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Feed: un videoclip che si nutre di altro cinema

Pubblicato: 10 ago 2007 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

Feed (Feed, Australia, 2005) di Brett Leonard; con Alex O’Loughlin, Marika Aubrey, Patrick Thompson, Gabby Millgate, Mary Beaufort.

Mettiamola così: c’è un poliziotto (Patrick Thompson, già col regista in Man-Thing) che indaga su alcuni siti internet superprotetti in cui lo spettatore può scommettere sulla morte di alcune donne obese nutrite a forza, e come se non bastasse ha una fidanzata ninfomane; la persona che il poliziotto sta cercando è un metrosessuale biondo-platino (Alex O’Loughlin, anche lui in Man-Thing e un tempo candidato al ruolo di Bond, e che rivedremo settimana prossima in The Invisible) che ha anche una moglie, che non sa nulla del fatto che il maritino ha in un’altra casa una donna obesa che non può alzarsi dal letto e con cui ha instaurato un rapporto schiavo-padrone, in cui però a volte non si capisce chi sia uno e chi l’altro.

Premesse a volte interessanti, o almeno la campagna di marketing ha fatto il suo buon lavoro: tra le solite frasi di lancio alla “Un pugno nello stomaco” e locandine che invogliano, si arriva in sala pronti a tutto. Quanto non abbiamo ancora imparato a tenerci alla larga dalla pubblicità? Feed è grossolanamente videoclipparo lungo tutta la sua durata, e vabbeh che sarà fatto con due euro, ma Brett Leonard non ha ancora imparato a fare bene il suo mestiere. Non c’è momento (forse uno, ma chissene) in cui la macchina da presa non se ne stia ferma per cinque secondi, e non c’è momento in cui la fotografia non cambi colore, spesso senza alcun motivo (si dirà che vira verso i colori più appropriati all’ambientazione, alla condizione psicologica dei protagonisti… e bla bla), per non parlare del montaggio da spot per le automobili.


Tralasciando poi alcuni furti nell’onnipresente colonna sonora da Saw e addirittura da L’esorcista, e non contando echi enormi e fastidiosi da Il silenzio degli innocenti e Seven, cosa resta della pellicola? Molto poco. Giusto un paio di scene in cui è coinvolto il grasso puro di alcune donne obese già uccise e qualche nudo, per lo più comunque maschile, a cui si sottopongono volentieri i due protagonisti. Che non si faranno ricordare, ma almeno Alex O’Loughlin è fisicamente un Patrick Bateman che incuriosisce, forse per l’aspetto quasi angelico che gli hanno dato. Il discorso sul consumismo, sul pericolo della rete, sulla bellezza e sulla salute resta più che in superficie. Aggiungi al calderone addirittura la religione (!), il passato dei due protagonisti (discorso inutile), alcune battute imbarazzanti e scult, e siamo a posto.

Voto Gabriele: 4

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • littletony

    10 ago 2007 - 13:11 - #1
    1 punto
    Up Down

    Non ho visto il film, ma sembra una recensione molto consapevole…….e quindi mi fido……..

  • Profilo di paolino

    paolino

    10 ago 2007 - 13:12 - #2
    0 punti
    Up Down

    Peccato non poterlo vedere dalle mie parti…

  • Profilo di Carla - Cineblog

    Carla - Cineblog

    10 ago 2007 - 13:23 - #3
    1 punto
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    peccato. poteva diventare un vero cult.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    10 ago 2007 - 13:37 - #4
    0 punti
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    Se potete andate a vederlo comunque. Personalmente mi ha abbastanza infastidito… Lasciamo stare che secondo qualche giornalista il film è davvero vomitevole… mah, sarà il primo thriller a tinte forti che vedono in vita loro?

  • Profilo di deneil

    deneil

    10 ago 2007 - 15:33 - #5
    0 punti
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    ma che trama è?ormai si sfiora il ridicolo..

  • eliza

    11 ago 2007 - 20:11 - #6
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    confermo è stato stroncato anche negli usa

  • Tizio Caio

    13 ago 2007 - 10:05 - #7
    0 punti
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    ho visto il film.

    ci sono un paio di scene all’inizio che mi han fatto “star male”, ma poi il film scorre lento e senza molti colpi di scena.

    I flashback sulla vita dei due protagonisti aiuta un po’ a capire perché sono così (lo capisco per il cattivo…ma il poliziotto? solo per dire che non è un cavaliere senza macchia?)

    il finale è davvero imprevisto: forse il film avrà un po’ di successo proprio per il finale.