L’attesa per L’Alba del Pianeta delle Scimmie si è già consumata negli States, mentre da noi la miccia si esaurirà il mese prossimo, quando questo atteso prequel uscirà nelle sale della Penisola. Quello che un tempo fu uno dei fenomeni di fantascienza più acclamati, torna oggi a riaffacciarsi al grande pubblico, addirittura con una pellicola che mostra quanto successo precedentemente agli eventi narrati nel primo Il Pianeta delle Scimmie, del 1968.
Nello specifico, questo prequel ripercorre la genesi di quel mondo andato in rovina - a causa dell’uomo stesso, secondo quanto esplicitamente espresso in chiusura dell’opera capostipite della saga. D’altra parte è questo il messaggio che s’intende far filtrare: l’uomo non si è dimostrato all’altezza di “governare” il mondo, così, in maniera del tutto spontanea e quasi naturale, ecco l’avvicendamento con le scimmie.
D’altro canto è un errore prettamente umano quello che ha portato all’estinzione dell’Uomo inteso come specie. Il dottor Will Rodman (James Franco) è un brillante scienziato che ha votato la propria esistenza ad una sola missione: trovare una cura definitiva per l’Alzheimer. E non è un caso se ha consacrato sé stesso alla causa. Suo padre (John Lithgow) è affetto da questo morbo, che lo ha reso agli occhi del figlio un malato senza speranze. Ma quest’ultimo non intende arrendersi, e si adopera con tutte le proprie forze al fine di trovare il modo di curarlo.
Mentre conduce i suoi esperimenti su questo siero che dovrebbe cambiare le sorti della ricerca su questo morbo, qualcosa va storto. Una delle scimmie su cui sta testando i frutti dei propri studi, peraltro in maniera del tutto soddisfacente, riesce a scappare dalla propria gabbia, mettendo a soqquadro gli uffici della compagnia. Si da il caso che nello stesso frangente, il dottor Rodman stia esponendo i risultati a dei potenziali finanziatori, i quali si trovano dinanzi uno scenario rocambolesco. Sbucata improvvisamente da una vetrata, la scimmia viene uccisa sotto i loro occhi da una guardia di sicurezza.
A questo punto ci si domanda il perché di questa follia da parte della bestia. Semplice. Non era improvvisamente impazzita, bensì cercava di proteggere il proprio pargolo appena nato. Ebbene sì, si tratta di Ceasar (Andy Serkis), l’indomito condottiero che un giorno condurrà la propria specie prima alla ribellione e poi alla conquista della Terra. Seppur con molte riserve, il dottor Rodman decide di portarlo con sé a casa, per accudirlo e proseguire con i suoi esperimenti, a questo punto resi impossibili nel luogo di lavoro.
Questo l’incipit, non tanto più dettagliato rispetto a quanto era già trapelato nei mesi scorsi. Pur rendendoci conto che in simili contesti il paragone con le opere precedenti sia scontato, non ci sembra il caso di indugiare più di tanto su simili questioni. Come lo stesso regista ha avuto modo di dichiarare, L’Alba del Pianeta delle Scimmie va visto sotto un’ottica diversa rispetto ai film che l’hanno preceduto, con i quali condivide l’universo in cui è ambientato e nulla più.
E d’altra parte le tematiche non fanno che confermare tali premesse. Se in passato, specie con la prima iterazione della saga, si fece maggiormente leva sull’incapacità dell’uomo nel conservare il pianeta, oggi ci troviamo dinanzi ad una critica di diversa natura. D’altro canto, a suo tempo, non era dato sapere cosa avesse condotto l’umanità all’estinzione e reso le scimmie così intelligenti. Una critica sottile, nonché attuale, che si colloca più o meno allo stesso livello di pellicole come 2022: i sopravvissuti (Soylent Green) o 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, entrambi interpretati da Charlton Heston nel ruolo di protagonista (come ne Il Pianeta delle Scimmie).
Oggi, apparentemente lontani dai vaneggiamenti del Club di Roma, l’aspetto funesto appare lievemente addolcito. Ai giorni nostri gli strepiti ecologisti non hanno più bisogno di essere sdoganati, dato che l’ideologia ha ormai abbondantemente preso piede. No, a ben vedere, parrebbe essere un’altra la battaglia, ossia quella animalista. Non storcano i nasi i nostri lettori, dato che da sempre ad Hollywood è toccato l’ingrato compito di portare avanti certe istanze, malamente celate. Non è un caso se buona parte del film si regge sulla pronunciata umanità di Ceasar, più umano dei suoi stessi “padroni”.
Non siamo convinti di essere d’accordo con certe, poco esplicite prese di posizione del film. Non che rientri nelle nostre intenzioni puntare il dito su nessuno, anche perché il registro non è certo la sceneggiatura stessa a dettarlo, la quale a sua volta risente di una certa impostazione. L’uomo di oggi, per essere tale, dev’essere inutilmente ribelle, refrattario a qualsiasi forma di fedeltà. E’ così avviene con Ceasar. Dapprima docile e fedele oltre ogni immaginazione. Ma non appena il suo sguardo comincia ad assumere quell’aria spaventosamente umana, ecco che il suo atteggiamento muta in maniera diametralmente opposta.
D’altro canto a renderlo così intelligente è stato proprio il siero sperimentato dal dottor Rodman, elemento che da adito a quella sorta di copione frankesteiniano secondo cui la creatura si ribella in un certo qual modo al creatore. Il solo esistere, il solo avere coscienza di sé stesso, spinge Ceasar a ribellarsi. Certo, agevolato in questo da un contesto in cui viene rinchiuso e maltrattato dal solito invasato di turno. Tutta una serie di presunte coincidenze che culminano nel finale del film, senza dubbio aperto, ma che ci fornisce una ragionevole spiegazione di quanto avverrà in futuro. Nonostante ciò, però, noi restiamo perplessi.
Siamo perplessi perché l’amicizia instauratasi tra il dottore e la scimmia non basta a reggere buona parte del film, come però sembra nelle intenzioni di chi l’ha girato. Perché certe forzature in ambito di sceneggiatura, seppur “giustificate” dal fatto di appartenere al genere fantascientifico, non riescono a passare inosservate. Siamo perplessi perché, nonostante l’innegabile potenziale, un buon cast ed una regia discreta (che non eccelle solo perché vincolata ai soliti standard probabilmente), L’Alba del Pianeta delle Scimmie non è riuscito a farsi amare come forse avrebbe potuto. Insomma, poche le trovate degne di nota.
Rimane un buon film, al quale bisogna certamente riconoscere l’arduo compito di fungere da apripista ad una saga che ha fatto storia. Il problema è che per il momento non troviamo delle ragioni abbastanza valide per cui debba spiccare rispetto ad altre pellicole, ergendosi di tanto rispetto alla media di film su questo tenore. Chissà che non si riesca a cambiare idea con un probabile e già ventilato sequel.
L’Alba del Pianeta delle Scimmie (Rise of the Planet of the Apes, USA, 2011). Di Rupert Wyatt, con James Franco, Freida Pinto, John Lithgow, Brian Cox, David Oyelowo e Tom Felton. L’uscita in Italia è prevista per il 23 settembre. Qui trovate il trailer esteso del film.
Voto Antonio: 6,5
Voto Gabriele: 7
alexdiro
24 ago 2011 - 17:48 - #1In disaccordo con tutto quanto detto in questa recensione, dall’analisi del significato della pellicola, che trovo abbastanza pretestuosa e sostanzialmente sballata, all’accusa di non avere particolari elementi degni di nota:
Già solo il fatto di essere ben lontano dal solito blockbuster hollywoodiano caciarone che punta tutto sulla spettacolarizzazione lo pone su un gradino più alto rispetto alle altre megaproduzioni.
Per non parlare del fatto che sia diretto con grande maestria: il ritmo crescente non conosce momenti morti nonostante ci sia una sola sequenza d’azione nel finale.
E poi mi sembra ingiusto non dare merito a L’Alba del Pianeta delle Scimmie di fare della plausibilità un punto cardine del film, con quel ” Perché certe forzature in ambito di sceneggiatura, seppur “giustificate” dal fatto di appartenere al genere fantascientifico, non riescono a passare inosservate.” che è assolutamente falso e bugiardo.
Per la cronaca, 83% di recensioni positive di Rottentomatoes.com.
maxthestyle
24 ago 2011 - 17:54 - #2io l’ho visto in lingua originale e secondo me merita molto più di 6 e mezzo
Runaway2
24 ago 2011 - 17:55 - #3A me è piaciuto, anche abbastanza da consigliarlo. Innanzitutto l’originale è uno dei pochi film su cui il prequel può apparire davvero calzante, motivo per cui sono andato a vederlo. Visivamente è molto gradevole, ben girato e con effetti speciali più verosimili che mirabolanti. La trama è accattivante e, seppur con qualche momento di pathos eccessivo e leggere forzature, non risulta mai ridicola o caricaturale. Ci si affeziona quasi subito al simpaico scimpanzé Cesar, tanto da fare un po’ il tifo per lui. Definirlo riflessivo sarebbe eccessivo in quanto è molto più orientato all’intrattenimento, ma non manca di fornire spunti che, sebbene già ampiamenti esplorati e ritriti, non guasta certo rispolverare. Un 7 ci può stare.
the-word
24 ago 2011 - 17:55 - #4mmm….non ho ben capito..se questo film è il remake rivisto e modificato di “1999: conquista della Terra” film del 1972, oppure va ancora più indietro con la storia?
antonio-gamesblog
24 ago 2011 - 17:57 - #5Niente da dire su tutto il resto, alex, ma c’è un passaggio su cui vorrei tu fossi più chiaro.
“Già solo il fatto di essere ben lontano dal solito blockbuster hollywoodiano caciarone che punta tutto sulla spettacolarizzazione lo pone su un gradino più alto rispetto alle altre megaproduzioni.”
Qui sono io ad essere in totale disaccordo. Che non ci sia azione è peraltro falso, anche se, data la natura del film, le sequenze “action” sono chiaramente ridotte all’osso. Questo non significa, a mio parere, che si discosti poi molto da altre megaproduzioni.
Quanto alla “maestria” di Wyatt, beh, mi pare che a riguardo le mie considerazioni siano in linea con quanto espresso. Lungi da me trattarla coi piedi, ma dovendomi basare su quanto visto (e non su quanto gli sia stato concesso di osare), mi spiace, si tratta di una buona prova e nulla più. Nessuno si aspetta l’eccellenza in simili contesti, quindi nessuno scandalo.
Runaway2
24 ago 2011 - 18:05 - #6Il trailer cmq fa pensarea un film super spaccone e chiassoso; per me attirerà un pubblico che rimarrà deluso e farà scappare un tipo di pubblico al quale sarebbe piaciuto. Non aspettatevi una specie di Die Hard con le scimmie.
Ho poi notato che su tutti i siti italiani viene messo nel cast Don Cheadle, che però non mi pare di aver visto e non è nemmeno riportato su IMDB e nemmeno sulla locandina ufficiale….a cosa è dovuto?
alexdiro
24 ago 2011 - 18:11 - #7Cioè non si discosta da produzioni come Transformers 3 e 2012, che in barba alla credibilità mettono in scena la “distruzione della civiltà in 30 giorni” solo per schiaffare nel film un paio di esplosioni in più ?
Ma stiamo scherzando ?
Anche solo la natura interlocutoria di questo film smentirebbe questa tesi, ma se non dovesse bastare c’è la portata della ribellione dei primati, tutto sommato silenziosa e un sentimento ancestrale di libertà e non di rivalsa nei confronti del padrone.
Ma anche il tono cupo della pellicola, sempre coerente con se stesso, privo di scadimenti nella comicità slapstick, è lontanissimo dalla filosofia dei pop-corn movie dei nostri tempi.
O ancora l’ambiguità di Caesar, mai rappresentato come un vero villain, mai filmato con uno sguardo di pietà, è qualcosa di inedito al riguardo.
alexdiro
24 ago 2011 - 18:13 - #8Eh si, di fatto esiste una sola grande sequenza d’azione nel finale, checcè tu ne dica. ;)
Ma anche solo il “le sequenze d’azione sono ridotte all’osso” lo rende diverso e lo eleva dalla marmaglia.
chojin6668
24 ago 2011 - 18:21 - #9 (nascondi)@alexdiro 24 ago 2011 - 18:11 - #7: tutte cavolate. E’ un film pretestuoso, fatto male, non c’entra nulla con la serie originale, che ne facciano un seguito è ancora più scandaloso.
Il remake di Tim Burton era nettamente superiore a questa orrenda produzione “con la CGI di Avatar” come decanta il marketing.
E’ molto superiore SPLICE come film e molto più originale e “profondo” sui temi della manipolazione genetica, creazione della vita. Eh sì che il regista di Splice è quello de Il Cubo (The Cube) che ritengo orrendo MA in Splice ha fatto un ottimo lavoro superiore a quanto avrei pensato, tuttavia la gente è fuori di testa al giorno d’oggi (purtroppo) ed ha affossato al boxoffice Splice che meritava un grande successo commerciale.
Questo ennesimo remake de Il Pianeta delle Scimmie invece è una presa per i fondelli. E’ un film da 3.5/10 a voler essere gentili.
alexdiro
24 ago 2011 - 18:24 - #10La prima e ultima spiaggia di chi non ha nulla di intelligente da dire: Tutte cavolate.
Ti commenti da solo. ;)
antonio-gamesblog
24 ago 2011 - 18:26 - #11La questione che sollevi è interessante. Per me, sostanzialmente, partiamo da presupposti diversi. A quanto ho capito tu fai rientrare nella instabile categoria di “megaproduzioni hollywoodiane” solo i film “caciaroni che puntano tutto sulla spettacolarizzazione”.
Beh, ecco il perché della difformità di vedute. Non a caso non condividi la mia lettura, anche se leggendo il tuo ultimo commento pare che in fondo tu l’abbracci, dato che citi elementi come un generico “sentimento ancestrale di libertà”, che di per sé, a mio avviso, significa poco o nulla.
E’ evidente che il cinema, come tanti altri media, racchiuda in sé contraddizioni inconciliabili, in cui ognuno può vedere di tutto - anche quello che non c’è. Infatti non mi sorprende tanto che a te il film sia legittimamente piaciuto. Tuttavia concedimi qualche riserva sulla diversa impostazione, di cui ho già accennato in apertura.
Potremmo discutere per pagine e pagine di film in cui un singolo autore propone tematiche a lui care, e di altri espressione di un’industria regolata da più o meno dilaganti état d’esprit; ma ridurre Hollywoodlandia a qualche action senza pretese (posto che nessuno ha accomunato un qualsiasi Transformers a questo film: confronto fuorviante, specie in relazione ai film che ho citato in sede di recensione) non esaurisce il discorso. Sforna anche commedie senza pretese, ma anche in questo caso si tratta di una considerazione a metà.
alexdiro
24 ago 2011 - 18:34 - #12Beh, che siano opinioni e che ci sia la legittimità di diversità è sacrosanto, come è sacrosanto il rispetto per l’opinione altrui senza dover mascherare una penuria di argomentazioni desolante con un “tutte cavolate”. ;)
Però a me sembra che l’impostazione del film e come venga venduto dalla casa di produzione lo faccia di fatto rientrare nella categoria dei caciaroni di Hollywood come Transformers e 2012.
Peraltro di fatto, per quanto atipico sia, è un catastrofico quindi a mio avviso il paragone ci può stare. E bada bene, non ho parlato di Hollywoodlandia generalizzando, ho parlato della Hollywoodlandia dei caciaroni di cui sopra.
alexdiro
24 ago 2011 - 18:35 - #13In ogni caso, tu in quale “categoria” lo faresti rientrare ?
damiax
24 ago 2011 - 18:41 - #14#1 concordo in pieno con te (specialmente sull’83% di Rotten Tomatoes, a mio avviso meritato).
Io l’ho visto domenica pomeriggio, in lingua originale non sottotitolata (ero in vacanza a Dublino): dopo il disastroso, spettacolare ma dimenticabile remake di Tim Burton del 2001, ecco un riuscito reboot/prequel di una storica saga cinematografica sci-fi che ebbe origine nel 1968 e che vedeva protagonista il grande Charlton Heston. Il risultato? Strepitosamente spettacolare, un magnifico kolossal pieno di azione ed effetti speciali che, a differenza di molti suoi simili, ha un cuore e riesce ad intrattenere ed emozionare (ci sono scene divertenti ed altre che invece commuoveranno).
Ottima la regia di Rupert Wyatt, così come il lavoro di produzione e sceneggiatura (ben realizzata, a differenza di altri film fantascientifici).
Cast (del quale non si parla per niente nella recensione qui sopra) notevole: a dominare è un Andy Serkis sensazionale nei panni “virtuali” della scimmia protagonista, Caesar, una performance 100 volte superiore a quella di King Kong (per me Gollum resta il top); bravo James Franco nei panni dello scienziato protagonista; bella e brava Freida Pinto in una performance azzeccata dopo quella che l’ha lanciata, ossia in The Millionaire; toccante il personaggio interpretato da John Lithgow, il papà del protagonista; in gamba come sempre Brian Cox; sorprende anche Tom Felton, nuovamente nei panni di un cattivo, addirittura più bast@rdo del Draco Malfoy di Harry Potter.
Reparto tecnico impeccabile, da effetti speciali magnifici a montaggio e sonoro indovinati, fino alla bella colonna sonora di Patrick Doyle.
Un’autentica (e meritata) rivelazione da parte di un reboot che merita la visione!
P.S: nonostante fosse in inglese e fosse la mia 1a visione, ho capito buona parte del film. Altro che 6,5: almeno 8 meritava (provvisoriamente gli ho dato un bel 9)!
damiax
24 ago 2011 - 18:44 - #15Dimenticavo: in una scena in cui vediamo sfidarsi i personaggi di Serkis e Felton, quest’ultimo cita la celebre battuta pronunciata da Charlton Heston nel 1° film del ‘68 (che troverete nella lista delle 100 migliori battute secondo l’AFI): una citazione indovinata e divertente (per chi ha visto il 1° film come me) che è un’ottimo collegamento col capostipite (aprendo nuovamente parentesi, se non vado errato, c’è una scena in cui un personaggio guarda proprio quel film!)!
antonio-gamesblog
24 ago 2011 - 18:48 - #16#14
Perdonami, forse non sono stato molto chiaro nell’esposizione. :)
L’Alba del Pianeta delle Scimmie rientra senza dubbio tra le megaproduzioni, non fosse altro per il costo. Quello che io “contesto” sono gli attributi della categoria che tu affibbi a questo genere di produzioni. In altre parole, dico che questo film può anche appartenere ad un genere diverso, pur tuttavia restando nell’ambito dei film multimilionari e che quindi devono rispondere a determinate esigenze.
Meglio di così non saprei spiegarlo. Tra l’altro corriamo pure il rischio di sviare la discussione dall’argomento centrale, che è il film in sé. ;-)
alexdiro
24 ago 2011 - 18:52 - #17Evvabbè allora concordiamo di essere in disaccordo. ;)
Solo per curiosità, che attributi daresti alla categoria Pop-Corn movie degli ultimi 5 anni ?
holmes
24 ago 2011 - 20:09 - #18Per quanto condivida un paio di osservazioni in merito ad alcuni tempi morti (che ho notato anch’io), mi sembra forzato semplificare il cammino di Caesar in un “Mi ribello ergo sono”.
Sul fatto che le posizioni ecologiste oggi vadano di moda si potrebbe discutere per settimane, ma ciò non significa automaticamente contestarne l’autenticità.
Personalmente, comunque, l’ho trovato un film gradevole, tutto sommato elegante (solo io ho notato le 1000 strizzate d’occhio all’originale? In un televisore è possibile notare Charlton Heston che parte per la missione di cui conosciamo l’esito!) e con alcuni momenti veramente ben riusciti.
L’unico grosso difetto, a mio avviso, è il personaggio di Freida Pinto, che, oltre ad essere un megaclichè, è sostanzialmente inutile ai fini della storia (tra l’altro, lei mi sembra un po’ troppo inespressiva).
In conclusione per me è da 7 pieno, anche 7+
Giovi 88
24 ago 2011 - 20:34 - #19@chojin6668
Ma scusa tu lo hai visto il film?!? Se non lo hai visto allora il tuo commento è pregiudizievole e in malafede. Io invece aspetterò di vederlo al cinema prima di giudicarlo in positivo/negativo. Ma da quello che ho sentito (recensioni e incassi) sembra un film molto interessante. E da buon fan della saga non posso che esserne contento.
@the world
In realtà questo film dovrebbe essere un prequel strettamente collegato all’intramontabile Il Pianeta delle Scimmie del 68′ mentre il film del 72′ “1999:Conquista della Terra” era sempre un prequel/sequel ma era dovuto al salto spazio-temporale di Taylor. Infatti dopo l’arrivo di Taylor nel Pianeta delle Scimmie, tre scimmie hanno riparato la sua astronave ed hanno fatto il suo stesso salto temporale al contrario giungendo sulla Terra dominata dagli uomini. Il figlio di queste scimmie (Cesare) nel 1999 capeggia la rivolta degli scimpanzé (modificati geneticamente per essere usati come animali domestici) ed in questo modo si crea il Pianeta delle Scimmie. Ma tutto questo è dovuto ad una catena di eventi del tutto nuova causata dal salto spazio temporale di Taylor, in realtà il Pianeta delle Scimmie si sarebbe creato comunque ed è proprio quello che questo nuovo film cerca di spiegare. Quindi il prequel del 72′ non era altro che una realtà alternativa.
martalari
24 ago 2011 - 21:44 - #20a me è piaciuto moltooo
mrduster
25 ago 2011 - 00:32 - #21recensione scritta con i piedi, causa animalista?? avete scritto un malloppo su questa cosa…ma che vi siete fumati mentre guardavate questo film??
ben vengano questi film coraggiosi!
ashjwilliams
25 ago 2011 - 01:36 - #22non l’ho ancora visto ma la critica l’ha promosso a pieni voti questo film..6,5 mi pare veramente poco…
rum42coach
25 ago 2011 - 08:35 - #23Un film da cui mi attendo molto,non lo nego.Spero non mi deluda
damiax
25 ago 2011 - 10:12 - #24#22, concordo in pieno con te.
#23, anch’io spero non deluda le tue aspettative così come quelle di numerosi altri utenti di Cineblog (se temete in un’altra cocente delusione tipo il remake di Tim Burton, vi assicuro non sarà così).
zal
25 ago 2011 - 15:06 - #25Ma su questo sito la recensione di un film è affidata ad una sola persona? Cioè la critica dell’autore esprime il giudizio e la linea editoriale dell’intera testata? Giusto per capire.
carla---cineblog
25 ago 2011 - 15:17 - #26@zal: il testo della rece è a firma di un solo autore ma spesso ogni blogger lascia il suo voto in calce. quando il film uscirà in Italia ci saranno altri voti.
Zorro_81
26 ago 2011 - 01:59 - #27Uhmmm… Non molto bella come recensione. Gira, gira e rigira e non si capisce molto bene se voglia parlare di un film o farsi una sfilza di – scusate il francesismo – seghe mentali sul significato, sul senso di un prequel/remake/reboot e su altri argomenti piuttosto pretestuosi.
Un paio di esempi?
Perché certe forzature in ambito di sceneggiatura, seppur “giustificate” dal fatto di appartenere al genere fantascientifico, non riescono a passare inosservate.
Mai sentito parlare di sospensione dell’incredulità?! È solo il fondamento di tutta l’arte narrativa fantastica in qualunque media dai tempi antichi ad oggi. Se una forzatura narrativa è giustificata dal contesto fantastico/fantascientifico non c’è gran motivo di innalzarla a difetto dell’opera. Tanto varrebbe allora attaccare i bat-veicoli dei film di Nolan per la loro meccanica alquanto improbabile, gli xenomorfi di “Alien” per il loro ciclo vitale lacunoso ad un’analisi scientifica razionale, o tutti i vampiri fritti dai raggi UV ma che se la tirano sotto le luci al neon dei locali alla moda.
Siamo perplessi perché, nonostante l’innegabile potenziale, un buon cast ed una regia discreta (che non eccelle solo perché vincolata ai soliti standard probabilmente), L’Alba del Pianeta delle Scimmie non è riuscito a farsi amare come forse avrebbe potuto.
Non so, io tra le righe leggo “non ha incassato quanto ci immaginavamo”. È brutto giudicare un film solo dal risultato al botteghino; a incassare non sono solo gli “Inception”, ma anche i cinepanettoni. E poi quanti film non si sono “fatti amare” per essere apprezzati dopo, con più calma e senza la pressione della massa di spettatori dell’ultima ora – che spesso come capita nei multisala non sanno nemmeno cosa stanno andando a vedere.
alexdiro
26 ago 2011 - 08:49 - #28#27
Ma penso (e spero vivamente) non si riferisse al successo di pubblico/critica, perchè quello oltreoceano (ma più in generale in tutto il mondo) è stato assolutamente straordinario sin dal primo weekend di programmazione, per poi proseguire grazie al positivo passaparola.
Insomma:
83% recensioni positive su Rottentomatoes.com
7.9 su IMDB.com
138 milioni di $ incassati in patria, 261 milioni di $ in tutto il mondo.
Insomma, una cosa in cui sicuramente L’Alba del Pianeta delle Scimmie è riuscito è farsi amare. :D
antonio-gamesblog
29 ago 2011 - 10:52 - #29Andiamo con ordine…
Ogni singola recensione è frutto del lavoro di uno solo tra noi redattori, il quale si assume la piena paternità e quindi responsabilità di ciò che scrive. Come giustamente ha fatto notare Carla, a limite qualcuno di noi integra alla recensione altrui un voto personale, che può tranquillamente non combaciare con l’analisi riportata nell’articolo.
Quanto alla “amabilità” cui alludevo in sede di recensione, ovviamente non mi riferivo al riscontro commerciale. Anzi, faccio fatica a capire come si sia potuto evincere questa cosa.
Per il resto, ribadisco quanto espresso precedentemente. Nessuno vincola il giudizio altrui, e mi spiace che, ancora una volta, ci sia bisogno di sottolineare questa realtà assodata. E’ chiaro come il sole che le nostre analisi siano il risultato di un’elaborazione interna a chi la scrive. Che altrove sia stato trattato con i guanti rileva praticamente nulla, così come penso dovrebbe essere. Se spogliarsi di gusti e passioni non è possibile (né consigliabile) per colui che recensisce, al tempo stesso bisogna evitare i due estremi: da un lato assecondare “la critica”, dall’altro fare il bastian contrario per partito preso.
L’Alba del Pianeta delle Scimmie, ad avviso del sottoscritto, è un buon film, lungi però dal dover essere esaltato oltremodo. Quanto a quelle che il sottoscritto considera “forzature”, è evidente che non posso elencarle dettagliatamente, e per ovvi motivi. Dico solo che proprio l’ultima sequenza del film (dopo i titoli di coda, per intenderci), si ricollega ad una scena che definire “forzata” è dire poco. Dà un senso in funzione di un seguito, ma allora diciamo pure che l’esigenza in sede di sceneggiatura è un’altra, che attiene a logiche ben diverse da quelle artistiche. Niente di nuovo, per carità, ma qui la “fantascienza” non c’azzecca proprio nulla.
Senza contare che, sempre volendo stare a ’sto benedetto voto, parliamo di una più che piena sufficienza - e che perciò si presta anche al mezzo voto in più o in meno, in linea di massima. Non si può, quindi, parlare di una stroncatura, salvo esigere preventivamente che si dovessero dare almeno due/tre voti in più.
Damiax, tra l’altro, mi pare sia stato l’unico ad essere entrato un po’ più nel merito, esponendo una sorta di “contro-recensione” che ho comunque apprezzato - pur dissentendo in troppi punti: a suo dire è andato tutto a meraviglia, compresa Freida Pinto, la quale conta sì e no quattro battute ed il più classico e scontato dei baci.
Prendo atto anche delle considerazioni di Zorro_81, il quale non ha gradito il tenore della recensione. Beh, ma qui il sottoscritto può farci poco, visto che si tratta più che altro di una questione di stile, inteso come metodo di approfondimento e nulla più. Ognuno è curioso di conoscere un determinato aspetto di quello specifico film, e mi rendo conto che quando una recensione non risponde alle domande che si vorrebbero porre si resta perplessi. Ma per ogni persona che vorrebbe un accenno stentato (che so?) al sonoro, ce n’è sono dieci che si aspettano una circostanziata anali di ogni personaggio, con tanto di profilo psico-attitudinale. Mi spiace ma tenere conto di tutte queste legittime e giustificate istanze non sempre è possibile, neanche forzandoci a farlo. Da questo punto di vista, dunque, vi chiediamo solo di essere un po’ più ragionevoli.
fargus
31 ago 2011 - 12:59 - #30Ciao a tutti,
non ho purtroppo (ancora) visto i vecchi film, dal ‘68 in poi, ma finalmente ieri ho visto Rise of the Apes.
Nonostante io guardi moltissimi film ho una cultura cinematrografica medio - bassa; quindi, non potendomelo permettere, non mi atteggerò a critico.
Fatta questa doverosa premessa, mi sento libero di dire che non avevo nessuna aspettativa e sono stato piacevolmente sorpreso. Ho trovato questo film MAGNIFICO.
Ho apprezzato tra le altre cose:
la durata sotto l’ora e 40′ (mi piacciono i film lunghi, ma in questo caso avrebbe voluto dire solo allungare il brodo, con l’effetto di rendere alcune scene lente o inutili per la storia);
il modo in cui l’empatia per le sorti del protagonista Cesar è trasmessa allo spettatore, che finisce per desiderare per primo la vendetta contro il genere umano;
La credibilità del racconto, che trovo si sposi molto bene con l’evoluzione della storia, e che non abbia tutte queste grandi forzature;
le scene d’azione, che non trovo affatto siano collocate solo alla fine del film, sono curate e adrenaliniche, gli effetti speciali sono splendidamente integrati e come già detto da altri non costituiscono la base portante della pellicola.
la scena di “Draco Malfoy” (non ho voglia di andare a cercare il nome dell’attore ;-) con Cesar, verso la fine (che non intendo anticipare oltre) vale da sola tutto il film;
Detto ciò, concordo con chi ha trovato sostanzialmente inutile il ruolo della bella Freida Pinto, ma al povero James Franco in questo film le cose vanno così male che probabilmente lo sceneggiatore avrà pensato : “almeno gli faccio trombare una bella gnocca” (qui immaginate un emoticon che ride sguaiatamente).
Fargus
capitanspauldingsoa
04 set 2011 - 18:55 - #31PREMSSA:
Il capolavoro originale con C.H. restera sempre una pietra salda nel cinema, indimenticabile la scena della statua della liberta ” siate maledetti per l’eternita”
Questo film non a nulla a che fare con l’originale ne con l’altro.
Va visto come film indipendente.
Come si fa a dare un voto cosi basso ad una meraviglia cinematografica cosi.
Il mio voto e 10
Questo film e avvincente, emozionante, fa riflettere, fatto bene sotto tutti i punti di vista.
Non e la prima volta che leggo recensioni malfatte su questo sito.
La domanda sorge spontanea:
Ma il film lo avete visto ho fatto solo finta?