
The Fountain
di Darren Aronofsky; con Hugh Jackman, Rachel Weisz, Ellen Burstyn, Sean Patrick Thomas, Alexander Bisping.
Sarebbe troppo facile tacciare questo film, più (forse) nel versante “boiata/ciofecona” che in quello “capolavoro”. Però difficilmente, e questa è solamente la mia opinione, credo si possa comprendere questo film subito. Quindi il mio consiglio è di guardarlo, di mandare giù il rospo se non piace, soprattutto se vi ha fatto schifo, e di dargli un’altra visione. Come quella che il sottoscritto prima o poi gli darà. E perchè questo preambolo? Perchè The Fountain è strano, e questo vocabolo gli calza a pennello.Tre epoche (il XVI secolo dei “conquistadores”, il presente, il futuro quasi “new age”), sei personaggi (tre donne, tre uomini) interpretati da Hugh Jackman e Rachel Weisz. Quindi le tre donne sono la stessa donna e i tre uomini lo stesso uomo? O l’idea di farli interpretare tutti dagli stessi attori significa dare a quei personaggi la valenza di “umanità intera”?
Bisogna capirlo, e all’inizio non si riesce. Vita eterna, amore, combattimenti contro il dolore: i temi sono tanti e importanti. Può dar fastidio che tutto questo sia risolto in maniera “caotica” e incapibile, ma allo stesso tempo può affascinare. Ecco il dualismo che si crea con questo film: può irritare o affascinare, difficilmente ci può essere via di mezzo (ma non è manco esclusa ’sta possibilità, anzi…). C’è da dire in ogni caso che la fotografia, la musica e la scenografia sono tutte assolutamente più che dignitose. E c’è da sottolineare anche un’altra cosa: se uno conosce Aronofsky un po’ sa quello che si deve aspettare, soprattutto dopo aver visto il bellissimo Pi. Tuttavia ciò non toglie che, avendo visto una sola volta il film, pare che il bravo regista voglia un po’ rifare in qualche modo il percorso di 2001: Odissea nello spazio: vuole affascinare, vuole essere all’inizio incomprensibile e poi farsi, per quanto possibile, scoprire pian piano, e vuole tracciare da un certo punto di vista la storia e il percorso dell’uomo, in questo caso nella ricerca di sconfiggere le barriere della morte. Il tutto sa d’impresa impossibile, e la presa per i fondelli è dietro l’angolo. Ma The Fountain merita una seconda possibilità: per poterlo rivalutare o mandarlo nel dimenticatoio definitivamente.
Voto Gabriele: 6?
anakyn
02 ott 2006 - 20:47 - #1Aronofsky lo conosco e lo amo, e da quello che hai scritto si conferma pittore di caos e di artistici nosense. ma solo apparenti.
non vedo l’ora di vederlo al cinema
Roberto
02 ott 2006 - 20:55 - #2Dopo aver visto Requiem for a Dream e Pi Greco (li hanno mai fatti in TV?) non posso fare altro che aspettare fiducioso questo nuovo film di Aronofsky.
Duster
03 ott 2006 - 03:59 - #3inutile dire che l’attesa per questo film per quanto mi riguarda è spasmodica! Aronofsky è un mito! un regista emergente che ha già all’attivo due capolavori che hanno mostrato tutta la sua bravura….in trepida attesa
*Lara*
03 ott 2006 - 18:15 - #4Anche io ho adorato Requiem for a dream e pi greco, due film molto distanti tra loro. Da questo non posso che aspettarmi che qualcosa di ulteriormente diverso, soprendente e magnifico.
cineblog
26 ott 2006 - 12:05 - #5[…] […]
Valentina
24 apr 2007 - 15:03 - #6Bè dire un film stupendo e vorrei invitare chi l’ha visto a esprimersi. Direi che nn ho “letto” tre epoche diverse ma una unica realtà, dove il tema principale si fondeva con l’immaginazione del libro della protagonista e il percorso interiore del protagonista…secondo me è un unico presente, molto amplificato, dove tutto si mescola e viene colto nella profondità dei sentimenti dei due protagonisti.
Brad Pitt in The Fighter di Darren Aronofsky
21 set 2007 - 19:30 - #7[…] Anche Aronofsky, dopo il flop di critica del suo L’albero della vita, non ha perso affatto la grinta e continua a raccogliere progetti. Oltre a questo The Fighter, il regista ha in mente anche un thriller, ossia Black Swan, e una particolare rivisitazione della storia di Noè. Quale progetto porterà sul grande schermo per primo non si sa, ma potrebbe essere proprio questa pellicola a vedere la luce per prima. […]