Ci ha lasciato il regista Vittorio De Seta, celebre autore di documentari come Un giorno in Barbagia, Lu tempu di lu pisci spata e Diario di un maestro (che potete vedere qui).
De Seta era nato a Palermo, nell’ottobre del 1923, e da anni viveva in Calabria. I suoi film hanno raccontato, a partire dagli anni cinquanta, la realtà proletaria di Sicilia e Sardegna, tra pescatori, minatori e pastori della Barbagia. Il suo debutto cinematografico risale al 1961, debutta al cinema con Banditi a Orgosolo (qui sopra lo potete vedere in forma integrale), premiato come miglior Opera prima al Festival di Venezia. Dopo questa esperienza De Seta scelse di dedicarsi esclusivamente al cinema di fiction, trasferendosi in Francia per lavorare.
L’esperienza di De Seta resta però come maestra per intere generazioni di documentaristi italiani, che nella sua ricerca etnografica ha realizzato delle vere e proprie opere miliari per il nostro cinema.
lanius
29 nov 2011 - 16:35 - #1Non lo conosco, ammetto la mia ignoranza… che riposi in pace.
rum42coach
29 nov 2011 - 17:18 - #2Ha vissuto molto e con tanti soldi.Pensiamo ai poveri di oggi che muoiono disgraziatamente e precocemente…
il-maltese
29 nov 2011 - 18:43 - #3Certo De Seta si era arricchito facendo documentari sul mondo contadino…. Che razza di commento è quello di Rum42?!?!? Lo hai mai visto un documentario di De Seta?!?!?
Bhe si pensiamo ai poveri, non pensiamo che l’Italia ha perso uno dei più importanti documentaristi che abbia mai avuto. In Francia c’è un bellissimo cofanetto di De Seta con i suoi migliori lavori, perchè nel mondo era visto come un autore importante. Ha saputo raccontare il nostro paese in maniera poetica e toccante, e nobilitandolo raccontando i lavoratori italiani. L’Italia, e soprattutto la Sicilia, gli devono qualcosa a livello culturale.
il-maltese
29 nov 2011 - 19:01 - #4“Avevo sentito parlare dei documentari di De Seta come accade per i luoghi leggendari: qualcuno li aveva visti, nessuno sapeva dove. De Seta stesso era una figura leggendaria e misteriosa. A New York all’inizio degli anni sessanta avevo visto Banditi a Orgosolo. Uno dei film più insoliti e straordinari… De Seta era un antropologo che si esprimeva con la voce di un poeta.
Da dove veniva questa voce? Qualche tempo fa ho ricevuto un regalo inaspettato, le copie in 35 mm dei documentari diretti da Vittorio De Seta tra il 1954 e il 1958. Titoli incantevoli: Lu tempu di li pisci spata… Isole di fuoco… Contadini del mare… Parabola d’oro…
Li ho proiettati, e sono rimasto stupefatto, sopraffatto da un’emozione intensa, come se, oltrepassato lo schermo, mi fossi ritrovato in un mondo mai conosciuto, che improvvisamente riconoscevo. Era l’Italia del Sud, la mia cultura ancestrale che volgeva alla sua fine, a un passo dal suo ingresso nella sfera del mito. Un tempo in cui la luce del giorno era preziosa e le notti completamente buie e misteriose. Erano i figli di Prometeo, che aveva rubato il fuoco agli dei per donarlo ai mortali, e per questo erano stati puniti. Gente che cercava la redenzione attraverso il lavoro manuale: nelle viscere della terra, in mare aperto, tagliando il grano. Gente che sembrava pregare attraverso la fatica delle mani”
Martin Scorsese
carloprevosti
29 nov 2011 - 19:19 - #5Su Youtube si trovano molti dei suoi cortometraggi, alcuni sono linkati nel post gli altri li trovate nei correlati. Meritano davvero!
Mr. Giobblin
29 nov 2011 - 20:28 - #6Ho avuto l’occasione di incontrarlo a Padova anni fa, dopo la proiezione di “Lettere dal Sahara”, il suo ultimo lungometraggio. Una persona davvero squisita e un regista straordinario. Sentiremo la sua mancanza.