Cannes 2014: Coppola, Refn e Dafoe nella Giuria presieduta da Jane Campion

Annunciata la Giuria al completo che affiancherà il Presidente Jane Campion in questa settantasettesima edizione del Festival di Cannes

I giorni che ci separano dalla kermesse cannense vanno via via sempre più approssimandosi. A diciassette giorni esatti dall'apertura ecco dunque svelata la Giuria al completo, presieduta dalla già confermata Jane Campion, che il 24 maggio annuncerà i vincitori di Cannes 2014.

I nomi, come sovente accade, sono di prim'ordine - o al peggio, davvero interessanti. Di seguito ve li elenchiamo tutti. I nomi sono Carole Bouquet, Sofia Coppola, Leila Hatami, Jeon Do-yeon, Willem Dafoe, Gael García Bernal, Nicolas Winding Refn e Jia Zhangke. Quattro donne e quattro uomini, più chiaramente il Presidente, anch'ella donna.

Tutti volti, chi per un verso chi per un altro, noti nell'ambito del Festival. Tre i registi, tra cui due impostisi a Cannes proprio di recente. Da un lato Nicolas Winding Refn, che nel 2011 si portò a casa il premio per la miglior regia per Drive, mentre l'anno scorso portò in concorso il controverso Only God Forgives, talmente atteso da dividere in due la critica, tra chi l'ha osannato (pochi) e chi invece lo ha demolito (tanti). Dall'altro lato abbiamo Jia Zhangke, coetaneo di Refn, che la scorsa edizione si aggiudicò la miglior sceneggiatura per A Touch of Sin, una delle bombe di Cannes 2013. In precedenza aveva già presenziato con 24 City, in concorso nel 2008, e in Un Certain Regard nel 2010 con I Wish I Knew. Nel 2006, invece, il suo Still Life si aggiudicò a Venezia il Leone d'Oro.

drive

Il terzo dei tre registi è Sofia Coppola, probabilmente la più nota dei tre. A Cannes comincia presto con Il giardino delle vergini suicide, presentato all'interno della Quinzaine des Réalisateurs nell'ormai lontano 1999. Fu il film che a conti fatti diede visibilità alla Coppola, la cui consacrazione passò da Lost in Translation. Alla Croisette ci tornerà poi nel 2006, stavolta in concorso, con Maria Antonietta, mentre lo scorso anno ha portato The Bling Ring in Un Certain Regard.

maria_antonietta

Volendo anche la carriera di Gael García Bernal è in qualche modo segnata dal Festival. Non era certo un emerito sconosciuto quando due anni fa Pablo Larraín ha portato il suo No alla Quinzaine, peraltro stravincendola. Da lì partì un percorso che condusse il film cileno, uno dei migliori di quell'annata, fino alla nomination agli Oscar per il miglior film straniero. Deficit, il suo primo lungometraggio da regista, ha debuttato nel 2010 nella Semaine de la Critique di Cannes.

no_bernal

Spazio alle attrici. Anzitutto la bellissima Carole Bouquet, di cui qui rievochiamo l'esordio col botto in Quell'oscuro oggetto del desiderio di Luis Buñuel (1977) nonché il suo più recente film, quell'Impardonnables di André Téchiné che tanto per l'attrice francese quanto per il regista suo connazionale rappresenta ad oggi l'ultimo film, presentato a Cannes nel 2011 nell'ambito della Quinzaine. Le altre due attrici arrivano entrambe dall'Oriente, ciascuna delle quali una delle maggiori esponenti dei rispettivi paesi d'origine. Leila Hatami ha lavorato con i due migliori registi iraniani viventi, ossia Abbas Kiarostami (Shirin) ed Asghar Farhadi (Una separazione). Quanto a Jeon Do-yeon, l'attrice sudcoreana conta all'attivo un premio per la miglior interpretazione femminile proprio a Cannes, vinto nel 2007 per Secret Sunshine. L'ultima sua apparizione da quelle parti è con The Housemaid, presente all'edizione del 2010.

Secret_Sunshine

Last but not least, come direbbero gli anglofoni, Willem Dafoe. Direi che basta. A noi non resta che darvi appuntamento intanto ai prossimi aggiornamenti relativi all'imminente Festival, per poi ritrovarci abili e arruolati direttamente in quel di Cannes, a partire dal 13 maggio, dove seguiremo per voi passo passo l'evolversi di questa sessantasettesima edizione.

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