
Il suo regista l’ha definito “una specie di Delitto e castigo ambientato al liceo”, ma senza dubbio sembra innanzitutto la continuazione di un discorso che Gus Van Sant ha iniziato coi suoi primi film Mala Noche e Drugstore Cowboy e che è proseguito coi film successivi. Ancora una volta ragazzi, adolescenti, e ancora una volta “belli e dannati”. Dopo la cosiddetta “trilogia del pedinamento”, decisamente sottovalutata, e dopo l’amore tra Gaspard Ulliel ed Elias McConnell nel corto diretto dal regista americano per l’ancora da noi inedito Paris, je t’aime, Van Sant ha tratto la sua nuova pellicola dal romanzo di Blake Nelson.
Paranoid Park lo si vedrà a Cannes lunedì 21, e visto l’amore che questo festival ha sempre avuto per questo bravissimo regista ci si possono attendere grandi risultati. Sono solo supposizioni, e solo lunedì potremo leggere i primi commenti su questa storia che vede come protagonista Alex, un giovane skateboarder che uccide accidentalmente un vigile e deve convivere col senso di colpa, nasconendo la terribile verità, mentre il Detective Richard Lu tenta di far luce sul caso.
Gus Van Sant ha scelto il suo giovane cast su Internet attraverso dei provini “virtuali” nel vero senso della parola, ed ha scelto per interpretare il protagonista Alex il bel Gabe Nevins, l’ennesimo ragazzo attraente che si va ad unire alla schiera di protagonisti disagiati della filmografia del regista. Forse più vicino ai toni dei primi e degli ultimi film di Van Sant più che ai toni da commedia di Cowgirl - Il nuovo sesso o Da morire, Paranoid Park è senza dubbio uno dei film di punta della sessantesima edizione del Festival di Cannes. E in attesa di lunedì, godetevi alcune immagini, ovviamente su continua.






Fonte immagini: Castlerock
cineblog
16 mag 2007 - 22:47 - #1[…] Cannes […]
Hollywood - Man
16 mag 2007 - 23:58 - #2di lui ho visto solo LAST DAYS
Secondo Il Giornale, Gus Van Sant cerca ragazzi
24 mag 2007 - 00:16 - #3[…] Mentre Paranoid Park, presentato a Cannes 60 in concorso, viene applaudito e viene promosso dalla maggioranza della critica, qualcuno osa di più e scrive qualche frase imbarazzante. Secondo Il Giornale (e lì ritorna l’importanza della fonte, il discorso che si faceva ad apertura del post) “i film di Gus Van Sant danno sempre la sensazione d’esser pretesto del regista per trovare ragazzi”. Prego? Secondo quest’ottica quindi, di conseguenza, anche Lynch allora dirigerebbe film solo per stare con belle pulzelle, visto che nei suoi film le donne sono tutte meravigliose, oppure il discorso vale anche per la maggior parte dei film di De Palma, fra Nancy Allen, Melanie Griffith e Rebecca Romijn. Essendo smaliziati, abbiamo modo di pensare che la “colpa” di Van Sant sia in realtà proprio quella della sua identità sessuale. […]
outdoorblog
18 giu 2007 - 10:11 - #4[…] […]