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Diario di uno Scandalo: recensione in anteprima

Pubblicato: 21 feb 2007 da dr. apocalypse

Diario di uno Scandalo (Notes on a scandal, Gran Bretagna, 2006) di Richard Eyre; con Judi Dench, Cate Blanchett, Bill Nighy, Andrew Simpson, Max Lewis, Juno Temple, Alice Bird.

Un anziana insegnante solitaria, burbera, cinica e autoritaria. Una giovane collega, affascinante, conturbante, dall’animo gentile e bohemien.
Un quindicenne spregiudicato, sboccato e molto più maturo rispetto all’età anagrafica che si ritrova nella carta d’identità.
Un triangolo pericoloso, pronto ad esplodere dall’interno di un diario segreto, raccoglitore di segreti, fatti di passione e scandali.
Judi Dench e Cate Blanchett sono le superbe protagoniste di questa pellicola, trhiller drammatico dai risvolti lussuriosi.

La Dench è Barbara, un’anziana donna, sola, senza amici, tranne la sua gatta Portia ed il suo diario segreto, a cui confida ogni cosa. Tutto cambia quando nella sua vita entra Sheba, la Blanchett, giovane insegnante d’arte, sposata con un suo ex professore, madre di due bambini, bella da mozzare il fiato, ma “diversa” dalle altre. Tra le due nasce un’amicizia, morbosa e maniacale per una, quasi forzata per l’altra.
Il rapporto si incrina quando Sheba perde la testa per un alunno di 15 anni. I due iniziano un’intensa relazione, fino a farsi scoprire da Barbara, che, gelosa dell’intruso, minaccerà Sheba, affinchè lo molli definitvamente, per dedicarsi interamente a lei, amica “speciale”.
Le cose non andranno come Barbara aveva immaginato, la situazione finirà per degenerare, in un crescendo rossiniano di pura follia maniacale.
Il film, diretto da Richard Eyre, cresce continuamente, accompagnato dalle roboanti e iper presenti musiche di Philip Glass, costruito sull’ottima fotografia di Chris Menges e sorretto da una coppia di attrici semplicemente in stato di grazia.
Judi Dench è fenomenale nel rappresentare la follia ossessiva di una donna sola, possessiva e opprimente, capace di far del male per il proprio bene, anche semplicemente tramite un solo sguardo e movimenti impercettibili del viso.
Cate Blanchett è la pietra dello scandalo, con un caso di pedofilia per una volta al femminile, che, per tenere tutto segreto, finirà per illudere la Dench di una possibile relazione.
Eyre non si concede censure di nessun tipo, semplicemente mostra lo scandalo del titolo del film, senza indugiare troppo, senza pudore. Come sfondo una Londra povera, proletaria, fatta di studenti sboccati e violenti, per una storia di passioni e tradimenti, di amicizia e di menzogne, custodite, gelosamente e segretamente, da uno scandaloso diario, scomodo testimone.

Voto Federico: 7
Voto Gabriele: 8

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • Dal 23 febbraio al cinema

    23 feb 2007 - 19:24 - #1
    0 punti
    Up Down

    […] Diario di uno scandalo: la professoressa Sheba Hart arriva a St. George e fa subito amicizia con l’anziana collega Barbara Covett, a cui arriva a raccontare della relazione che ha con un allievo. Ma questa sua sincerità le costerà cara, perchè la donna la minaccerà e la terrà in pugno… Presentato con successo a Berlino 2007, con Cate Blanchett e Judi Dench. Qui la nostra recensione. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Lettere dalla Sicilia: siamo nel 1843, quando una famiglia aristocratica, composta da padre e madre (Sir e Lady Warwick) con le due figlie e il fidanzato della figlia maggiore, decide di fare un viaggio in Sicilia. L’Italia sarà così il posto che saprà tirare fuori i loro timori e le fratture nei loro rapporti… Opera prima di Manuel Giliberti, datata 2005: simile a Viaggio in Italia di Rossellini volutamente o no? […]

  • Profilo di jamie93

    jamie93

    26 feb 2007 - 16:41 - #2
    0 punti
    Up Down

    bleah

  • MARASQUADRABLU

    24 mar 2007 - 21:36 - #3
    0 punti
    Up Down

    diario di uno scandalo.
    Avevo letto il libro e per quanto il materiale di base fosse molto buono (nel senso che un bravo scrittore ne avrebbe tirato fuori un vero meisterwerk) l’ho trovato piuttosto banale: questa è una di quelle rarissime volte in cui il film supera il libro.
    mi esprimo con parole da profana, non capendo niente di cinema a livello tecnico, però mi sembra che la regia sia riuscita ad esprimere bene il senso di claustrofobia e di follia insito nell’amore morboso e unilaterale dell’insegnante anziana verso cate blanchett.
    Grandiosa anche la rappresentazione nuda e cruda della periferia inglese, di un diversivo che si fa malattia, del diverso modo di amare e intendere sesso e amore che hanno maschi e femmine, seppur con una grande differenza di età
    molto bello e molto particolare

  • cineblog

    09 mag 2007 - 16:04 - #4
    0 punti
    Up Down

    […] […]

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