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In memoria di me: ricercare se stessi tra sacro e profano

Pubblicato: 15 mar 2007 da Gabriele C.

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In memoria di me (Italia, 2006) di Saverio Costanzo; con Christo Jivkov, Filippo Timi, André Hennicke, Marco Baliani, Fausto Russo Alesi, Stefano Antonucci.

Rinunciare a tutto per intraprendere una via religiosa. Denudarsi del profano per andare verso il sacro. Il vero motivo? Ricercare se stessi, e riuscire a rispondere alle domande che da troppo tempo frullano nella testa e tormentano. Dopo l’acclamato Private, Saverio Costanzo dirige il suo secondo, travagliato film. Che parla di un ragazzo, Andrea, che dalla vita ha avuto tutto, ma che decide di entrare in un seminario veneziano. Regole rigide, che impongono non soli orari e rituali ferrei, ma anche di denudarsi di se stessi e della propria personalità. E sta in questo la chiave di lettura principale della pellicola.

Scoprire se stessi per donarsi agli altri attraverso il Vangelo, se poi si finisce per togliere la propria personalità, è libertà? Insomma: dove sta andando a parare, oggi come oggi, la Chiesa? C’è una conflittualità di base, che può portare alla pazzia (si veda il personaggio di Fausto, che non sa più cosa dice, e sbatte la testa contro il muro disperatamente, e quando non lo fa vaga per il seminario), e resta insoluta. In quelle ore trascorse in chiesa, in quelle lunghe e angoscianti ore nel silenzio, da soli con se stessi, non si trovano risposte, non si trovano conferme, e tutte le sicurezze vengono ancora più demolite. E nonostante siano diversi, in apparenza uno più razionale e pronto a giudicare, l’altro più sensibile, Andrea e l’altro personaggio fondamentale del film, Zanna, si fissano, si cercano, e si confidano. E le insicurezze sono le stesse. Ha ancora senso restare lì dentro, e se sì per cosa?

Con un rigore veramente da lodare ed una raffinatezza quasi esasperata, Saverio Costanzo tenta una risposta solo alla fine. Ma il sottile senso di ambiguità che pervade la pellicola è interessante per iniziare un dibattito. Non è un danno che il film sia lento ed angosciante, anzi, è una scelta ben voluta e azzeccata. Perchè In memoria di me è un viaggio riuscito dentro un tema scottante e molto attuale, che lascia allo spettatore molte domande e tenta giustamente solo in parte di offrire le non facili risposte. Molto bellocchiano, e non a caso il regista romagnolo è ringraziato nei titoli di coda.

Christo Jivkov è bravo, come il suo partner Filippo Timi, già visto di recente anche in Saturno contro di Ozpetek. Da sottolineare che le polemiche che ci sono state sul bacio tra Zanna e il prete sono assolutamente infondate e senza senso.

Voto Gabriele: 8

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2 commenti

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    Up Down

    […] Ritornando al film in sè, vanno bene le difese di Farinotti e le sue spiegazioni, ma il fatto è che Gervasini lo descrive benissimo, senza peli sulla lingua: 7 km sa Gerusalemme (non ho letto il libro, e quindi parlo della pellicola) sa di catechismo, di lezioncina banale e semplicina. Ed è vero che non tutto è brutto, qualche sequenza è valida, ma più il film si trascina fra le sue parabole e le sue ovvietà (lo ribadiscono tutti: sorprende che uno dei personaggi si chiami Giordano Bruni ed un altro Angelo Profeti?) più diventa noioso e poco coraggioso, nonostante le buone intenzioni iniziali. Per non parlare del finale, che sembra confermare l’idea che la pellicola stia decisamente dall’altra parte, come corrente di pensiero, rispetto a Centochiodi di Olmi. E come film di pensiero e di filosofia (di vita o meno), non vale di certo In memoria di me di Costanzo. Luca Ward oscilla fra attimi molto buoni e attimi mediocri, forse attribuibili -questo oggettivamente vero- alla freddezza di alcuni dialoghi della sceneggiatura. Alessandro Etrusco è uguale a Gesù Cristo, e per la parte forse basta questo. […]

  • […] In questo periodo sono davvero tanti i film italiani invitati nei vari Festival Internazionali. Al Festival di Toronto, per esempio, sono state tre le anteprime mondiali: il nuovo film di Silvio Soldini, Giorni e Nuvole, La Terza Madre di Dario Argento e il film di Alessandro Capone L’Amour Caché. Nella sezione Master ha partecipato il film Centochiodi di Ermanno Olmi, mentre in Contemporary World Cinema altri 3 film italiani: L’Ora di Punta di Vincenzo Marra, Mio Fratello è Figlio Unico di Daniele Luchetti ed In Memoria di Me di Saverio Costanzo. Numerosissime poi le co-produzioni. […]