Anche a distanza di circa mezzo secolo da quando certa letteratura cominciò a trattare simili temi, la questione rimane aperta ed ampiamente dibattuta. Il rapporto tra uomo e macchina è ben lungi dal trovare una soluzione anche solo parziale ma soddisfacente. Il cinema, da par suo, si è mostrato un mezzo più che adatto a sondare il terreno di questa controversa disputa e a breve getterà ulteriore benzina sul fuoco con Mars et Avril, tratto dall’omonima graphic novel scritta dallo stesso regista.
Quest’ultimo film a sfondo fantascientifico di Martin Villeneuve prende piede a Montreal, in un non meglio precisato futuro in cui l’uomo ha oramai raggiunto Marte. Jacob Obus è un anziano signore a capo di un movimento anti-cibernetico, nonché musicista. Gli strumenti da lui utilizzati sono stati costruiti dall’amico Arthur, col quale però i rapporti s’inclinano non appena i due conoscono e s’innamorano della giovane fotografa Avril.
Dopo esserci andato a letto, prima volta nella vita di Jacob, quest’ultimo decide di abbandonare Marte in cerca della propria musa. L’impeto artistico sembra però essere frenato dal padre di Arthur, un inventore e cosmologo che reputa Marte nient’altro che una chimera. La trama sembra offrire parecchi spunti, tanto sono complessi i temi di cui è intessuta. Senza contare una resa visiva piuttosto ispirata, come potete notare voi stessi grazie al trailer che trovate in apertura.
Nel cast Jacques Languirand, Caroline Dhavernas, Robert Lepage, Jean Asselin e Paul Ahmarani.
ilmat
27 dic 2011 - 20:21 - #1Il trailer da l’idea di un film piuttosto complesso. Vedremo cosa ne salterà fuori.
ziopippi
27 dic 2011 - 21:09 - #2almeno i francesi qualcosa di diverso dal solito ogni tanto lo fanno
uomocheride
27 dic 2011 - 21:32 - #3vero..ma quello che non ho capito di qeusta trama è che tratta anche di cyberpedefili?
Zorro_81
28 dic 2011 - 12:04 - #4MALEDETTI MANGIARANE!!… Perché quando ci sono di mezzo loro ho sempre la sensazione di un rivolo di calda pioggerellina dorata sulle nostre italiche capocce?
Trailer interessante, forse alcune scene in CGI sono un po’ troppo finte e riconoscibili, ma per lo meno è fantascienza cerebrale e filosofica.