
Paradiso amaro è il titolo italiano di The Descendants, lo sappiamo da un po’: ancora stentiamo a crederci, ma va così. Il nuovo film di Alexander Payne, autore di film tranquilli e onesti, è l’ennesima variazione sull’on the road del regista americano, dopo A proposito di Schmidt e Sideways - In viaggio con Jack. Distribuito dalla 20th Century Fox, Paradiso amaro arriverà con una settimana di anticipo rispetto alla data prevista, esattamente il 17 febbraio.
La vicenda è incentrata sulla figura di Matt King, marito e padre assente costretto a riesaminare il proprio passato e abbracciare il futuro, quando la moglie subisce un incidente in barca al largo di Waikiki alle Hawaii, e lui scopre di non essere stato l’unico uomo nella vita della donna. L’evento porta Matt a riavvicinarsi alle figlie, mentre lotta con la difficile decisione di mettere in vendita il terreno di famiglia e si mette alla ricerca dell’amante delle moglie.
Interpretato da un inedito George Clooney e da Shailene Woodley e Amara Miller (le figlie, bravissime), Paradiso amaro è uno dei film più acclamati dell’anno. Sarà sicuramente tra i candidati agli Oscar come miglior film, dopo aver ottenuto la nomination ai Producers Guild Awards, 5 nomination ai Golden Globe, 4 agli Independent Spirit Award e tante altre segnalazioni della critica. Da noi è stato presentato in anteprima al Torino Film Festival: qui trovate la nostra recensione.
Gianni Spitero
09 gen 2012 - 19:06 - #1ma perchè devono sempre italianizzare i titoli?? hanno rotto le…
mattejo
09 gen 2012 - 20:07 - #2Paradiso amaro? Arrestate i titolisti italiani. Sopprimeteli.
luporosso
09 gen 2012 - 22:21 - #3Vi dico solo una cosa: se andate al cinema e chiedete “un biglietto per Paradiso Amaro” siete complici. Questi titoli non vanno nemmeno nominati. Mai. Quindi si va al cinema e si chiede “un biglietto per The Descendants”. Se non vi capiscono basta aggiungere “il film con George Clooney”. Stesso discorso dovrebbe valere per i giornalisti e i blogger di settore. Questi titoli andrebbero boicottati, non pubblicizzati.
damiax
09 gen 2012 - 22:50 - #4Una settimana prima: meglio così, più tempo per vederlo prima degli Oscar!
Titolisti italiani nuovamente in azione ahimè!
anti-fan
09 gen 2012 - 23:17 - #5e come fai a boicottare un titolo??? se locandine e pubblicità varie lo pubblicizzano così… ahimè lì è la mentalità stessa delle case di produzione italiane che distribuiscono i film sul nostor territorio ad esser contorti e fuori tempo… tant’è che certe case lasciano i titoli in inglese, altre cercano titoli più fedeli e poi abbiamo questi casi come i vari Suxbad, the sitter etc…scempi di titoli italiani…
zal
10 gen 2012 - 10:59 - #6Bravissimi invece! Riescono a riassumere il film in due o tre parole, meglio di un haiku :D