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Sicko, ovvero come distruggere il sogno americano!

Pubblicato: 25 ago 2007 da dr. apocalypse

Commenti dei lettori

Sicko (Sicko, Usa, 2007) di Michael Moore.

L’uomo più odiato e temuto dell’amministrazione Bush è tornato, e lo fa come solo lui sa fare, scoperchiando il sistema sanitario americano, denunciandolo, portando prove e testimonianze, riuscendo in meno di due ore a frantumare il sogno americano, malato terminale senza sapere di esserlo.

Sicko entra nei bilanci delle assicurazioni sanitarie private degli Stati Uniti d’America, dove vampiri senza scrupoli hanno il dovere ed il compito di rifiutare richieste di cure da parte di malati, perfettamente assicurati, per “ordini” di bilancio.

Negli States 50 milioni di americani non hanno l’assicurazione sanitaria. Negli States se non hai l’assicurazione sanitaria e non hai i soldi per pagare l’intervento d’urgenza che hanno “dovuto” farti, vieni caricato su un taxi e presi a calci in culo, buttato sul marciapiede.
Questa non è demagogia, non sono leggende metropolitane. Moore ce lo mostra, attraverso video scioccanti che toccano il cuore.

Porta filmati, carte, tracce audio, fa nomi e cognomi, spara a zero su Nixon, che negli anni 70 privatizzò il sistema sanitario pubblico, su Bush, su Hilary Clinton che, appena arrivata alla Casa Bianca come first lady, provò a cambiare la situazione, a riformare la sanità Usa, ma si ritrovò da sola a dover combattere una guerra impossibile da vincere, con le compagnie assicurative che spesero 1000 milioni di dollari per diffamarla e infangarla. Hilary mollò tutto, e ora è stata addirittura “comprata” da quelle stesse compagnie assicurative. E Moore tutto questo ce lo mostra.

Andiamo di casa in casa, viaggiamo con lui negli Usa, tra tragiche strorie di vita che raccontano di vite stroncate a causa di questo sistema, che ti cura solo se hai i soldi, condizione spesso che viene comunque scavalcata. Si perchè Moore si interessa anche di tutti quegli americani, 250 milioni, che un’assicurazione ce l’hanno ma che si son sentiti milioni di volte rifiutare un farmaco, una cura, una tac, un qualsiasi intervento, pur di rendere profitti alla casa madre.

C’è un infinita lista di malattie che negli Usa preclude anche solo la possibilità di ottenere un’assicurazione sanitaria. Moore ce la mostra in stile Star Wars. Inizialmente si ride, si pensa “quest’uomo è un genio”, ma poi sono l’incredulità e la tristezza ad impossessarti di te.
Dagli states andiamo in Canada, in Inghilterra, in Francia, paesi dove la sanità è pubblica e gratuita per tutti, dove i medici, pagati dallo stato, possono permettersi un Audi e una casa da un milione di dollari, paesi dove il cittadino non deve porsi il problema di dover pagare e come pagare, prima di chiamare il pronto intervento.

Moore tutto questo lo fa con il suo inconfondibile stile, ironico, spesso forzato, grottesco, capace di lasciarti quell’amaro in bocca che ti porta a riflettere, a pensare come sia anche solo lontanamente possibile una cosa del genere.

Eppure esiste, e stiamo parlando del più ricco e importante paese della terra. Il colpo di teatro poi è quello di andare a pescare i volontari di Ground Zero. Quelle persone che l’11 settembre accorsero in massa a New York per prestare soccorso, per amore della patria, per senso civico. Bè quegli eroi, dopo aver inalato polveri tossiche per settimane, ora stanno male, e il Governo Usa se ne frega altamente. Moore li carica così su 3 barche, direzione: Guantanamo!

Qui riesce a dimostrare che la base di Guantanamo è l’unico posto, sul suolo Usa, dove le cure mediche sono assicurate a tutti. Qui il Governo americano cura i terroristi meglio di quanto faccia con i suoi cittadini, privi di assicurazione, compresi gli eroi dell’11 settembre. Non contento li porta allora a Cuba, terra del diavolo Castro, dove trova un servizio che negli states si sognerebbero anche la notte, con farmaci pagati in patria 120 dollari, qui trovati a 5 centesimi.

Michael Moore in due ore distrugge le assicurazioni americane, apre gli occhi a milioni di concittadini, convinti che il loro sistema sanitario privatizzato sia il migliore al mondo, e lo fa portando dati, testimonianze di ogni tipo, girando per il mondo in cerca di conferme o smentite, attraverso storie che toccano il cuore, lasciano sgomenti per quanto assurde, ma veritiere, concludendo con una frase di Tocqueville che è il manifesto del pensiero mooriano e della pellicola stessa: “La grandezza di un Paese si misura sulla sua capacità di porre rimedio ai propri errori

Assolutamente da vedere, più spiazzante e duro di Fahrenheit 9/11, semplicemente imperdibile.

Voto Federico:8
Voto Gabriele: 8
Voto Carla: 8

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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • dae

    25 ago 2007 - 11:43 - #1
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    bellissimo e incredibilmente scioccante..

    non mi è piaciuta però la parte “francese” secondo me esagerata…

    e per la cronaca la classifica che mostra l’italia al secondo posto come miglior sistema sanitario è stata in un secondo tempo rinnegata, almeno in parte, dall’oms stesso.

  • Profilo di Joe80

    Joe80

    25 ago 2007 - 12:18 - #2
    0 punti
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    Michael Moore è un mito! Bowling a Colombine, Fahreneith 9/11 e ora Sicko… spiazzanti, veritieri, controversi, geniali!

  • Profilo di paolino

    paolino

    25 ago 2007 - 12:49 - #3
    1 punto
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    Davvero bellissimo e commovente. Concordo con dae, l’unica parte secondo me fuori luogo è stato l’esageratissimo elogio francese (la famigliola felice con stipendi da capogiro poteva risparmiarsela…)

  • Profilo di willy wonka 81

    willy wonka 81

    25 ago 2007 - 13:38 - #4
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    moore e’ sempre un grande…anche se il suo miglior film rimane ancora Bowling a Colombine

  • Profilo di Vampiro

    Vampiro

    25 ago 2007 - 15:19 - #5
    0 punti
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    Grande Moore, peccato che ogni volta i suoi film sono infangati prontamente dai media e da sedicenti giornalisti. La cosa allucinante è che il lavoro che dovrebbero fare proprio questi ultimi, cioè dire la verità e informare sulle magagne del governo americano, lo svolge un regista che sicuramente si è fatto più nemici che amici. Ce ne vorrebbero centinaia come lui, anche qui da noi che siamo tanto “filoamericani”… :( Svegliamoci!!!

  • Profilo di angydepp °__°

    angydepp °__°

    25 ago 2007 - 15:38 - #6
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    carinissima la locandina…. in effetti se vuoi stare bene in america non devi ammalarti, visto il costo delle cure….da piccola ho avuto moolti problemi quindi se fossi americana vivrei già sotto i ponti! ed è qualcosa di doppiamente negativo: adesso i ponti rischiano anche di crollare!!!

  • Profilo di INDASTRIA

    INDASTRIA

    25 ago 2007 - 20:09 - #7
    1 punto
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    stupendo. Davvero bellissimo. Il migliore di moore assieme a colombine. Al di la’ dei contenuti o dei giudizi su di essi il film e’ costruito davvero bene.
    Poi ovviamente il tema e’ noto. La parte francese (ma anche un po’ quella inglese) possono sembrarci esagrate ma non e’ detto che lo siano agli occhi di un americano.

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    25 ago 2007 - 20:20 - #8
    1 punto
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    Molto bello davvero. Non manca un po’ di retorica, certo, però forse in casi come questo ci vuole (come ci voleva anche in Fahrenheit 9/11, imho). Bowling a Columbine resta insuperabile, ma anche questo Moore è bellissimo e con momenti geniali (fra cui la parte a Guantanamo e Cuba). Viva la France!

  • Profilo di Dr.Apocalypse

    Dr.Apocalypse

    25 ago 2007 - 22:09 - #9
    1 punto
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    tra l’altro ripensandoci oggi mi è sorto un dubbio sulla parte francese… quando va in casa di quei due, con villone, figliolo e vita felice, preannunciando di voler vedere quante TASSE pagano i francesi per avere tutti quei servizi sanitari, ma ne parla poi con la coppia delle tasse?
    No perkè io ho colto solo i soldi del mutuo da pagare, ma di tasse quella coppia mica ne parla… o mi son distratto io?
    …credo sia l’unica “pecca” di tutto il film.

  • Profilo di paolino

    paolino

    26 ago 2007 - 01:21 - #10
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    Sì esatto, di tasse non ha parlato con la coppietta francese. E poi avevano entrambi stipendi da capogiro (lui ingegnere da 3000 euro al mese o giù di lì se non ricordo male…). L’unica vera caduta di stile del film.

  • 0 punti
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    […] In questi giorni è sbarcato nel nostro paese per promuovere il suo nuovo film Sicko: un atto d’accusa nei confronti del sistema sanitario americano che, a suo dire, non tutela la salute dei cittadini ed è dominato da un totale squilibrio in favore delle fasce economicamente privilegiate della popolazione. Qui ne potete trovare la scheda curata dai colleghi di CineBlog. […]

  • Profilo di gibi77

    gibi77

    27 ago 2007 - 01:26 - #12
    1 punto
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    Ben vengano i documentari come quello di Moore, che cercano di spezzare l’informazione assimetrica dei media che dipingono gli USA come il paese dei balocchi.

    Per quanto riguarda le tasse, negli USA si pagano e sono alte.
    Se si aggiunge alle tasse quello che ti devi pagare da solo, l’americano medio è messo molto peggio rispetto all’europeo medio.

    Daltronte bassa vedere il loro livello di debito, altro che quello italiano…

  • fede3

    28 ago 2007 - 22:49 - #13
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    La parte francese non è assolutamente fuori luogo, anzi. Nella dimostrazione del suo teorema, Moore fa un reportage su quello che è considerato (documento del World Health Organization alla mano) il miglior sistema sanitario mondiale, dopo aver tra l’altro mostrato in un’intervista la volontà del SSN statunitense (o, meglio, della persona che fa quella dichiarazione) di affermarsi esso stesso come miglior sistema sanitario del mondo. Giudicare la “bontà” del giudizio di Moore in base ai nostri parametri è un approccio sbagliato alla visione dei suoi pseudo-documentari, perchè si sa bene che in essi egli infonde quanto più possibile il proprio personale giudizio. Tra l’altro la parte francese è ricca di humour e serve a “sdrammatizzare” tutta la tensione accumulata nella precedente parte americana.
    Moore insegna, oltretutto, che si può parlare dell’11 Settembre e dei suoi eroi senza cadere nella falsa retorica che sta dietro le dichiarazioni propagandistiche di facciata dei politici, dei produttori e di molti registi allineati di Hollywood (una pena, ad esempio, vedere come è stato utilizzata la serie tv “Law&Order” nella stagione immediatamente successiva all’11/9), per i quali valgono molto di più gli eroi morti che quelli ancora vivi.
    Continua così, Michael!

  • Profilo di Tyreal

    Tyreal

    01 set 2007 - 20:09 - #14
    1 punto
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    Però dipingere Cuba come un paradiso… Mi sembra un tantino forzato.
    Ben vengano questi tipi di film documentario, comunque.

  • Profilo di oberdanb1

    oberdanb1

    02 giu 2010 - 23:53 - #15
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    bello il film, completamente falsa la parte cubana, ho vissuto a cuba 2 anni e per gli stranieri il servizio sanitario è completamente a pagamento, in cliniche solo per stranieri, per assurdo anche per i cubani che sono regolarmente residenti all’estero, e che non sono scappati, ma con regolare permesso cubano (PRE permiso de residencia al exterior) il servizio sanitario è a pagamento in quanto per avere detto permesso devono restituire carta di identità e cancellarsi dalle liste della “libreta”.
    Questa è pura politica di propaganda.