Dario Argento prima o poi avrebbe dovuto chiudere la trilogia delle streghe. Inutile discutere sul fatto che, viste le ultime produzioni, il regista non avrebbe dovuto rimettere mano ad un progetto così difficile, complesso e importante, perché sappiamo bene che i fan richiedevano a gran voce una pellicola sulla figura di Mater Lacrimarum. E una promessa è una promessa: oggi, ventisette anni dopo, la trilogia si chiude. Seguo il progetto da quando è stato ufficializzato: ho cercato nel mio piccolo di informare sulle novità della produzione, grazie soprattutto ad un forum di appassionati quale è Witchstory, e ogni volta che usciva una nuova immagine, un primo teaser, ero felice come un bambino. Il 31 ottobre, comunque, ecco la sconfitta.
L’inizio di questa “libera opinione” è sicuramente calcolato, facilmente “malinconico”: ma un appassionato in questo caso cerca di mantenere una distanza, anche se vuole dire la sua verità. La Terza Madre, con pochi giri di parole, è un brutto film. Via il dente, via il dolore. E non perchè non è Suspiria, o perché non è neppure Inferno (che, col tempo, e dopo questa visione, cresce ancora di più), ma perché è un prodotto fatto male. Si faccia attenzione ad una cosa: si parte con una cattivissima base, visto che Mater Lacrimarum è la più bella delle tre, ma non la più crudele, che è la Mater Tenebrarum di Inferno. Come se Argento, purtroppo, davvero non si interessasse ad un minimo filo logico, ad un elementare discorso, come se non si rivedesse mai i suoi film; e in questo caso, davvero, ce n’era tanto bisogno.
Se poi ci aggiungiamo che, secondo alcune dichiarazioni dello stesso regista, ora che siamo nel periodo degli effetti speciali e della computer grafica lui è libero di poter smetterla di creare scenografie particolari per “occupare” lo spettatore… se è così, allora davvero non si può fare più niente per il cinema di un maestro del cinema, che sembra non avere più voglia di spaventarsi e spaventarci. E, vista la dichiarazione, allora sì che nasce spontaneo il confronto tra Suspiria/Inferno e La Terza Madre: meglio le scenografie, le luci, le inquietudini dei primi due o gli improvvisati effetti speciali del terzo, risibili e rozzi (ma non per una scelta stilistica precisa!)? La risposta è fin troppo ovvia.
Siamo cambiati noi spettatori, è cambiato l’horror, ma non è vero che Dario Argento è rimasto lo stesso, e La Terza Madre ne è la prova. Argento era (e resta) unico, un mito inarrivabile, originalissimo e da amare. Ma negli ultimi film c’è qualcosa che deve essere analizzato, ed è un discorso davvero terra a terra: sembra non saper più riuscire ad essere stilisticamente perfetto -non come in Profondo rosso o Tenebre, ad esempio, ma proprio a dimostrare di saperci fare con la m.d.p., semplicemente-, sembra non avere più un’intelligenza cinematografica che lo ha fatto distinguere da tutti gli altri registi, ma tutto il contrario. Un tempo era lui ad essere citato e copiato: oggi è lui che non riesce a liberarsi di alcuni modelli e stereotipi del cinema contemporaneo. Se ne Il cartaio era un modello para-televisivo, ne La Terza Madre è il modello americano a farlo da padrone. Tanto che in 98 minuti succede di tutto e si va spediti, si fa entrare personaggi e li si fa fuori subito, non ci sono silenzi, si corre come pazzi, si prende tutto al chilo e lo si butta nel calderone (compreso il fantasma/Nicolodi: una coltellata alla testa dello spettatore). Ma non si sa ben ammaestrare il tutto.
Là dove in Suspiria dominavano il buio e i colori, una angosciante e studiatissima colonna sonora da brivido, le ambientazioni e quei silenzi, oggi domina il caos. Un passo in avanti? Non mi sembra proprio. Questo Argento è quello che avrebbe dovuto essere ad inizio carriera, al massimo, vista la scarsezza del tutto: e invece già ad inizio carriera il regista ti regala L’uccello dalle piume di cristallo, che è un quasi-capolavoro. La Terza Madre non sembra il film di uno che ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema e che aveva una tecnica e una capacità comunicativa uniche. Se poi, ad esempio, le streghe di tutto il mondo si riuniscono a Roma per festeggiare un’inquietante seconda epoca, e per “festeggiare” si intende alla lettera il termine (ossia far caciara e far ubriacare le streghe-punk), lo spettatore se la ride, ma l’appassionato piange. E anche Roma sotto l’effetto di una simil-Apocalisse è dilettantesca.
Passino ormai la sceneggiatura (Argento, lo sappiamo, non è mai stato mago nei dialoghi, ma nell’ultimo periodo non si può far finta di nulla), il doppiaggio e la recitazione, ma mancano la paura, lo sguardo ossessivo e crudele del regista e manca un’ironia che riesca a diluire la pochezza assoluta di certe trovate. Vanno bene il gore, i salti sulla sedia (due al massimo), il lavoro di Stivaletti (che però poteva essere sfruttato meglio, tant’è che si notano palesemente in alcune scene i suoi lavori artigianali), la colonna sonora di Simonetti (dopotutto non malvagia): ma si dimentica tutto subito. Ed è grave, gravissimo. Come gravissimo è quell’inaccettabile finale, grossolano, inutile, ridicolo. E l’effetto catartico? Non c’è, visto che nel corso di tutta la pellicola lo spettatore non può aver accumulato nulla dentro di sè, se non rabbia o tristezza. All’attivo un paio di citazioni per far felici i fan (Susy Benner e Varelli), alcune autocitazioni, e un piano sequenza comunque interessante. E la scimmietta, alla fine, è una delle trovate più simpatiche della pellicola. Qualche fotogramma svela ancora un Argento prima maniera. Ma, appunto, sono fotogrammi, una manciata di secondi. E’ anche vero che forse ci si attende davvero troppo un ritorno di “quel” Dario Argento; ma anche un nuovo Argento più secco ma senza le sue ultime lacune sarebbe stato gradito. Il sottoscritto è deluso, forse arrabbiato, un po’ triste e sicuramente sconfitto.
Salv
03 nov 2007 - 17:10 - #1Beh, non conosco i film di Argento, ma riconosco una recensione scritta col cuore, seppur ferito, di un fan. Bell’articolo, Gabriele.
Carla - Cineblog
03 nov 2007 - 17:37 - #2già. ottimo post, gabri.
danmartin
03 nov 2007 - 18:12 - #3Io ancora devo vederlo, certo che con tutti questi commenti non so nemmeno più che fare… Da fan di Argento non so che pensare
TiroFisso
03 nov 2007 - 18:57 - #4Penso sia stato fatto più per incassare, un film più per le masse a discapito di qualcosa di più “ricercato”.
Dario Argento come Ridley Scott, oramai sono ombre del loro passato.
ugasoft
03 nov 2007 - 19:03 - #5ottimo commento, bellissima analisi.
io l’ho visto con mia sorella e la mia ragazza… tutti appassionati da sempre di Dario Argento. E’ stato abbastanza deludente, solo mia sorella si ostina a difenderlo a tutti i costi. io ero al limite della richiesta del rimborso del biglietto.
Asia Argento va doppiata… anzi, non va neanche scritturata. Le riesce bene solo il ruolo “alla trauma” di psicopatica, anoressica, in crisi depressiva. Non comunica niente di niente. Daria Niccolodi era meglio se non me la facevano rivedere… da “zia cattiva” di Phoenomena a “inutile sacco di panza” di questo film qui… mah.
del film salvo poche cose: un “colpo” quando da sotto il letto sbuca un cacchio di mostriciattolo quando meno te l’aspetti (un colpo di genio, ma della durata di 1 secondo), la scimmietta, la tizia che lancia il proprio bimbo nel tevere (orrido ma d’effetto).
il resto è veramente banalità allo stato puro.
Dario… ti prego, torna al triller!
Piero M
03 nov 2007 - 20:09 - #6Complimenti per la recensione. Di soliti gli spettatori insoddisfatti, (soprattutto i fan) se sono delusi si limitano a stroncare con un insulto e due righe un film non bello, tu invece hai saputo criticare con una recensione seria e ben ragionata.
Rubamatik
03 nov 2007 - 20:09 - #7L’essere tornato ad un film più spinto dal punto di vista del Gore rispetto agli ultimi che praticamente erano delle fiction potrebbe essere l’unica nota positiva ma non lo è perché il film non sta in piedi! insomma una delusione! Se bastasse qualche morto ammazzato per fare un bel film… per fortuna non è così, manca di suspence, sembra un puzzle impossibile da completare, un pastrocchio che avrebbe potuto girare un dilettante e non l’opera del regista che ci ha regalato due invidiatissimi capolavori come Profondo Rosso e Suspiria.
MrTFM
03 nov 2007 - 20:30 - #8Te credo!
Sto film fa schifo proprio, in tutti i sensi!
Una volta Argento era un’artista dell’orror, mò, è diventato più Splatter di Rodriguez!
Fra X
03 nov 2007 - 21:03 - #9Da come ho letto Argento stà al palo da oltre 20 anni.
Fra X
03 nov 2007 - 21:04 - #10In senso qualitativo e di coinvolgimento s’ intende.
xibalba
03 nov 2007 - 21:46 - #11davvero un bel post..fa perfino male leggerlo perchè mi immedesimo nella delusione che ancora non ho provato (vedrò il film evitando il weekend….per evitare imbarazzi dettati dalle risate di un pubblico domenicale)…
Che dire che non sia già stato detto?
La terza madre sarà lo specchio dei tempi oltre che dell’ultimo Dario Argento (così come lo erano Suspiria e l’amatissimo- da me fin da subito- Inferno)…
Spero di potermi tuffare in una visione che mi regali qualche scampolo di argentiana fattura in mezzo al trash che si preannuncia…
Ci andrò…ma col cuore già ferito anche da queste parole…
Simosayan
03 nov 2007 - 21:51 - #12Come ho già detto, non so, sar che ho il palato fine, ma giudicare Dario Argento un maestro di cinema mi sembra veramente esagerato. Mi sono preso la briga di guardarmi quasi tutti i suoi film proprio per la curiosità che la critica ha su di lui e devo dire che forse ad eccezzione di Suspiria e di Profondo Rosso non solo non ne ha infilato uno che sia uno, ma ha realizzato i più brutti film che io abbia mai visto. Attori che definire cani era un complimento (con in testa sua figlia che potrebbe essere affiancata dalla Bellucci ma questa parentese risulterebbe troppo lunga) dei plot realizzati da un bambino di tre anni, senza un minimo di pathos con realizazzioni e inquadrature anni 60 anni anche per i titoli più recenti. Questo non è un maestro, diciamo che è uno dei pochi in Italia che ha creato questo genere italo-horror ma non per questo deve essere bravo è solo l’unico devo dire per fortuna.
Anche se il successo forse è come la fortuna decisamente cieco come il pubblico probabilmente: I Cinepanaettoni di Vanzina che sono horror tra i più seguiti (bha) e la Bellucci tra le più richieste ovunque (doppio bha)
ethan
03 nov 2007 - 22:50 - #13è più orribile del suo più orribile il film cioè il fantasma dell’opera.
Alessio90 zlatan
04 nov 2007 - 00:04 - #14 (nascondi)io ancora non l ho visto comunque non diciamo ca”"ate!!! dario argento è il nostro simbolo e noi anzicchè difendere l unico regista horror famoso italiano (senza contare La famiglia Bava) ma lui è IL MAESTRO anche se col tempo va a perdere colpi tipo il cartaio……cmq viva dario argente
FrankieLo
04 nov 2007 - 00:29 - #15Sono uno dei disperati che ha atteso il suo grande ritorno. E la domanda che mi tormenta di più è: ma lo ha girato davvero lui?! Ma era daria nicologi o un maestro jedi quello che appariva consigliando di usare la forza?! MA ERA UNO DEL PUBBLICO PARLANTE DI MARIA DEFILIPPI A “RECITARE” IN UNA SCENA?!?!?! MA ASIA ARGENTO E’ STATA ADOTTATA?!?!?!?! Ora spero di poter vedere l’ultimo di Friedkin e riavermi da questo shock!
razdecan
04 nov 2007 - 02:17 - #16che schiffo che merda l’ho appena visto! che orrore! che porcheria!mai più!
uno scempio! la gente in sala rideva da morire! per gli attori solo una parola:pietà spero che tarantino non lo veda altrimenti siamo fottuti e questa volta ha proprio ragione…..
razdecan
04 nov 2007 - 02:21 - #17appena visto! voto attori 0 trama 0 reggia 0 uno scempio!speriamo che non lo veda tarantino altrimenti siamo fritti!la gente in sala rideva da morire violenza eccesiva e glia ttori recitavano da cani,la trama no coment
rams e beppe
04 nov 2007 - 10:56 - #18Pessimo film.dario argento è pronto per la pensione…è palesemente un prodotto scadente,poverino dal punto di vista della trama e soprattutto degli attori .L’interpretazione di asia argento è davvero laida ovvero infima e squallida,non ci sono ricami da fare.asia argento non sa recitare e lo fa esclusivamente perchè il paparino glielo permette.faccia qualsiasi altra cosa..ma che cosa?quello il dilemma…le altre interpretazioni…….sono inesistenti,la scimmia urlatrice dovrebbe essere la novità,l’annunciatrice del male…ma è solo una rottura di balle per tutto il film…da sopprimere..
questo film è solo un naccozzaglia di scene splatter e pure fatte male e senza senso….lo splatter ha una sua identità se fatto bene ..un suo perchè ma qui di perchè ce ne è solo 1:perchè dario argento si è dimenticato come si fanno i capolavori che faceva un tempo???ovvio,perchè ormai è potente,ricco e famoso in tutto il globo e in automatico,il cervello,scarseggiando di irrequietezza e di genialità che è propria delle giovani menti che aspirano a qualcosa,non gli risponde più come una volta e questi sono i deludenti e dolorosi risultati.daria nicolodi,alias fata turchina che appare soffiando sui piumini da cipria…e ho detto tutto,doveva smettere di recitare dopo profondo rosso,e pure lì se non ci fosse stata non ci saremmo certo pugnalati,anche se almeno li aveva un po’ l’aspetto del manichino plasticoso lungo e secco dall’occhio bistrato e la voce robotica e atona…che una certa inquietudine poteva darla….mahhh…si è capito che madre e figlia stanno sulle scene solo grazie a quel pover’uomo di argento padre….nn si può negare..!!ci piace pensare che non sia il genio di dario argento ad essere decaduto per sempre ma che dietro a questi film cagati per forza …ci sia il volere della ex moglie e della figlia che dicono:-mo il mutuo per la 12esima villa in costa azzurra chi lo paga,papà,caga un po’un filmetto..che ci pensiamo noi a rovinare la tua immagine forever…. torniamo alla terza madre,la fine del film nn la commento ma è la firma adatta per un crescendo di inutilità ,è scioccantemente idiota,sotto tutti i punti di vista,scenografico in primis e recitativo manco a dirlo,,, e giuro,ti viene voglia di andare a chiedere indietro i soldi del biglietto!!! Cosa si salva?nulla apparte la colonna sonora di simonetti ,piacevole all’ascolto ma non certo capace di sottolineare i momenti critici(?)del film,imponenti i titoli di coda musicati da una canzone cantata da dani filth,leader del gruppo black metal “cradle of filth”. buona visione se ci andrete ma non aspettatevi nulla di…… nulla. beppe e rams
fslivere
04 nov 2007 - 13:24 - #19sono andato a vederlo ieri sera e mi sono divertito. Pensando che è una versione censurata, non voglio immaginare quanto mi divertirò quando riuscirò a mettere le mani sulla versione integrale presentata al festival di Toronto. Si dice che la scena dove la madre butta il figlio neonato nel tevere non sia che una piccola parte…l’unica che ci è stato concesso vedere nelle sale.
ho passato due ore con gli occhi incollati allo schermo, e mi sono sentito interessato dal soggetto del film, molto di più che quando vado a vedere i soliti film ben fatti che vediamo ogni giorno.
ben fatti, ma perché?
è questione di linguaggio cinematografico…
noi siamo abituati a seguire i film girati con il linguaggio cinematografico standard: gli attori che parlano come giornalisti televisivi (o il contrario, non so), il finale dei film che è una catarsi dell’intera storia ecc…
Argento, sia per mancanza di soldi, sia per scelta personale, da anni insegue nuovi linguaggi cinematografici. Già dalla “Sindrome di Stendhal” possiamo vedere un cambiamento dai canoni cinematografici standard (americani) a quelli del nord europa; negli ultimi film, da non ho sonno a, soprattutto il cartaio, il linguaggio è quello delle piccole produzioni televisive. Soprattutto la recitazione degli attori, non è più quella standard, ma sentiamo parlare i personaggi come fossero persone reali: le persone reali parlano così, non come a hollywood o cinecittà.
Insomma è una scelta stilistica…
ma…uscendo dal cinema, ho sentito i commenti della gente, molti parlavano male del film, ma avevano sul viso stampato un sorriso soddisfatto…e sono sicuro che se vedessi il volto di quegli utenti che hanno lasciato su questo blog commenti negativi, vi vedrei un sorriso soddisfatto…
perché ieri sera, in quel cinema, dario argento, ci ha dato qualcosa, e anche l’autore del post in questione, sono sicuro, che questo film non lo dimenticherà mai
ray83
04 nov 2007 - 13:31 - #20Di Argento mi è piaciuto tantissimo l’uccello dalle piume di cristallo, profondo rosso va oltre ed è forse il + bel thriller ke abbia mai visto, un capolavoro! tutto il resto di quello ke ha fatto xme vale zero, compreso il tanto acclamato suspiria (ma dov’è ke fa paura?!?). la terza madre lo vedrò xpura curiosità, ma dubito potrà piacermi.
Mauros
04 nov 2007 - 15:01 - #21Un Argento migliore rispetto agli ultimi films, ma sicuramente ancora sottotono rispetto a Suspiria ed Inferno. Non tutti i film possono essere capolavori, e fortunatamente quest’ultima fatica è decisamente sopra la media delle produzioni negli ultini 10 anni. Ci sono dei bei momenti in cui si rivede la mano “felice” di Dario, purtroppo associati ad altri di caduta di tono (al limite della trascuratezza, come il …bambolotto che perde i pezzi!!!, o le streghe che al massimo sembrano pronte per un film pornazzo.) Ma voglio sperare che questa sia, finalmente, l’inversione di rotta che noi tutti fans aspettavamo da tempo. Forza, Dario, aspettiamo la conferma col prossimo film!!!!
nausicaa24
04 nov 2007 - 16:00 - #22il punto è che non è proprio possibile astenersi dallo stile americano. non solo per i registi la cui arte ne è ormamai contamninata, ma per le stesse menti degli spettatori. non che sia lodevole, ma martoriati come siamo dai prodotti americani, ormai siamo assuefatti ad essi, talmente abituati a ritmi scatenati, ai immagini quasi subliminali, che non siamo più in grado di apprezzare un film vecchio stile.il punto su cui riflettere è proprio questo: Argento è stato “costretto” dalla logica del mercato a creare un pordotto dei tal genere. Ad ogni modo almeno con le musiche per me non si è smentito.
M.M.
04 nov 2007 - 16:19 - #23Che brutto, BRUTTO FILM! E pensare che ho fatto a pugni per vederlo in anteprima al Roma con il cast in sala. Alla fine volevo andare a dare un pugno in faccia a Dario Argento…
Caligari
04 nov 2007 - 16:43 - #24Cosa sia successo a Dario Argento in questi anni rappresenta un mistero inedito e strabiliante nella storia del cinema.
Si tratta di un fenomeno da studiare, perché credo abbia implicazioni esistenziali e psicologiche piuttosto che puramente creative, e penso che le opere da lui dirette negli ultimi anni siano soltanto l’emanzione di un suo cambiamento profondo.
Non si spiegherebbe altrimenti una tale radicalità nell’involuzione del linguaggio filmico, tanto che dobbiamo fare appello ai titoli di testa per ricordarci che si tratta di lui.
Per “La terza madre” addirittura, parlare di calo non è sufficiente, perché a fine proiezione si ha la percezione drammatica che tutto sia ormai irrecuperabile.
Argento sembra finito.
Rivedendo quel capolavoro della pura paura che è Suspiria, ma anche l’altro gioiello sperimentale, Inferno, si avverte tutt’oggi intatta l’angoscia e la magia della messa in scena, la maniacale cura dell’inquadratura, dei dettagli e di tutto ciò che è cinema d’autore. L’estetica della morte diventa un canto funebre e inesorabile, gli umani e le cose fanno parte di una ipercolorata e macabra sinfonia violenta, le dimore sono corpi in putrefazione ed i corridoi i labirinti della mente. Ogni fotogramma fa paura, ogni movimento di macchina mette in guardia, l’assenza di logica narrativa è addirittura funzionale a questo delirio visivo.
Non so con quale coraggio, al festival di Roma, abbiano proiettato prima de La terza madre quei due gioielli, perchè il paragone non solo è sadico e crudele ma anzi, è del tutto inutile visto che si fatica davvero a ricondurre le opere allo stesso autore.
Sono passati 18 anni da Inferno, il linguaggio del cinema è cambiato e l’artista è soggetto al cambiamento ma in questo ultimo episodio della trilogia non c’è neppure un lontanissimo barlume delle opere precedenti.
Qui si assiste ad una tremenda involuzione, tale da tramutare un horror in uno spassosissimo film comico. Qualche segnale arrivava già dalla locandina, dozzinale come poche, mentre sono graficamente superbe le altre due. Poi si spengono le luci e si inizia malissimo, con quell’effetto speciale degno del peggiore horror omologato americano, col demone che appare (con suono annesso) nella lente della macchina fotografica, per non parlare del cimitero meno cupo, meno inquietante e più ridente dell’intero cinema del terrore.
Perché maestro, perché?
Poi entra in scena Asia, per la quale nutro una naturale simpatia, ma che sembra sempre meno assimilabile al concetto di recitazione. Passano brividi di imbarazzo tutte le volte che apre bocca, e pure la fisicità, in alcuni passaggi, ha qualcosa di dilettantesco.
A stupire negativamente è anche la fotografia, dozzinale quando rivela uno sforzo, desolante quando ritrae svogliata la Roma più piatta che abbia mai visto. La luce del giorno è così banale ed impersonale da ricordare molto da vicino le peggiori fiction televisive, come anche i dialoghi ed i personaggi che si muovono in una sceneggiatura che scricchiola in continuazione.
Gente che indaga, gente che parla con gente, non si sa chi fugga da chi e perché. Ed Asia impegnata in una lotta che avanza a forza di situazioni forzate, ridicole, messe lì tanto per far continuare la storia.
Stupefacente poi l’apparizione della defunta Nicolodi in mezzo alla cipria, per non parlare del risvolto familiare e dei dialoghi agghiaccianti che ricordano da vicino Gandalf e Frodo Baggins o Guerre Stellari. Senza dimenticare il mantello di Harry Potter, con Asia che concentrandosi (su cosa non si sa) riesce a rendersi invisibile agli altri umani, buttando però poi il cellulare per non essere intercettata dalle streghe!!!
E veniamo a loro, le streghe: dall’epopea tolkeniana e dai richiami potteriani passiamo al clima Almodovar, con le seguaci della terza madre che sembrano uscite da “Labirinto di passioni”. Caciarone, sguaiate e dark fuori tempo massimo, mentre la Mater Lacrimarum (capovolgete la prima lettera ed avrete la soluzione) sembra una qualsiasi Gregoracci per niente minacciosa ma molto porca; quando traballa nuda su quel coso dove sta, ricorda da vicino le prove di Buona domenica. E quello dovrebbe essere un sabbah, un fosco rito demoniaco???? E poi, dopo tutto quel casino, era sufficiente strappare quella tunica (con una lancia, al rallenty!!!!!) e buttarla nel fuoco?
Ma per favore.
Si potrebbe andare avanti ancora per molto, citando per esempio l’osceno effetto speciale digitale in cui brucia una chiesa, l’inseguimento della torcia umana, la fintissima morte della strega, la lotta di asia con la gabina telefonica, un piano sequenza finale nella villa ben fatto ma senza paura e soprattutto l’apocalittica Roma impazzita, così inverosimile da risultare comica.
Una scena di grande suggestione è la fuoriuscita di Asia e compagno dai sotterranei, alla fine: bellissima fotografia e atmosfera da horror postatomico. Peccato però perda tutta la sua forza liberatoria, con le risate che diventano grottesche, visto che l’incubo da cui finalmente liberarsi non c’è mai stato.
E la musica? Senza infamia e senza lode, con le parti corali strasentite in valanghe di horror; basti ripensare ai sublimi intrecci sonori di Suspiria o al grandissimo lavoro di Emerson in Inferno per essere colti subito da malinconia.
Concludo riallacciandomi a ciò che scrivevo all’inizio: qui non si tratta di caduta di gusto, di mancata ispirazione o periodo infecondo, ma credo invece si tratti di perdita di una poetica interiore, di un’anima creativa.
Ciò che manca prepotentemente in questo film è l’anima del regista Argento, la sua capacità di riempire un’inquadratura di sinistre emozioni, di rendere una carrellata un viaggio dentro la psiche, di far “parlare” una casa attraverso i colori e di ammantare la natura di macabra malinconia.
Tutto questo sembra irrimediabilmente perduto, rendendo la storia una sgangherta messinscena fine a se stessa.
Forse Argento, dopo gli anni del furore, è un uomo maggiormente in pace con se stesso, costretto a portare avanti la carcassa del suo enorme personaggio e forse, per salvarsi, dovrebbe rifondare il suo cinema con scelte radicali ed inaspettate.
Queste sono parole di un ammiratore che ha profondamente amato il suo cinema, e che non ne può più di questa lenta e inarrestabile agonia.
TOPO GIGIO
05 nov 2007 - 00:29 - #25FILM PROLISSO,CON ATTORI SCADENTI,PERSONAGGI INUTILI,ATMOSFERA ZERO.
LE SCENE NELLA LIBRERIA E ALLA STAZIONE NON SERVIVANO A NIENTE ALLA TRAMA DEL FILM.
LE STREGHE CHE ARRIVANO IN TRENO E IN AEREO….MA DAIIII!!!!! E POI SEBRAVANO LE FANS DI MADONNA DEI PRIMI ANNI 80..HAHAHAHAH
IL FANTASMA
IL FANTASMA
neodie
05 nov 2007 - 04:06 - #26Complimenti per la recensione e per i commenti che ho letto sopra… Dario, spero li stia leggendo anche tu…
Ancora ho in testa quella tremenda risata finale…
PERCHE’????
sandoro
05 nov 2007 - 11:40 - #27..Io credo che sia facile parlare x noi spettatori..se avete seguito attentamente la genesi della “terza madre”, dichiarazioni di Argento comprese, allora vi sareste dovuti accorgere che D. Argento è stato costretto dalla casa di produzione ad ingagiare collaboratori americani e conseguentemente ad attenersi a determinati parametri, pena mancanza di fondi..i tempi sono purtroppo inesorabilmente cambiati ed un regista al giorno d’oggi molto ma molto difficilmente può attenersi puramente alla sua creatività, al suo spirito d’invenzione, al suo stile insomma, è tutto un budget un magna soldi..figuratevi se la Medusa si sarebbe fatta scappare la possibilità di guadagnare migliardi e migliardi in tutto il mondo..solo x accontentare la ristretta cerchia di veri appassionati dello stile argentiano..secondo me il regista ha fatto di tutto x improntare il film della sua “maniera” e se poi i risultati sono stati non soddisfacenti..cosa ben prevedibile sin dal parto del film non si può massacrare D. Argento così gratuitamente ma vedere ed analizzare attentamente anche tutto il contesto.
enigma
05 nov 2007 - 18:16 - #28trovo che i commenti fatti sul film siano assolutamente gratuiti,non dico questo perche’sono un affezionato di dario ma perche’ trovo che nei suoi film ci sia sempre un tocco di magia del brivido
Fraco l'inglese
05 nov 2007 - 18:56 - #29Purtroppo e’ dal 1984 anno di uscita di Phenomena o forse dal 1985 anno di uscita di Demoni cmq diretto da Bava e solo prodotto da lui che Dario Argento non azzecca un film! A 66 anni e’ meglio pensare alla pensione e non ad infangare il proprio nome con pellicole ignobili! Caro Dario ho amato tantissimo i tuoi vecchi film ma per favore pensa al tuo nipotino ora che sei nonno e lascia stare il cinema! Mi viene da piangere mentre scrivo queste cose ma e’ cio che penso
littletony
05 nov 2007 - 19:23 - #30Gabriele…..davvero una recensione sentita. Cineblog ha un bravo appassionato di cinema che unisce entusiasmo e critica. In ogni caso credo che le critiche siano cosi “evidenti” (e so che anche Asia è molto attenta alle recensioni su internet), che forse Dario Argento non potra fare a meno di guardarsi dietro le spalle, vedendo cosa ha perso in questi anni. Speriamo…….
FECK
06 nov 2007 - 13:22 - #31E’ il piu’ bel film comico di questi anni….complimenti darione….
france
06 nov 2007 - 16:38 - #32capisco anche io sono tristissimo. ho atteso troppo e il film è un vero schifo. bella recensione.
Gattide
07 nov 2007 - 12:29 - #33La Terza Madre
Il nuovo lavoro di Dario Argento che conclude la trilogia composta da “ Suspiria “ ed “Inferno”, era stato annunciato come l’evento di questa stagione cinematografica.
Molto aveva fatto parlare di se in occasione della serata “argentiana” organizzata alla festa del cinema di Roma in cui è stato presentato in anteprima.
La notte di Halloween era la data giusta per far uscire il lavoro nelle sale italiane.
Insomma il film ha avuto un’ottima campagna promozionale fatta di interviste , occasioni ed eventi studiati per incuriosire e ad attirare al cinema non soltanto i ferventi fan del regista romano.
Ed ecco che anch’io, che di Dario Argento ho amato molto “ Suspiria” ma che non sono una sua sfegatata ammiratrice, mi ritrovo la sera del 31 ottobre in una ghermita sala cinematografica di Roma, per assistere allo spettacolo.
Ho sentito dire che sarà uno dei più cruenti che il maestro dell’horror all’italiana abbia mai orchestrato d’altronde, ho letto in un’intervista , lui mette in pellicola le sue stesse paure ed i suoi incubi peggiori.
Di sangue nel film ne scorre a fiotti a cominciare dalla prima scena in cui una povera ricercatrice viene sbudellata da tre demoni risvegliati dopo secoli di oblio.
Sinceramente detesto questa deriva splatter ma l’horror è un genere e come tale ha le sue convenzioni e le sue regole tra le quali più sangue c’è e meglio è.
La Roma che Argento dipinge è una città gotica sull’orlo dell’apocalisse , dove le persone si aggrediscono per futili motivi e giovani madri assassinano i loro bambini.
In un certo senso tutto questo si lega,esasperato dall’artista visionario, ai fatti di più recente attualità e vuole ricondurre quest’apoteosi di malvagità al risvegliarsi della famigerata Terza Madre, la Mater Lacrimarum, la più bella delle tre sorelle strghe ma anche la più spietata.
Tutto ciò da al film un sapore di colossal catastrofico all’americana togliendo il fascino di altri capolavori di Argento in cui il male scaturiva dalla mente e dall’animo umani e poteva essere sia dentro di noi che molto vicino a noi; questo era ciò che mi faceva maggiormente paura, pensare che chiunque accanto a me potesse trasformarsi in un mostro sanguinario pronto ad uccidere.
Inoltre la figura della Terza Madre, fulcro di tutte queste nefandezze, viene lasciata in ombra.
E’ un essere lontano, poco tratteggiato dal quale non scaturisce il bencheminimo alone di mistero e le sue adepte, le streghe che da tutto il mondo giungono a Roma per omaggiarla, sembrano un branco di teen ager scafate e volgari.
Sara, la protagonista interpretata da una monocorde Asia Argento, è una studiosa di archeologia, una mente razionale che deve scontrarsi contro l’irrazionale, il mondo dell’occulto trovandosi anche lei , suo malgrado, a sperimentare degli straordinari poteri paranormali ereditati dalla madre, una strega bianca che le appare ogni tanto sotto forma di ectoplasma ( Daria Nicolodi , madre di Asia anche nella realtà ).
Il film, nonostante tutto questo piattume, ha molti momenti di grazia in cui l’arte di Dario Argento si manifesta con la sua grande abilità nel creare suspance e nel farci letteralmente saltare sulla sedia.
Ringrazio Dario per una scena, non dico quale per non togliervi la sorpesa, in cui mi è davvero preso un colpo!
Quella scena da sola vale tutto il film!
FECK
07 nov 2007 - 17:13 - #34scommetto che è la scena in cui Asia si salva e ride..con quella sua voce stridula…..mi ha messo paura…….nel senso che mi fa paura che al giorno d’oggi facciano recitare chiunque……..
Gattide
08 nov 2007 - 16:53 - #35A Feck…no , non è quella ma quella che hai citato tu è davvero orendaaaaaaaa …. ma che senso ha???? boh
francesco192
09 nov 2007 - 02:12 - #36non ho mai visto un film più schifoso in tutta la mia vita!!!
Come possono chiamare regista uno che crea ste cose?
e come è possibile che sia anche uno di cui si parla tanto in italia? qualcuno potrebbe dire che è un genere particolare,che non si può giudicare da un film….ma in realtà credo proprio che solo in italia un film del genere può essere passato al botteghino accanto a film di ben altro spessore,non dico bei film,ma almeno fatti in un modo decente.
Da completo incompetente sul cinema posso però dire che veramente mai avrei creduto che potesse essere prodotta una cosa così assurda.So solo che ragazzini liceali sono capaci di fare molto meglio…anzi di fare molto meno peggio di questo schifo. Una vergogna
francesco192
09 nov 2007 - 02:20 - #37Gattide, davvero non so come puoi dire una sola parola a favore di questa cosa che non si può definire neanche film.E’ pura spazzatura che sembra fatta da un 14enne.Non so chi tu sia e non mi interessa,ma credo che solo uno che una persona davvero onesta non cercherebbe di salvare una cosa che è oggettivamente fatta male.Orribile
Gattide
09 nov 2007 - 19:36 - #38Io cerco di essere oggettiva, degli sprazzi c’erano, almeno per me, nel film.
Certo solo degli sprazzi e non è certo una gran cosa ( Non è un complimento alla fin fine)
Forse , non essendo io una fan, non mi adiro più di tanto : uno o più film schifosi nella propria carriera li possono fare tutti i registi, quindi non mi stupisco che lo possa fare anche Dario Argento.
SAMURALE
12 nov 2007 - 11:53 - #39io non ho ancora visto il film…ma mi sono letto tutti i commenti…
sono piu’ che un appassionato..direi uno studioso del cinema Argentiano (tutti i miei fumetti sono un omaggio al regista)..ma nonostante tutti questi post non ho letto nulla di tecnico…perche’ e’ di tecnica che si parla quando si scrive qualcosa su Argento…
Fotografia, luci, montaggio..nessuno che abbia commentato la cosa…solo dalle foto pubblicate on-line si nota la scelta stilistica di citare se stesso e prendere le distanze dagli ormai pessimi film “amerigheni” che da un decennio escono nelle sale cinematografiche…
quei film che grazie ad una fotografia patinata e moderna (Saw, the ring, Se7en etc…) nascondono il vuoto piu’ assoluto…
Condivido pienamente la scelta stilistica di cambiare tono agli attori secondo i target “da sceneggiato televisivo”…approvo in pieno il voler citare (se pur indirettamente) produzioni cinematografiche fuori dal genere, con conseguente dose di ironia e autoironia, appoggio l’utilizzo di FX artigianali in alternativa al digitale..i primi molto piu’ ingenui e per questo piu’ crudi e da sognatore ad occhi aperti rispetto ai secondi che non lasciano spazio alla fantasia dello spettatore).
forse proprio i “vecchi” fans che attendevano questo terzo capitolo sono i primi a sbagliare…ormai piu’ che adulti e viventi in un mondo dove basta girare su internet per vedere come viene decapitato un soldato..si aspettano l’emozione piu’ forte quando invece in primis i film di argento vogliono staccarsi dalla realta’ per mostrare invece degli stereotipi, per farne della poesia surreale (pur con tematiche attualissime e relativa denuncia).
Non avendo visto il film non posso giudicarlo direttamente…ma posso valutare l’andamento della cinematografia di Argento e azzardare che la sua scelta e’ quella di rimanere coerente con se stesso (nel limite di tagli e censure da parte delle produzioni).
Una scelta che gli fa onore in mezzo allo schifo che ci propinano…se poi con le nuove generazioni (Mio figlio di 12 anni ha visto di recente profondo rosso e phenomena senza battere ciglio e con qualche risatina!) cambiano le aspettative e soprattutto la sensibilita’ (ahime’)..non penso sia giusto farne una colpa.
Lo stesso tarantino realizzando Kill Bill ha giocato su questo…tutti al cinema a cercare la sostanza (poi delusi dai salti alla Hong-kong movie e da una trama da telefim anni 70) e pochi eletti invece a cercare la forma (carrellate, citazioni cinematografiche non solo di genere ma dai classici ad oggi..chi sa da quale film ha preso l’inquadratura con la soggettiva della sposa che da dentro alla bara guarda buddy vince un mio fumetto!)..ovviamente accontentati e soddisfatti…
forse Argento non gioca col suo cinema passato come QT fa con tutto il cinema?
Senza rivelarmi troppo qualcuno sa’ dirmi se nel film si riprendono tematiche come quella dell’occhio (chi vede si condanna…tenebre, 4 mosche di velluto grigio, il gatto a nove code..opera), quella del rapporto omicidio-sessualita’, o il gioco di camera per rendere lo spettatore protagonista sia nel bene che nel male :”chissa’ come viene ammazzata questa…”?…
Ci sono trucchetti come in Suspiria (la fontana all’inizio con la pioggia…le maniglie nelle porte del collegio montate piu’ in alto come se le vittime fossero dei bambini- tema la fiaba)…la protagonista (potenziale innocente catapultata nel mondo corrotto degli adulti ecc…)…incidenti casuali (la pioggia di vermi dal soffitto) atti a deviare lo spettatore dal plot di base per aumentare la veridicita’ della situazione (eventi di vita per cosi’ dire comune…)??????????
L’utilizzo di musiche on-screen (in inferno la musica e’ quella che ascoltano i protagonisti…)?
Le carrellate fiume?? la camera sopra le teste degli attori ad avvisare che il male sta arrivando in inferno
il tema di cio’ che sta sotto…del male..della discesa all’inferno che fa la prima vittima (a bagno) di inferno, la protagonista di suspiria nello svelare il mistero, jennifer connelly in phenomena….
so..che in fondo la gente va al cinema per gustarsi un film e magari fare un paio di salti sulla sedia..senza per forza dover fare tutte queste valutazioni…ma proprio chi fa cosi’ non puo’ atteggiarsi a critico accampando chissa’ quali teorie personali……
per il resto mi riservo di vederlo nei prossimi giorni (unica conferma a prescindere..temo al vedere la figlia all’opera..non penso sia il suo genere);-)
Gattide
12 nov 2007 - 15:49 - #40La forma: da produzione televisiva, le atmosfere non ci sono ( giusto un po’ quando Sarah entra nella casa della Terza Madre) è tutto molto piatto.
Niente a che vedere con Suspiria! Lì si che c’erano giochi di luci ed invenzioni scenografiche!
Qui non ti aspettare niente di questo!
SAMURALE
12 nov 2007 - 20:00 - #41AZZ…sono gia’ preoccupato….
ad ogni modo mi esprimero’ nel giusto modo a film visto…
quello che ho scritto sopra era solo in funzione di alcuni post (molto diversa dall’analisi che hai fatto tu) che linciavano gratuitamente senza magari conoscere i retroscena dell’autore…
del resto gente come Leone o fulci hanno fatto i conti con la critica per tutta la loro vita e solo molto tardi se non postumi hanno avuto la gloria che gli spettava di diritto…e che diritto….
mi intristisce il leggere commenti cosi’ distruttivi da chi manco l’ha studiata semantica, sceneggiatura o storia del cinema…..per carita’ liberi di avere una opinione ma prima di dare dell’incompetente ad un regista che ha scritto e co-sceneggiato opere come “c’era una volta il west) sarebbe giusto informarsi di come si fa cinema…
in una sola scena di tenebre ci sono sicuramente piu’ citazioni e tecniche innovative di luci, montaggio e fotografia di un qualsiasi altro film di genere recente…
il 90% delle tematiche horror usate nelle baracconate che si vedono oggi (Ricito Saw perche’ indegno di essere chiamato film…ma anche the ring -vs. amerighena- e’ una scatola vuota con una bellissima etichetta sopra!!!un paio di cassetta tanto per gradire….)..sono prese “malamente” dalle stesse di Argento di ventanni fa (vedi locandine varie di Deep Reed..quelle giappo sono esagerate!)…fortuna che poi arrivano Quentin e Robert con delle kikke a dir poco geniali a dimostrare che qualcuno capisce ancora qualcosa di cinema horror e citano a dovere il maestro insieme ai colleghi (Bava, Fulci e perche’ no anche Avati quando ci si mette va tremare!)
anche io come altri ho apprezzato maggiormente i primi film di Argento…ma ho sempre attribuito la cosa all’avanzamento dell’eta’ ed a una maturita’ e disincanto raggiunti (ovviamente mia)…
HO VISTO la maggior parte delle sue opere nella mia adolescenza…
di solito il bello dei suoi film e’ proprio l’aurea fiabesca che li avvolge…ti senti realmente un bambino che fugge dall’orco (sia quest’ultimo un killer o una strega)…grande e praticamente invincibile (di solito l’assassino rimane poi vittima di se stesso…e muore per caso o ucciso da qualcosa di ancor piu’ fiabesco…le mosche e lo scimpanze’ di phenomena..mai dal protagonista se non per sfiga estrema…)
ora azzardo l’ipotesi finale…nella vita di una persona gli eventi scolpiscono il carattere..e Argento non ha avuto vita facile da cio’ che si legge nelle bio o dai giornali….che il mostro della realta’ abbia ucciso (io penso solo ferito) il sogno (incubo) del bambino che era???
Niente da fare e’ cambiata la sensibilita’ delle persone…sempre piu’ apatiche, indifferenti….la gente ha smesso di sognare e un regista/autore deve imboccare il pubblico come fosse un celebroleso…il bello di Argento e’ invece il saper lasciare quel cono d’ombra da riempire con la propria fantasia….con le proprie paure…il suo sogno incompleto ma proprio per questo umano ed ingenuo come i nostri.
scusate l’intrmezzo un po’ fuori tema, il giusto per farmi odiare da qualcuno…e per esprimermi (quando non lo faccio con i miei comics) la mia dedizione al genere che amo e a chi lo ha reso cosi’ affascinante!!
moh me ne sto zitto…
MadmaX
14 nov 2007 - 19:03 - #42Gabriele la penso come te su tutta la linea… purtroppo ! Ogni volta mi ripeto che è l’ultima… che non andrò mai più a vedere un film del(l’ex) Maestro… e ogni volta ci ricasco e mi faccio sempre più male !
mmciak
18 nov 2007 - 23:20 - #43Io non sono d’accordo su chi scrive male su:”La terza madre” diretto da Dario Argento,perché devo dire che non mi è dispiaciuto.
Dario Argento dopo ben 27 anni chiude la trilogia delle madri
ed era già una cosa difficile finirla in questi tempi,
dato che è assodato che il regista non è più quello di un tempo,
ma con questo diciamo che si è salvato su calcio d’angolo.
Questa volta Argento costruisce un Film gradevole
con una sceneggiatura che alterna buone con alcune meno
scelte registiche con un utilizzo dello splatters non male,
facendo l’occhiolino al fantastico che a mio parere è la
parte più debole perché la scena del fantasma della
madre non mi è molto piaciuta anzi è molto fastidiosa.
Invece le buone scelte sono per esempio la scimmietta
che ti da il senso che la madre Lachrimarum che la insegue
e ricorda “Monkey Shines” di Romero,ed anche com’è costruita
questa madre che è provocante perché è bella,nuda e lesbica
e che sembra uscita da un Film di Polselli.
Ma la pellicola va in crescendo fino all’epilogo finale dove la protagonista quando scende nei bassifondi per trovare la strega,il regista sceglie di farla almeno la prima parte tutta in piano sequenza che è molto efficace e di non risparmiarsi tra orge che sorprende lo spettatore.
Ma è capace a farci entrare in una atmosfera inquietante
con un tutto sommato buon ritmo e facendo anche
accadere in fretta gli eventi facendoci conoscere
in fretta le streghe che sono una sorta di Top Model
che provocano e si aggirano alla stazione Termini
come se sfilerebbero in una passerella.
Questa volta Asia Argento rende alti e bassi perché
a volte è bravissima con questi occhi spaventati
e terrorizzati,ma a volte proprio è falsa ma sempre
per lo stesso problema del doppiaggio che il
padre non ha capito che è più brava in presa diretta.
Comunque questa volta il problema del doppiaggio
non è in tutto il Film però a volte da fastidio.
Nel Cast figurano:Philippe Leroy-Daria Nicolodi-Valeria Cavalli-Clive Riche-Udo Kier-Cristian Solimeno-Moran Atias e Franco Leo.
Bella la colonna sonora di Claudio Simonetti che fa
il verso a quella dei “Goblin” che è una delle cose
migliori del Film e risulta azzeccata con tutto il
complesso.
In conclusione un buon Film medio dove praticamente
alla fine risulta uno dei migliori lavori di Argento degli
ultimi anni,anche per una seconda parte coinvolgente
e un finale in crescendo con uno splendido piano
sequenza dove la macchina da presa segue la protagonista
tifando per lei,e che sorprende per l’uso dello splatters
con dei squartamenti,impalamenti,sgozzamenti e morti violente
che ti fanno rimanere senza fiato anche con lo scopo di mostrare il caos che regna nella nostra società paralizzata dalla violenza,e dove con questo chiude dignitosamente questa trilogia che gli ha portato tanta fortuna sperando che i futuri lavori del regista vengono curati (anche di più) come questo.
Il mio voto: 6,5.
Ciao a tutti!
Massimo1977
05 gen 2008 - 18:32 - #44mmciak: fuma meno canne, cosi’ i film li vedrai per quello che sono, in questo caso un aborto.
nausicaa: se un film fa ca.gare non è colpa degli stereotopi del cinema americano ma dell’abisso di incompetenza, mancanza di senso artistico e qualità in cui sembra piombato Argento. Prova ne è che tutti i suoi ultimi lavori fanno piuttosto schifo. finiamola piuttosto con stò modo di pensare tutto italico che se una cosa la facciamo male non è colpa nostra ma degli altri… Argento artisticamente è morto, non è più lui da anni. E se si ostina a scritturare la figlia che recita come la mia chiappa sinistra, cioè in maniera affatto espressiva, allora diamogli il de profundis
peterlazy
22 mag 2008 - 12:06 - #45Allora: premetto che in sintesi il mio giudizio sul film è una deludente sufficienza data da un bilanciarsi di criiche pesanti che mi sento di rivolgere alla nuova opera di Argento e di trovate non disdicevoli che ho riscontrato al suo interno. Tra queste ultime si annoverano alcune ambientazioni (il museo, la cripta nel finale), la fotografia notturna, alcune sequenze che trovo ben fatte (il massacro a casa del prete, sempre il museo iniziale, il già citato mambino nel fiume). Tra le grosse pecche ci metto di sicuro il ”Vai, adesso!” del fantasma Nicolodi e tutta la sua parte in generale, scelta che mi fa domandare come Dario non faccia ad accorgersi che è pessimo dato che tutti noi lo abbiamo riscontrato!! A seguire viene una Asia Argento mediamente incapace come al solito (ma la voce ce l’ha e se la tiene, che ci può fare??), la cinese che fa il verso al nu-horror giapponese ma soprattutto una cosa fondamentale: Mater Lacrimarum!! Trovo che in questo film manchi il rispetto per la figura fondamentale per la trilogia. Le tre Madri sono figure rese mitologiche più che storiche, nei due film precedenti attraversavano le pellicole impalpabili ma diaboliche e raffinate (soprattutto in Inferno) quanto tremende; ora la Madre è una figa perennemente con le grazie in mostra che muore come in modo inguardabile senza nessun rispetto per la sua figura!! A metà film pensavo che la Madre fosse chi si spacciava per amica della madre di Aisa argento..Sarebbe stata, a mio avviso, una bella trovata riservare nel finale una agnizione in cui chi si spacciava per alleato in relatà era la perfida Madre..il regista però non sono io e così mi sono trovato un finale telefonato e affrettato che, mi ripeto, non tiene conto dell’imponenza della figura in oggetto. Sembra quasi che la trilogia sia stata portata a termine da un giovane regista che poco o nulla sa dei primi due capitoli dell’opera. Non si poteva certo pretendere che il film riprendesse i canoni stilistici di Suspiria ed Inferno..sono passati 30 anni e il tutto sarebbe suonato un poco patetico e sterile. Di sicuro trovo questo film migliore de ”Il cartaio”, a mio avviso il pegior film di Argento e penso che senza le sopracitate trovate pessime e degne diun neofita della regia il film sarebbe stato se non altro carino…PS: ma avete viso JENIFER e PELTS??? Sembra un altro regista: non ci sono banalità, sono senza sbavature e brillanti come regia (pur senza virtuosismi)…Non sarà mica che a Dario non piace più girare in Italia e nella sua amata Torino???
LaVerità
12 ott 2008 - 01:32 - #46Perfino Sailormoon S (3°serie) è più noir horror e registicamente da oscar! ….MA STIAMO SCHERZANDO?
ma poi le donne belle dove sono? e quella sarebbe la strega più bella? UNA 15ENNE ANORESSICA CHE PARLA COME UNA DI NON è LA RAI? MA LE DONNE DI UNA VOLtA DOVE SONO FINITE? nemmeno un video clip anni 80 dei duran duran era così come dire…FOLK.
No comment sulla scena finale che perfino i film di Pierino erano più credibili.
NO COMMENT SULLA FIGLIA DI ARGENTO…brutta senza talento con la voce da coatta romana che doveva essere coperta almeno con un doppiaggio di plastica come gli altri attori ma sempre meglio di quella cosa che biascica parole insulse. I dialoghi poi va beh perfino candycandy dice cose più logiche.
No comment sugli attori falliti da Porno b movie anni 80 tra investigatori e comparse varie.
ma li ha presi senza guardarli argento? cioè no fatemi capire sarebbero attori quelli?
scena più stupida: la chiesa in fiamme fatta in CG.
scena più infantile: la finale
scena più ridicola: la strega anoressica impalata dall’obelisco
MI chiedo cosa aspetti a trovarsi un lavoro quella e lui è bene che si trasferisca a vivere negli usa (un paese ormai fallito oltretutto) dove puoi vendere qualsiasi minkiata!
IL CINEMA è ESTINTO!
e io chiedo i danni!
LaVerità
12 ott 2008 - 01:41 - #47AH DIMENTICAVO: AVETE PRESENTE IL TELEFILM STREGHE?
è DA OSCAR A CONFRONTO!
E LO HA PURE COPIATO!
RITIRATI E GODITI LA PENSIONE!
GRAZIE.
Ikkyusan
25 dic 2008 - 23:35 - #48Che dire…ho noleggiato il film in DVD per vedermelo durante le feste…purtroppo da vecchio fan mi ostino a volerli vedere tutti i suoi film.
Per fortuna che esiste la barra di scorrimento, così dopo circa 20 minuti dall’inizio ho cominciato a saltare di scena in scena per arrivare alla fine dopo 10 minuti…totale film 30 minuti…
Un’accozzaglia di scene slegate tra di loro, la stazione ad esempio dove prende l’altro treno ma si ritrova uguale a destrinazione, effetti splatter gratuiti che non aggiungono terrore ma solo schifo, personaggi (anche importanti) introdotti e annientati nel giro di qualche minuto…
Asia Argento poi…non voglio spendere parole cattive, ma come attrice proprio non ce la vedo…
Commento: mah !!??!
marranio
16 feb 2009 - 14:50 - #49ah… il grande dario… che fin dai suoi luminosi esordi ha copiato fantastico MARIO BAVA e chiunque altro gli capitasse a tiro (il suo grande maestro a detta sua è hitchcock… ma ‘ndo azz stà la classe di alfred nei suoi film?), partorendo comunque delle pellicole belle e degne di nota fino ad inferno, che senza il compianto bava nemmeno avrebbe visto la luce, dato che la splendida fotografia e scenografia le si devono a lui, ovviamente. chiunque conosca un minimo il maestro bava sà che i colori di suspiria ed inferno erano già stati introdotti nelle vecchie pellicole storiche del grande mario. l’uso delle gelatine colorate sulle luci sono una sua idea. quindi fuck a chi dice che argento ha inventato qualcosa. prima di parlare dei gialli, degli horror, del gore argentiano guardatevi i film di bava!!! tra l’altro l’unica recitazione decente della nicolodi è dovuta al suo ultimo capolavoro SHOCK. sarà un caso che dariuzzo sia sceso sempre piu nella tinozza della putrefazione da quando è mancato il maestro bava? dopo inferno non si può più parlare di dario argento.. a meno di non collegarlo a ste schifezze che sembrano partorite da un vecchio demente con l’alzheimer. c’hai l’alzehimer dario? dimmi di si..sarebbe la tua unica scusante. asia invece non ne ha.
Madensen74
16 apr 2009 - 19:42 - #50allora: ho appena finito di vederlo, ho speso 5 euro e ora voglio il resto di 10 euro