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Da Venezia la recensione di Black Book (Zwartboek)

Pubblicato: 07 set 2006 da Gabriele C.

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Zwartboek
di Paul Verhoeven; con Carice van Houten, Sebastian Koch, Thom Hoffman, Halina Reijn, Derek de Lint.

Regista discontinuo, Verhoeven torna in patria e non dimentica, come lui stesso ha dichiarato, la lezione hollywoodiana: anche se si fa un film ispirato ad eventi storici (in questo caso la Seconda Guerra Mondiale e l’orrore della Shoah) non si deve dimenticare di accaparrarsi il pubblico con qualche bella carta da giocare. Unire arte e commercio. No, non iniziate a tirare su le spalle, davvero: ciò che ne esce fuori, alla fine, in questo “Zwartboek” (libro nero, per intenderci), è davvero un mix riuscito tra arte e commercio, checchè la critica punti il dito sul regista alla prima sequenza fraintendibile. Perchè la storia è documentata e piena di orrori e paure, e perchè il film ha dalla sua un ritmo decente e scene di suspance che non lasciano indifferenti. Un giallo/thriller storico, quindi, oppure un film di spionaggio.

Comunque, questa storia di Resistenza e vendetta è raccontata con stile, e anche chi ha paura che Verhoeven pisci fuori dal vaso potrebbe restare piacevolmente sorpreso, come il sottoscritto. Tristezza, rabbia e paura sono le componenti che più traspaiono e la visione è più che piacevole. Ma ciò che colpisce di più è quest’insieme di personaggi sfaccettati: i “buoni”, chiamiamoli così, non lo sono mai del tutto e spesso sono dei bastardi traditori, i “cattivi”, facilmente identificabili coi Tedeschi, hanno a volte un lato umano che spiazza. Ricordando che si parla di Resistenza olandese, quindi solo di un capitolo della Shoah, quindi non facciamo di tutta l’erba un fascio… Bellissima e brava la protagonista Carice van Houten, ma bravi e convincenti anche tutti gli altri. Qualche colpo di scena non guasta mai, e qui ce ne sono un paio ben assestati. Ebbravo Verhoeven!

Voto Gabriele: 7

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2 commenti

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  • Luca

    08 set 2006 - 00:38 - #1
    0 punti
    Up Down

    “La caduta” su Hitler non era arte e commercio ma non credo ci si possa lamentare. la persona con cui l’avevo visto l’aveva definito immorale. Eh certo umanizzare i cattivi e’ immorale, meglio il macchiettismo da sempliciotti. Di immorale in giro c’e’ ben altro…lunedi sono cinque anni dall’11 settembre: chiarezza zero=fake probabile, quindi morale alle stelle. Ma si discute almeno, un cittadino di qualche bel regime asiatico o medio-orientale ha altre belle gatte. “e’ un mondo difficile, che vita intensa, felicita’ a momenti..futuro incerto ecc.” Come poi si chiamva il cantante? mah..

  • Nuovomondo nelle sale americane

    06 nov 2006 - 13:08 - #2
    0 punti
    Up Down

    […] E’ infatti il primo film (in questa stagione cinematografica) di lingua non inglese ad essere stato comprato per il mercato USA.Dovrà vedersela, agli oscar e in sala, con il Black Book di Verhoeven e con The Lives of Others, pluripremiato thriller tedesco ambientato nella Germania Est con un agente segreto della Stasi come protagonista. […]