Fiore: trailer, clip e video intervista al regista Claudio Giovannesi

Fiore: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Claudio Giovannesi nei cinema italiani dal 25 maggio 2016.

 

Aggiornamento di Pietro Ferraro

 

Esce oggi 25 maggio nei cinema di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Torino il film Fiore, dramma diretto da Claudio Giovannesi, presentato al Festival di Cannes all’interno della 48^ edizione della Quinzaine des Réalisateurs dove ha ricevuto il plauso di pubblico e critica.

BiM distribuzione ha reso disponibili 4 clip con scene tratte dal film e tre video con interviste al regista. A partire dal 1° giugno il film sarà programmato nelle sale di tutta Italia.

Carcere minorile. Daphne, detenuta per rapina, si innamora di Josh, anche lui giovane rapinatore. In carcere i maschi e le femmine non si possono incontrare e l’amore è vietato: la relazione di Daphne e Josh vive solo di sguardi da una cella all’altra, brevi conversazioni attraverso le sbarre e lettere clandestine. Il carcere non è più solo privazione della libertà ma diventa anche mancanza d’amore.

 

NOTE DI REGIA

 

La documentazione

La realizzazione di Fiore, dalla scrittura alla messa in scena, si è basata sulla documentazione: sull’incontro con la realtà e successivamente sulla sua trasformazione in drammaturgia e racconto per immagini, con l’obiettivo di realizzare un film con il massimo grado di verosimiglianza possibile. Con questo intento, io e gli sceneggiatori abbiamo trascorso un periodo di quattro mesi (da gennaio a maggio 2014) di insegnamento volontario all’interno dell’Istituto Penale per i Minori di Casal del Marmo: il carcere minorile di Roma. Abbiamo coinvolto i detenuti, ragazzi e ragazze, in una serie di laboratori sul tema del linguaggio video e cinematografico, per riuscire a scrivere la sceneggiatura all’interno del carcere e basarla sulle loro esperienze e sulle loro reali biografie.

 

Video intervista a Claudio Giovannesi 1:

 

Il tema

I maschi e le femmine in carcere non si possono frequentare e non hanno nessuna attività in comune, ma nonostante la detenzione e il divieto assoluto d’incontro riescono lo stesso a vivere storie d’amore: relazioni fatte di lettere, di sguardi da una cella all’altra e di conversazioni brevi, sottratte all’attenzione della polizia penitenziaria. Nonostante l’ambientazione carceraria del film, quello che ci emozionava non era un racconto morale sul reato e la condanna, ma erano i sentimenti degli adolescenti costretti nella detenzione: il film è raccontato tutto dal punto di vista della protagonista diciassettenne, che vive contemporaneamente l’esperienza del carcere e quella del primo amore. E’ possibile vivere l’adolescenza in un contesto carcerario? Preservare la grazia e l’innocenza pur essendo colpevoli davanti alle legge? Questa contraddizione è stata l’origine del lavoro, il paradosso di due adolescenti che vivono la forza del primo amore in un luogo dove l’amore è vietato.

 

Video intervista a Claudio Giovannesi 2:

 

La messa in scena

Il cast dei detenuti adolescenti è composto da attori non professionisti, per la maggior parte ex detenuti o in regime di messa alla prova, qualcuno conosciuto nei laboratori in carcere, quando il Dipartimento di Giustizia Minorile mi ha dato il permesso di coinvolgerlo nel film. Anche i ruoli degli assistenti di polizia penitenziaria sono interpretati per la maggior parte da veri poliziotti. La ricerca della location è stata molto faticosa: nonostante la collaborazione iniziata con i laboratori abbiamo potuto girare nel carcere minorile di Roma solo poche scene, a causa della difficoltà di far coincidere gli orari notturni e diurni di una troupe con gli orari del regime carcerario. La maggior parte del film è stata girata nel carcere minorile dell’Aquila, un carcere senza detenuti, trasferiti in altri istituti dopo il terremoto, ristrutturato e mai più rimesso in opera. La scenografia ha invecchiato il carcere, che era intatto e inutilizzato, e noi ci abbiamo portato circa 40 detenuti e qualche poliziotto. Il carcere è anche un luogo multiculturale e multietnico: i detenuti, maschi e femmine, provenivano da diverse parti di Italia e la maggior parte erano di origine maghrebina, slava, rom e sinti. Avere la presenza di veri poliziotti ci ha aiutato a ricreare nella messa in scena il complicato sistema di regole e divieti che scandiscono il giorno e la notte: la chiusura in cella, l’apertura delle celle e la chiusura nel braccio, l’ora d’aria, l’isolamento. Nel film Fiore il carcere, per i ragazzi e le ragazze adolescenti, non è solo la privazione temporanea della libertà, ma è la mancanza di amore: la morale non è più quella della legge, ma è quella anarchica dei sentimenti e le regole del carcere e i divieti dei poliziotti sono gli ostacoli da superare per vivere i sentimenti della propria adolescenza.

 

Video intervista a Claudio Giovannesi 3:

 

Clip - Il bacio e le bolle di sapone:

 

Clip - Il primo colloquio:

 

Clip - Sally:

 

 

 

Fiore: amore proibito al Quinzaine des Réalisateurs 2016


Il bisogno d'amore che non conosce leggi, entra in carcere con Fiore di Claudio Giovannesi, rappresentando l'Italia alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes 2016

L'amore che non conosce limiti e leggi, arriva sul grande schermo con Fiore, l'ultimo film di Claudio Giovannesi, sceneggiato insieme a Filippo Gravino e Antonella Lattanzi, per entrare in un carcere minorile con sentimenti capaci di infrangere divieti e privazioni.

È nel carcere minorile che vieta incontri e contatti tra maschi e femmine che sboccia un amore resistente come quello tra i due giovani rapinatori Daphne (Daphne Scoccia) e Josh (Josciua Algeri).

Un sentimento a prova di sbarre e incomprensioni che, giorno dopo giorno si nutre di sguardi fugaci, brevi conversazioni e lettere clandestine, capaci di trasformare il luogo di detenzione e mancanza di libertà, in sofferta mancanza d’amore.

Nel cast anche Valerio Mastandrea nei panni del padre di Daphne, insieme a Laura Vasiliu, Gessica Giulianelli, Francesca Riso, Klea Marku, Tatiana Lepore e Aniello Arena.

Fiore è una produzione Pupkin Production e IBC Movie, con Rai Cinema, il contributo del MiBACT, in associazione con Forte, Cinefinance Italia e A.T.S. e sarà Bim Distribuzione a portarla in tutte le sale italiane, a partire dal 1 giugno 2016, dopo la presentazione in anteprima del prossimo 25 maggio, a Roma e Milano.

Soprattutto, Fiore di Giovannesi rappresenterà L'Italia alla 48^ edizione della Quinzaine des Réalisateurs, sezione parallela al 69° Festival di Cannes orfano di italiani in Concorso, insieme a Fai bei sogni di Marco Bellocchio e La pazza gioia (Like Crazy) di Paolo Virzì.

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