Il vento che accarezza l’erba (The Wind That Shakes the Barley, Francia / Irlanda / Gran Bretagna, 2006) di Ken Loach; con Cillian Murphy, Padraic Delaney, Liam Cunningham, Gerard Kearney, William Ruane.
Chissà quanti avrebbero voluto che la Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes l’avesse vinta Almodovar. Quando tutti davano per scontata, finalmente, la vittoria del nuovo film del regista spagnolo (Volver), ecco che vince il caro buon “rosso” Loach.
Con Il vento che accarezza l’erba, quasi una sorta -in un certo senso- di Terra e libertà atto secondo, il regista-operaio torna a richiedersi se chi combatte contro i colonizzatori/dittatori sappia davvero cosa vuole e per quale causa sacrificarsi. Come nel film sulla guerra franchista, riguardo la frattura che ci fu tra comunisti e anarchici, anche in questa nuova pellicola c’è una frattura: tra chi ha deciso che va bene che ci sia stato un trattato con gli Inglesi e chi crede che sia solo un modo di mascherare la situazione facendo dimenticare tutto quello che fu. Ossia le sanguinose battaglie, le morti di giovani ragazzi, la libertà e l’indipendenza sperata di un’Irlanda orgogliosa ma (che si credeva) convinta dei suoi fini.
Protagonisti, due fratelli, Damien e Teddy, all’inizio uniti più che mai contro gli oppressori (Loach guarda sì con distacco e senza giudicare gli Irlandesi, ma non gli Inglesi: non è un caso che in patria non sia apprezzato questo suo non-partiottismo), poi così divisi, fino ad un tragico e doloroso finale.
Il cinema politico e sociale di Loach è attuale e fa riflettere, anche se ne Il vento che accarezza l’erba qualcuno potrebbe notare qualcosa che non va a livello puramente cinematografico, come la lunghezza del racconto o alcune situazioni, e alcuni dialoghi, non perfetti. Ma se da una parte bisogna riconoscere in primis i meriti di un ottimo Cillian Murphy (uno dei volti più interessanti fra gli attori della sua generazione), bisogna anche riconoscere a Loach, come sempre, una gran bella sincerità ed una professionalità veramente altissime. Probabilmente sarebbe disposto in prima persona a scendere in campo per combattere per i suoi ideali: e allora ben venga la Palma.
Voto Gabriele: 7
Vincenzo
04 dic 2006 - 13:51 - #1come per cosa.
nel film si combatte per la gloria
Gabriele C.
04 dic 2006 - 14:22 - #2Per la gloria!?!?
Abbiamo sicuramente visto due film diversi…!
Steven
04 dic 2006 - 16:06 - #3“…bisogna anche riconoscere a Loach, come sempre, una gran bella sincerità ed una professionalità veramente altissime.”
E gli dai solo 7?.. concordo con te praticamente su tutto, e in effetti io un bell’8 glielo avrei dato.
Ale
04 dic 2006 - 19:44 - #4Io gli darei un 6 e mezzo. Abbastanza didascalico, anche se, ovviamente, film come questo mi fanno sempre commuovere ed ho trovato particolare la scleta di terminare il film proprio in quel punto.
Gabriele C.
04 dic 2006 - 21:39 - #5Ale, anch’io ho trovato il finale decisamente adatto.
Steven, rispetto ad altre opere di Loach l’ho trovato più stiracchiato, ma il suo è cinema sempre necessario.
ultrapaz
05 dic 2006 - 12:11 - #6Non l’ho ancora visto ma sarà sicuramente un gran bel film.. Irlanda+Loach+Murphy = garanzia!
stefano
18 dic 2006 - 12:18 - #7Come nel film sulla guerra franchista, riguardo la frattura che ci fu tra comunisti e anarchici, anche in questa nuova pellicola c’è una frattura: tra chi ha deciso che va bene che ci sia stato un trattato con gli Inglesi e chi crede che sia solo un modo di mascherare la situazione facendo dimenticare tutto quello che fu. Ossia le sanguinose battaglie, le morti di giovani ragazzi, la libertà e l’indipendenza sperata di un’Irlanda orgogliosa ma (che si credeva) convinta dei suoi fini.
stefano
18 dic 2006 - 12:19 - #8sn tutti idioti
tarletti giovanni
18 dic 2006 - 12:22 - #9sono tutti froci
Sunshine: prima locandina, nuovo trailer e clip!
28 feb 2007 - 12:10 - #10[…] Credo che Sunshine potrebbe essere uno dei blockbuster catastrofici migliori di sempre. Motivo numero 1: il regista, tale Danny Boyle, che abbiamo amato (anzi, ho amato, ma spero anche voi) in alcune pellicole come Trainspotting o 28 giorni dopo.Motivo numero 2: Cillian Murphy. Sappiamo che è raro che un attore decreti il successo artistico di una pellicola, ma il ragazzo sa quel che fa e lo fa molto bene. Sa fare benissimo il villano (vedi Batman Begins) e sa interpretare benissimo i ruoli positivi (vedi Il vento che accarezza l’erba).Motivo numero 3: il primo trailer promette molto bene. Ma anche quello nuovo lascia pensare ad una pellicola molto bella! […]
Venezia 64: fuori concorso
26 lug 2007 - 15:16 - #11[…] Abbiamo visto grandi nomi nella sezione in concorso: De Palma (per il secondo anno consecutivo in competizione), Wes Anderson, Haynes, Branagh (l’altr’anno fuori concorso), Loach (due anni dopo la sua Palma d’Oro per Il vento che accarezza l’erba), Greenaway, Haggis, Ang Lee (due anni fa vinse con I segreti di Brokeback Mountain), Lee Kang Sheng (il “pupillo” di Tsai Ming-liang), e persino Takashi Miike. […]
cineblog
23 set 2007 - 22:59 - #12[…] […]