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Seven Swords

Pubblicato: 06 ago 2006 da Gabriele C.

Commenti dei lettori


QI JIAN
di Tsui Hark; con Dai Liwu, Kim So-yeon, Duncan Lai, Leon Lai, Liu Chia-Liang, Sun Honglei.

Il nuovo film di Tsui Hark è un film potentissimo e affascinante, lontano dallo stile più occidentale dei più “occidentalizzati” -ma comunque personalmente bellissimi- La tigre e il dragone o La foresta dei pugnali volanti. Il regista Tsui Hark torna al wuxiapian dopo il capolavoro The blade, con una pellicola molto probabilmente meno riuscita ed incisiva di quell’incredibile film, ma di sicuro impatto per chi ama il genere e per chi si sta avvicinando per la prima volta a questo genere, che man mano viene portato nelle sale anche da noi (lasciamo stare la distribuzione che spesso lascia a desiderare -Sword in the moon non si è praticamente visto, ad esempio, e il doppiaggio di questi wuxia non lo commentiamo…). Per 144 minuti Hark ci tiene costantemente incollati allo schermo con una storia che è in parte un omaggio a quella pietra miliare che è I sette samurai di Kurosawa, con i nostri sette eroi pronti a sfidare chi impedisce loro con un incredibile editto di praticare le arti marziali. Decine di battaglie, colpi di scena, tradimenti, spie, sangue e personaggi grandissimi per un cappa e spada che forse pecca qualche volta nella storia e nel suo svolgimento, risultando un po’ troppa confusa; ma è pur vero che, anche se in più di due ore, la materia è tanta e si potrebbe benissimo attendere presto anche un seguito. Ogni battaglia è un momento bellissimo, ogni movimento di spada e ogni schizzo di sangue un brivido lungo la schiena. E se è pur vero che non tutto è originalissimo, il divertimento e l’emozione può far chiudere un occhio anche su questo. Si diceva poi dei bellissimi personaggi, soprattutto i cattivi, come quello di turno, oppure la samurai pank, inquietante e grandiosa. Seven swords si presenta al pubblico occidentale dopo essere passato a Venezia ed ha già diviso il pubblico. Che il cinema orientale si debba ancora imparare ad apprezzarlo piano piano?

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Jena Plisskin

    06 ago 2006 - 20:39 - #1
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    Sono d’accordo con il fatto che The Blade è migliore (perchè il titolo cinese ? in Italia è uscito come Seven Sword). Da appassionato di film orientali dico però che difficilmente lo stile cinese viene accettato tale e quale in occidente. Ben vengano le operazioni come la Tigre ed il Dragone che perlomeno consente di apprezzare e conoscere questa cinematografia che ha prodotto ottimi film, seppur “occidentalizzato”.

    Tips: in alcuni hard discount gira la versione italiana di The Mission di Jhonny To a 6.90 euro. Prendetelo perchè è un piccolo gioiello.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    06 ago 2006 - 21:42 - #2
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    Jena, di solito nelle mie recensioni uso mettere sopra i nomi di regista e attori il titolo originale del film; poi nel titolo del post metto il titolo con cui è uscito in Italia. Poi sono d’accordo con te sul fatto del cinema orientale non ancora “accettato” del tutto in Italia dal pubblico, e quindi sul valore comunque buono di film come La Tigre e il Dragone e simili.

  • Jena Plisskin

    07 ago 2006 - 12:28 - #3
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    Mica era una critica, ma già sono cinesi e la gente li guarda con sospetto, poi se gli mettiamo il titolo in originale proprio non se lo filano :-)

    Del filone wuxiapian ci sono alcuni film che meritano di esser visti, il problema però è che non mi pare ci siano tradotti in italiano e per la loro diffusione è un vero peccato :-|

  • superficie 213

    07 ago 2006 - 15:43 - #4
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    Hark nel wuxia vale sempre la pena…