
E Bob Dylan si fece in sei. Non siamo diventati matti d’un colpo, ma è la rilettura che il regista americano Todd Haynes vuole fare nel suo nuovo I’m not there, che forse sarà presentato a Venezia 64. In sostanza, non un normale biopic, anzi: Bob sarà interpretato da sei attori diversi in sei diversi momenti della sua vita. A calarsi nei suoi panni saranno Christian Bale, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw e… Cate Blanchett! Se pensate che Haynes sia un po’ pazzo, non avete tutti i torti: basta riguardare la sua filmografia, che certo non è vastissima (cinque film, compreso l’ultimo, in sedici anni, esclusi i lavori per la tv e qualche corto prima del suo primo lungometraggio), ma di certo interessante.
Se pensiamo che Poison, il bel primo film del regista (inedito in Italia, ma lo potete recuperare ad esempio su dvd.it) è un film che si divide in tre, raccontando tre diverse storie con tre stili differenti, allora abbiamo già chiaro di chi stiamo parlando. Lavoro estremamente sperimentale e originale, Poison mette le carte in tavola sin da subito su quali saranno gli elementi della filmografia di Haynes: l’omosessualità, la società per bene che cade a pezzi, lo spettro delle malattie (AIDS su tutte), un repertorio tutt’altro che banale nelle citazioni, e una cura per la messinscena che, anche se questo è un film indipendente a bassissimo budget, è già evidente.
Bollato subito come un film a tematica omosessuale, persino un queer horror, il film è come abbiamo detto diviso in tre (Hero, Horror, Homo), con stile, in ordine, documentaristico-televisivo il primo, in bianco e nero ad omaggiare la sci-fi Fifties il secondo, colorato ma cupo e intervallato da flash-back il terzo. Di orrore, nel senso del genere, ce n’è poco: ma ci sono gli “orrori”, appunto, quale la malattia contagiosa del secondo episodio come spettro dell’AIDS, il perbenismo della società sempre del secondo episodio ma anche nel primo, l’omosessualità repressa e che deve in qualche modo esprimersi nel terzo.
Elementi che si ritrovano tutti nei seguenti film: Safe, Velvet Goldmine e Lontano dal paradiso.
Haynes va al di là, esplora col suo bagaglio culturale, che è enorme e colto e spazia da Fassbinder a Jean Genet (la cui figura ha ispirato Homo in Poison), dal cinema anni ‘50 su cui si basa la straordinaria costruzione di Lontano dal paradiso a Welles, ed è sempre riuscito a migliorarsi. Le premesse che I’m not there sia un grande film ci sono davvero tutte.
Gabriele C.
12 giu 2007 - 17:24 - #1Urca, già 3 stelline? Veloci eh… l’ho appena postato il pezzo…
paolino
12 giu 2007 - 18:02 - #2Articolo bellissimo. Complimenti Gabriele.
Non sapendo nemmeno che faccia abbia Bob Dylan (sì, lo ammetto! In musica sono ignorante come una capra tibetana!) questo film non è tra i miei più attesi, ma lo vedrò volentieri.
neodie
12 giu 2007 - 19:06 - #3Bellissimo articolo, grazie!
Adoro Todd Haynes e consiglio a tutti la visione di Safe, da pochissimo uscito in dvd anche in Italia (si trova a prezzo scontato ovunque), un piccolo grande film, una storia angosciante ma anche terribilmente realistica e una immensa Julianne Moore!
Gabriele C.
12 giu 2007 - 19:11 - #4Ma grazie a voi!
Comunque sì, consiglio anch’io di recuperare Safe. Ma anche gli altri tre…
Andystarsailor
12 giu 2007 - 21:35 - #5Dei suoi film ho visto solo Velvet Goldmine. Premesso che l’ho visto alle 3 di mattina su rai3 grazie a Ghezzi(quindi non ero lucidissimo), non mi ha colpito favorevolmente. Il kitch di quell’epoca è stato estremizzato fino a diventare quasi orrido. Però voglio rivederlo, magari potrei amarlo alla follia dopo una seconda visione. Per il suo nuovo film posso solo fargli gli auguri, perchè uno che si cimenta con la figura di Mr. Zimmerman rischia veremente tanto…ma tanto tanto.
Gabriele C.
12 giu 2007 - 23:51 - #6Beh ma devi vederlo sveglio ma soprattutto… con le casse del volume a palla!! Come consiglia giustamente la didascalia iniziale…
Andystarsailor
13 giu 2007 - 00:02 - #7Guarda la musica per me è una specie di ossessione…e Bowie a cui è ispirato il film è uno dei miei artisti preferiti. Proprio per questo domani mi procurerò il film e li darò un’altra chance…da sveglio.