Ero a Santa Monica nei giorni dell’Oscar 2012, che viene- come si sa- attribuito in un grande teatro a Los Angeles, a pochi chilometri, non molto lontano dal sunset boulevard, il viale del tramonto di Hollywood. Ma Hollywood è sempre al tramonto e comunque vive. Lo dimostra il film che ha vinto ben cinque Oscar: The Artist di Michel Hazanavicius. Vorrei parlarne a distanza dalla cerimonia, peraltro nota in tutto al mondo per via di una diretta televisiva nella notte. A cui, non a caso, ha preso parte il magico Cirque du Soleil: trapezisti fantastici che hanno volato sulla testa della platea e dei palchi.
La vittoria di “The Artist” dice almeno una cosa che è utile per il futuro del cinema: serve entusiasmo, in un cinema che langue- poche storie- in quanto a creatività e a progetti di respiro mondiale. Dice che c’è smarrimento e che sul domani le idee sono poco chiare anche negli studi di Hollywood. Ci sarà un effetto di imitazione di un falso film muto che riprende lo stile e le forme narrative del vecchio e caro cinema estinto? E’ già accaduto. Anche Martin Scorsese con il suo Hugo Cabret, dedicato a Georges Mèlies, il regista della fantasia muta, coglie un bisogno fondato: è necessario ripartire dalle origini per correggere il cinema delle macchine e dei mostri, della violenza e della asfissia inventiva.
Per domani e dopodomani gli autori migliori puntano ai contenuti e alle atmosfere del tempio antico, rifacendole, allo scopo di rinnovare per e con il pubblico il gusto di andare in una sala, quindi fuori dalle tv, e vedere i “nuovi” miracoli di un “nuovo” cinema in grado di evitare il degrado (bisticcio voluto) del cinema che si sta delineando sotto gli occhi di noi tutti, orbite che rischiano di svuotarsi. Però.
Mi è piaciuto “The Artist” e anche “Hugo Cabret” (premiato per le scene di Dante Ferretti), tuttavia penso che siano proposte che hanno un futuro limitato: diverte il gioco dei ricordi e delle emozioni collaudate; ma il cinema se vuole vivere un lungo tempo di salute non deve prendere le pillole della sopravvivenza ma deve cercare nel presente e in quel che verrà (e si può forse immaginare). Come del resto hanno saputo fare le vecchie Hollywood, Cinecittà, Pinewood di Londra, etc, sognando ad occhi aperti tra realtà e incubi (guerre, fame, bisogni) per generare opere d’arte di vita ancora da vivere.

7 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
sydneyblue120d
Mi raccomando, cercate se possibile di vederlo in strutture dove viene proiettato in formato Digitale per poterlo godere adeguatamente, le copie in pellicola distribuite (almeno quelle pre-festival…) avevano una qualità assolutamente pessima, tanto da essere assolutamente inguardabili.
#1 - Scritto il
italo-moscati
Condivido pienamente. Ho visto anche in aereo copia del film: disastrosa. Il cinema brilla nel digitale, quando è "serio", malissimo nelle sale spesso e volentieri.
#2 - Scritto il
gabriele-c
Citazioni, omaggi, pastiche, postmodernismo sono all'ordine del giorno nel cinema, soprattutto americano (The Artist, in parte, lo è…). La differenza la fanno gli autori, con la loro visione non tanto del cinema, ma del mondo. E l'effetto finale è solo uno: c'è chi guarda indietro, e c'è chi guarda avanti.
#3 - Scritto il
italo-moscati
Proprio così caro Gabriele, hai così ragiono che quasi quasi mi vergogna dal sottolineare il tuo commento che spiega come da sempre stanno le cose, anche se molti non sanno o fingono di non sapere…
#4 - Scritto il
Anubis5
The Artist esercizio di stile e niente più, nel 2012 non si può far vincere ad un film in bianco e nero e muto 5 oscar (i più importanti), ditemi cosa ha di innovativo questo film o di così sconvolgente da dover vincere 5 oscar.
#5 - Scritto il
Pete J.
The Artist è un capolavoro, ma la gente continuerà sempre a vederlo solo come "un film muto e in bianco e nero nel 2011"…tristezza. Almeno l' Academy ci ha visto bene per una volta.
#6 - Scritto il
damiax
Concordo totalmente con Pete J.: non solo l'Academy, ma anche i critici, i Golden Globe, i Bafta, gli Spirit e i César ci hanno visto benissimo! Sia The Artist che Hugo Cabret sono tecnicamente impeccabili, ma sono la storia, lo script, regia d'alto livello e interpreti bravissimi a renderli film straordinari, da applausi, magici, che ti fanno sognare ad occhi aperti: entrambi da vedere! W Hazanavicius!!
#7 - Scritto il