardare i film solo grazie al doppiaggio. - Dietro al doppiaggio c'è un lungo e duro lavoro di traduzione e interpretazione, rispettiamolo. - E' molto meglio vedere un film senza sottotitoli. La grafica lo apprezza. A sfavore: - Il doppiaggio snatura a volte le interpretazioni dei singoli attori e in alcuni casi anche il concetto generale del film. Grave pecca. - Oltre alle interpretazioni, molti dialoghi e soprattutto i titoli dei film stessi vengono modificati in modo, talvolta, improponibile. (es: Eternal sunshine of the spotless mind in —> SE MI LASCI TI CANCELLO!!!) - Il doppiaggio avvilisce l'interpretazione inglese e la sua conoscenza. Detto questo, senza prendere posizioni, ricordo che il doppiaggio non è solamente un fenomeno italiano. Viene usato, con più o meno efficacia, in tutto il mondo.
#43 - Scritto il
nox2001
io sono daccordo con il doppiaggio ben fatto, da bravi doppiatori e in italia sono tanti e da dialoghi non modificati, certe volte credono che gli italiani siano stupidi e che non possano capire certe battute. Certo è che in lingua originale è un'altra cosa ma certe volte si perdeno le espressioni degli attori per stare dietro ai sottotitoli.
#44 - Scritto il
Nikolaus
Grazie del pensiero sandman, ma non ho letto il tuo commento precedente al mio, ergo non mi riferivo a te. Ogni riferimento ad un tuo post precedente è da considerarsi puramente casuale.
#45 - Scritto il
damiax
Purtroppo, come dice il mio insegnante di doppiaggio (il mitico Rodolfo Bianchi), l'80% di questo mestiere è fatto male. Molta gente però non credo ci faccia caso, e poi bisogna ammettere che i doppiatori italiani sono i migliori che ci siano al mondo. Se qui da noi è l'80%, in altri Paesi potrebbe essere il 100% (esclusi ovviamente quelli che non ridoppiano nessun film), perciò tanto di cappello ai doppiatori italiani (categoria della quale spero di far parte un giorno). A chiunque fosse interessato, digiti su YouTube "i miei ridoppiaggi" (seguito da I Simpson, Shrek o Blues Brothers) e si goda i lavori/tentativi di ALE280290 (ovvero il sottoscritto). Chiedo scusa per la pubblicità. Spero comunque che qualcuno di voi li veda e che vi piacciano (fatemi sapere)!
#46 - Scritto il
nikolaus
Theprov, nessuno nasce imparato: con un pò di sforzo, a forza di vedere e ascoltare film in lingua originale tutti possono cominciare ad imparare una lingua non conosciuta.
#47 - Scritto il
danyele-world
Ragazzi, dico solo questo: andatevi a vedere "Il Fuggitivo" in lingua originale… il doppiaggio italiano lo rende 10 volte migliore; la prima volta che ho sentito la voce di Tommy Lee Jones (uno dei miei attori preferiti) è stato il crollo di un mito! Da scompisciarsi dalle risate! Dicesi lo stesso x un altro dei miei miti, Tom Hanks: la sua voce originale mi fa venire i brividi (in negativo)…
#48 - Scritto il
asinc
Registriamo considerazioni molto interessanti sulla questione doppiaggio e invitiamo i lettori a visitare la nostra rivista on-line di critica del doppiaggio - <a href='http://www.asinc.it' rel='nofollow'>www.asinc.it</a> - e a dare il loro contributo
#49 - Scritto il
go
Io Rutger Haue lo preferisco di gran lunga doppiato in italiano, non mi piace la voce originale.
#50 - Scritto il