Comic-Con 2013: il panel del remake Robocop

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Al Comic-Con 2013 approda il panel di Robocop, l'atteso remake del regista Josè Padilha previsto nelle sale per febbraio 2014.

iniziamo con la descrizione del primo filmato mostrato in apertura di panel:

La clip si apre con Samuel L. Jackson nei panni di Pat Novak un magnate dei media che mette in mostra le capacità militari dei prodotti Omicorp per "promuovere la pace e la libertà all'estero". I robot operano in qualità di militari in una missione denominata "Operazione libertà Teheran" e un giornalista sottolinea il fatto che la popolazione locale ha accettato di buon grado l'utilizzo dei robot (nel  frattempo scorrono immagini con alcuni cittadini che alzano le mani per sottoporsi ad una scansione). Novak si chiede perché non possiamo usare queste macchine entro i confini nazionali: "Perché l'America è così robot-fobica?".

Il filmato prosegue tagliando su una riunione del Congresso in cui il produttore di armi Raymond Sellars (Michael Keaton) afferma che mettere i robot in strada salverà vite umane, ma poi vediamo i robot andare in tilt e uccidere i cittadini di Teheran. Sellars sottolinea che le macchine non provano rabbia, non sentono la fatica, ma soprattutto non provano alcun rimorso. Un senatore chiede: "Se una macchina uccidesse un bambino, cosa proverebbe?", Sellars risponde: "Niente".

Terminato il filmato il panel si apre ufficialmente e sulle note del tema di Robocop fanno il loro ingresso sul palco il regista José Padilha e gli attori Samuel L. Jackson, Michael Keaton, Abbie Cornish e Joel Kinnaman.

A proposito della scelta di rifare Robocop, Padilha dice: "Non è un film che si può solo rifare di nuovo, perché è perfetto come lo era allora, quindi abbiamo scelto di prenderne i concetti più rilevanti". il regista parla di un futuro prossimo in cui agli attuali droni si aggiungeranno robot che in seguito faranno parte della vita reale (un po' come accadeva in Io, robot), Padilha dice che il film originale dava un'idea di questa evoluzione e ora abbiamo un'idea ancor più chiara di come ciò potrebbe accadere.

Keaton definisce il suo personaggio "un grande pensatore", Sellars crede di comprendere il quadro più grande, lui è un pragmatico e sta facendo quello che ritiene giusto. Se il mondo è un posto pericoloso, Sellars ritiene che le sue macchine siano necessarie.

Jackson descrive il suo Novak come un tipo che ha un parere e non ha paura di affermarlo e usa tutti i metodi a sua disposizione per convincere la gente a concordare con lui.

Kinnaman parla della difficoltà di miscelare uomo e macchina. la compagnia di Sellars che riesce a salvare la vita di Alex nel remake, sostituisce il suo corpo dal collo in giù, quindi il protagonista si trova a confrontarsi con una battaglia interna tra l'intelligenza artificiale e la propria umanità.

La Cornish parla del suo personaggio (la moglie di Alex) e di come la parte del robot, quella non umana, interagisce con la sua famiglia e il loro tentativo di umanizzarla quando Alex diventa RoboCop.

Kinnaman dice che in tutte le scene di interazione sociale, la sua visiera resta sollevata, ma in tutte le scene d'azione la visiera copre il suo volto, quindi non è stata una sfida interagire con gli altri attori, anche se dice di aver fatto molta pratica a far recitare la sua mascella.

Padilha ribadisce la critica sociale che vedremo sulla capacità di giudicare l'errore umano, ma se un robot fa un errore, chi ha realmente sbagliato? Allora come si fa in guerra a renderci dipendenti dalle macchine? Padilha aggiunge che c'è anche un po' di satira come la figura di Pat Novak e di come egli rappresenta il supporto a questa idea di robotizzazione globale..

Il film è ambientato nel futuro con alcuni paesi che stanno utilizzando i robot nella politica estera. Dal momento che non sono senzienti, essi non possono essere utilizzati sul suolo nazionale. Sellars allora  elude questa legge, mettendo l'uomo (Alex Murphy) all'interno della macchina. Padihla ritiene inoltre che gli esseri umani e le macchine stanno andando a mescolarsi sempre di più e RoboCop "è il film perfetto per affrontare questo tema".

Fonte | Collider

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