
Il Diavolo veste Prada di David Frankel; con Meryl Streep, Anne Hathaway, Stanley Tucci, Simon Baker, Emily Blunt, Adrian Grenier.
Da Venezia con furore questo film che smorza la tensione, diverte, e affascina. Maryl Streep (strepitosa lasciatemelo dire) è la temutissima crudelia de Mon versione 2006. Direttrice della rivista di moda Runaway di New York è il tipico ritrattro della donna in carriera dell’ alta moda internazionale. Bella, glamourous, fatale, fredda e odiata da tutto e tutti. La capa che nessuno vorrebbe ma che conta nel jet set. E tra leccate di piedi e finti sorrisi di circostanza di aspiranti sue assistenti (le nuove emily dal nome della prima), spunta una giovane ragazza che vive una realtà parallela. Niente feste, flash vestiti chanel, cappellini..insomma la tipica acqua e sapone dalla vita normale e dai sani principi, che aspira a fare carriera e non al divismo. Cosi umana e coscenziosa da essere vista da tutta la tribù del Runaway come un’ aliena capitata là per caso. O forse no? Il diavolo veste Prada (tratto dall’omonimo romanzo), è un film semplice, brillante, divertente e con una morale ben precisa. Così delizioso e frizzante da non lasciare indifferenti. Maryl Streep-Crudelia, resterà crudele fino alla fine? Andate a vederlo. Qui niente spoiler…
Voto Gabriele: 7
Voto Natalie: 7
Voto Carla: 7
Steven
15 set 2006 - 18:49 - #1Trama molto affascinante…sarà un piacere andarlo a vedere!(tra l’altro c’è Meryl Streep…)
Alexa
13 ott 2006 - 14:02 - #2Ho potuto vederlo in anteprima: delizioso!
molto divertente e a tratti molto reale: la frenesia lavorativa colpisce ormai tutti.
Spesso ci si trova a rientrare così tardi dal lavoro che non ci si accorge di aver perso la propria identità personale e con lei le amicizie e le sane abitudini come gli incontri tra amici davanti ad una birra…
Ma come tutti i film di questo genere alla fine trionfa la sostanza a scapito dell’apparenza.
Maryl Streep grandiosa fa veramente pensare…tutto nel lavoro sotto controllo, dove anche una cintura con un solo dettaglio diversa da un’altra ha un suo perchè, e la perdita totale del controllo nella propria vita privata che piano piano va a morire.
dal film “se con il tuo fidanzato va male significa che ancora non sei dei nostri: quando resterai sola e lui ti lascerà perchè troppo trascurato allora saprai che stai lavorando veramente bene!”
Credo sia eloquente….
Tiziano
16 ott 2006 - 12:21 - #3Il Diavolo veste Prada - Anche i demoni hanno un cuore
Andy sta cercando lavoro come giornalista in una qualsiasi testata di New York, alla fine finirà per fare il lavoro che un milione di ragazze verrebbero, l’assistente di Miranda Pristley direttrice della rivista di moda Runway, persona talmente esigente verso i suoi collaboratori tanto da sembrare un diavolo agli occhi dei più. “Il diavolo veste Prada” non parla di moda, ne tantomeno degli stili di vita dei personaggi che gravitano attorno a questo ambiente, se vi interessano questi argomenti dovete recuperare “Pret a Porter” di Altman. Il film di David Frankel è una equilibrata commedia che parla di sogni, impegni, doveri ma soprattutto della fragilità della donna in un mondo in cui quando essa si comporta con la stessa freddezza di un’uomo, viene scambiata automaticamente per un diavolo. Non un film femminista ma una sana e costruttiva critica al femminile, dove moda, passerelle e manie di estetica vanno in netto contrasto con le personalità tutt’altro superficiale delle due protagoniste, simboliche caricature dell’emancipata donna moderna. Un mondo fatto di trucchi, stoffe e tacchi a spillo che muove miliardi di dollari dando lavoro a milioni di persone, un sistema al quale non interessa “mostrare la bellezza interiore” ma solamente quella esteriore, quella che da appagamento immediato curandosi del momento ma dimenticandosi del passato come del futuro. “Il diavolo veste Prada” si muove intelligentemente tra rimmel, passerelle e due protagoniste speculari ma con un sacco di punti di contatto nelle loro personalità. Andy (Anne Hathaway) ragazza outsider che lentamente si farà inghiottire in una spirale fatta di griffe, trova in Miranda (Meryl Streep) quello che inconsciamente lei vorrebbe diventare, ossia una giornalista di successo rispettata da tutti, capace con un solo cenno della testa di far cambiare ad uno stilista un’intera collezione, ma a quale prezzo ha ottenuto tutto ciò? Quanto le è costato avere il potere? Andy lo capirà solo in quell’attimo in cui il “diavolo” ritorna ad essere donna ed allo stesso tempo mamma di due ragazzine, per un’istante il viso di Miranda si costella di fallimenti e delusioni subite, quei ricordi indispensabili per vivere ma che fanno inevitabilmente male, ma tutto ciò è percettibile per poco tempo perché la corsa deve continuare e marchi, passerelle, trucchi e profumi non possono aspettare, ci sono un sacco di ragazze “Tacchetto” fuori della redazione di Runway che vorrebbero fare il lavoro di Andy, ci sono un milione di persone che vorrebbero dare la loro vita al diavolo per andare alla serata d’alta moda di Parigi, ma in questo mondo ci sono un sacco di persone che rinunciano a certi obbiettivi per raggiungere il sogno della loro vita ideale il quale non sempre è quella propinataci da riviste, pubblicità che fanno la loro comparsa nelle nostre vite in modo del tutto passeggero, ed una volta superate ci rendiamo conto di quanto basti poco per vivere bene la vita che desideriamo.
sandra collaudato
16 ott 2006 - 20:45 - #4se prima leggete il libro rimarrete delusi perchè il film taglia su molti particolari divertenti; tuttavia tutto quello che è stato effettivamente inserito nel film è fedele, (tranne alcune cosettine su cui si può passare sopra), e rende perfettamente l’atmosfera voluta dall’autrice. SCONSIGLIATO AL PUBBLICO MASCHILE ETERO
Il Diavolo veste Prada: il dvd
23 feb 2007 - 13:30 - #5[…] E’ uscito il 22 febbraio, in vendita, il dvd de Il Diavolo veste Prada, ennesima prova di bravura di Meryl Streep. […]
cineblog
15 giu 2007 - 10:40 - #6[…] […]