Dopo Moloch, Toro e Il sole, ecco che con Faust il grande Aleksandr Sokurov completa la sua tetralogia del potere. E vince il Leone d’Oro alla Mostra di Venezia 2011, meritatissimo. Il film arriverà nelle sale italiane distribuito a sorpresa molto presto, ovvero dal 26 ottobre. Interpretato da Johannes Zeiler, Anton Adasinskiy e Isolda Dychauk, il film si avvale di un comparto tecnico e scenografico formidabile, che spicca grazie alla fotografia di Bruno Delbonnel e al formato 4:3.
Che colore ha un mondo che produce idee colossali? Che odore ha? C’è un’aria pesante nel mondo di Faust: progetti sconvolgenti nascono nello spazio angusto dove si affaccenda. È un pensatore, un veicolo di idee, un trasmettitore di parole, un cospiratore, un sognatore. Un uomo anonimo guidato da istinti semplici: fame, avidità, lussuria. Una creatura infelice, perseguitata. Perché rimanere nel presente se si può andare oltre? Spingersi sempre più in là, senza notare che il tempo si è fermato: ed ecco il celebre patto con Mefistofele…
In attesa di poterlo (ri)vedere in sala, ecco che arrivano il trailer e la locandina italiani, assieme ad una gallery di immagini. Diteci cosa vi sembrano, e non perdete assolutamente Faust al cinema.
E se ve li siete persi:
- La nostra recensione da Venezia
- La polemica sulla candidatura russa agli Oscar
a.
11 ott 2011 - 11:10 - #1un capolavoro, senza se e senza ma.
per chi volesse dare un’occhiata, qui il mio commento: http://goo.gl/aS5QC
Gabriele C.
11 ott 2011 - 11:23 - #2Eh sì. E anche il più bel Leone d’Oro degli ultimi anni.
sydneyblue120d
11 ott 2011 - 11:36 - #3Ricordo a tutti che sarà proiettato gratuitamente domani sera a Mantova in occasione delle giornate FICE, vedi http://www.aristonmantova.it/giornateessai.html Qualcuno può confermare che alle sale sarà distribuito anche in Digitale 2K?
luporosso
11 ott 2011 - 14:23 - #4Peccato che la mafia russa non l’abbia voluto agli Oscar. Non importa, la magnificenza del capolavoro di Sokurov rimane.
senzaverso
30 ott 2011 - 12:54 - #5Tra rimandi alla pittura fiamminga (lo strozzino sembra uscito da un quadro di Bruegel), ottiche deformanti (che evocano la presenza demoniaca) in formato 4/3, inquadrature immerse in una luce abbacinante (che accompagna gli incontri tra Faust e Margaret), atmosfere inquietanti, oniriche e claustrofobiche, sortite nel regno dei morti, cunicoli e stretti passaggi, si consuma uno degli affreschi più spettacolari, densi, impietosi ed apocalittici della deriva umana che il cinema abbia mai conosciuto.