Che sia meno bello de La casa dalle finestre che ridono non c’è dubbio. Che sia però un film diverso, anche. E quindi il confronto c’entra relativamente. Certo, forse fa meno paura di quel bellissimo film che resta uno dei migliori esempi di thriller all’italiana, ma la tensione c’è e l’atmosfera pure. Terreni da dove i morti possono tornare in vita, misteri su misteri, morti inquietanti: come si dice ormai da anni e anni, Stephen King ha visto il film di Pupi Avati, se ne dev’essere innamorato e ha scritto Pet Sematary, da cui nell’89 è stato tratto un bel film. A riconferma che il cinema di genere italiano ha sempre interessato l’estero ed ha influenzato positivamente molti artisti, ed è stato in parte snobbato in Italia.
Un horror padano convincente e con momenti di sana paura, dove l’ambientazione, come nel film prima citato, è curiosa e riuscita. Recitato benissimo da Gabriele Lavia, Zeder resta una pellicola più che piacevole e da recuperare.
Stanotte, 02.15, RaiUno
cineblog
10 mag 2007 - 22:47 - #1[…] […]
Il nascondiglio: locandina e immagini
30 ott 2007 - 02:09 - #2[…] E’ personalmente il film italiano che più attendo. Anzi, mi allargo: è il thriller/horror che più attendo degli ultimi mesi. Pupi Avati ritorna al cinema di genere undici anni dopo L’arcano incantatore, un gotico discusso ma abbastanza apprezzato, e trentuno anni dopo l’indimenticabile e ancora oggi pauroso La casa dalle finestre che ridono (e già che siamo in vena di conti, sono passati ventiquattro anni da Zeder). Il nascondiglio, annunciato già quando il regista stava girando La cena per farli conoscere, conferma le capacità di Avati, che ha saputo crearsi un’industria personale (sforna un film all’anno…) ed ha un suo pubblico che lo segue fedelmente, tanto che i suoi film guadagnano sempre il necessario al box-office: e, come al solito, scrive sempre prima il romanzo, da un po’ nelle nostre librerie, e poi lo trasforma subito in pellicola. […]