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Rec: recensione in anteprima

Pubblicato: 11 feb 2008 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

poster rec locandina italiana rec REC ([REC], Spagna, 2007) di Jaume Balagueró e Paco Plaza; con Manuela Velasco, Ferran Terrazza, Carlos Lasarte, David Vert.

Chi ha seguito le gesta di Jaume Balagueró sa che ad un certo punto il regista ha cambiato direzione rispetto ai suoi primi film. E’ con Para entrar a vivir, della serie televisiva spagnola Películas para no dormir, che il regista ha preso le distanze dalle atmosfere di film come Nameless e Darkness.

Diretto assieme a Paco Plaza (il regista dell’insalvabile Second Name), il film mostrava già le carte in tavola per quello che sarebbe stato il progetto più interessante della filmografia di Balagueró, ossia proprio questo REC. Più ritmo, meno storia (perché se scritta male e banalmente, è inutile che ci siano troppi giri di sceneggiatura: Fragile insegna), più gore, più divertimento.

REC è questo e non solo. Passato in due festival nostrani, prima a Venezia e poi al Science+Fiction di Trieste, il film riprende la “moda” dei film girati con la camera a mano in presa diretta, di cui fanno parte, per quanto riguarda i film “di paura” (ma ricordiamoci di Redacted, che con fini e metodi diversi usa anche questa tecnica) il non così brutto come si dice in giro Cloverfield e l’ancora inedito Diary of the Dead.

Siamo a Barcellona. Angela è la conduttrice del programma notturno Mientras usted duerme (Mentre tu dormi); quella notte il programma segue le gesta dei pompieri. Improvvisamente, scatta la sirena d’allarme: i pompieri partono per andare sul posto, un edificio dove una anziana signora si è sentita male. Inizia la notte di terrore: intrappolati nell’edificio dove si sta espandendo un virus, Angela, il suo operatore Pablo e gli inquilini dovranno fare di tutto per sopravvivere…

La trama, quindi, riassunta in poche parole-chiave, sarebbe: una location (l’edificio), carne da macello, un’operatore con una videocamera e sempre più persone infette. Tutto già visto, si direbbe, anche perché le citazioni e i rimandi sono palesi. Comunque, REC funziona alla grande. E’, per chi sta al gioco, anche più abile di Cloverfield nel far immedesimare lo spettatore nella situazione: di Pablo, che sta dietro la videocamera che riprende tutto, non vedremo mai nulla, tantomeno il viso.

La sensazione è quella di un credibile realismo, mai forzato, che fa immedesimare subito lo spettatore nelle sanguinose vicende, che non mancano comunque di una certa dose di ironica cattiveria; e in questo caso la versione originale aiuta, con la perfetta e naturale recitazione degli attori (mentre il doppiaggio italiano, ci metto la mano sul fuoco, sarà un attrito non indifferente).

Balagueró e Plaza giocano con abilità con tutti gli stereotipi del genere, e a forza di urla, fughe, e tantissimi balzi sulla poltrona non lasciano tregua. Soprattutto nella seconda parte e nella terrificante sequenza conclusiva. Il gioco è riuscito, divertente, e cattivo, tavolta sorprendente nel saper analizzare le possibilità del digitale. Ed è così godibile (nel senso del genere, of course) che ad Hollywood già preparano il remake, Quarantine: negli USA le idee latitano, mentre in Spagna il cinema di genere potrebbe star vivendo una nuova e non banale vita.

Voto Gabriele: 7
Voto Carla: 7,5

In uscita il 29 Febbraio 2008

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 4.5 su 5)
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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Michelino

    11 feb 2008 - 14:40 - #1
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    Mah,anche io l’ho visto in lingua originale… si interessante ma spesso troppo forse, prevedibile e scontato. Lo stile di ripresa comunque IMHO non è assolutamente ai livelli di cloverfield, anche se in alcune scene è interessante. Effettivamente la scena finale è ben riuscita anche se… troooopo scontata!

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    11 feb 2008 - 14:50 - #2
    1 punto
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    Cloverfield e REC sono paragonabili in quanto a tecnica di ripresa, certo, però vanno a parare in due direzioni differenti. La cosa che ho trovato più “abile” in REC è appunto quella di saper giocare col punto di vista dello spettatore (quello di Pablo/videocamera) anche più di Cloverfield (che comunque ha momenti in cui lo spettatore è totalmente dentro al film, anzi!). Mi spiego: in REC lo spettatore “è” Pablo, in Cloverfield “è” Hud, visto che entrambi, in pratica, non si staccano quasi mai dal loro strumento di ripresa. REC però abilmente non ci fa mai vedere come sia Pablo (e anche in senso caratteriale di lui non si sa nulla), mentre di Hud abbiamo visto, grazie all’incipit, le caratteristiche fisiche e lo conosciamo caratterialmente. Sembra una cosa di poco conto, però…

  • Profilo di Axl138

    Axl138

    11 feb 2008 - 15:05 - #3
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    questo come anche cloverfield lo evitero’ per principio… non riesco proprio a sopportare quel tipo di riprese in prima persona pseudo-amatoriale per tutto un intero film…e’ piu forte di me.. questo ispirava anche fiducia, ma proprio nn credo di riuscire a farcela, mi sembra sempre di essere a vedere un filmino amatoriale (e qui se x tutto il film il doppiaggio e’ come nel trailer, l’effetto sarebbe ancora ampliato)…

  • Profilo di Mariasy

    Mariasy

    11 feb 2008 - 15:59 - #4
    2 punti
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    Sono spagnola e anche se trovo in ogni caso che le versioni originali siano le migliori, ho visto il trailer anche in italiano e devo dire che l’ho trovato molto ben doppiato…Anche se mi lascia perpressa che la ragazza dica “sono Angela Vidal” (pronunciato ANGHELA, alla tedesca…) Mah…!

  • Profilo di Matteo - Pellicola Scaduta

    Matteo - Pellicola Scaduta

    11 feb 2008 - 16:15 - #5
    1 punto
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    l’ho trovato per certi versi un film più completo di Cloverfield…genere e scopo veramente diversi, bisogna ammetterlo, ma cm film è decisamente più completo (Cloverfield presumo diverrà il primo serial cinematografico, questo non era che un tassello del tutto)…ho trovato intelligente la regia, capace di sfruttare a suo favore le carateristiche del digitale, soprattutto usando la visione notturna in modo più funzionale che in Cloverfield.

  • Profilo di Alexios90

    Alexios90

    11 feb 2008 - 16:24 - #6
    -1 punto
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    Allora premetto ke li ho visti tutti e 2 eh devo dire che sn due film bellissimi…ma CLoverfield x me è imbattibile Rec cmq è da guardare! Cloverfield è trp bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!io gli darei qualche oscar x gli effetti visivi o speciali

  • Profilo di Dave77

    Dave77

    11 feb 2008 - 21:48 - #7
    2 punti
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    Anche doppiato in italiano secondo me rende bene, all’anteprima a Milano infatti proprio il direttore del doppiaggio parlò della difficoltà tecnica ed emotiva nel rendere fedelmente la frenesia e l’ articolazione vocale della lingua originale. Non sono un amante del genere, ma devo ammettere che 2 o 3 volte sono saltato sulla poltroncina. Certo, in certi momenti verrebbe anche da ridere, e il realismo a mio giudizio è in un certo senso figurato, perchè quasi tutto ciò che avviene è improbabile, oltre che dal punto di vista biologico, anche da quello della logica d’azione dei personaggi. Infine ho trovato abbastanza confusa la sceneggiatura (in effetti ridotta al minimo), soprattutto nei momenti finali, che avrebbero dovuto essere esplicativi dell’origine del virus e della realtà dei “posseduti”. Davide - Cineblog

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    11 feb 2008 - 21:56 - #8
    2 punti
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    Davide, ammettilo che sei saltato sulla poltroncina anche 11-12 volte! :D Comunque sia, io devo ammettere che mi sono proprio spaventato con ’sto film…
    Contento di sapere che il doppiaggio rende bene, cosa che in Cloverfield non so se renda bene uguale (recupererò la versione originale).
    Per quanto riguarda il realismo, è ovvio che l’horror viva di storie e personaggi il più delle volte improbabili e irreali. Il bello è far credere allo spettatore che ciò che vede possa essere vero, e questo lo si ottiene solo con un bel lavoro di sospensione dell’incredulità, facendo entrare lo spettatore nel film, appassionandolo, coinvolgendolo. Da questo punto di vista, imho REC ne esce assolutamente vincente. E la risata, che è scoppiata un paio di volte anche a me, è semplicemente catartica.
    Mi ricordo alla seconda visione al Science+Fiction che dopo lo spavento della soffitta, il pubblico è saltato tutto sulla sedia, si è messo a ridere ed ha applaudito fortemente. Per me, un gran segno (sentiti anche i commenti dopo…).

  • Profilo di Dave77

    Dave77

    11 feb 2008 - 22:10 - #9
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    Beh, forse sono saltato sulla poltroncina 5 o 6 volte, è vero. Inoltre sono uscito dalla sala “con i nervi scossi”, come si diceva una volta; pertanto ammetto che sicuramente il film sia estremamente “efficace” (scusa Michele se ti rubo l’azzeccata definizione) nel generare paura allo spettatore. Però Gabri sul discorso del realismo concordo con te solo parzialmente: sicuramente potremmo aprire un dibattito sulla finzione del mezzo cinematografico etc, però in questo caso specifico non siamo di fronte, che ne so, a Nightmare, dove l’aspetto fantastico domina e la paura è causata forse da un senso claustrofobico di impossibilità di uscire dal sogno…qui siamo di fronte ad una pellicola in cui tutto ha la pretesa di essere reale, ed allora non possono farci vedere il cameraman che riprende sempre anche di fronte alle feroci uccisioni, che nel pieno del panico riescano ad usare la chiave giusta in un mazzo di almeno 20 uguali, che le audio-registrazioni siano fatte ancora su nastri a bobina anni ‘60 etc etc…insomma i classici cliché del genere horror penalizzano parecchio Rec. ;-) Dave

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    11 feb 2008 - 22:32 - #10
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    Vado per punti:
    - Pablo riprende perennemente, certo: discutibile, ma se non fosse stato così il film non si sarebbe fatto :D Questo fatto è la “base” del film; da qui si possono costruire verosimilmente tutte le cose e tutti i fatti;
    - chiavi: vabbeh, cu… fortuna! E’ un horror, quella scena è il tipico momento di tensione funzionale. Verosimile? No, ma tant’è. Sappiamo poi come va a finire…;
    - audio-registrazioni: tipico topos del mad-detective. Affacinante, “gotico”, ho gradito.

  • Profilo di Dave77

    Dave77

    11 feb 2008 - 22:41 - #11
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    Eh vabbè Gabri, ok ti do per buono il primo punto, concordo che senza le riprese constanti il film non sarebbe esistito, però le chiavi, il registratore a bobine, la confusione fra “chimica” ed “esoterismo”, il registratore a bobine non te li faccio passare. Saranno anche elementi topici, ma il confine con lo stereotipo è davvero labile … ;-)

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    12 feb 2008 - 00:09 - #12
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    E’ scientifi camente provato che dopo le 20 non riesco più a scrivere: prima non volevo dire “mad-detective” (bel film di Johnny To, tra l’altro), bensì “mad-doctor”.
    Comunque, a proposito del “confine con lo stereotipo” puoi anche dire che non c’è alcun confine: sono stereotipi. Ma ci si spaventa e ci si immedesima con ben altro, ben venga.

  • Profilo di neodie

    neodie

    12 feb 2008 - 00:53 - #13
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    Devo assolutamente vederlo!

  • fabio - Cineblog

    12 feb 2008 - 10:21 - #14
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    Anch’io ho visto, Rec… Allora… qual’è il limite tra horror e sadismo? Rec è un film che non può non farti saltare sulla poltrona visto che è girato tutto in soggettiva… E’ un film “efficace” per usare un termine caro a Michele Nuzzi. Come era efficace un Torquemada… Ecco mentre vedevo Rec pensavo: ma che ho fatto per meritarmi questo?!?!? Questa è una tortura o una visione? Una domanda che non mi sono mai posto guardando altri film horror come Halloween, Nightmare o Profondo rosso. A me sembra che questo genere di film “in presa diretta” abbia bisogno di una cura “artistica” maggiore, gli elementi del sottotesto in Rec sono tutti buttati li e mai sviluppati. Poi mi associo a Davide per quanto riguarda le riprese di Pablo: ma vi immaginate un Jimmy Ghione (non un reporter di guerra) che affronta gli zombie dotato di una Handycam… in quanto a coraggio altro che Rambo…

  • Profilo di neodie

    neodie

    02 mar 2008 - 02:59 - #15
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    Visto: validissimo! Paura, tensione palpabile, momenti da ricordare… o anche meno se si vuole dormire bene la notte! Consigliato davvero. Un horror che deve essere visto!

  • Ktulu

    03 mar 2008 - 00:06 - #16
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    sn andato li con lidea ke fosse come cloverfield.. invece mi sn sbaglieto vivamente… apparte vabè il mal di testa a fine film x via della telecamera a mano… xò.. questo al contrario di cloverfield..mi ha trasmesso emozioni.. apparte le tonnellate di ansia.. mi ci sono immedesimato troppo dentro… mi sn veramente CAGATO sotto verso la fine del film.. e poi al contrario di cloverfield ke il mostro si vede x circa 4 minuti in tutto il film.. qui si capisce di è ciò ke accade.. vedi quello ke succede e ki è ke fa i danni… lo consiglio vivamente se volete vedere un horror diverso dai soliti anke se la storia è un tantino banale

  • alc0r

    07 mar 2008 - 17:20 - #17
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    Devo dire che mi ha lasciato perplesso… in Cloverfield posso capire la scarsa qualita’ video perche’ vuole rappresentare la ripresa fatta da una handycam amatoriale… in REC invece si tratta di una troupe televisiva, per cui mi sarei aspettato un livello leggermente piu’ alto (persino i servizi “in movimento” delle Iene o di Striscia hanno qualita’ migliore!). Mi ha deluso anche la trama che va sul solco gia’ usato da tantissimi film, l’ultimo dei quali e’ stato il recente “Io sono leggenda”… insomma mi e’ sembrato un mischione di questi due (bei) film fatto non in maniera impeccabile.

  • Rave23

    10 mar 2008 - 04:19 - #18
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    Non ho visto Cloverfield, non mi ha proprio attirato, in Rec speravo tanto…. ma sono deluso. Come scrive alcOr le riprese sono a dir poco pessime per una telecamera professionale da troupe televisiva, la camera che si presenta come a spalla trema in maniera eccessiva in qualsiasi momento della pellicola, persino nelle interviste, viene usato lo zoom in maniera eccessiva, cosa che da solo ed esclusivamente noia, solo nei filmini degli amici in viaggio ho visto usare lo zoom così spudoratamente e inutilmente in ogni occasione. Nelle scene in movimento l’immagine si sdoppia troppo e perde di incisività, se corri va anche bene ma se sei in fondo alla stanza e fermo che cavolo serve ballare la lambada?? Oltre che, esendo in spalla e non a mano, dato il peso, dovrebbe tenerti stabile, quindi ti devi muovere tu apposta in maniera anche scomoda per dare quell’effetto, che ripeto, da solo noia e nausea distraendoti pure da quel che sta succedendo. La parte finale con l’esorcismo che mi sa tanto di sparata di Plaza è alquanto inutile, potevano ricreare un rifugio di una “reietta” con lo stesso stile maniacale dei ritagli e dei crocifissi senza star lì a tirare in ballo una storia che non centra nulla e che non serve a nulla a 10 minuti dalla fine. Saltare sulla sedia…. 3 volte, quando è caduto dalla bocca delle scale il pompiere, la rottura della porta a vetri, il bambino (? a me è parso un bambino) nella botola del sottotetto… speravo di più… molti salti li ho persi per lo sbarellamento delle riprese comunque. Il doppiaggio…. orribile, salvo solo il poliziotto anziano e forse il gay, voci che non legano ai personaggi, accenti spagnoleggianti e germanici che non hanno senso, la prima battuta di Angela è pure fuori sincrono… pathos praticamente azzerato… eppure siamo rinomati per i nostri doppiatori… invece chi ha studiato ed è bravo (io mai fatto lo sottolineo) lo si sente due volte se si ha fortuna (non so i nomi mi baso sulle voci) i più “infelici” sempre…. come in tutto o quasi il cinema mi sa proprio che anche in questo campo come si sul dire “o la dai o stai a casa” (qualsiasi cosa sia il “dai”)… che schifo.
    Scusate questo sfogo finale ma vedo troppi film rovinati da gente che a malapena sa l’italiano e ha voce atona… una scuola di dizione e recitazione no?

  • Rave23

    10 mar 2008 - 04:21 - #19
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    Non ho visto Cloverfield, non mi ha proprio attirato, in Rec speravo tanto…. ma sono deluso. Come scrive alcOr le riprese sono a dir poco pessime per una telecamera professionale da troupe televisiva, la camera che si presenta come a spalla trema in maniera eccessiva in qualsiasi momento della pellicola, persino nelle interviste, viene usato lo zoom in maniera eccessiva, cosa che da solo ed esclusivamente noia, solo nei filmini degli amici in viaggio ho visto usare lo zoom così spudoratamente e inutilmente in ogni occasione. Nelle scene in movimento l’immagine si sdoppia troppo e perde di incisività, se corri va anche bene ma se sei in fondo alla stanza e fermo che cavolo serve ballare la lambada?? Oltre che, esendo in spalla e non a mano, dato il peso, dovrebbe tenerti stabile, quindi ti devi muovere tu apposta in maniera anche scomoda per dare quell’effetto, che ripeto, da solo noia e nausea distraendoti pure da quel che sta succedendo. La parte finale con l’esorcismo che mi sa tanto di sparata di Plaza è alquanto inutile, potevano ricreare un rifugio di una “reietta” con lo stesso stile maniacale dei ritagli e dei crocifissi senza star lì a tirare in ballo una storia che non centra nulla e che non serve a nulla a 10 minuti dalla fine. Saltare sulla sedia…. 3 volte, quando è caduto dalla bocca delle scale il pompiere, la rottura della porta a vetri, il bambino (? a me è parso un bambino) nella botola del sottotetto… speravo di più… molti salti li ho persi per lo sbarellamento delle riprese comunque. Il doppiaggio…. orribile, salvo solo il poliziotto anziano e forse il gay, voci che non legano ai personaggi, accenti spagnoleggianti e germanici che non hanno senso, la prima battuta di Angela è pure fuori sincrono… pathos praticamente azzerato… eppure siamo rinomati per i nostri doppiatori… invece chi ha studiato ed è bravo (io mai fatto lo sottolineo) lo si sente due volte se si ha fortuna (non so i nomi mi baso sulle voci) i più “infelici” sempre…. come in tutto o quasi il cinema mi sa proprio che anche in questo campo come si sul dire “o la dai o stai a casa” (qualsiasi cosa sia il “dai”)… che schifo.
    Scusate questo sfogo finale ma vedo troppi film rovinati da gente che a malapena sa l’italiano e ha voce atona… una scuola di dizione e recitazione no?