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Venezia 2011 - Quando la notte: la stampa ride e Cristina Comencini risponde

Pubblicato: 08 set 2011 da Carla Cigognini

Commenti dei lettori

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Cristina Comencini ha portato al Festival di Venezia il film drammatico Quando la notte ma le reazioni della stampa non sono state le migliori; si sono sentite delle risate e la regista ha deciso di rispondere:

“Evidentemente in certi festival non sono accettate le emozioni. (…) E’ un film molto silenzioso, fatto di pochissime parole. Abbiamo mantenuto solo due-tre momenti emotivamente forti. Per il resto abbiamo cercato di oggettivare il romanzo (tratto dall’omonimo libro della Comencini, ndr) attraverso le immagini. (…) Volevo raccontare l’ambivalenza del rapporto madre/figlio. Le donne non ne parlano mai, preferiscono nascondere sotto il cappello dell’istinto materno le difficoltà. Invece la maternità si paga, ti ruba qualcosa. E nello stesso tempo ti regala un’esperienza unica, l’incontro con l’altro. (…) Non volevo evocare Cogne anche se mi sono accorta una volta finito il film che l’accostamento era legittimo. A me interessava mettere in luce l’ambivalenza dei sentimenti e la fatica che si fa ad emergere dai propri conflitti. (…) Non ho mai creduto alla bufala dell’uomo che deve aiutare la donna ad accudire il bambino. Credo invece che l’uomo debba sapere allontanare il bambino dalla donna quando serve. Inoltre prima della relazione tra madre e figlio, ce n’è un’altra che la precede e che mi premeva analizzare, quella d’amore tra due adulti. Altrettanto problematica. (…) La vita stessa è thrilling. Il quotidiano è fatto di momenti di angoscia, raffigurabili con il rintocco delle ore, la pioggia che cade, il silenzio”.

Claudia Pandolfi l’appoggia e l’aiuta:

“Erano risate isteriche. (…) Quando ho visto mio figlio per la prima volta mi sono chiesta chi fosse e dove fosse finito tutto il mio istinto materno. E anche io ho avuto momenti in cui mi sono sentita crollare, anche se non sono mai arrivata a fare nulla contro mio figlio”.

E se ve li siete persi:
- La recensione di Cineblog
- Foto del film
- Foto del Red Carpet
- L’editoriale di Italo Moscati

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di stefano-sgambati

    stefano-sgambati

    08 set 2011 - 12:29 - #1
    4 punti
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    La saggezza di un essere umano è in parte misurabile dalla sua capacità di stare in silenzio quando è necessario. Non ho capito perché abbia dovuto dire la sua su un film stroncato dalla maggior parte dei critici. In questi casi, carissima, è meglio stare in silenzio e accettare, e punto.

  • teseus91

    08 set 2011 - 13:18 - #2
    0 punti
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    come siamo permalose, allora aronoksky cosa avrebbe dovuto fare quando gli hanno oscenamente fischiato il bellissimo cigno nero?

  • Profilo di spider_sp

    spider_sp

    08 set 2011 - 13:27 - #3
    0 punti
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    Sinceramente, in nessuno degli articoli che ho letto si capisce bene la trama del film (e dai deliri della Comencini si capisce anche meno).
    Spero quindi di aver capito male e che non si tratti di un tentativo di farci compatire quelle madri afflitte dalla fantomatica “depressione post-parto” che tanto va di moda (idiozia inventata da certe donne per giustificare il proprio egoismo. Se non hai istinto materno, i figli eviti di farli).
    E spero anche di aver capito male il finale, perché i continui richiami a Cogne lascerebbero intendere che alla fine la protagonista ammazza il figlio.
    Beh, se questi fossero davvero i contenuti del film, i fischi sarebbero tutti meritati.
    Ma siccome il film non l’ho visto, vorrei sapere più nel dettaglio da chi ha avuto modo di vederlo.
    Si legge solo di fischi, polemiche, giri di parole che non vogliono dire niente, ma nessuno che si sia degnato di spiegare come si deve la trama.

  • ELW00D

    08 set 2011 - 15:18 - #4
    -1 punto
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    @spider
    la depressione post parto è una patologia riconosciuta. da come scrivi non sembri una donna.. quindi fossi in te starei zitto. che a star zitti non si sbaglia mai.

  • Profilo di eggy819

    eggy819

    08 set 2011 - 15:55 - #5
    -1 punto
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    Allora.. premetto che non voglio nè criticare nè elogiare la Comencini.. non mi piace come regista nè mi sono piaciuti i suoi lavori passati.. motivo per cui, di questo film mi interessa davvero poco e niente.. però ci tengo a puntualizzare una cosa.. in particolar modo in riferimento al commento di spider.. credo che certi argomenti, anzi che certe problematiche, in questo caso “femminili” vadano trattate con rispetto e con sensibilità… quindi dire che è solo una questione di moda e che alcune donne farebbero meglio a non fare figli perchè egoiste, lo trovo superficiale, soprattutto da parte di un uomo.. Che dir si voglia.. il problema è molto più complesso di quanto si possa pensare.. un film è un film.. e se è fatto male è fatto male.. le patologie reali, come ben dice anche ELW00D, lasciamole a chi ha la sensibilità e la competenza per parlarne.

  • Profilo di lizander

    lizander

    08 set 2011 - 16:41 - #6
    2 punti
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    basta con questi sentimentalisti facili e scontati, se quella chiamata in causa è una patologia che va presa per le pinze e bla bla bla è anche vero che il film (da quel che ho capito) ne parla e quindi se ne può disquisire tranquillamente senza entrare in un turbinio di “carezze e piagnistei”: certe cose lasciatele ai salotti della telvisione per favore. detto questo, solo dalla faccia della comencini e quella della pandolfi, direi che il film è di una noia incredibile. a forza di questa tesi il fatto che lei stessa abbia confessato di aver fatto praticamente un film muto, con due attori dalle facce scavate e dalle tematiche sin troppo personali della regista che probabilmente ste cose le ha vissute veramente. in ogni caso ci sono tutti i presupposti per dimenticarsi in fretta di questa prova, in attesa che il cinema italiano si renda conto di quanto sia indietro sia ai mercati internazionali sia al modo di fare cinema.

  • Profilo di robbiy

    robbiy

    08 set 2011 - 16:51 - #7
    2 punti
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    sembra che in Italia ci sia una regola non scritta per cui non si puo’ giudicare male un film drammatico, e se lo fai sei un insensibile e se sei Cristina Comencini, sei Tu che non capisci.
    P.S. sarà anche diritto di uno spettatore ridere o piangere indipendemente dal genere dichiarato del film?

  • Profilo di luporosso

    luporosso

    08 set 2011 - 20:10 - #8
    4 punti
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    Ero in sala nella famigerata proiezione in Darsena, non mi sono unito ai fischi per contegno ma alle risate a scena aperta sì. La Comencini purtroppo per lei ha portato a Venezia un film indifendibile. Il marito-produttore Tozzi invece di gridare al complotto e di prendersela con i critici sì chieda perché in Italia per consentire alla moglie di girare i suoi film si toglie spazio a cineasti di talento, magari esordienti, che hanno qualcosa di più interessante da dire. Conflitto di interessi, questo sconosciuto.