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C.R.A.Z.Y.: tra autoconvincimento e commozione

Pubblicato: 13 ott 2006 da Gabriele C.

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C.R.A.Z.Y. (C.R.A.Z.Y., Canada, 2005) di Jean-Marc Vallée; con Michel Côté, Marc-André Grondin, Danielle Proulx, Pierre-Luc Brillant, Émile Vallée, Mariloup Wolfe.

“Tutto suo padre”. Non fa che ripeterlo in tutte le occasioni, davanti ai famigliari, davanti alla moglie, davanti a sè stesso. Il padre di famiglia vorrebbe sì che tutti i suoi figli fossero come lui, ma allo stesso tempo dice questa frase “significativa” per autoconvincersi che quello che teme o quello che vede non è la verità. C.R.A.Z.Y. non è solo la storia di Zachary Beaulieu, quarto figlio -anzi, settimo, se si contano gli aborti- di due genitori che assumono le caratteristiche più tipiche di un mondo seventies (lei ipercredente, lui padre autoritario e virile), ma è appunto la storia di una famiglia e della sua normale crisi. Questa famiglia è sempre sul filo del rasoio, potrebbe rompersi da un momento all’altro come quel vinile di Patsy Cline che piace tanto al padre ed è stato rotto da Zach quand’era bambino. Ma la famiglia non si rompe mai del tutto, l’autoconvincimento, la repressione, il vedere e non voler capire fanno sì che tutto vada. Assolutamente non per il meglio, ma che comunque vada.

Zach si mette davanti allo specchio e canta a squarciagola Space Oddity, una canzone del suo idolo, David Bowie, ma il fratello entra in stanza spingendolo e rimproverandolo di starsi mettendo in una situazione ridicola davanti al vicinato, che intanto lo guarda da fuori la finestra. E allora Zach, chiamato spessissimo da tutti “checca”, non potrà far altro che reprimere questi sentimenti che sente e che lo rendono diverso dai suoi quattro fratelli. Picchierà, si scoperà un’amica e ci finirà assieme, farà finta di niente. Ma non si può fare finta di niente per sempre. E intanto il resto della famiglia vive altri problemi, tutti comunissimi e dolorosi.
C.R.A.Z.Y. è un film estremamente coinvolgente e davvero intelligente: tratta i suoi temi con una delicatezza ed una sensibilità sorprendenti, senza cercare la morale dell’ultim’ora e senza cercare vie troppo facili e “sicure” (si pensi che Zach non combina nulla con persone del suo stesso sesso per tutto il film, o almeno non ci è permesso vederlo). Ed alla fine arriva ad ottenere una commozione sorprendente. Jean-Marc Vallée, esordiente, dimostra di avere sicurezza, di saper essere originale anche con temi ultratrattati in molti altri film, ed ha un senso del ritmo che speriamo di ritrovare assolutamente nelle sue prossime opere. La colonna sonora, masterpiece assoluto, è la ciliegina sulla torta. Oltre ad Marc-André Grondin meraviglioso per interpretazione. Vincitore al Giffoni Film Festival e presentato anche al Festival di Venezia.

Voto Gabriele: 8

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6 commenti

Commenti dei lettori

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  • Cristiano Rosencreutz

    14 ott 2006 - 17:36 - #1
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    ma un commento qualche film guardabile?

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    15 ott 2006 - 03:17 - #2
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    In che senso Cristiano? Non ti è piaciuto il film?

  • Cristiano Rosencreutz

    15 ott 2006 - 15:13 - #3
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    la tematica è inutile, la realizzazione è penosa e soprattutto manca una attrice di gran bellezza.
    in confronto “la mia vita a stelle e strisce” assurge a capolavoro!!

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    15 ott 2006 - 15:26 - #4
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    Ma, come dice spesso Carla,… abbiamo visto due film diversi? :D Non lo so, buh, mi è parso decisamente ben realizzato e con una tematica bella e forte. Sulla bella ragazza vabbeh…

  • Profilo di Roberto

    Roberto

    18 ott 2006 - 20:46 - #5
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    A me è piaciuto e non penso solo a me visto che su IMDB ha 8,3 (con oltre 3000 votanti).

  • cineblog

    11 feb 2007 - 21:26 - #6
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    […] […]