Uno dei network p2p più diffusi, ovvero BitTorrent, verrà utilizzato per la distribuzione (legale) di film da parte di 8 grandi case come 20th Century Fox, G4, Kadokawa Pictures USA, Lionsgate, MTV Networks, Palm Pictures, Paramount Pictures e Starz Media.
Questo annuncio viene dopo quello di maggio, quando la BitTorrent, Inc aveva siglato un accordo con WarnerBros e altre. Ci troviamo quindi di fronte alla fine della guerra fra majors e utenti? E’ presto per dirlo, ma il cambio di rotta delle grandi case di produzione/distribuzione sembra sia avvenuto, visto che già Amazon, Apple, AT&T, Microsoft, Wal-Mart e Time Warner hanno già iniziato (o si apprestano a farlo) a lanciare servizi simili.
Ma questo non vuol certo dire che il Peer-2-Peer come lo conosciamo oggi sia finito: anche se BitTorrent, Inc ha firmato con le majors e si impegna a rimuovere i contenuti che infrangono il copyright dal loro network è tecnicamente impossibile per loro bloccare tutti i contenuti. Inoltre bisogna tener presente che il client di Bittorrent non è poi così usato (Azureus è su un altro livello) e che esistono anche altri network per il p2p. E’ quindi più corretto dire che un’altro modo di usare il p2p si sta accostando a quello vecchio, personalmente non credo che i due modi siano in antitesi, ma che anzi possano (e debbano) trovare una coesistenza pacifica.
Tuttavia quello che è rilevante è l’inversione di rotta, dopo aver mortificato gli utenti di tutto il mondo con minacce, pubblicità stupide e arresti le major stanno iniziando a capire che il p2p non è certo il grande male che avevano prospettato ma che può essere una risorsa anche per loro (tagliando i costi distribuzione e di stampa).
Per adesso la cosa può funzionare, anche la coesistenza intendo, ma se i file da acuistare legalmente venissero distribuiti con le restrizioni del DRM voi sareste disposti a pagare per un bene su cui avete pochi e inutili diritti e che magari dopo un tot di giorni si cancella automaticamente?
Fonte: InformationWeek
Per chi pensa invece che le majors facciano bene a colpire gli utenti ecco una pubblicità “contro” il p2p fatta da Jack Black.
“and then these pirates come, and they steal all our Internets”
Traduzione: (grazie a HLN)
Salve, sono Jack Black. Mi avrete probabilmente riconosciuto dai miei film e la mia musica, ed è per questo che capirete perchè, quello di cui vi sto per parlare, è molto importante per me.
“La Pirateria”
Ascoltate, le super mega rockstar e gli Dei del rock n’ roll sono ragazzi normali come voi. Timbriamo il cartellino, ci mettiamo la tuta e fottiamo la testa alla gente. E’ come guadagnamo il pane, ma poi sono arrivati questi “pirati” che CI RUBANO TUTTI GLI INTERNETS.
Non so come facciano.
Questi pirati penetrano nelle nostre megaville, ci fanno camminare lungo un trampolino, rubano le nostre canzoni che spaccano e ci lasciano senza niente.
E lo sapete cosa significa questo.
Niente soldi -> Niente ispirazione -> Niente Rocket Sauce -> Niente Rock ‘N’Roll che spacca (o film)
E’ questo quello che vuoi Barbanera? Cosa ascolterai quando ti troverai a combattere contro l’ammiraglia Inglese? JAZZ? Non credo proprio.
Non fare il coglione. Ferma la pirateria.
Sono Jack Black.
Steven
30 nov 2006 - 16:39 - #1Jack Black è mitico, ma non è possibile che un cd o un dvd costino tanto,è inaccettabile. i primi ladri non sono i pirati,ma i produttori. il discorso che fa lui è condivisibile solo x il fatto che,purtroppo,quando un cantante o un gruppo fa un cd,la gran parte dei soldi x le vendite vanno ai produttori,poi alla siae e ad altre persone già ricche e potenti e che con la musica non c’entrano un cacchio.alla fine della catena,c’è il gruppo che ha fatto il cd,che riceve,rispetto al totale dei soldi x la vendita,una percentuale minima,(non ricordo,ma mi sembra non sia superiore al 20%): in pratica,con la pirateria,chi ci perde di + sono gli artisti,non le case discografiche, e da questo punto di vista dispiace anche,non tanto x le rockstar internazionali,(quelle sono già ricche sfondate!),ma x i “piccoli” gruppi e gli artisti emergenti,soprattutto quelli che non riescono ad avere visibilità extra-nazionale(cioè che non vendono in altri paesi).
infamous
30 nov 2006 - 19:56 - #2il video di jack black era chiaramente ironico e prendeva per il culo chi dice che la “pirateria” danneggia gli artisti e le case discografiche. mi sembrava piuttosto evidente vista anche la traduzione del parlato.