E alla fine il film più brutto (si, qui lo dico e qui lo confermo, è proprio un film brutto!) e fastidioso della Festa del cinema di Roma è arrivato, assolutamente inaspettatamente, con Leoni per Agnelli!
Dopo 7 anni di pausa Robert Redford torna dietro la macchina da presa, dirigendo se stesso e due stelle di primissima grandezza come Tom Cruise e Meryl Streep, riuscendo comunque nell’impresa di realizzare un patriottico polpettone politico al limite della sopportazione.
In un’unica giornata tre storie si intrecciano tra di loro, tra Washington, l’Afghanistan e un college americano.
Abbiamo un’importante ed affermata giornalista chiamata direttamente nell’ufficio di un ambizioso e potente politico, pronto a dare lei in esclusiva una notiza bomba su un nuovo piano d’attacco americano in Afghanistan.
Proprio qui, nelle terre battute da 6 anni palmo per palmo in cerca di Bin Laden, due coraggiosi soldati, un messicano e un nero, ex studenti modello, inviati in una missione speciale, vengono duramente feriti.
Storie che si ricollegano ad un giovane studente scanzonato, voglioso di godersi i propri 20 anni, in procinto di comprendere il vero valore della libertà, dell’impegno e dell’importanza delle proprie convinzioni, grazie ad uno stanco ma ancora idealista professore universitario…
L’errore di fondo di Redford nel realizzare questa pellicola è tutto da rintracciare nella superficialità, nella pressopochezza, nella banalità, nella presunzione con cui tratta certi temi, di strettissima attualità.
Redford voleva fare un film sui media, sulla facilità con cui vengono pilotati ed indirizzati dai potenti della terra, sull’istruzione, sulla politica e sulla gioventù americana, intrecciando tutti i temi attraverso una storia apparentemente drammatica, capace magari di far riflettere lo spettatore.
Peccato che tutte queste buonissime intenzioni sono andate a naufragare in 90 minuti di film!
L’80% di tutta la pellicola si svolge in due stanze: in una abbiamo Meryl Streep e Tom Cruise, che parlano per circa 70 minuti, mentre nell’altra abbiamo Robert Redford ed il suo odioso spocchioso macchiettistico studente universitario.
A queste due stanze aggiungeteci una mezza collinetta innevata, un paio di scene al computer di un elicottero in volo, una tenda dove infilare i soliti sergenti coadiuvati dalle solite mappe strategiche, e avrete Lions for Lambs!
Il fastidio nasce tutto dalla retorica e dal qualunquismo con cui vengono messi in scena “l’etica giornalistica”, la propaganda bellica e il mondo giovanile.
Redford vuol sottolineare e far presente come anche i media, anche i Democratici quel famoso 12 settembre del 2001 fossero favorevoli alla guerra contro l’Iraq, come tutti sostenessero gli Usa e il proprio presidente, G.W.Bush, oggi sbertucciato e messo alla berlina dalla stampa di tutto il mondo.
La colpa di quella guerra fallimentare, dopo 6 anni ancora in piedi, sarebbe da spartire in parti uguali.
Le domande che il film vorrebbe porre sono semplicemente 2, e sono tutte rivolte allo spettatore, a cui chiede “cosa fareste voi? Come vi sentireste?” cercando di coinvolgerlo direttamente, attivamente, in quello che è il futuro della propria nazione.
Peccato che grazie ad un solo personaggio, l’odioso viscido politico interpretato da Tom Cruise, che sembra stia facendo uno spot di un’ora su un dentifricio più che un film, il tutto si trasformi in uno spottone propagandistico repubblicano pro guerra, finendo per spiazzare lo spettatore meno attento e più insicuro, decisamente sviato da un film diretto da un personaggio storicamente democratico come Redford, che come principale intento ha invece proprio quello di sottolineare come gli ideali di democrazia e libertà di parola nel proprio amato paese ormai siano costantemente calpestati…
L’unica a salvarsi da un vero e proprio disastro è come sempre Meryl Streep, fantastica come al solito, costretta purtroppo da una sceneggiatura semplicemente folle a dover “subire” un finale talmente patriottico da far sembrare The Patriot e Spiderman film di propaganda “comunista”!
Mettere nel calderone in appena 90 minuti il centenario braccio di ferro tra la libertà dei mass media contro il potere politico, il mondo giovanile di oggi, ormai privo d’ideali e sicurezza sulle proprie qualità, contro quello idealista e combattivo del passato, e una storica amicizia tra due soldati, messa a dura prova dalla lotta per la sopravvivenza, è stato decisamente troppo…
L’unico ingrediente mancante è l’inno americano… magari ce lo ritroveremo nella versione Director’s Cut in dvd, chi lo sa!
Davvero pessimo… Robert riprenditi!
Voto Federico: 4
Catzinger
23 ott 2007 - 19:48 - #1La politica dovrebbe essere fuori da una recensione ne perde di obbiettività
rutto
23 ott 2007 - 21:03 - #2quoto catzinger…ma in fondo e’ un blog, e l’obbiettivita’ non c’e’ neanche nei giornali come repubblica che e’ considerato (almeno da alcune persone) un giornale serio…. quindi inutile sperare l’improbabile.
gossipblog
23 ott 2007 - 21:03 - #3[…] […]
floppus
23 ott 2007 - 22:47 - #4visto or ora. concordo con il recensore. Un film molto ambiguo, un colpo al cerchio uno alla botte, dice tutto ed il contrario di tutto… e lo fa in maniera cinematograficamente fiacca
Dr.Apocalypse
24 ott 2007 - 10:53 - #5perkè scusate cosa avrei detto di personale dal punto di vista politico???????
riportatemi i punti…
Catzinger
24 ott 2007 - 12:22 - #6Intendiamoci non intendo entrare nel merito di una recensione su di un film che non ho visto però non si può mettere fra i difetti di una pellicola il suo messaggio, a meno che non sia diseducativo.
Se poi il messaggio è politico la cosa vale ancora di più.
“il tutto si trasformi in uno spottone propagandistico repubblicano pro guerra, finendo per spiazzare lo spettatore meno attento e più insicuro, decisamente sviato da un film diretto da un personaggio storicamente democratico come Redford”
Che vuol dire che se Redford è democratico deve fare film necessariamente adatti a un pubblico di sinistra? Non può essere favorevole alla guerra? Lo erano tutti in America dopo l’11 Settebre, ora non lo è più nessuno, non perchè si sono avveduti per opera e intercessione della Madonna di Pompei, ma perchè l’America si è stufata di vedere che l’unica cosa che importa dall’Iraq sono i cadaveri dei suoi soldati! Non voglio entrare sul dibattito politico della guerra in Iraq, NE ABBIAMO PIENE LE SCATOLE, ma dire che se Redford ha vuoluto mandare un messaggio simile, condivisibile o meno, non dovrebbe essere oggetto di critica cinematografica.
Ho forse ho frainteso le tue osservazioni?
Dr.Apocalypse
24 ott 2007 - 16:43 - #7no il punto è proprio questo… e sulla recensione questo passaggio c’è… Redford, così come i Democratici, così come TUTTO il mondo, inizialmente, quel 12 settembre, era assolutamene in linea con la Casa Bianca, a cui venne data FIDUCIA, da parte di tutti, MEDIA COMPRESA…
e questo fu l’errore!
E non sono io a dirlo o a dedurlo, è il film che lo mette in scena!
non è un giudizio personale, è oggettivo… vedendola vedrai che il personaggio di Cruise è assolutamente uno spot vivente repubblicano pro guerra, e il dire che lo spettatore inizialmente si trovi leggermente sviato nn credo sia dire un’eresia… è come se Moretti producesse un film con la Medusa! Qui Redford si concede alla FOX, politicamente di parte, e cerca di inviare un MESSAGGIO che però è OFFUSCATO e deviato da una storia mal scritta e rappresentata…
poi che io sia contrario a questa guerra e all’amministrazione Bush non c’entra nulla con la recensione del film…
ann
26 ott 2007 - 00:25 - #8dire che il film è brutto, che è anzi IL PIU BRUTTO, è una cosa che assolutamente non serve a nulla. Non serve al lettore, non serve allo spettatore, serve forse al recensore che antepone il suo gusto personale alla critica, perchè detto cosi sembra solo giudizio di gusto personale, opinabilissimo.
Io vorrei sapere com’è il film e non tanto se il film è piaciuto a chi scrive.
Il film l’ho visto a Roma. Cinematograficamente è debole, non ha una sceneggiatura particolarmente accattivante, la breve durata aiuta a mantenere alta l’attenzione. Se vogliamo guardare al messaggio, come la maggior parte dei film post 11/09 sono infarciti di retorica. Niente di nuovo.
Tuttavia io non l’ho trovato cosi banale e qualunquista come dici, non ho trovato tutta questa superficialità.
Sarà che la figura del professore che incoraggia gli studenti al cinema funziona sempre, ma secondo me il film punta su una questione importante, ossia che molti giovani -non solo negli States- se ne sbattono della politica e di tutto ciò che non sia solo il loro puro ed egoistico divertimento.
Film che non rimarrà nella storia del cinema, che non smuoverà milioni di coscienze, ma che qualche domanda alla fine dentro lo spettatore la lascia, eccome.
— Blacklisted word: qualunquista
catoblepa
21 dic 2007 - 19:28 - #9E vabbè, l’abbiamo capito: se il polpettone è repubblicano e patriottico allora fa schifo, se è democratico è una graffiante denuncia sociale… Non discuto, per ora, il giudizio sul film (non credo lo vedrò mai, mi attira ben poco), ma pensate se questo principio di critica scattasse con tutti i film: ve la immaginate l’ennesima ipotesi di complotto sull’undici Settembre girata da registoni con la puzza sotto il naso presa a pernacchie? Secondo voi leggeremo mai una sana stroncatura degli ipocriti kolossal che predicano sull’abusatissimo riscaldamento globale? Quand’è che un recensore ne avrà abbastanza di Michael Moore e lo accantonerà come pallonaro di professione? Curiosamente i film democratici hanno sempre il beneficio del dubbio: magari il film in se’ non funziona, “però il messaggio che lancia è importante”. Basta che sia a senso unico.
Cavallo Pazzo
22 dic 2007 - 01:56 - #10Il film dà fastidio a chi ha scritto la patetica recensione, non perchè è brutto, ma perchè non lo ha capito.
Se guardi un film del calibro di Redford e sei comunista, è chiaro che aneli all’ennesimo spuxxxxxxxxto di Bush, degli USA e dell’occidente.
Il fatto che il messaggio sia un altro, brucia a chi fatica a tenere in piedi ancora la demonizzazione del rivale.
Il punto qui, è che chi da tempo come me ha abbandonato le ideologie, ne ha pieni i cxxxxxxi di questi pseudo “esperti” di comunicazione che si illudono di giudicare cose che ormai non capiscono più.
Redford manifesta con molta sensibilità, incomprensibie per chi è fermo ancora all’ideologia della destra e della sinistra, la realtà della vita che è fatta di sbagli, di ignoranza, di paura, di coraggio, di pregiudizi e di tanto altro ancora che non può essere arbitrariamente incasellato come vorrebbe fare il sinistroide che si permette una recensione così ignobile e sciocca.
Redford dà uno scossone a tutto il sistema e allo stesso tempo lo dipinge come un sistema che fa parte di noi e che non è un qualcosa di lontano e impalpabile, ma piuttosto qualcosa che permea tutti noi e che consapevolmente o no, ci obbliga a fare un profondo esami di coscienza.
La domanda finale, riassume il vero messaggio del film che sprona il giovane studente (bravo attore) ad agire.
Il dramma oggi in America, ma anche in tutto il mondo, compreso l’Italia è appunto questo: fare del proprio meglio per cambiare le cose e non stare seduti a giudicare un film che ti obbliga a metterti in discussione invece che a rassicurare la miserabile illusione del recensore.
Se questa è la qualità della profondità di spirito di questo blog, preferisco leggere la recensione dei film su Topolino.
BornToBeFree
23 dic 2007 - 20:13 - #11Visto il film ieri, non posso che trovarmi concorde con cavallo pazzo. Oggi ho letto molte recensioni positive e forse la critica un pò ci ha preso…beh almeno una volta ogni tanto. A parte questo la prima cosa che ho pensato uscita dalla sala è: finalmente un individuo palesemente schierato che fa un film impegnato e intelligente senza l’arroganza di possedere le solite e scontate verità in tasca. Un film intelligente, per un regista che probabilmente lo è altrettanto. Forse voi vorreste che facessero tutti cinema come Moretti, sia ringraziato il cielo, sulla terra c’è qualcuno che il cinema lo FA davvero e chi ha un minimo di buon senso non può certo dire che sia da questa parte dell’oceano questo qualcuno. La cosa triste è che davvero voi o altri possano pensare che il grande schermo o l’arte più in genere debbano essere asserviti all’ideologia. Ho sempre trovato che un artista che persiste a dare un’impronta politica al suo lavoro ossessivamente dovrebbe cambiare mestiere e fare il segretario di partito. Forse non aveva seguito la sua vera vocazione in realtà e in molti casi si vede.
VERITA
23 dic 2007 - 22:10 - #12è un grandissimo film se uno è obiettivo! Porta con se un messaggio molto forte che poche persone hanno il coraggio di dire o esporre ma è molto vero, chiunque dovrebbe vedere questo film e farsi un esame di coscienza…
Grandissimi attori così come grandi persone.
matteo bertolio
24 dic 2007 - 02:10 - #13La recensione non mi piace , e mi sorprende che chi l’abbia scritta
scriva di cinema ,meglio che si dedichi ad altro .
Sembra scritta proprio da un depresso italiano che confonde critica col criticare , sempre a cogliere il lato scuro di un opera ,a guardare i peggio ,anzichè trarne fuori il meglio .Il film non ha pecche ,non ha pretese di essere un film visivo e completo ,ma in un ottica di equilibrio tra business e produzione e distribuzione dello stesso, riesce a porre come scrive cavallo pazzo dei quesiti .
Il recensore sembra un censore ,non porta altri a pensare
che forse altri il film lo leggono in maniera diversa,da una lettura personale e mediocre ,svegliati e fai sport che si sente lontano un kilometro che ti fai di canne dalla mattina alla sera
….
basta con i depressi
il baco da seta
25 dic 2007 - 20:17 - #14scommetto che il recensore e’ il classico intellettualoide di sinistra che apprezza solo pasolini o camelo bene.
gia’ ti vedo frequentare il tuo bel centro sociale con la proiezione di documentari sul g8 di genova.
bah.
nicola IO
26 dic 2007 - 19:28 - #15Uno che si chiama apocalypse cosa può dire. Io vedo una sola apocalisse…. la tua!
Prima di parle di chi nella vita ha fatto qualcosa……fai qualcosa!
prima di distruggere……costruisci!
prima di parlare…..ascolta!
TU IL FILM PROPRIO NON L’HAI VISTO!!! STRONZO
zava77
27 dic 2007 - 02:37 - #16visto il film ora, davvero bello secondo me.
Giusta durata, sceneggiatura forte e messaggio (giusto o sbagliato che sia) che non può non far riflettere lo spettatore.
Chiunque sia appassionato di cinema NON può non vedere questo film.
saluti!
swaret
29 dic 2007 - 13:46 - #17Ce ne fossero di film così che vengono dagli usa. Non capisco proprio il tono e il voto della recensione, le intenzioni del regista sembrano chiarissime, e l’esposizione ancora più esplicita.
Francygo
29 dic 2007 - 15:23 - #18Ho visto il film ieri sera, e l’ho trovato eccellente.
Concordo con Cavallo Pazzo e Baco da Seta al 100%.
E vorrei chiedere al primo: secondo te, lo studente che alla fine legge il messaggio al tg sulla tv, con intorno gli amici vuoti di ideali, che pensa di fare?
Andare in battaglia e tornare a fare il politico da Leone e non da Agnello com T. Cruise ( che non mi è sembrato un personaggio negativo)?
Puman
29 dic 2007 - 16:06 - #19Non sono assolutamente d’accordo con la recenzione…bellissimo film che fa riflettere su dove il mondo è arrivato…
ren
30 dic 2007 - 00:30 - #20retorica post vitnam (così srivono i comunisti?) dualità di fatti in per sè già palesemente evidenti,dimostri menzogne dette oppure le mascheri di un altro vestito?
mavec
30 dic 2007 - 02:51 - #21Visto il film. Letto la recensione.
Penso di aver visto un film diverso da chi scrive.
O forse ho degli occhi diversi.
Ho trovato la scelta registica di Redford molto interessante.
Semplice, leggero come una lametta da rasoio. E fa a brandelli, appunto, alcuni capisaldi della copertura che viene usata per celare la realtà. Dunque non mi apre gli occhi ma mi conferma che purtroppo la realtà è quella descritta.
Non capisco dove il recensore abbia visto il patriottismo becero di Redford. Basterebbe sapere un paio di nozioni su chi sia Redford, non solo come cineasta, ma anche come attivista, quando non come direttore e fondatore del Sundance Film Festival, per evitare di scrivere cose poco corrette non solo stilisticamente ma anche dal punto di vista del contenuto.
Fracygo domanda ad altri quale sia la scelta che il giovane studente farà.
La domanda deve essere risposta da ognuno di noi.
Gaber diceva: “Libertà è partecipazione” e con lui si schiera, ammonendo tutti, Redford. Non è poco per un film che potrebbe risultare addirittura claustrofobico visto che la maggiorparte dei set erano allestiti in interni.
E trovo geniale il fatto che come ultima scena si veda il giovane che osserva ormai in versione tendenzialmente critica il suo compagno che guarda svogliatamente la tv dove passano le notizie più cretine mentre nel titoli a scorrimento si informa che è partita una nuova offensiva in Afghanistan.
C’è poco da fare penso che questo “filmetto” in realtà ci regali in ogni scena un tema di riflessione. E chi a scritto la recensione forse con un pochino di umiltà e discernimento possa vederne la capacità descrittiva e fortemente critica che Redford ci regala in novanta minuti.
Ma a nessuno è venuto in mente che i moniti di Redford rispetto alla “loro” situazione siano applicabili anche da queste parti?
v for vendetta
03 gen 2008 - 14:47 - #22Noi viviamo un secondo estetismo. Non posso che pensare a chi ha recensito la pellicola come ad una persona che vorrebbe sempre il giusto idillio tra diletto e intellettualismo in un film,che non sia nè troppo noioso nè troppo frivolo. un film come, che ne so ,un ‘memorie di una geisha’ oppure un ‘alla ricerca della felicità’ che comunque sono bei film. nella peggiore delle ipotesi e penso che sia quella più opinabile, è che non è un film da POPOLINO - tipo le porcherie di Natale che ci propinano da anni e anni e spero che un giorno anche per sbaglio capiscano che certi filmetti da adolescente se**iolo facciano solo piangere dalla vergogna gli italiani- e quindi non merita di essere troppo sponsorizzato perchè differentemente da film da encefalogramma piatto fa riflettere e impone al di là delle prosopopee americane che pur ci sono nel film,una serie di riflessioni sui motivi di questa guerra tanto disumana quanto senza senso. il problema come pur dice redford nel film che è difficile per la gente rispondere a certe domande sulla propria esistenza ovvero : avrà uno scopo significativo e memorabile la mia vita? se in Italia continuiamo a spacciare per arte la sua negazione e a screditare film che fanno lavorare quei due neuroni rimasti nel cervello di molti ,credo che la risposta sia tristemente scontata.
Cavallo Pazzo
04 gen 2008 - 15:37 - #23Rispondo a Francygo:
(Attenzione spoiler)
L’ultima scena del film, dove lo studente del Proff. Robert Redford si trova in mezzo a dei ragazzi ubriacati dai gossip tv, è importante non per la scelta che il giovane andrà a fare, ma per la “semplice” presa di coscienza che lui ha rispetto ai suoi coetanei, imbambolati dai riflettori su un gossip di una cantante, mentre la vera notizia è quella sull’Afganistan che passa nei sottotitoli…
Che decida di arruolarsi nell’esercito come gli altri due studenti o che scelga di impegnarsi maggiormente a scuola, accettando la proposta del Proff. Redford, è ininfluente…
come dice il Proff. Redford, l’importante è agire per cercare di cambiare le cose e ribadendo di non conoscere tutte le risposte, egli dice che rispetta i due studenti partiti per l’Afganistan, perchè almeno si sono assunti la responsabilità di fare una scelta importante…
“Roma brucia”, frase bellissima detta in un crescendo di toni e musica, una scena che mi ha commosso profondamente, è il messaggio rivolto alla maggior parte delle persone che, ubriacate dalla tv, complice dell’appiattimento culturale dei nostri giorni, sono incapaci di prendere una posizione, giusta o sbagliata che sia…
Redford non prende una posizione netta contro la guerra perchè la guerra fa parte del nostro mondo, a partire dalle ingiustizie di casa nostra…
l’Afganistan non è altro che lo specchio delle nostre guerre interiori e delle ingiustizie sociali dei nostri paesi occidentali, sottolineate dalle proposte dei due studenti, durante un faccia a faccia con altri studenti prima che partissero per il fronte, volte a cercare di risolverne alcune…
nonostante ciò, Redford però, si prende la licenza di giudicare in modo esplicitamente negativo, il MODO di fare la guerra del suo paese, dove “Agnelli” (Tom Cruise) senza scrupoli, senza dignità e senza capacità, decidono strategie politiche militari che portano due splendidi “Leoni” a morire inutilmente, ma con la dignità del loro ultimo gesto, di alzarsi in piedi al momento della raffica finale.
essere tutto e niente
05 gen 2008 - 17:12 - #24Gran film. Il guaio di chi recensisce è che spesso si perde in quello che vorrebbe che un film(o un disco) fosse, invece di scrivere del film per quello che è.
fordummies
06 gen 2008 - 01:20 - #25SPOTTONE?? abbi pazienza ma del film non hai capito proprio NULLA -.-
italiana media
06 gen 2008 - 02:31 - #26Caro recensore hai toppato! Se un film fa così riflettere penso che abbia molto di buono. Ci siamo stufati di suppate dai mille effetti speciali che il giorno dopo non ricordi nemmeno. Questo film è il dipinto senza tanti fronzoli dell’immobilismo della nostra società e di quanto ognuno di noi sia bloccato nel suo individualismo: ci si lamenta ma nessuno di noi fa nulla. Le classi politiche pensano solo al proprio tornaconto personale (bush al petrolio e i nostri politici allla propria poltrona…) ma non all’interesse comune, al giorno d’oggi solo il dio soldo fa muovere. Gaurdati intorno: la maggior parte dei giovani non ha ideali e un futuro al quale abbia voglia di aspirare, i media che ci propinano stupidaggini sono il nuovo oppio per i popoli. Forse siamo tutti agnelli, si ma tu caro recensore sei proprio una pecorone!
Fabrizio70
06 gen 2008 - 11:24 - #27Io ho visto il film ieri, e davvero mi chiedo cosa abbia visto invece il recensore.
Innanzitutto è odiosa l’allusione al fatto che ci sono solo 2 interni, ed un collinetta innevata.
E’ un film girato in assoluta economia e con pochissimi mezzi, se voglio vedermi un po’ di effetti speciali mi sparo Indipendence Day e due birre.
E’ un film che parla, che fà riflettere.
Infatti in USA l’ha visto quasi nessuno, confermando il disimpegno culturale che il regista lancia come accusa al popolo.
E’ un film che parla anche di tensione etica, di impegno, di coraggio delle scelte.
E di come certe scelte (magari sbagliate) si paghino anche con la vita.
Il regista non è assolutamente d’accordo con i due ragazzi che scelgono di arruolarsi ma ne ammira la determinazione nel voler provare in prima persona a cambiare qualcosa.
Moriranno, forse con un pò di retorica, da Leoni.
Ma io mi sono anche commosso.
“No, non cosi’.. alziamoci in piedi”
Luka81
06 gen 2008 - 16:11 - #28caro recensore,
il tuo problema è quello di veder tutto, dai film, ai programmi televisivi, agli eventi reali, con occhiali ideologici e politici. Purtroppo è un vizio tipico di questo paese.
Un piccolo appunto poi, nel film si parla di Afghanistan, non di Iraq.
Luke(Sky)Walker
06 gen 2008 - 20:13 - #29“Spettatore decisamente sviato da un film diretto da un personaggio storicamente democratico come Redford, che come principale intento ha invece proprio quello di sottolineare come gli ideali di democrazia e libertà di parola nel proprio amato paese ormai siano costantemente calpestati”…
Qesto film SPIAZZA i conoscitori di Redford?!? Questo film NON è “democratico”?!? Che film ho visto?!? Forse dovevi controllare in che sala davano il film e non entrare a caso…
Apple pie
07 gen 2008 - 01:16 - #30Una domanda a tutti quelli a cui il film e’ piaciuto:
“Ma siete impazziti?”
becon
07 gen 2008 - 01:30 - #31Hanno ragione i (pochi) commenti in questo blog che hanno fatto notare che il recensore ha proprio visto un altro film. Quelli invece che raccontano di un Redford che fa un film “pro repubblicani” oppure “non di sinistra” o anche “non ideologico” sono esattamente uguali al recensore, ne costituiscono l’altra faccia della medaglia. Nessuno di loro (né il recensore, né i malati di mente dell’anticomunismo come ragione di vita) hanno capito un accidente di questo film.
In Italia è difficile capire questo film noi sappiamo dell’Afghanistan e degli USA ciò che il nostro sistema (tutto rigorosamente e culturalmente e permanentemente a 90° nei confronti del sistema USA) ci consente di sapere, ovvero cose molto lontane dalla realtà. Il film ha alcuni “sottili” passaggi (tutti messi nella bocca di Meryl Streep) molto significativi: il programma militare di riarmo tutto indirizzato verso sottomarini e aerei ultra sofisticati - che in Afghanistan non servono - o il desiderio (secondo Redford) delle alte sfere USA di usare (finalmente !) le armi nucleari. Cose che noi non sappiamo ma che evidentemente Redford sa. Il film affronta poi un tema che a noi fa piacere ignorare ma che negli USA esiste: il fatto cioé che una grande (grandissima, credo) parte degli americani abbia ritenuto le guerre in Afghanistan e Iraq giuste e che molti giovani siano voluti andare a farle, quelle guerre, con entusiasmo e determinazione. Un altro merito di Redford e del film è proprio questo (a cui in Italia siamo poco abituati), cioé di non nascondere ma invece misurarsi con una parte di realtà che non corrisponde esattamente con le nostre tesi e le nostre idee.
Il film è tutto tranne che un polpettone patriottico à il suo esatto contrario, e le intenzioni di Redford sono quelle di mettere in ridicolo pesantemente il personaggio di Tom Cruise e di dipingerlo come un contaballe che ha preso in giro gli americani (e il personaggio di Cruise rimanda direttamente a Bush) e intende continuare a prenderli in giro. Se non lo si è capito basta pensare a cosa dice e fa la giornalista Streep quando torna in redazione alla fine dell’incontro con il senatore e alla sua decisione di non fare il servizio su quell’incontro.
Infine il giovane studente non decide affatto - alla fine del film - di andare a fare la guerra, ma come qualcuno ha osservato giustamente decide semplicemente di “pensare”, il che - visti i tempi che corrono - non è poco.
Quindi ribadisco: il recensore ha visto proprio un altro film.
Il recensore fra l’altro ha anche perso unìoccasione vera per “stroncare” il film, se proprio voleva, perché qualche motivo ci sarebbe (di quelli cinematografici intendo). A me il film è piaciuto molto ma si potrebbe comunque notare che c’è un eccesso gratuito di retorica nella fine dei due soldati in Afghanistan (retorica non necessaria nella dinamica del racconto), che l’interpretazione di Cruise è “ingessata” in maniera eccessiva anche per un eccellente “ingessatore” come Cruise (appunto) e che la parte di Redford è oggettivamente leggera fino al limite della debolezza, il che è aggavato dal fatto che il vero “messaggio” del film è affidato proprio alle domande che Redford fa allo studente verso la fine del loro incontro. Era oggettivamente difficile “legare” con efficacia tre momenti così diversi da loro in un unico racconto che risultasse omogeneo e di facile lettura, ma Redford può fare di meglio.
Ribadisco: un film valido che nasce da un’ottima idea e si sviluppa in modo efficace. La realizzazione concreta risulta a mio parere un po’ debole, ma sempre apprezzabile.
babbo
07 gen 2008 - 12:10 - #32…l’eterogeneità delle recensioni al film mi fa pensare quanto la realtà sia, banalmente, complessa. e come dello stesso fenomeno ognuno possa dire qualsiasi cosa. non solo: di quel fenomeno tutti possono parlarne, anche quelli che non l’hanno visto ma “ne hanno sentito parlare”. così si passa dalla cronaca all’opinione, e all’opinione sull’opinione. il buon robert redford non fa altro che vivere il dramma (notate la foto sulla sua scrivania mentre viene inquadrato il ragazzo riprendendolo dalle spalle delle prof!) di chi si occupa di educazione laddove l’assoluto pedagogico è quello della libertà: i due ragazzi partono per combattere contro un nemico che non vedranno mai, così come ognuno di noi. contro un nemico che non è poi così lontano e contro il quale possiamo, forse, combattere anche qui. lo spot “mulino bianco” di tom cruise, l’avergli messo in bocca la retorica della guerra per la guerra, per un futuro che è già passato (Roma brucia!), non esplicita l’adesione ad un ideale ma denuncia un punto di vista, la complessità della situazione ma la ferma condanna per quel punto di vista. la giornalista abbandona la sua tv tra le lapidi delle migliaia di anonimi morti in guerra e il giovane Todd scopre che c’e’ una verità nascosta sotto i piedi della britnispirs di turno. ultima osservazione sui titoli di coda: i corpi senza volto che scompaiono, potrebbero essere quelli di ognuno di noi. infine: dura solo 90 minuti (meno della mia flaccida recensione) e non e’ poco, contro i mega polpettoni da 120, 150 minuti che ci hanno propinato negli ultimi tempi.
volendo ci sarebbero altre trovate interessanti: è vero, c’e’ la solita tenda “sala operativa” dove le operazioni di guerra vengono coordinate, ma c’e’ anche la solita visione verde, televisiva, del dramma umano, il solito filtro che rende le cose meno terribili, piu’ accettabili. e’ un po’ come nelle ultime scene di “salo’” di pasolini, dove la morte viene osservata con il binocolo, cosi’ come si fa a teatro. ed a noi interessa di quei due dispersi perche’ li abbiamo conosciuti, altrimenti…
sara’, ma io ho visto un film abbastanza liberal, non molto distante dalle idee gia’ espresse dal suo regista in altri luoghi e circostanze.
PS: io non ho mai avvalorato la pretesa degli usa della guerra permanente, neanche il 12 settembre 2001. quindi TUTTO il mondo meno UNO (almeno). per quel nulla che conta…
Rullo
08 gen 2008 - 15:38 - #33Apatia,Mancanza di capacità,Disinformazione.
I più grandi problemi della società americana (e della nostra).
Su questo “loro” basano intere strategie.
Non sono d’accordo sul discorso del recensore che ne intravede uno spot propagandistico repubblicano, anzi totalmente il contrario.
e lo dice il recensore stesso “le persone meno attente e più insicure”, possono cadere nell’inganno finale…..”le truppe americane conquistano ecc…”
Redford secondo me colpisce e tratta gli argomenti più importanti in questo nostro periodo buglio e ci lascia con la domanda da cui dipenderà il nostro futuro:
sai gia che ne sara di te?
Bel film,non eccelso, ma fa riflettere….quello che ci manca di più.
giacomo domenico
12 gen 2008 - 12:51 - #34non è che per caso, la tua recensione negativa, è dovuta alla filosofia ( tu lo dici), pro-repubblicana, e non ad una effettiva bassa qualità del film, eh…..
furbissimi vuoi buonisti come sempre, trasformate il paranoico pensiero unico antiamericano, in capolavori letterari e cinematografici, e il pensiero libero in indegno polpettone retorico ecc eccc ecc…….
ma perchè ( non andate a vivere e vegetare a cuba, in iran, e ultima arrivata in venezuela) hai solo l’imabarazzo della scelta, ma vacci però eh vacci ………
sei noioso
alechiocciola
15 gen 2008 - 17:05 - #35Beh, il mio commento sarebbe abbastanza simile a quello di becon, quindi non sto a riptere tutto. Anche se questa recensione mi sembrava sì, non il massimo nei contenuti e piuttosto impreciso, ma almeno ragazzi, guardiamo il lato positivo: se uno esordisce con “Il film ci fa riflettere su come nella moderna società…” non vi sembra un po’ noioso? Il recensore ha fatto un’analisi un po’ superficiale, ma ha catturato la nostra attenzione e soprattutto ci ha fatto riflettere e discutere, il che è proprio l’intento iniziale del film. E poi dai, ammettetelo, anche voi vi siete fatti una risata sulla battuta finale dell’inno americano!
E poi c’era questa domanda:
“E vorrei chiedere al primo: secondo te, lo studente che alla fine legge il messaggio al tg sulla tv, con intorno gli amici vuoti di ideali, che pensa di fare?
Andare in battaglia e tornare a fare il politico da Leone e non da Agnello com T. Cruise ( che non mi è sembrato un personaggio negativo)?”
Uscendo dalla sala, tutti convinti di essere stati ad un film “culturale” è saltato fuori che nessuno tra i miei amici (me compresa) aveva ben capito le intenzioni del ragazzo. La cosa che a me sembrava più probabile era che semplicemente per il momento il ragazzo tornasse ad impegnarsi in vista però di qualcosa di importante nel futuro… In ogni caso mi sembra che il messaggio fosse “l’importante è fare qualcosa”, non importa bene cosa.
Lu...
21 gen 2008 - 22:41 - #36ciao a tutti… mi è sembrato di capire, dai pochi che ancora rifflettono, che per coloro che hanno visionato il film attentamente cm me, il film sia rivolto soprattutto al giovane pubblico, agli studenti o ancor meglio ai giovani… ecco io faccio parte d quella quella fetta di giovani italiani che hanno visto il film e che l’hanno trovato interessante e attuale… a me ha fatto riflettere e subito mi sono messa nei panni di Todd… non potete sapere come lui reagisce… io mettendomi nei suoi panni ho caito di essere una ragazza confusa che non sa quale strada prendere ma che è consapevole di vivere in un mondo in cui le opinioni sono differenti e tutte valide ma che purtroppo c’è anche chi parla a sproposito… non penso assolutamene che robert reford si sia voluto schierare o barricare in trincea o stare dietro una scrivania a guardare o essere rivoluzionario o filosofo… lui ci ha semplicemente posto davanti a delle opinioni differenti solo perchè espresse da persone con ruoli amportanti ma assa diversi… la giornalista che è la mente della società, il professore che rappresenta la formazione dei giovani e quindi il futuro e infine il senatore che semplicemente ritrae chi ha il potere prende le decisioni… ora vi do un altro spunto di riflessione… su una classe di 27 alunni quale è la mia classe… hanno trovato interessante questo fim 2 persone… ecco cosa voleva far notare Reford: l’interesse dei giovani per questi argomenti…
Cavallo Pazzo
22 gen 2008 - 01:37 - #37solo 2 persone???
molto triste…
è azzeccata la preoccupazione di Robert Redford…
il cambiamento comunque avverrà…
dolce, se si prende coscienza che è fondamentale cambiare…
violento, se continua questo menefreghismo e questa mancanza di responsabilità…
assenteismo dei genitori, dei docenti, dei media…
non voglio generalizzare, ma l’indifferenza e l’immobilismo è ormai molto diffuso.
EmanueleRIETI
24 gen 2008 - 04:07 - #38… Secondo me, di questo film, non hai capito niente.
4 a questo Film? Ma stiamo scherzando?
Voto 3 a chi ha fatto la recensione
tapro
24 gen 2008 - 11:14 - #39Sono pienamente d’accordo con Emanuele.
Non ha capito niente.
Forse il film non sarà tecnicamente un capolavoro, ma pone domande importanti sul nostro futuro, lascia aperti interrogativi inquietanti, e la retorica patriottica americana ha senso in quanto vuoto strumento di potere, tecnica di controllo studiata a tavolino. Mi stupisco del fatto che si sia potuto pensare che “lo spettatore meno attento” si sarebbe lasciato sviare… non mi sembra di aver visto “Air Force One”.
D’accordo, è una semplificazione (il potere senza morale, la stampa debole, i giovani ricchi edonisti e menefreghisti, oppure, se di umili origini, idealisti fino alla morte) ma il quadro che ne esce è, a mio avviso, realistico. E pone alla generazione emergente una fondamentale domanda: “Cosa siete pronti a fare?”.
A dire il vero, ci vedo anche molto pessimismo. Sembra essere Cruise il futuro della politica americana.
Cavallo Pazzo
24 gen 2008 - 11:19 - #40e il “bello” è che il recensore continua a recensire…
che palle questi giornali, tv, siti politicizzati…
basta che sei in linea col partito e lavori…
se sei invece uno che porta una nuova visione, sei escluso…
un altro modo di fare mafia!
rore
27 gen 2008 - 22:10 - #41film decisamente interessante Ce ne fossero! concordo pienamente con “baco da seta”. Il recensore evidentemente non sopporta film intelligenti, soprattutto se americani!Bravo Robert, per me sei da anni il migliore!
Mercury
08 feb 2008 - 01:17 - #42… io non sono un cinefilo, io e la mia ragazza finito di guardare il film abbiamo maledetto chi ci ha detto che era bello, il commento del recensore ci ha ravvivato la serata … dico al recensore che siamo almeno in 3 a pensarla come lui … io sono di destra, ma anche sedendomi a sinistra mi avrebbe fatto schifo uguale (O.T. sono veramente stupefatto da come siate così ferrati su repubblicani e democratici)
Cavallo Pazzo
09 feb 2008 - 01:01 - #43per fortuna che siete in 3…
occhio, che le maledizioni tornano indietro!
DrLinus
02 lug 2008 - 20:21 - #44Forse Apo hai visto un film diverso da quello che ho visto io ma il film è veramente bello ed emozionante.. ed ho ritardato la sua visione anche per colpa di giudizi così catastrofici ed ingiusti..
Mi spiace ma hai toppato ed il mio voto è 8 per il film.. e 0 per la tua recensione
lion80
12 lug 2008 - 00:39 - #45Questi sono classici commenti italiani alle cose, quello ha visto un’altra cosa, quello è così, quello è cosa’! Basterebbe soltanto scrivere la propria opinione e basta. Io ho visto il film è indipendentemente se il film può essere inteso di sinistra o destra a me fa venire in mente una domanda: fra una trentina d’anni quando nelle più alte cariche dello stato andranno i ragazzi nati dagli anni 80 in poi(quelli attuali non possono durare in eterno) come andrà a finire?? avranno idea di quello che sono chiamati a fare?? se gia’ abbiamo problemi oggi dove chi sta al potere ha, giusto o sbagliato un ideale, chi di questa generazione può dire di averlo, io vedo più persone che guardano il gossip piuttosto che dicono io farò qualcosa per migliorare il mondo.
Ritornando al film mi sarei aspettato di vedere la faccia del ragazzo appena leggeva dei due soldati che hanno perso la vita, forse li sarebbe stata ancora più d’impatto la domanda finale, ma forse è quello che un po’ tutti si sarebbero aspettati.
mimibunni
01 gen 2009 - 17:57 - #46Ma RIPRENDITI TU!!! dr……APOCALYPSE!…..
Leggendo la critica, sembra che il film sia stato diretto da un regista alle prime armi e senza successo…MA PER PIACERE!!! Forse chi è in cerca di successo è proprio il critico!! Che ha scritto in gran parte delle castronerie e basta!!
E ancora peggio il modo in cui le ha scritte! E’ il modo di scrivere una critica? Tono, linguaggio… per piacere…..
Per me non cambi lavoro!
Parlare così, usando concetti inappropriati del tutto soggettivi privi di qualsiasi concreto fondamento, di un attore/regista di grande esperienza, fama e popolarità, maritatamente conquistata in 40 anni di cinema e vincitore di diversi premi importanti, è da veri incompetenti!
Redford ha sempre lavorato, sia come regista che come attore i entrambi, con molta professionalità, toccando molte volte tematiche importanti, arrivando a colpire sempre in qualche modo il pubblico I suoi schemi vanno forse a volte un po’ fuori dalle righe, ma i concetti e i suoi pensieri sono sempre stati espressi capiti sempre molto bene, con grande professionalità.
Basta avere la capacità e l’intelligenza di capirli però!!
pensieroglobale
03 feb 2009 - 01:14 - #47Io vorrei tanto sapere chi ha dato la patente di critico cinematografico al recensore di questo blog. Il film certo non prenderà mai un oscar, neanche postumo, ma induce chi lo guarda a una riflessione su vari fronti, ovvero sulla politica e sui mezzi di comunicazione……Lei in questo caso voleva evitare, criticandolo, che qualcuno andasse a guardarlo al cinema. Se avessi letto la sua critica, senza averlo visto prima, devo ammettere sarebbe riuscito nell’intento. Peccato non c’è riuscito! Sicuramente Lei è stata toccata dal ruolo della giornalista, complice del politico di una guerra inutile e pretestuosa. Ha scelto da che parte stare, ovvero del direttore della rete, che pur di non disturbare il manovratore preferisce mandare una notizia, senza avere le prove del reale andamento della nuova tattica offensiva americana…..non si è rifiutata e non si è messa una mano sulla coscienza come l’arguta intervistatrice. Il film parla di un argomento attuale, migliaia di ragazzi che potrebbero essere suoi figli, partono perchè vengono convinti dalla politica e dai suoi portavoce, che spacciano sui giornali, internet e tv bugie per verità. Preferisce che suo figlio guardi un film del genere oppure che si rincitrullisca su un reality? La gente come lei è un mezzo del potere politico per riportare alla luce il vecchio panem et circenses…..ma cara mia “Roma brucia” e la prossima volta abbia la decenza di firmarsi, oppure si vergogna delle sue stesse recensioni?
g.luca
04 feb 2009 - 00:09 - #48Appena visto in tv. Penso gran bel film, pochi mezzi grandi attori, coraggio di affrontare grossi temi generali e di lavorare sulla confusione che tutti abbiamo in testa. Cerco in rete per vedere cosa si dice. Difficile fare peggio della recensione di questo film. Quale esame di critica cinematografica autoreferenziale si deve passare? Continua pure a cullarti in un mondo tutto in bianco e nero, in cui i politici non sono seducenti come Tom Cruise, in cui i fallimenti nella carriera non sono questione di tutti i giorni, in cui chi muore in piedi e subisce il fascino dell’agire per l’agire è per forza un fascista repubblicano pro bush (ok l’Italia non è un bell’esempio con la sua politica e allora?). Goditi il tuo mondo senza sfumature, in cui chi parte volontario per la guerra ha la coda e gli zoccoli caprini. Ma per favore, se non conosci l’animo umano o se vuoi fare il moralista (polpettone patriottico ma di che cosa stai parlando) prima di sparare sentenze leggi almeno qualche libro che si leggeva alle scuole medie, tipo Remarque, per esempio.
taldeitagli
17 mar 2011 - 00:36 - #49una 50 di persone che si sono prese la briga di scrivere qualcosa su questo film testimoniano il fatto che redford è riuscito a dire qualcosa
linda2011
23 mag 2011 - 00:15 - #50BELLISSIMA LA RECENSIONE! e orribile il film… forse sarebbe ora che Redford andasse in pensione.. ma, daltronde, viviamo in un mondo dove imperversa la gerontofilia: un qualunque intellettualoide abbastanza vecchio, di destra o sinistra che sia non importa, viene osannato qualsiasi cosa faccia.
Il film è una propaganda politica patetica e mal riuscita MA, soprattutto, è un inno narcisistico al suo autore. Insomma, come si dice dalle mie parti, Redford se la canta e se la suona! sembra di sentirlo nel film dirsi quanto è bravo!!
Decisamente uno dei peggiori film che abbia mai visto.