Millennium – Uomini che odiano le Donne: Recensione in anteprima

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Millennium – Uomini che odiano le Donne: Recensione in anteprima

La rilettura hollywoodiana di Uomini che Odiano le Donne si apre con l’urlo di Immigrant Song dei Led Zeppelin interpretata da Karen O (e, per contrasto, la scena di maggiore pathos, verso il finale, viene accompagnata dalla rilassante melodia di Orinoco Flow di Enya). Il brano ci accompagna lungo i titoli di testa, realizzati come un videoclip cyber-punk e post moderno dal montaggio caleidoscopico e serrato, in cui si fondono - letteralmente - le essenze dei due protagonisti Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander. Una Lisbeth che viene più volte distrutta ma ogni volta si ricompone, con tutta la sua rabbia e le sue icone simbolo (i piercing, i tatuaggi, la moto…) che la rappresentano e dietro ai quali si trincera, per tenere a distanza da sè il mondo intero. Questi primi minuti (dei 160 totali) sono l’unica concessione fatta da David Fincher a quelli che potrebbero essere i ritmi cinematografici di un thriller americano.

Il resto della pellicola è, infatti, quasi totalmente priva di scene d’azione e scorre lentamente, cupa, ammantata di atmosfere riflessive e quasi rarefatte. Fincher ha vinto la sfida, riuscendo a portare sullo schermo una pellicola di genere ed autoriale allo stesso tempo, rimanendo profondamente fedele al romanzo di Stieg Larsson - che lo script di Steve Zillian segue scrupolosamente, pur modificandone un paio di importanti passaggi - mostrando la violenza più efferata senza compiacimento voyeuristico, mantenendo uno stile registico elegante, freddo ed asciutto. Soprattutto, il regista conferma di essere bravissimo nello scegliere e nel dirigere i propri attori.


Millennium � Uomini che odiano le Donne

Se avete amato la Lisbet Salander di Noomi Rapace, quella incarnata da Rooney Mara non ve la farà dimenticare…ma di certo non ve la farà nemmeno rimpiangere. La ragazza ci sa fare (forse non tanto da meritare una nomination all’Oscar, ma è comunque indubitabilmente molto brava). La sua Lisbet (complice anche il maggiore tempo a disposizione ed un copione più ricco e particolareggiato rispetto a quello della versione scandinava del film) riesce a mettere maggiormente in luce le molteplici sfaccettature del personaggio della giovane hacker - uno dei personaggi femminili più belli e più complessi della letteratura degli ultimi due decenni - vittima innocente con un passato (ed un presente) di abusi, divenuta a sua volta carnefice; tanto fragile e disperata quanto determinata e fortissima, in grado di rialzarsi sempre, senza versare una lacrima, dopo ogni ferita e dopo ogni duro colpo che la vita le riserva (chi ha letto l’intera trilogia Millennium sa di cosa parlo).

Anche l’interpretazione di Daniel Craig è notevole, l’attore britannico è riuscito a scavare a fondo nel personaggio del giornalista, rinunciando al fisico scolpito di James Bond e calandosi nei panni di un uomo tranquillo e dimesso. Ottimi anche tutti i comprimari, da Christopher Plummer a Stellan Skarsgård, passando per Robin Wright. Così come ottima è l’estetica dark e la fotografia cupa fatta di giochi d’ombra.

Omicidio, corruzione, segreti di famiglia e i demoni interiori dei due protagonisti che si ritrovano a investigare insieme su un mistero irrisolto da quarant’anni fanno da sfondo all’intreccio della storia. La trama, bene o male, la conosciamo tutti: Mikael Blomkvist, giornalista investigativo uscito sconfitto da un processo per diffamazione, viene assunto da uno degli industriali più potenti della Svezia, Henrik Vanger, per far luce sulla scomparsa dell’amata nipote Harriet, avvenuta 40 anni prima. Lisbeth Salander, hacker e stravagante investigatrice della Milton Security, viene assunta per fare delle ricerche su Blomkvist, e si ritrova ad indagare con Mikael sul caso Vanger.

Teso, appassionante e sofferto, il film di Fincher rende giustizia al materiale d’origine e supera qualitativamente di una buona lunghezza quello diretto nel 2009 da Niels Arden Oplev. I detrattori accuseranno la pellicola di eccessiva lentezza, imputeranno al regista la colpa di dilungarsi per tutta la prima metà del film nella presentazione dei personaggi o l’eccessiva cura maniacale per i dettagli (solo apparentemente) superflui. Personalmente ribatterei consigliando di non soffermarsi solo alla superficie della vicenda, ma di cercare di leggerne il sottotesto ed i messaggi concettuali.

Voto di Simona: 8
Voto di Federico: 7
Voto di Gabriele: 8

Millennium - Uomini che odiano le donne (The Girl with the Dragon Tattoo - drammatico, thriller - USA 2011) Regia di David Fincher, con Daniel Craig, Rooney Mara, Christopher Plummer, Stellan Skarsgård, Steven Berkoff, Robin Wright, Yorick van Wageningen, Joely Richardson, Geraldine James, Goran Visnjic, Donald Sumpter, Ulf Friberg. Dal 3 febbraio al cinema.

 

14 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO

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    edwoodknight2000
    Il miglior film di Fincher li alla pari con Zodiac.Recitato benissimo,con un montaggio e fotografia incredibili.Ha talmente tante chiavi di lettura che è da vedere più volte.
    #1 - Scritto il

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    wan-obi90
    Non vedo l'ora di vederlo..sinceramente nessun film di Fincher mi ha mai deluso..nessuno…un grande regista e spero di vedere il prossimo un altro grandissimo film di questo autore ingiustamente snobbato agli Oscar
    #2 - Scritto il

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    lirriverente
    Continuo a sostenere che non vi era assolutamente bisogno di un remake di questi film,e che anzi l'originale abbia proprio ben altro smalto…
    #3 - Scritto il

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    deception
    insieme a hugo, questo è l'altro film del 2011 che avevo sottovalutato. assolutamente da non perdere.
    #4 - Scritto il

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    danyele-world
    Di un film di David Fincher c'è SEMPRE bisogno! E cmq, per quanto buona, alla fine la trilogia danese era semplicemente la riduzione di una miniserie TV…
    #5 - Scritto il

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    hate
    Uno di quei casi come discusso tempo fa in una discussione di questo blog, in cui va bene per il remake, Fincher sa il fatto suo non bisogna scordarselo…lo vedrò
    #6 - Scritto il

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    damiax
    A me Rooney Mara era piaciuta molto in The Social Network, ora torna diretta da Fincher e, come Lisbeth Salander, è candidata addirittura all'Oscar. Spero di poter battere il freddo e di vedere questo film così come molti altri! P.S: W Christopher Plummer!!
    #7 - Scritto il

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    lanius
    Fincher è un mito… e non vedo l'ora di godermi il suo ennesimo capolavoro!! Oggi ero a casa dal lavoro e mi sono rivisto Zodiac… immenso!!!
    #8 - Scritto il

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    antonio-gamesblog
    Ecco, Christopher Plummer, senza dubbio per esigenze narrative, non compare un granché. Eppure il suo lo fa sempre egregiamente. Sarò banale, ma la signorilità di Mr. Plummer davanti alla macchina da presa è davvero encomiabile.
    #9 - Scritto il

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    sydneyblue120d
    Raccomando a chi è interessato alla visione di cercare di vederlo in una sala che lo proietti in Digitale 4K per poterlo apprezzare appieno, fate come sempre riferimento all'elenco delle stesse su Avmagazine: <a href='http://www.avmagazine.it/forum/17-cinemalcinema/178519-elenco-sempre-aggiornato-film-in-digitale-2k-4k' rel='nofollow'>http://www.avmagazine.it/forum/17-cinemalcinema/178519-elenco-sempre-aggiornato-film-in-digitale-2k-4k</a>
    #10 - Scritto il

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    clubdelmariachi82
    L originale era un bel film, immagino che questo sia "solo più commerciale" per il pubblico,ma dubito aggiunga qualcosa di veramente significativo.. Mi piace Fincher ma vorrei tanto un film stile Seven o Fight Club, questa è più che altro un operazione commerciale dato che non è originale.
    #11 - Scritto il

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    francescobr
    letta la trilogia (e altro su Larsson), visti i film svedesi, visto stasera il "remake". Molto molto bello. Bravissima Mara Rooney, non credevo di poter tollerare una Lisbeth diversa dalla Rapace e in vece ci è riuscita in modo sorprendente e fin dalle prime scene! Complimenti anche al regista, ha creato bene gli ambienti, a mio avviso ottima anche la scelta del finale ben diverso dal film svedese. Non ne ero affatto sicuro prima di vederlo ma spero proprio che facciano anche gli altri due! :-)
    #12 - Scritto il

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    Giovanni 68
    Essendo un fan della trilogia Millenium ho aspettato con certosina pazienza l'uscita in Italia del film e posso dire che mi è piaciuto. Intensa interpretazione di Daniel Craig e sopratutto di Rooney Mara, che si è ben calata nei panni della Salander non forse meglio di Naoomi Rapace ma almeno sullo stesso livello. Unico neo: non capisco perche Fincher ha modificato l'ultima parte in cui Blomkvist trova Harriet che, mentre nel libro e nella versione TV è scappata in Australia, nel film vive a Londra dove ha preso l'identità della cugina Anita. Posso anche dire che senza avere letto (almeno 2 volte) la trilogia avrei fatto un pò a capire il susseguirsi degli eventi, ma d'altra parte concentrate il tutto in 2 ore e mezza era obiettivamente complicato; io avrei fatto una mezz'oreta in più per meglio capire le dinamiche della famiglia Vanger
    #13 - Scritto il

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    pierin26
    Vado a vederlo stasera perché amo Robin Wright. Compare tanto oppure ha poche scene?
    #14 - Scritto il