The Bye Bye Man: Recensione in Anteprima

Horror low budget di bassissima qualità, The Bye Bye Man di Stacy Title.

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Un uomo bussa alla porta di una casa, lo accoglie una donna perplessa dalla sua agitazione, mentre lui farguglia cose apparentemente senza senso ('non dirlo, non pensarlo'). L'uomo le chiede se abbia riferito 'quel' nome a qualcuno, lei annuisce, lui corre in auto, prende un fucile e compie una strage. Un piano-sequenza di mistero e violenza, quello che da' il via a The Bye Bye Man, horror che segna il ritorno alla regia di Stacy Title, regista de Il Diavolo Dentro, Hood of Horror e Una cena quasi perfetta. Poco più di 5 minuti che fanno ben sperare nei confronti di una pellicola che potrebbe invece finire qui, al termine di quell'incipit ambientato negli anni '60, prima di tornare ai giorni nostri.

Protagonisti tre compagni di college che decidono di andare a vivere in una casa fuori dal campus, semi-abbandonata ma tanto fascinosa quanto sinistra e pericolosa. Durante una seduta spiritica i tre, coadiuvati da una studentessa medium, risvegliano un antico demone dopo aver pronunciato il suo nome. The Bye Bye Man. Abbracciata la maledizione, per sfuggire al demone possono solo evitare di pensarci e di nominarlo, ma una volta che The Bye Bye Man ti entra in testa fa suo il controllo, diffondendo morte e distruzione.

Ci sono tutti gli stilemi degli horror anni '80, in questo script firmato Jonathan Penner, con l'uomo nero alla Freddy Krueger che diventa realtà una volta fatto tornare in vita. Impossibile non pensare a Candyman di Bernard Rose, tratto dal racconto The Forbidden di Clive Barker, se non fosse che in quel caso bisognasse pronunciare cinque volte il suo nome, e davanti ad uno specchio, per vederlo comparire. Con The Bye Bye Man la discesa verso gli inferi si fa ancor più ripida, perché chiunque pronunci The Bye Bye Man, anche una sola volta, diventa maledetto. Soggetto dalle discrete potenzialità che presto naufragano dinanzi ad una sceneggiatura povera, banale e ad una regia incredibilmente pallida, priva di tensione e mai neanche lontanamente spaventosa.

Abbiamo la coppietta di innamorati, l'amico idiota, l'inquietante bambina, gli spaventosi scarabocchi, i vecchi articoli di giornale da recuperare in biblioteca e addirittura la sensitiva. Penner e la Title (marito e moglie nella vita reale) raschiano il fondo del barile di genere nel costruire una storia che prende presto la strada dell'involontaria comicità, seminando gratuiti e sprecati camei (Carrie-Anne Moss e Faye Dunaway) per poi abusare dello strumento delle disturbanti 'visioni', che di fatto trascinano tutti i personaggi maledetti dal demone verso la morte. Entità soprannaturale incappucciata, altra incredibile pecca, decisamente poco iconica e terrificante, dal passato a noi sconosciuto e dal presente alquanto anonimo. Questo Bye Bye Man, onestamente parlando, fa tutt'altro che paura.

La Title, bontà sua, prova persino a lasciarsi l'immancabile porta aperta per un eventuale sequel, se non fosse che The Bye Bye Man sia riuscito nell'impresa di incassare relativamente poco al box office americano, solitamente benevolo nei confronti degli horror low budget. Poco più 20 milioni raccolti dalla pellicola, scialba nella sua costruzione, tecnicamente povera (pessimi trucco ed effetti speciali), frenata sulla violenza e sulla presenza di sangue (PG-13 il limite imposto negli Usa, come un The Amazing Spider-Man qualsiasi) e piatta dal punto di vista registico, nonché limitata da tre giovani protagonisti facilmente dimenticabili.

'Non pronunciarlo, non pensarlo' è il mantra del film. Impresa tutt'altro che ardua, una volta riaccese le luci in sala.

Voto di Federico 3

The Bye Bye Man (horror, Usa, 2017) di Stacy Title; con Douglas Smith, Lucien Laviscount, Cressida Bonas, Doug Jones, Michael Trucco, Faye Dunaway, Erica Tremblay, Cleo King, Marisa Echeverria, Jenna Kanell, Carrie-Anne Moss, Ava Penner, Seth William Meier, Dan Anders, Kurt Yue, Jessica Graie, Erica Collins, Dave Kammerman - uscita mercoledì 19 aprile 2017.

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