Ameluk: il trailer del film di Mimmo Mancini

E se nella Via Crucis Gesù fosse interpretato da un musulmano?

Uscirà il 9 aprile la commedia italiana Ameluk diretta da Mimmo Mancini ed interpretata da Mehdi Mahdloo Torkaman, Mimmo Mancini, Claudia Lerro, Francesca Giaccari, Dante Marmone, Roberto Nobile, Cosimo Cinieri, Paolo Sassanelli, Michele Di Virgilio, Maurizio Della Valle, Andrea Leonetti, Teodosio Barresi, Nadia Kibout, Miloud Mourad Benamara, Luigi Angiuli, Pascal Zullino, Hedy Krissane, Tiziana Schiavarelli, Massimo Bagnasco, Helena Converso, Alberto Testone, Rosanna Banfi. Qui sopra potete vedere il trailer, leggiamo insieme la trama ufficiale:

"A Mariotto, piccolo paese della Puglia, sta per svolgersi la tradizionale Via Crucis del Venerdì Santo, quando l’interprete di Gesù, il parrucchiere Michele, si siede sulla corona di spine e si ferisce. Jusuf, per eccesso di disponibilità con tutto il paese, collabora anche con l’amico parroco, prestandosi come tecnico delle luci, audio e altro ancora. Involontariamente è mandato allo sbaraglio dallo stesso parroco Don Nicola e sostituisce Michele: si tratta, però, di un musulmano che porterà sulle sue spalle la croce del Cristo. È l’inizio del Calvario: la storia fa il giro del mondo e il paese si spacca in due, tra sostenitori e calunniatori. Intanto si svolge la campagna elettorale per scegliere il nuovo sindaco. La battaglia si fa sempre più accesa e ingarbugliata".

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La parola al regista


Nell’estate 2005, ero a Bitonto, il mio paese d’origine a pochi chilometri da Bari, a bere con alcuni amici dell'ottimo Primitivo nella città vecchia. Con noi, c'erano due marocchini perfettamente integrati – tanto che parlavano con una perfetta cadenza dialettale. Mi colpì la loro voglia di far parte del gruppo e la naturale capacità dei miei amici di farli sentire italiani. A nessuno di noi sarebbe venuto in mente di dire : “Ah, ma sono musulmani!”. Il giorno successivo, assistei a una processione sacra. Due degli amici incontrati la sera precedente portavano in spalla la statua di un santo. Una strana idea mi fece sorridere: “E se accanto a uno dei due italiani, chiari e cattolici, ci fosse uno dei due marocchini, scuro e musulmano?” Magari per un’emergenza, per sostituire un amico. Sarebbe mai venuto in mente a qualcuno di dire: “Sacrilegio! Quello è un musulmano!” Da lì nacque l’idea per “Ameluk”: ambientare in un piccolo centro, tra gente semplice, l’eterna diatriba tra cristiani e “infedeli” in tutte le sue declinazioni, dal drammatico al comico.

Crediamo che la situazione sociale italiana e gli eventi rivoluzionari ancora in corso nel sud del Mediterraneo rendano “ Ameluk” un film attuale. Questi i motivi per cui crediamo che questo film sia importante oggi:
- Per parlare di integrazione, che è la chiave che può arricchire sia chi arriva che chi accoglie. Ricordando che l’Italia è frutto dell’integrazione e dell’eredità di tantissimi popoli e culture che l’hanno attraversata: Greci, Romani, Arabi, Spagnoli, Francesi, Austriaci...
- Per parlare di immigrazione perché è un fenomeno che c’è stato, c’è e ci sarà in futuro. Solo parlandone si può tentare di trovare insieme un modo per gestirlo con saggezza e lungimiranza. Per ricordare che anche noi italiani siamo immigrati a milioni in cerca di una vita migliore e che ora sono altri a farlo, venendola a cercare qui da noi.
- Per combattere i pregiudizi e i razzismi religiosi, perché sono queste le cause di molte difficoltà tra le varie etnie nelle nostre città, pretesti di guerre e del terrorismo internazionale nel mondo.
Per provare a cercare insieme una perseguibile via di mezzo nel nostro paese, perché solo la ricerca dei punti di contatto tra i vecchi e i “nuovi” cittadini italiani possono offrire un equilibrio stabile e duraturo ovunque.
- Per dare voce e per rassicurare chi teme la perdita dei propri valori mostrando che la venuta del nuovo è spesso lo stimolo per una migliore presa di coscienza di ciò che ci appartiene e di ciò che ci deve appartenere.
- Per dare al cinema indipendente, un’opportunità per contribuire alla creazione di una società consapevole dei problemi che vive ogni giorno, perché il cinema ha la grande potenzialità di trasmettere temi scottanti anche attraverso storie divertenti come quella di “Ameluk”.


Foto: Ameluk sito ufficiale

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