Venere in pelliccia: Roman Polanski ed Emmanuelle Seigner colleghi e innamorati

Emmanuelle Seigner e Roman Polanski si raccontano e raccontano il loro "Venere in pelliccia"

Il 14 Novembre uscirà nelle sale italiane il nuovo film di Roman Polanski, Venere in pelliccia. Cineblog l'ha già visto a Cannes 2013 (ecco la nostra recensione) ma oggi vi regalo un estratto dell'intervista di IoDonna (in edicola domani 26 ottobre) a Roman Polanski e all'attrice protagonista (e sua moglie) Emmanuelle Seigner. Il cast è formato da Emmanuelle Seigner e da Mathieu Amalric. Ecco foto, trailer e trama del film.

Emmanuelle Seigner e Roman Polanski si sono sposati il 30 agosto 1989 ed hanno due figli: Morgane (nata il 20 gennaio del 1993) ed Elvis (nato il 12 aprile 1998). Emmanuelle è la terza moglie di Polanski, la prima fu Barbara Lass (dal 1959 al 1962, hanno divorziato) e poi Sharon Tate (dal 20 gennaio 1968 al 9 agosto 1969, giorno del suo assassinio). A fine post vi metto anche la filmografia di Polanski come regista.

Intervista ad Emmanuelle Seigner

Quello di Vanda è uno dei suoi ruoli migliori. Un regalo da parte di suo marito?
Credo di sì. Gli attori dipendono dal desiderio degli altri, cosa che mi ha sempre messo a disagio: Vanda invece ha la meglio, rappresenta una specie di vendetta delle attrici sui registi e quindi mi sono divertita a interpretarla.

Anche lei doveva vendicarsi?
Be’, mi è capitato spesso di essere trattata come una stupida: perché sono un’attrice, perché sono bionda, perché sono francese... Ma non mi preoccupo di quello che la gente pensa di me, hanno sempre tutti qualcosa da dire comunque.

Ha mai insistito per ottenere una parte, come la protagonista nel film?
No, sono troppo orgogliosa.

Come vanno le cose quando il capo è il proprio marito?
Bene, perché Roman è bravo, è più facile prendere ordini da qualcuno che sa cosa sta facendo che da un idiota, come succede la maggior parte delle volte.

Ha opinioni forti. Come Polanski.
Per questo stiamo insieme.

Com’è la relazione tra voi a casa? Chi domina e chi è dominato?
Nessuno, è un rapporto alla pari.

Suo marito ha ancora molta energia: è anche merito suo?
No, della sua mente sveglia e giovane.

Che cosa è cambiato da quando la diresse in "Frantic", 25 anni fa?
Io sono cambiata. Avevo alle spalle solo un piccolo ruolo con Jean-luc godard. Da allora ho imparato molto. Anche se andavo ogni settimana a teatro perché mio nonno (Louis Seigner, ndr) dirigeva la Comédie-Française, non pensavo di diventare attrice. Avevo iniziato a lavorare come modella per guadagnare un po’ di soldi. Quando ho conosciuto per caso Godard in un hotel, neanche sapevo chi fosse.

Dato che le piace essere il boss, proverà a dirigere un film?
No, non è nelle mie corde. E sarei crocifissa se facessi qualcosa di mediocre. D’altra parte, di registi mediocri ne ho incontrati così tanti che una in più non serve proprio.

Intervista a Roman Polanski

Un film con due attori, girato in un teatro: non facile. È stata una sua idea?
Mi ha dato la sceneggiatura il mio agente. Siccome quel giorno non avevo molto da fare ho cominciato a leggerla. E a ridere, i dialoghi erano davvero divertenti. E a un film con due soli attori pensavo da anni. Era una sfida riuscire a farlo senza essere noiosi, io ho bisogno di sfide. Anche l’ironia con cui veniva affrontato il rapporto uomo-donna mi piaceva, questa specie di vendetta di Venere era molto attraente. Poi, io amo il teatro. Ho cominciato presto, a 14 anni mi diedero un ruolo da protagonista e da allora continuai ad andarci, avessero bisogno di me o no. Imparai a conoscerne ogni angolo, ogni macchina.

Ha pensato subito a sua moglie per la parte?
Sì, mi sembrava quel genere di film perfetto per lei. Sia perché conosce bene il teatro, sia perché nella vita si comporta come Vanda, il personaggio: davvero una strana combinazione.

In che senso si comporta come Vanda?
Parla in quel modo (un po’ volgare, con slang, ndr), ha quegli atteggiamenti un po’ sfrontati, dice cosa pensa.

Mathieu Amalric le assomiglia parecchio, fisicamente.
Strano, vero? Quando l’ho conosciuto mi ha detto che spesso la gente lo scambia per me. Comunque non l’ho scelto per questo, ma perché è bravissimo.

Tempo fa ha detto che le donne sono diventate troppo maschili, per lei.
Che le donne siano più libere e indipendenti è una buona cosa, ovviamente. Ma non mi piacciono certe forzature, l’omologazione a tutti i costi. (...) Insomma, a me piace ancora regalare fiori alle signore, ecco.

Il cinema è in crisi. Continua a ricevere proposte di lavoro?
Sì, ma raramente ciò che mi offrono combacia con quello che voglio fare. La maggior parte delle sceneggiature è illeggibile.

Le piace ancora andare al cinema?
Ci vado spesso ed è una delle ragioni per cui volevo lavorare con un piccolo budget: meno spendi, più libertà hai. Oggi in sala vedi violenza, rumore, esplosioni, musica terribile... Prima di ogni film passano almeno tre, quattro trailer in cui tutto questo viene concentrato e dopo quei pochi minuti sei così stanco che non hai più energia per vedere il resto.

Ha detto che per lei è importante non essere noioso. Questo coincide sempre con quello che vuole, o deve scendere a compromessi?
A volte devo. Ho imparato molto da un montatore, Samuel O'Steen, con cui ho lavorato la prima volta in "Rosemary’s Baby". Mi ha insegnato ad abbandonare sequenze anche bellissime ma inutili per la storia. Ed è dura, magari ci hai lavorato tanto e davvero sono splendide, emozionanti o piene di umorismo: ma il film è migliore senza.

Roman Polanski - Filmografia


- Il coltello nell'acqua (Nóż w wodzie) (1962)
- Repulsione (Répulsion) (1965)
- Cul-de-sac (1966)
- Per favore, non mordermi sul collo! (The Fearless Vampire Killers) (1967)
- Rosemary's Baby (1968)
- Macbeth (The Tragedy of Macbeth) (1971)
- Che? (What?) (1972)
- Chinatown (1974)
- L'inquilino del terzo piano (Le locataire) (1976)
- Tess (1979)
- Pirati (Pirates) (1986)
- Frantic (1988)
- Luna di fiele (Bitter Moon) (1992)
- La morte e la fanciulla (The Death and the Maiden) (1994)
- La nona porta (The Ninth Gate) (1999)
- Il pianista (The Pianist) (2002)
- Oliver Twist (2005)
- L'uomo nell'ombra (The Ghost Writer) (2010)
- Carnage (2011)
- Venere in pelliccia (La Vénus à la fourrure) (2013)
- D (2014)

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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