Antartide, 1982. Gli scienziati di un centro di ricerca scoprono un misterioso organismo difficilmente classificabile intrappolato nei ghiacci. Iniziano a fare esperimenti sulla creatura e giungono ad una conclusione: hanno scoperto un alieno. Ma questa creatura ben presto sfuggirà dalle loro mani…
Nel 1982, quando uscì il film di John Carpenter, venne stroncato pesantemente dalla critica. Oggi, con questo prequel diretto da Matthijs van Heijningen Jr. e scritto da Eric Heisserer (suo il pessimo remake di Nightmare), succede la stessa cosa. Ma la differenza è sotto gli occhi di tutti: il film di Carpenter è un capolavoro, questo non gli si avvicina neanche per sbaglio.
Ma essendo un horror americano prodotto da una major, questo La Cosa - bisogna ammetterlo - riesce a fare il suo sporco lavoro. Il film di van Heijningen è dopotutto semplicemente un film che si basa sugli spaventi regalati ogni due secondi al pubblico (si salta spesso, grazie ad un audio sparato), e fila via liscio, senza lasciare morti (di noia) tra il pubblico.
Certo, la critica ha tutta la ragione del mondo per stroncare un film del genere. Lo chiamano prequel, ma a ben vedere La Cosa è praticamente l’unico remake possibile del film di Carpenter, a sua volta remake di un cult di Hawks. La situazione è per forza di cose identica, e le trovate narrative simili ma con le dovute varianti (il “test” per capire se qualcuno del gruppo sia “la cosa”).
Poi arriva il finale a sistemare tutte le cosette e a giustificare la definizione di prequel. Una trovata che ti fa tornare alla mente il fatto che il film si svolge nel 1982, non a caso la data d’uscita del film di Carpenter. I due film, cronologicamente, sono quindi da leggersi uno di seguito all’altro, e il film di van Heijningen risponde alla domanda che ha assillato migliaia di fan: da dove viene quell’Husky?
Carpenter, come nella maggior parte dei suoi lavori, ne La Cosa ha lavorato d’atmosfera, accumulando la suspense, che grazie ai tempi dilatati entrava sottopelle. Il prequel non può avere nessuna delle qualità di quel film: non c’è il regista giusto, i tempi sono diversi, e l’originalità è ovviamente da un’altra parte. Quindi si sceglie la via più facile e “adrenalinica”, facendo entrare subito lo spettatore nel film senza perdere troppo tempo.
Belle le varianti della creatura, anche se gli effetti digitali continuano a farsi ben notare e a dare una fastidiosa sensazione di irreale. Sopra la media, parlando sempre di prodotti partoriti dalle major, la quantità di schifezze assortite e sangue, e per nulla scontato il pessimismo di fondo. Tutte cose che agli appassionati di horror potranno non fregare nulla. Ma per quel che vale, La Cosa 2011 come pop corn movie funziona a dovere.
Voto Gabriele: 6
Qui il trailer italiano.
Dal 02 dicembre in sala.
La Cosa (The Thing, USA / Canada, 2011) di Matthijs van Heijningen Jr.; con Mary Elizabeth Winstead, Eric Christian Olsen, Joel Edgerton, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Ulrich Thomsen, Kim Bubbs, Stig Henrik Hoff, Jonathan Walker, Trond Espen Seim, Carsten Bjørnlund.
predator_cgs
14 nov 2011 - 12:47 - #1Lo devo vedere..
holmes
14 nov 2011 - 12:50 - #2Una sfida persa in partenza, com’era ovvio che fosse. Non mi stupisco della sensazione di irrealtà degli effetti speciali: in certi casi, il vecchio make-up è molto superiore nel dare “fisicità” alla scena (ancora ricordo i vampiri in CGI di “Io Sono Leggenda”, per dire…)
uomomag.com
14 nov 2011 - 12:52 - #3l’originale è imbattibile.
edwoodknight2000
14 nov 2011 - 12:58 - #4manca completamente la tensione e il tutto si riduce ad un monster movie con inseguimenti e jump scares da quattro soldi…il più grande controsenso è che nel film di Carpenter la cosa cercava riparo e di farsi notare il meno possibile mentre qui non perde occasione per attaccare chiunque gli capiti a tiro…
PatrickBatemanR
14 nov 2011 - 13:06 - #5Immaginavo fosse un film da 6 come sempre cineblog conferma le mie aspettative,irraggiungibili Carpenter,Russel e Moricone.
chojin6668
14 nov 2011 - 13:32 - #6Ma quale film da 6 !?!
E’ un ottimo film. Se all’originale per mitizzazione si dà un 9.0/10 a questo non si può che dare almeno un 7.5/10.
E’ perfettamente fedele all’originale, ne riprende lo spirito senza problemi. La CGI è di livello medio-alto, che confrontata con gli antichi datati effetti in stop-motion dell’originale non perde nulla, anzi è sicuramente più efficace, oltretutto non è tutta CGI ma hanno miscelato elementi meccanici reali con animazione CGI aggiuntiva per le inquadrature ravvicinate (cosa che Michael Bay ed altri fanno spesso nei loro film per rendere più realistici gli effetti).
lanius
14 nov 2011 - 15:10 - #7Lo vedrò, conscio del fatto che l’originale rimarrà sempre insuperabile.
Fanta!
14 nov 2011 - 15:33 - #8Quando esce in italia?
gabriele-c
14 nov 2011 - 15:47 - #9Scusate, dimenticanza mia. Dal 2 dicembre.
Fanta!
14 nov 2011 - 16:03 - #10Grazie mille! Lo andrò a vedere sicuramente. :)
axl138
14 nov 2011 - 16:06 - #11devo ancora vederlo ma da trailer e info varie sembrava positivo. anche io avevo letto che oltre alla cgi avevano usato molti effetti vecchio stile (e mi sembrava si notasse anche dal trailer).
Ovviamente non c’e’ possibilita’ di raggiungere l’originale (che non per mitizzazione, ma proprio per le sue qualita’, nel genere horror e’ un film non da 9 ma da 10 pieno.) ma si possono raggiungere risultati sicuramente positivi, poi certo fare peggio del remake di The Fog credo sia impossibile quindi sicuramente nn potranno rovinare un capolavoro di carpenter peggio di come hanno gia fatto in quel caso (poi il fatto che sia un prequel e non un remake lo rende ancora piu’ interessante per quanto mi riguarda)
Giovi 88
14 nov 2011 - 16:56 - #12Io lo vedrò sicuramente perché sono un grande fan del film dell’82 di Carpenter. In quanto alla recensione nonostante il 6 non sia un voto stellare devo dire che emerge un giudizio positivo sul film. E’ ovvio che il film di Carpenter sia imbattibile in partenza ma ciò non vuol dire che questo prequel debba per forza essere un film scarso, e per questo io sono fiducioso. Speriamo ci faccia divertire e che sveli particolari della storia ancora nascosti al pubblico.
Ash77
14 nov 2011 - 21:31 - #13Visto in Spagna per me merita, la storia regge gli effetti speciali nn sono affatto male la pecca solo per gli attori totalmente inespressivi..la cosa importante nn uscire dalla sala prima del termine dei titoli di coda.e capirete da dove arriva l’husky . il mio voto è 7.5
mauro-lanari
19 mar 2012 - 22:23 - #14Il prequel/remake de “La Cosa” carpenteriana (1982) non è certo un film particolarmente riuscito e di cui si sentisse il bisogno. Però basta una singola e specifica differenza rispetto al suo predecessore e già acquista un valore aggiunto per nuove e ulteriori considerazioni. “The Thing” 2011 trasforma in saga le vicende della Cosa così da metterla alla pari coi suoi colleghi di genere, “Predator” e “Alien”. Forse è impossibile non usare la fantascienza per comunicare tramite audiovisivo l’idea che, secondo teologi e filosofi dalla mistica renano-fiamminga del XIV secolo al Kant de “La religione entro i limiti della sola ragione” (1793), da Ricoeur all’Haag che nel ‘68 ha contrapposto “Dottrina biblica e dottrina ecclesiastica del peccato originale”, alle nostre spalle non c’è mai stata alcuna età dell’oro, alcun paradiso perduto, alcun motivo di rimpianto e nostalgia. Il male preesisteva fin dal principio, se mai ce n’è stato uno, e il cosmo l’ha consegnato in eredità via via a ogni suo epifenomenico ente ed evento. Alien, Predator e la Cosa sono extraterrestri e antecedenti l’antropogenesi, ciò ormai è assodato e questo filone cinematografico ha il merito di ricordarcelo. Il videoclip “Right Here, Right Now” (1999) per Fatboy Slim sembra alludere più a un’evoluzione finita male, e non iniziata e proseguita con un elemento negativo onnipresente. Il peculiare apporto sul tema da parte del regista olandese van Heijningen Jr. è il mostro bicefalo assemblaggio di due corpi: il male in noi sussisterebbe come scissione interiore (”Spaltung”) psichica e fisica, un’automachìa. Van Sant l’ha mostrata in “Paranoid Park” (2007) con la guardia ferroviaria ancora viva seppur tranciata a metà, ma fin da “Gerry” (2002) le sue locandine erano di volti frantumati e ricomposti. Tuttavia il dibattito sulla soggettività è proseguito giungendo a non dare più per scontato quale sia il nesso fra bene e male e fra identità e alterità. L’ultima edizione della Garzantina vattimiana apre la voce “Altro” col Rimbaud di “Je est un autre”: il distinguo winnicottiano tra vero e falso sé esige un aggiornamento ch’elimini la consueta demonizzazione dell’alterità giudicata sempre e comunque alienazione. Una corrente di pensiero diametralmente opposta, quella levinasiana, viceversa la valuta come unica chance di salvezza: solo con l’apertura all’altro si può giungere a un Io non più vittima di se stesso. Davanti però a posizioni così estreme e polarizzate, non è detto che la strada giusta non sia quella intermedia, che nel rapporto fra identità e alterità trovi qualcosa di buono trasversale a entrambe.
(Un bacio a Orietta Anibaldi)