È chiaro: la Weinstein Company sta giocando la sua partita seriamente, e vuole puntare il tutto e per tutto su The Master di Paul Thomas Anderson. Da una parte anticipa la data di distribuzione del film in concomitanza con Venezia e Toronto, ma senza confermare ancora la presenza dell’opera ai due festival; e dall’altra mostra a sorpresa il film ad un pubblico “selezionato” per far partire subito il passaparola.
Poche ore fa, all’American Cinematheque di Santa Monica, California, è stato proiettato Shining di Kubrick. Prima dell’inizio del film, il pubblico è stato avvisato che subito dopo ci sarebbe stata una proiezione speciale a sorpresa, aperta a chiunque avesse voluto rimanere. Finito il film, il titolo è stato annunciato: proprio The Master, proiettato nel formato corretto (70mm). E Paul Thomas Anderson era pure presente alla proiezione. Quando si dice “fare le cose in grande”…
I primi commenti e i primi giudizi hanno invaso Twitter, anche perché il social network ha iniziato a carburare subito dopo che la notizia della proiezione speciale è arrivata sui primi siti, come HitFix. I tweet sono molto positivi: c’è chi parla di esperienza assolutamente inedita, chi parla di un film complesso e non per tutti, chi parla di Oscar sicuri per Joaquin Phoenix e Philip Seymour Hoffman.
Ovviamente è tutto da prendere con le solite pinze: vedere un film tanto atteso, proiettato a sorpresa alla presenza del regista in super-anteprima mondiale, può forse “falsare” un po’ il giudizio. Ma è proprio questa, immaginiamo, una parte della strategia di Harvey Weinstein, in previsione di incassi e Oscar. Ora che il buzz attorno a The Master è ufficialmente iniziato, non si parlerà d’altro fino alla presunta conferma della sua presenza in concorso a Venezia e come anteprima nord-americana a Toronto. Harvey ne sa sempre una più del diavolo.

13 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
luporosso
Non è stata una proiezione privata ma pubblica. Ciò esclude, per regolamento, la presenza di THE MASTER in Concorso alla Mostra di Venezia. Potrà essere presentato al Lido nella sezione Fuori Concorso (dove sono ammesse deroghe al requisito della visione in prima mondiale) ma io credo che non ci sarà affatto. A questo punto il film sorpresa è ONLY GOD FORGIVES al 90%.
#1 - Scritto il
gabriele-c
Ma la faranno passare come "proiezione privata", imho. E quindi non ci sarà alcun problema. Non la conteranno mai come anteprima mondiale.
#2 - Scritto il
gabriele-c
Comunque anche il concorso permette la deroga del film "proiettato prima ma solo nel paese d'origine". Comunque sì, ormai il dubbio che sia seriamente Only God Forgives avanza alla grande.
#3 - Scritto il
gabriele-c
Ok, regolamente di Venezia 69: 3.1 Venezia 69 Concorso internazionale di un massimo di 20 lungometraggi in prima mondiale. La deroga come dici te è solo per il fuori concorso. Io mi ricordo però che Ponyo uscì in Giappone in agosto ed era in concorso… Sarà cambiato qualcosa. Mah, non so più che dire. Aspettiamo, va là.
#4 - Scritto il
luporosso
Il regolamento parla chiaro, e credo debba essere uguale per tutti, non è giusto fare eccezioni ad personam. Possono attaccarsi al fatto che THE MASTER è stato proiettato senza titoli di testa, senza loghi e senza titoli di coda (spacciando la copia di Santa Monica per copia di lavorazione) ma sarebbe una presa in giro: è stato comunque proiettato in pubblico dunque non possiede i requisiti per essere ammesso in Concorso a Venezia.
#5 - Scritto il
gabriele-c
Eh, ma io e te faremo entrambi finta di niente nel caso il 18° fosse The Master, no? :D Comunque sì, soliti giochetti di Weinstein.
#6 - Scritto il
luporosso
Tra l'altro mi torna anche in mente che due film israeliani selezionati da Barbera (uno dei quali, FILL THE VOID di Rama Burshtein, finito in Concorso) sono stati ritirati dal festival di Gerusalemme che li aveva già messi in cartellone proprio perché altrimenti non avrebbero potuto essere al Lido, mancando il requisito della prima mondiale. Se la deroga non vale per uno, non vale per tutti.
#7 - Scritto il
luporosso
Ma… Io non farei finta di niente. Sarei contento di vedere il film, certo, ma non mi piace l'idea che Venezia debba essere il parco giochi di Harvey Weinstein. Capisco che ormai si senta onnipotente, ma le regole valgono anche per lui.
#8 - Scritto il
gabriele-c
Però in quel caso sarebbe stata una prima mondiale ad un festival e poi sarebbe stato in concorso in un festival "più grande"… sarebbe suonato strano. Comunque vedrai: visto che è stato proiettato senza titoli di testa e coda, sarà la scusa buona per parlare di copia-lavoro, copia-non-finita, film-non-definitivo. A me, in questo caso, va bene :) Però son d'accordo con te, 'ste cosette lascian davvero pensare. Io continuo a pensare che Weinstein è il più furbo del mondo…
#9 - Scritto il
gabriele-c
Non è solo Venezia che deve stare al gioco: è più o meno tutto il circuito festivaliero e dei premi che contano che gli sta sotto. E', piaccia o meno, il re del mondo seriamente (anche se è un re che a me non piace). Si può poi discutere se è giusto o meno da parte di Venezia stare ai suoi giochi, ma seriamente… chi rinuncerebbe a The Master? Poi ne parliamo come se fosse confermato da un comunicato della Biennale: aspettiamo.
#10 - Scritto il
antonio-gamesblog
L'impressione, già da tempo, è che Weinstein le regole le conosca. E anche troppo bene. Ed è fin troppo evidente, senza prenderci oltremodo sul serio, che a noi certi cavilli legali interessino molto relativamente: vederlo a Venezia ci farebbe indubbiamente piacere. Ma l'edizione di quest'anno è, per così dire, "delicata". Dovendo scommettere su chi sarà il primo ad alzare finalmente la testa, sinceramente non punterei su Barbera. Non quest'anno. Che poi, senza sminuire affatto Anderson (visto che su The Master cade ancora la mia personale preferenza), un eventuale avvicendamento con Refn non è che mi deprimerebbe così tanto, eh. Per chiudere, sono ancora convinto che la "sorpresa" sia The Master, ma la butto lì. Le ultime notizie volevano i lavori di Only God Forgives ultimati entro fine Agosto. Chi lo sa che tale scadenza non si sia accorciata e che Barbera e soci non stiano guadagnando tempo in funzione di ciò. Pensieri a voce alta, nulla di più.
#11 - Scritto il
luporosso
Non lo so, non credo che Fremaux e Jacob si facciano dire cosa fare da Weinstein. Credo che la serietà di un festival venga prima di un singolo film. E comunque io a questo punto preferisco il film di Refn in Concorso.
#12 - Scritto il
gabriele-c
Beh, oddio… a Cannes era pesante la sensazione che, per avere Killing Them Softly in concorso (inutilissimo, poi), fosse stato imposto da Weinstein un "pacchetto" contente anche Lawless. In "regalo" ci sarebbero state pure anteprime (private, of course) di scene di The Master e Django Unchained, come poi è avvenuto… A 'sto punto il massimo sarebbe Only God Forgives in concorso e The Master fuori. Ma non ci credo manco se lo vedo.
#13 - Scritto il