Nubi cariche di pioggia si stanno da giorni ‘accartocciando’ sui cieli di Roma. Perché il Festival del Cinema capitolino sta vivendo giorni decisivi per il suo immediato futuro. Solo 48 ore fa il Cda ha ufficializzato le nuove date della manifestazione, volute da Marco Muller, dando così vita ad un’inedita polemica con il Festival di Torino. Perché la settima edizione del Festival romano partirà il 9 novembre, ovvero a ridosso della manifestazione diretta da Gianni Amelio.
Nella giornata di ieri gli organizzatori dei due Festival si sono incontrati per un’ora e mezza circa, senza arrivare a quella ‘pace’ da molti sperata. Da una parte Marco Müller e Paolo Ferrari, dall’altra Ugo Nespolo, presidente del Museo Nazionale di Cinema di Torino, e il direttore artistico Gianni Amelio. L’incontro è avvenuto per volontà del Ministro Lorenzo Ornaghi, a dir poco ’sorpreso’, per non dire ‘adirato’, dalle novità degli ultimi giorni. Peccato che la fumata bianca non sia arrivata, almeno non ufficialmente.
“Non bisogna esporsi al ridicolo. Due rassegne cinematografiche di questo rilievo a una settimana di distanza non si giustificano”. “Sette giorni sono un intervallo troppo ristretto e insufficiente a garantire il pieno successo di entrambe le kermesse. Chiediamo si ritorni alle date originali o in subordine per il Festival di Roma si scelga una data più distanziata perché non ci sia una sovrapposizione che sarebbe un danno per una rassegna che quest’anno compie trent’anni”.
Queste le parole del Sindaco di Torino Piero Fassino, a cui ha risposto a stretto giro Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma inizialmente contrario alla nomina romana di Marco Muller:
“Anticipiamo di almeno una settimana l’inizio dello svolgimento della Festa del Cinema di Roma. In questo modo eviteremo di sovrapporci al Festival di Torino. Non dividiamo il cinema, in questo momento è importante restare uniti. Roma deve dimostrare, soprattutto adesso, di essere davvero la Capitale del Paese”.
Il tutto contro tutti, nel caos più totale di date ed organizzazione, procede quindi a vista. Mentre sia Gianni Amelio che Marco Muller, almeno per ora, preferiscono tacere.
Fonte: TMnews

5 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
luporosso
Il baraccone romano andrebbe chiuso, non si può tollerare. Purtroppo ormai è diventato l'ennesima mangiatoia romana e nessuno arriverà a tirare giù la saracinesca.
#1 - Scritto il
stefano-sgambati
Se ne vada a quel paese la capitale del cinema. Bel cinema che sta proponendo negli ultimi anni, bello davvero.
#2 - Scritto il
Mazzinga72
UNO SCHIFO ! Non c'è altro modo di definire questo tentativo di danneggiare il festival di Torino, una sfacciata dimostrazione di insensata arroganza.
#3 - Scritto il
Tetsuo
Tanto alla fine Muller ha il nome e il festival di roma i soldi e l'appoggio dei produttori italiani, quindi tutti se ne sbatteranno allegramente di questa dimostrazione di arroganza e menefreghismo schifosi. Sono disgustato
#4 - Scritto il
Tetsuo
Per inciso, Muller ha parlato. E avrebbe fatto molto meglio a starsene zitto. Spocchia e cinismo allo stato puro
#5 - Scritto il