Logo Blogo

The Illusionist: illusione prevedibile

Pubblicato: 08 apr 2007 da Carla Cigognini

Commenti dei lettori

The Illusionist
Nazione: Republica Ceca, U.S.A.
Anno: 2006
Genere: Drammatico, Fantastico
Durata: 110′
Regia: Neil Burger con Edward Norton, Paul Giamatti, Jessica Biel, Rufus Sewell, Eddie Marsan, Jake Wood, Tom Fisher, Aaron Johnson

Eisenheim, grande illusionista, strega Vienna di fine 800 con i suoi numeri di magia. Si scontra però con il principe ereditario Leopold che vuole screditarlo e scoprire i suoi trucchi. Eisenheim non è tanto preoccupato per questo ma per Sophie, la promessa sposa del principe, di cui è innamorato fin da bambino e ricambiato.
Il principe mette sotto controllo Eisenheim tramite l’ispettore di polizia Uhl.

Credevo che per The Illusionist uscire dopo il meraviglioso The Prestige fosse controproducente, due film sulla magia nello stesso anno non è facile per un confronto diretto e senza essere prevenuti. Eppure The Illusionist non è assolutamente paragonabile a The Prestige, quanto, più che altro a I soliti sospetti.

La pellicola è affascinante e soprendente nella prima parte con i numeri di magia di Einsenheim ma diventa stancamente
banale e prevedibile nel momento in cui il mago chiede a Sophie di fuggire con lui. Gli spettatori più smaliziati indovineranno il finale senza troppa difficoltà e senza stupirsi per il colpo di scena intuito dall’ispettore Uhl. E questo “smascherato alla Keiser Soze”, invece di meravigliare, infastidisce.
Del film rimangono così solo i numeri di magia della prima parte, lo sguardo magnetico di Edward Norton e la prova d’attore di Paul Giamatti.

Voto Carla: 6.5
Voto Gabriele: 6

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
9 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Frank_86

    10 apr 2007 - 00:35 - #1
    -1 punto
    Up Down

    bah, delusione, materiale narrativo precotto, ritmo stanco e faticoso, tutto noiosamente nella media. Altro che the prestige…

  • brunix

    10 apr 2007 - 15:08 - #2
    0 punti
    Up Down

    A me non è dispiaciuto.
    Concordo sul fatto che ricorda molto i soliti sospetti :-)

  • Profilo di Antonioital

    Antonioital

    15 apr 2007 - 15:35 - #3
    0 punti
    Up Down

    BOH.. A ME E’ SEMBRATO IN STILE S7EVIN NEL FINALE…
    BELLO BELLO BELLO….

  • Tyreal

    28 apr 2007 - 17:39 - #4
    1 punto
    Up Down

    Bellissimo.

  • cineblog

    16 mag 2007 - 12:39 - #5
    -1 punto
    Up Down

    […] […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] […]

  • recenso

    27 mar 2009 - 20:53 - #7
    0 punti
    Up Down

    A me ha ricordato una riedzione de “La Stangata” in salsa romantico-fantastica, ma fatta in modo infantile. dopo 10 minuti si era già capito come finiva e quando svelano il piano è zeppo di errori e paradossi che viene voglia di tirare un pugno in faccia a Paul Giamatti con la sua risata….

  • Profilo di Mauro Lanari

    Mauro Lanari

    30 lug 2009 - 00:27 - #8
    0 punti
    Up Down

    Fino a oggi, le due principali intuizioni di Rimbaud, “Je est un autre” e “L’amour est à réinventer”, sono state presentate e analizzate tramite forme e maniere sempre disaggregate. Forse invece le si dovrebbe congiungere in un unico teorema: “io è un altro” poiché al contempo anche “l’amore è da reinventare”. Vale a dire: l’alienazione persisterebbe in quanto persisterebbe ancora pure un’idea sbagliata, difettosa, distorta e fuorviante dell’amore. Risolto uno dei due problemi, dovrebbe subito risolversi anche quello correlato. Nemmeno l’arte cinematografica s’è mostrata capace d’evitare o superare una tale scissione: se i Nolan tematizzano in modo ossessivo la questione del soggetto, come se la filosofia dedicata a ciò avesse un senso in sé, viceversa altrove si mette in scena la problematica amorosa come se fosse possibile venirne a capo senz’affrontare l’annesso enigma della soggettività. La conseguenza è che “The Prestige”, considerato a se stante, è insulso o comunque monco tanto quanto “The Illusionist”. La sola, vera magia che ci dovremmo porre per meta, scopo, télos, dovrebbe essere quella d’un amore eterno, d’un legame affettivo perfetto poiché anche illimitato, infinito, perenne; questo è il significato poetico di “The Illusionist”: ingannare la morte, vincerla vincendo la maledizione del tempo a termine. Non mi sembra un argomento d’adolescenti o uno stereotipo abusato: persino “Il settimo sigillo” si ferma prima, accontentandosi di rinviare la morte quel poco che può servire a chi cerca delle risposte e non delle soluzioni. Nel 2006-7 si è invece giunti a d-enunciare la necessità e l’esigenza d’il-ludere, e-ludere, giocare (ludere) la morte stessa, dominando a proprio favore la dimensione cronologica (cfr. i due trucchi iniziali di rallentamento e accelerazione del flusso temporale). In conclusione: una coppia di film complementari, usciti simultaneamente quasi per sincronicità e per integrarsi a vicenda, ma proprio per questo nient’affatto l’uno migliore dell’altro.

  • Profilo di Mauro Lanari

    Mauro Lanari

    30 lug 2009 - 00:27 - #9
    0 punti
    Up Down

    “[Dopo essere arrivati a Londra,] Mrs. Aouda confessa a Fogg che lo ama e gli chiede di sposarla, Fogg accetta ed invia Passepartout dal reverendo Wilson per dargli la notizia. Giunto alla casa del reverendo, Passepartout scopre con grandissima sorpresa che hanno sbagliato i calcoli sulle date: credevano fosse domenica 22 dicembre ma in realtà era ancora sabato 21 poiché, grazie al fatto di aver viaggiato verso oriente, avevano spostato le lancette dell’orologio un’ora in avanti per ogni fuso orario attraversato, finendo in questo modo per ‘guadagnare’ un intero giorno al termine del loro viaggio intorno al globo” (da WP, “Il giro del mondo in 80 giorni”, del 1873). Ecco qui un altro esempio artistico finalizzato a esprimere l’idea che l’Amore, quello Vero, trionfa sul Tempo: una storia (affettiva) perfetta trionferebbe sulla Storia.