
L’America della violenza, delle armi, della stupidità e del menefreghismo. E l’America della morte. E’ questa la doppia faccia della medaglia, dietro a quella del “bel paese unito e ricco”. Pistole, fucili, armi tra le più disparate circolano per gli USA senza che nessuno faccia niente per fermare questa follia. Signorotti che promuovono armi dopo una strage ad una scuola, bambini che portano le pistole dei genitori all’asilo e sparano ai compagni, una storia fatta di retroscena e intrighi che fa accapponare la pelle. Tutto e questo e molto, molto di più in due film che parlano dello stesso tema in maniera differente. Bowling a Columbine è un documentario intelligente, che fa ridere, arrabbiare, piangere senza un attimo di sosta, attraverso prove schiaccianti, testimonianze dolorose, interviste che lasciano di stucco. Moore indaga nella nazione più marcia, quella in cui milioni di persone ripongono tutta la loro fede senza nessun interesse per quella che è la vera realtà. Interessantissimo, divertente, emozionante, utile. Se ne sentiva il bisogno. Guardate e poi giudicate. E non perdetevi neanche Elephant, uno dei film più belli del 2003 e del signor Van Sant, che inizia come un normalissimo documentario sulla vita di alcuni giovani ragazzi che studiano in un normalissimo liceo americano. La macchina da presa li segue silenziosa uno ad uno, spesso li riprende in lunghe camminate di spalle. E intanto due ragazzini decidono di comprare delle armi e di andare a fare una strage a scuola… Gus Van Sant è geniale, la sua regia è in qualche modo unica e speciale: il suo film è teso e i momenti silenziosi rendono il tutto più angosciante. Gli ultimi minuti sono terribili e quantomai verosimili.
E la Columbine diventa protagonista per un’altra notte, grazie a Ghezzi e il suo mitico Fuori Orario: per amare il cinema che conta ancora una volta e per pensare ad una realtà che è una tragedia attualissima.
Elephant: stanotte, 00.40, RaiTre
Voto Gabriele: 9
Voto Natalie: 8
Bowling a Columbine: stanotte, 02.00, RaiTre
Voto Carla: 8
Voto Gabriele: 9
Voto Natalie: 9
Jena Plisskin
29 lug 2006 - 13:47 - #1Fate uno sforzo e guardate Elephant, è un modello di cinema molto sopra le righe ma tecnicamente del tutto originale. Le stesse scene viste da ogni punto di vista sono semplicemente geniali.
clauderouges
29 lug 2006 - 20:36 - #2Non ho visto Elephant (ho già programmato il videoregistratore!!!) ma mi associo all’ottima critica per “Bowling For Colombine”. Si rimane veramente a bocca aperta davanti a certe assurdità…
Gianluca C.
29 lug 2006 - 21:28 - #3Elephant è si un modello originale (uso estenuato del piano sequenza, racconto anacronistico e soggetivo), ma quando lo vidi al cinema mi deluse un po’. Forse, mi aspettavo di più, ma un film va visto più volte per apprezzarlo appieno (oppure no). Bowling a Columbine è l’innovazione e la riscoperta del documentario, quello forte, di fatti veri e raccontati crudi e puri. Meglio anche del successore Farenheit 9/11. Si prepara una lunga notte cinefila :)
gian
30 lug 2006 - 17:54 - #4Bowling a columbine e’ semplicemente meraviglioso. QUESTO e’ un film da far vedere in PRIMA SERATA, che si accorgano tutti di com’e’ la realta.
cineblog
26 ott 2006 - 20:18 - #5[…] […]
Paranoid Park: recensione
10 dic 2007 - 20:51 - #6[…] Non scende a compromessi Van Sant, che quando fa il suo cinema, che è studiato ma sincero, sa già che incontrerà il parere favorevole di alcuni e verrà tuttavia osteggiato da molti. Paranoid Park è il corollario perfetto della trilogia del silenzio, iniziata con Gerry e proseguita con Elephant e Last Days; ma è anche una piccola summa di un percorso che non lascia nulla al caso. Se il puzzle psicologico dei suoi ragazzi si va allargando e si compone sempre di più, con Paranoid Park Van Sant raggiunge uno dei punti tecnici più alti della carriera. Senza esagerare, questo è il suo film più bello da vedere e godere. […]